Denuncia stupro: Pinotti, la sospensione non basta. Arma sia parte civile

Denuncia stupro: Pinotti, la sospensione non basta. Arma sia parte civile

“Non ci sono attenuanti, sono state fatte cose gravissime, contro le regole e contro l’etica dei Carabinieri. Il mio giudizio è che non si possa stare nell’Arma con comportamenti di questo tipo.”

“Non posso anticipare l’esito della commissione interna, il primo atto è stata la sospensione ma penso si debba andare oltre. Bisogna far lavorare le inchieste, ma di fronte a fatti del genere bisogna mettere in atto le azioni più forti e nette”. Lo ha detto la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, parlando a Porta a Porta, in onda stasera, dei due Carabinieri accusati di stupro da due studentesse americane a Firenze.
“Dobbiamo dare un messaggio di condanna ma anche un forte abbraccio all’Arma dei Carabinieri e a chi ogni giorno lavora per strada. Ho testimonianza ogni giorno di fatti eroici. È anche un dolore personale. Il fatto – ha aggiunto Pinotti – è di una gravità inaudita, lo è sempre la violenza carnale sulle donne, ma effettuato da persone che indossano la divisa è ancora più grave. Ho sperato che non fosse vero. È un dispiacere immenso che due persone dell’Arma dei Carabinieri possono avere fatto una cosa così”.
Pinotti consiglia all’Arma di costituirsi parte civile. “Anche la procura ha detto l’Arma è parte lesa.” Ha infine concluso: “Come donna, come madre e come responsabile istituzionale dell’Arma provo rammarico e dolore”.

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