Università: specializzandi medici mobilitati sotto Regione Toscana

Università: specializzandi medici mobilitati sotto Regione Toscana

“Serve un’inversione di marcia, servono investimenti mirati a una formazione accessibile e di qualità, che garantiscano per i prossimi anni la fruibilità e la sostenibilità del Servizio Sanitario”. Lo afferma la Rete della conoscenza commentando la giornata di mobilitazione di oggi che ha visto scendere in piazza decine di medici in quattro Regioni italiane fra cui anche la Toscana.

“I documenti presentati alle Giunte e ai Consigli Regionali hanno ribadito – spiega l’associazione studentesca – l’importanza della formazione specialistica in ambito medico,
attraverso l’analisi dei bisogni di specialisti nei prossimi anni, richiedendo con forza un intervento da parte delle Regioni, enti che dal 2001 gestiscono di fatto il Ssn”.

Il numero di circa 6000 borse previsto per questo anno accademico “è assolutamente insufficiente”, a parere della Rete, per supplire alle future richieste di Medici specialisti,
fabbisogno stimato dalle regioni nell”ordine di circa 8000 unità annue.

“Su questo sono evidenti le responsabilità che stanno in capo al Ministero della Salute e a quello dell’Economia, assolutamente non intenzionati – osservano gli studenti – a fare
una programmazione di lungo periodo che vada a soddisfare le esigenze strutturali del Ssn, legata alla richiesta di un piano di assunzioni sull’intero territorio nazionale, necessario anche alla luce dei recenti casi che hanno riempito le pagine della
cronaca nei mesi estivi. In questo un piano centrale è quello delle regioni, che già in anni passati si sono in parte assunte la responsabilità di supplire alle mancanze da parte del Governo centrale, al fine di sostenere le strutture sanitarie locali nell’interesse della popolazione tutta, esigenza espressa anche in sede di Conferenza Stato – Regioni”.

Per questo oggi “abbiamo chiesto alle Regioni – conclude la Rete della conoscenza – di attivarsi affinché si arrivi a una posizione unitaria su questi temi nelle sedi istituzionali
opportune, e affinché ciascuna Regione, nel proprio ambito di competenza e in base alle proprie necessità, si impegni a garantire il massimo accesso possibile alle scuole di
specializzazione delle proprie università, aumentando il capitolo di spesa relativo alle borse e impegnandosi a superare il blocco del turn over, che sta mettendo in ginocchio il
Servizio Sanitario come il futuro dei giovani specialisti”.

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