FIRENZE, “IO TASSISTA MINACCIATO DA PEDALATORE DI RISCIO’”

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“Ho fatto un incidente  con un risciò e il guidatore non aveva ne regolare contratto di lavoro ne assicurazione” denuncia la lettera del tassista fiorentino: com’è possibile che risciò circolino in questo modo?

“Come avrà saputo dal suo Corpo di Polizia Municipale e dalle cronache, ieri sono stato protagonista a bordo del mio taxi di un incidente con un risciò” queste le premesse della lettera che il sindaco di Firenze Nardella si è visto recapitare da parte di un tassista fiorentino. Una vicenda che, si legge, “ha assunto toni grotteschi.”

Una volta accertatosi che il guidatore di risciò non si fosse fatto male, il tassista, si legge nella lettera, avrebbe proposto una “banale constatazione amichevole.” Giunto sul posto il titolare d’impresa dell’azienda di risciò si sarebbe rivolto al tassista “con una maleducazione ed un’arroganza che possono concedersi solo a chi è certo di potersi muovere nell’impunità.” Una situazione aggravata dall’arrivo di altri collaboratori che, stando alla lettera, si sarebbero rivolti con minacce nei confronti del tassista. Quest’ultimo avrebbe chiamato la Polizia Municipale che “ha potuto rilevare che il pedalatore, oltre a non avere copertura assicurativa per danni a terzi, non avesse documenti, né nessun rapporto di collaborazione professionale, ma solo un permesso di soggiorno.”

I danni alla vettura, continua il tassista, “1500 euro circa di danni subiti dalla mia vettura ed un probabile diritto di risarcimento danni” che sarebbe impossibile far valere, si aggiungerebbero alla “preoccupazione per me e la mia famiglia, procuratami da quelle minacce.” “Come possiamo accettare che con una semplice Scia operino attività senza controllare che abbiano copertura assicurativa e un regolare rapporto di lavoro con l’impresa titolare?” si chiede a questo punto la lettera ponendo la domanda direttamente al sindaco Nardella.  “Se a bordo di quel mezzo vi fossero stati dei passeggeri” fa notare la lettera “senza cinture o altri mezzi di protezione, oggi non parleremmo di soli 1500 euro di danni.”

Recentemente “il Consiglio di Stato si è espresso in merito al modo irregolare con cui sono rilasciati questi “nuovi” vettori di mobilità” prosegue la lettere, eppure “ne vediamo la Città sempre più invasa.” Lo stesso sindaco avrebbe “perorato un intervento sul tema da parte delle Istituzioni nazionali” però “sotto la precedente Amministrazione, di cui Nardella era Vicesindaco, si aprirono le porte a queste nuove forme di trasporto”. C’è, poi, un aspetto “più culturale relativo alla convivenza civile con cittadini stranieri: com’è possibile che queste persone si sentano in diritto di rivolgere, perfino di fronte alle Autorità, delle minacce? Non “un approccio xenofobo”, ci tiene a specificare la lettera “ma mi pare che siamo sempre più ospiti in casa nostra.”

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