Forteto: Fiesoli assolto al processo bis

Forteto: Fiesoli assolto al processo bis

La corte di appello di Firenze ha assolto Rodolfo Fiesoli, fondatore della comunità il Forteto in Mugello (Firenze) in un processo per abusi sessuali su un minore ospite della struttura riformando nettamente la sentenza del primo grado che lo aveva condannato a 8 anni.

Fiesoli, difeso dall’avvocato Lorenzo Zilletti, è stato assolto perché ‘il fatto non sussiste’. Il processo nasce da una denuncia di un giovane che , minorenne, nei primi anni 2000 frequentava il Forteto il pomeriggio e, talvolta, vi pernottava su indicazione degli assistenti sociali.

Nella denuncia il giovane, che come gli altri minori del Forteto proveniva da una famiglia disagiata, accusava Fiesoli di averne abusato sessualmente. Questo ha portato a un nuovo processo contro il ‘guru’ del Mugello, successivo a quello principale per maltrattamenti e violenza sessuale che ha portato a condanne, a vario titolo, di Fiesoli (che ha avuto 14 anni e 10 mesi) e dei suoi stretti collaboratori.

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Forteto: associazione vittime, via soci condannati è obiettivo commissario

Forteto: associazione vittime, via soci condannati è obiettivo commissario

“Il principale obiettivo del mandato conferito dal ministero dello Sviluppo Economico” al commissario per la cooperativa Il Forteto Jacopo Marzetti è “quello di sciogliere la setta attraverso l’esclusione ‘di tutti i soci coinvolti nel procedimento penale'”.

Lo scrive, in una nota, l’Associazione vittime del Forteto dopo aver letto la Gazzetta ufficiale dove è stato pubblicato il decreto di nomina. Secondo l’Associazione, di cui fanno parte alcune delle vittime di Rodolfo Fiesoli, il ‘guru’ della comunità che accoglieva ragazzi e ragazze in difficoltà condannato per violenza e maltrattamenti, “dovranno di conseguenza essere esclusi, non solo i soci che sono stati condannati penalmente insieme a quelli che hanno beneficiato della prescrizione e che sono stati condannati in solido con la cooperativa a pagare alle parti civili pesanti somme a titolo di provvisionale, ma anche quelli che hanno testimoniato nel corso del recente processo descrivendo il Forteto, per usare parole del Tribunale, ‘un’oasi felice di tranquillità, libertà e pace'”.

In pratica, secondo quanto spiegato nella nota, degli attuali circa 50 soci lavoratori della cooperativa, “con i criteri indicati dal ministero ne verrebbero esclusi almeno la metà: tra quelli che rimarrebbero 9 sono parti civili e soci dissenzienti e 4 disabili. In pratica, dopo 40 anni, verrebbe annientato il braccio economico della setta!!! – continua l’Associazione delle vittime -. Finalmente si tiene conto delle sentenze passate in giudicato e, in tal senso, non possiamo che ringraziare il ministero dello Sviluppo economico per quanto sta facendo”  contro quelle “persone rimaste fedeli al Fiesoli” che hanno reso “deposizioni testimoniali dolosamente false e reticenti, nascondendo la realtà e offrendo ricostruzioni fantasiose e distorte degli accadimenti”, conclude la nota.

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Forteto: Mise ha commissariato cooperativa

Forteto: Mise ha commissariato cooperativa

Il commissariamento del Forteto è arrivato. L’annuncio twittato dal Ministro Bonafede arriva dopo mesi e mesi di richieste, appelli, sollecitazioni bipartisan, dai sindacati e Confcooperative per fare luce sui rapporti tra la comunità capeggiata da Rodolfo Fiesoli e l’azienda mugellana, dando  a quest’ultima nuove prospettive gestionali e produttive. Il Ministero per lo sviluppo economico nei prossimi giorni nominerà così un commissario per la cooperativa di Vicchio.

“Il Forteto è stato finalmente commissariato”. Inizia così la breve comunicazione serale del Ministro della Giustizia  che però ha un valore enorme dopo mesi ed anni di richieste a gran voce affinché le sorti della cooperativa potessero avere una cesura definitiva rispetto ad una commistione che per troppo tempo ha legato l’immagine e la gestione del Forteto al  guru della comunità, condannato per maltrattamenti e violenze sessuali.

“Il Governo ha fatto in pieno il suo dovere, quello che i precedenti governi non hanno avuto il coraggio di fare”. Così, su twitter, Bonafede annuncia il commissariamento della cooperativa dove lavorano molti degli ospiti della realtà creata da Rodolfo Fiesoli.

“Era un atto dovuto.  Si tratta di un passo verso la giustizia in quella che è una delle pagine più vergognose e oscure della storia recente della nostra regione”, ha commentato il consigliere regionale di M5S Andrea Quartini.

“Finalmente il Forteto è tolto dalle mani dei fedelissimi di Fiesoli, una decisione che sarebbe dovuta arrivare molti anni fa. Ci auguriamo che venga nominato un commissario che garantisca l’indipendenza e abbia la forza necessaria per rompere in maniera drastica e senza esitazioni con il passato”. Ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli che insieme a Bambagioni del Pd, ad Alberti della Lega e allo stesso Quartini aveva rivolto un appello a fine novembre a Di Maio dopo il tentativo dell’attuale dirigenza di espellere due soci lavoratori che hanno contribuito in maniera determinante a dare il via alle indagini che hanno portato alla luce il sistema di illegalità e violenze emerso e sancito anche dalla Corte di cassazione.

Il Ministero per lo sviluppo economico nei prossimi giorni nominerà così un commissario per la cooperativa di Vicchio. “A parte la triste corsa a metterci sopra il cappello… era l’ora”. Lo scrive su facebook il deputato Fi, che ha presieduto la prima commissione di inchiesta sul Forteto del Consiglio regionale della Toscana, Stefano Mugnai. 

Un commissariamento chiesto in questi anni non solo dalla commissione d’inchiesta regionale sul Forteto e da numerosi esponenti politici e sindacati, ma anche, di recente, dalla relazione presentata da Confcooperative a conclusione dell’ispezione 2017 che avrebbe contestato alla coop una mancata discontinuità nei rapporti con la comunità del Forteto.

“Finalmente giustizia è fatta su una delle pagine più brutte della Toscana. Finalmente le vittime del Forteto dopo tante sofferenze hanno avuto giustizia. Il ministro Di Maio è riuscito là dove altri hanno fatto orecchie da mercante. L’augurio è che il commissario sappia rilanciare un’azienda importante per la Toscana”. Così Paolo Bambagioni, consigliere regionale del Pd e già presidente della seconda commissione d’inchiesta, destinatario nelle settimane scorse di una querela da parte della cooperativa per dichiarazioni relative alla mancata discontinuità ai vertici della cooperativa. L’udienza, in calendario il 18 dicembre scorso, è stata rinviata al 5 febbraio prossimo.

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Forteto, Donzelli (FdI): “potere in mano a chi difese Fiesoli, urge intervenire”

Forteto, Donzelli (FdI): “potere  in mano a chi difese Fiesoli, urge intervenire”

“Il Presidente Palanti avrebbe affidato compiti pesanti al vicepresidente Francesco Rotini e al consigliere Alberto Bianco, che al processo hanno difeso la comunità e minimizzato sulle allucinanti regole che hanno reso quel luogo una setta” denuncia il  Parlamentare.

“Al Forteto sta succedendo ancora una volta qualcosa di inquietante. Personaggi tutt’altro che discontinui rispetto al pedofilo Fiesoli, che sappiamo avere ancora un’influenza importante nella cooperativa, avrebbero ripreso in mano direttamente il potere. Lo stesso Presidente Palanti avrebbe affidato compiti pesanti al vicepresidente Francesco Rotini e al consigliere Alberto Bianco, che al processo hanno difeso la comunità e minimizzato sulle allucinanti regole che hanno reso quel luogo una setta. Se le notizie saranno confermate si tratta di fatti gravissimi che il governo ha il dovere di verificare subito per intervenire e commissariare con urgenza la struttura”. E’ quanto afferma Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia ed ex vicepresidente della Commissione regionale d’inchiesta sul Forteto, commentando le notizie riportate oggi dall’emittente Lady Radio.

“Palanti, dalla sua elezione a presidente nel giugno 2015, fu chiamato a portare in cooperativa la ‘discontinuità’ rispetto al passato – sottolinea Donzelli – intenzione che ha ribadito egli stesso nel febbraio 2016 durante la visita della Commissione d’inchiesta. Quanto apprendiamo oggi mette il sigillo definitivo sul fallimento si questo obiettivo: oggi Palanti si rifiuta persino di rispondere ai giornalisti. Su una vicenda così delicata e anche per la tutela delle persone che lavorano al Forteto è necessaria una trasparenza che oggi non c’è. Quello che sta succedendo è gravissimo: chi ancora difende questa governance della cooperativa, e quindi nega la necessità del commissariamento per una reale rottura – conclude Donzelli – si assuma la responsabilità di non volere alcun cambiamento rispetto a chi ha guidato il Forteto negli anni bui degli abusi”.

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Forteto: Mugnai (Fi), nuova condanna a Fiesoli conferma l’esistenza di una setta

Forteto: Mugnai (Fi), nuova condanna a Fiesoli conferma l’esistenza di una setta

“La nuova condanna comminata a Rodolfo Fiesoli per gli orrendi abusi perpetrati ai danni di minori collocati in affido all’interno della comunità Il Forteto del Mugello, in provincia di Firenze, non è che l’ennesima conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto anche in ordine all’esistenza di un ”sistema Forteto” e sul fatto quella comunità avesse, come ancora ha, la natura di una setta. Per questo non posso che rinnovare l’invito alla maggioranza Lega e M5S affinché consenta la rapida attivazione della commissione d’inchiesta parlamentare che io stesso ho richiesto calendarizzando la mia proposta di legge”.

Lo afferma il Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai all’indomani del riconteggio della pena per il leader della comunità Rodolfo Fiesoli da parte della Corte d’Appello di Firenze, un secondo passaggio frutto del rinvio della Cassazione disposto nel dicembre 2017.

“Rodolfo Fiesoli all”interno del Forteto si faceva chiamare ”Il Profeta”. Già questo crea una cornice suggestiva per inquadrare il contesto”, sottolinea Mugnai che segue la vicenda Forteto fin dal 2012 quando, come consigliere regionale della Toscana, ebbe a presiedere la prima commissione regionale di inchiesta quella che portò alla luce il sistema di violenze e abusi praticato all’interno di quella che anche la magistratura avrebbe in seguito bollato come comunità-setta, esprimendo condanne fino al terzo grado di giudizio.

“Questo nuovo pronunciamento da parte della Corte d”Appello fiorentina – commenta Mugnai – cristallizza proprio il ”sistema” laddove qualifica il reato di violenza sessuale di gruppo. Al Forteto esisteva attorno a Fiesoli una sorta di ”cerchio magico” di chi se non abusava favoriva il perpetrarsi degli abusi, o taceva, o girava il capo. Una setta su cui ancora dovremo tanto scavare anche a livello parlamentare. Chiedo che ci si affretti”.

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