Siena: rapita per tre giorni da ex, si butta dall’auto in corsa per salvarsi

Siena: rapita per tre giorni da ex, si butta dall’auto in corsa per salvarsi

Una donna di 28 anni è stata rapita dal suo ex un 30enne con precedenti di polizia. L’uomo, irregolare sul territorio italiano, ha a suo carico un ammonimento del questore di Perugia. La vittima è stata per 3 giorni segregata, picchiata e violentata dall’aguzzino che è stato rintracciato ed arrestato dalla polizia. La donna, madre di due figli, era stata costretta a seguire il suo ex compagno da Siena a Foligno. Rapita il 31 luglio scorso fino a venerdì scorso, è riuscita a liberarsi solo lanciandosi dal’auto in corsa durante un viaggio a Roma.

Per la vittima è stato fondamentale il sangue freddo grazie a cui è riuscita a sfuggire all’uomo. Una volta in fuga è stata salvata da passanti e guardie giurate di un centro commerciale che si sono posti a sua difesa quando l’uomo stava ritornando.

Quando si è nascosta nel supermercato di Castel Romano, il suo ex ha provato a farla risalire in macchina con schiaffi e pugni. Ecco che l’aiuto dei passanti e di alcune guardie giurate del centro commerciale è stato provvidenziale per la donna. I poliziotti hanno rintracciato l’uomo a Foligno, dove risiedeva. Ora è rinchiuso nel carcere di Spoleto. La vittima è stata curata e visitata riportando comunque numerosi segni di violenza sul suo corpo. Adesso è stata affidata ai genitori, giunti immediatamente a Roma per assisterla.

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Addio a Toraldo di Francia, l’architetto della pensilina alla stazione di Firenze

Addio a Toraldo di Francia, l’architetto della pensilina alla stazione di Firenze

L’architetto fiorentino Cristiano Toraldo di Francia, si è spento oggi a 78 anni. Professore all’Università di Camerino, fondatore del “Superstudio”, tra le sue opere più importanti la progettazione del lungomare di Livorno, la stazione ferroviaria di Firenze Statuto e la sede dell’Istituto bancario San Paolo di Prato. A Firenze è ricordato per la pensilina di Santa Maria Novella che fin dalla costruzione attirò feroci critiche, fino alla sua distruzione vent’anni dopo sotto la giunta Renzi.

Nato a Firenze il 18 settembre 1941, figlio del fisico e filosofo Giuliano Toraldo di Francia (1916-2011), dopo essersi laureato in architettura all’Università di Firenze, Cristiano Toraldo di Francia fondò nel 1966 il “Superstudio”, dove linguaggio architettonico e design vennero rielaborati sulla base di metodi di rottura fortemente ironici. Promotori del design d’evasione, i primi lavori di Superstudio risposero all’esigenza di liberarsi dalle suggestioni architettoniche tradizionali con progetti-immagine, usando l’utopia a fini demistificanti.

Foto tratta da https://www.cristianotoraldodifrancia.it/

Sciolto il Superstudio, nel 1980 aprì un proprio studio a Firenze, che si occupa di diversi settori della progettazione, dal disegno industriale all’architettura. Ha disegnato per Poltronova, Pica, Calzolari, Giovannetti, Fasem e per Anonima Castelli il Sistema Parete Integrato, per Zanotta il tavolo “Quaderna”, per Palagio la parete ventilata in cotto “Terra”, per Breda Ferroviaria la carrozzeria e gli interni del treno “Circumvesuviana” (Superstudio).

Tra i progetti realizzati da Cristiano Toraldo di Francia figura la pensilina per gli autobus della stazione di Santa Maria Novella a Firenze, opera discussa fin dalla costruzione nel 1990, in occasione dei Mondiali di Calcio, e abbattuta nel 2010 dalla giunta comunale dell’allora sindaco Matteo Renzi.

Foto tratta da https://www.cristianotoraldodifrancia.it/
Foto tratta da Wikipedia

La carriera accademica di Cristiano Toraldo di Francia inizia nel 1973 tenendo seminari nella Facoltà di Architettura di Firenze, a cui seguono conferenze in Europa, Giappone, Stati Uniti e Australia, e insegnamenti presso numerose scuole internazionali. Dopo aver insegnato alla California State University, ha concluso la carriera all’Università degli Studi di Camerino, dal 1992 professore della Facoltà di Architettura, oggi Scuola di Architettura e Design ”Eduardo Vittoria”, con sede nella città di Ascoli Piceno.

Il suo lavoro di ricerca sul linguaggio dell’architettura è stato documentato da numerose pubblicazioni internazionali ed è stato presentato nei maggiori musei e mostre di arte: dalla Triennale di Milano (1973) alla Biennale di Venezia (1978-1996), dal Museum of Modern Art (1972-2002 ) al Metropolitan Museum di New York (1976). I disegni e i progetti di architettura insieme agli oggetti di design fanno parte di numerose collezioni permanenti pubbliche e private. Nella collezione permanente di arte moderna e contemporanea del Centre Pompidou a Parigi nel 2001 sono state aperte due sale dedicate al Superstudio. Nel 2003 il Design Museum di Londra ha dedicato una mostra sul lavoro teorico del Superstudio dal titolo “A world without objects”. La casa editrice Skira ha pubblicato per l’occasione un volume dal titolo “Superstudio” a cura di Bill Manking e Peter Lang. La mostra si è spostata a New York sempre nel 2003, e poi alla Triennale di Milano nel 2004. Cristiano Toraldo di Francia ha progettato gli spazi espositivi della mostra “I Maestri della Carrozzeria Italiana” al Centre Pompidou a Parigi, oltre a uffici e interni commerciali per importanti aziende italiane, tra le quali Anonima Castelli, Enrico Coveri, Gherardini e per istituti di credito come la Banca Toscana, l’Istituto bancario Sanpaolo di Torino e altri fino alla recente Sede della Banca di Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino. Ha progettato opere pubbliche per i comuni di Roma, Firenze, Livorno, Chianciano, Prato, Pistoia, Macerata e altri. Nel 2004 aveva dato vita allo studio di architettura associato Luccioni Toraldo di Francia.
Per l’editore Quodlibet è autore dei volumi “Superstudio: la vita segreta del Monumento Continuo. Conversazioni con Gabriele Mastrigli” (2015) e “Opere 1966-1978” (2016).

Foto tratta da https://www.cristianotoraldodifrancia.it/

Così lo ricorda il rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari, con un post su Facebook: “Il rettore e l’intera comunità universitaria si stringono attorno ai familiari del professore Cristiano Toraldo di Francia, docente della Scuola di Architettura e Design del nostro Ateneo, esprimendo le più sentite condoglianze. La nostra Università ricorda la competenza, la preparazione, la passione per la ricerca e la didattica che sempre hanno contraddistinto la sua figura di docente universitario, unitamente ad una straordinaria umanità e vicinanza ai sogni e alle aspirazioni degli studenti, per i quali è sempre stato punto di riferimento unico e insostituibile. Arrivederci Professore, grazie”.

Foto tratta da https://www.cristianotoraldodifrancia.it/
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Su Facebook è comparso anche il ricordo dell’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi: “Questa notte è scomparso Cristiano Toraldo di Francia. Ci lascia un protagonista visionario e sapiente dell’architettura del nostro Paese. Fiorentino. Una delle anime del #superstudio che tra il 1966 e il 1978 ha contribuito ad una nuova idea di architettura e di cultura del progettare del nostro Paese, mettendo in discussione i confini tra arte, design e Paese, mettendo in discussione i confini tra arte, design e architettura con una disinvoltura insolita per quel tempo. Un pensiero ancora oggi di una attualità sconvolgente. Una pagina di storia del nostro Paese – ha concluso Sacchi – che, da Firenze, ha influenzato il pensiero di architetti e intellettuali di tutto il mondo. Voglio esprimere un pensiero di cordoglio alla famiglia Toraldo di Francia”.

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Baldini (Fdi): “responsabile morte carabiniere abita su colli fiorentini”

Baldini (Fdi): “responsabile morte carabiniere abita su colli fiorentini”

Lo ha dichiarato Maria Teresa Baldini, deputata di Fratelli d’Italia per la circoscrizione Lombardia, a commento dell’aggressione costata la vita al carabiniere Mario Cerciello Rega, avvenuta a Roma nella notte scorsa.
Anche il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, interviene sulla questione postando sulla sua pagina Facebook: “La sicurezza costa. Si trovino idee e soldi”.

“Rivolgo le mie condoglianze ai familiari del Vice Brigadiere dei Carabinieri, Mario Cerciello Rega, – dice la deputata Fdi Maria Teresa Baldini – ucciso ieri sera a Roma. Chi ha la responsabilità morale e politica di quanto accaduto, fino a prova contraria, abita sui colli fiorentini. Un momento di riflessione per tutti noi nella speranza che i responsabili politici siano processati non solo dalla storia ma anche dalla giustizia. I carabinieri sono degli eroi sacrificati da una dissennata politica precedente i cui frutti se ne colgono ora”.

“Per la sicurezza ci vuole un piano nazionale, idee e soldi – afferma Enrico Rossi commentando quanto successo a Roma e ribadendo che i “due delinquenti che, qualunque sia la loro origine, devono essere presi e condannati con la massima severità. Alla famiglia e all’arma dei Carabinieri il senso più profondo della solidarietà di noi tutti, della politica e delle istituzioni”.

Per il governatore ora la politica “deve riflettere su quanto chiediamo agli uomini delle forze dell’ordine a servizio della nostra sicurezza, se davvero sono riconosciuti adeguatamente i loro sforzi e il loro sacrificio, se sono garantite loro le condizioni migliori per il loro lavoro, economiche, di strumenti, di formazione, di strutture e organizzazione”. “È un tema serissimo – continua il governatore – che la sinistra deve affrontare e discutere, ascoltando prima di tutto le opinioni degli uomini e delle donne delle stesse forze dell’ordine, facendo proposte precise e trovando le risorse necessarie. La sicurezza è una questione seria e non deve essere lasciata alla propaganda e alle strumentalizzazioni. Da questo punto di vista – conclude il presidente Rossi a commento delle dichiarazioni del ministro dell’interno – si deve dire che è contraddittorio, spregiudicato e populista dire, come fa Salvini, lo stesso giorno, di volere più sicurezza e promettere una decina di miliardi di tagli alle tasse anche per i più ricchi. La sicurezza costa. Si trovino idee e soldi”.

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Kinkaleri al Museo Novecento

Kinkaleri al Museo Novecento

Firenze, 21 giugno 2019 – Una performance site specific intitolata Novecento, quella che i performer del gruppo Kinkaleri presenteranno lunedì 24 giugno dalle 18:30 alle 21 negli ambienti che ospitano la collezione permanente Alberto Della Ragione. Primo evento di un trittico che vedrà impegnati prossimamente tra luglio e ottobre il gruppo di ricerca e performance di Tel Aviv Public Movement e la coreografa e danzatrice Cristina Kristal Rizzo.

Con Novecento, Kinkaleri propone un percorso immaginario che mette in relazione alcune opere del XX secolo con il corpo danzante dei performer, un atto motorio che coinvolge la dinamica, l’immagine e la “scrittura”. Sì, perché i performer che si esibiranno faranno uso di un particolare codice – il CodiceK, inventato dagli stessi Kinkaleri -, un alfabeto gestuale che permette di trascrivere il simbolo alfabetico attraverso il proprio corpo, in continua dinamica nello spazio e nel tempo; una pratica coreografica dove una griglia rigida di traduzione tra alfabeto e gesto spalanca un luogo di libertà individuale sviluppando tutte le funzioni di un corpo impegnato in un movimento. La performance, realizzata nella sala della collezione permanente del Museo Novecento, nasce con la traduzione fisica/verbale dei titoli delle opere esposte, e instaura un dialogo tra il luogo che la contiene e il flusso di forme che produce. Come atto non unico, la performance sarà replicata, in modo sempre inedito, il 24 giugno e il 18 luglio prossimi.

“Un corpo si muove – spiegano i Kinkaleri- pronuncia attraverso se stesso cosa gli sta attorno in una prossemica gestuale senza tensione. Il corpo, come lo sguardo, si appropria dello lo spazio; nessun tentativo drammaturgico apparente, solo la persistenza. Esso traccia linee, costruisce forme, in un tempo dilatato; volume verso volumi nel silenzio di una sala dedita alla contemplazione, interrotto sporadicamente dal suono di alcune lettere pronunciate dalla sua bocca, che, come frecce colpiscono lo spazio, gli astanti, la storia dell’arte”.

“ Con il progetto Novecento di Kinkaleri – dice il direttore Sergio Risaliti – non solo avviamo un’ospitalità rivolta ai protagonisti della ricerca nel campo performativo e coreografico nazionale e internazionale, perché in questo caso si tratta anche di un affondo sul ‘corpo’ del patrimonio artistico del Museo stesso. Un’azione ermeneutica e creativa che serve a ridefinire e plasmare con altri linguaggi, diversi da quello espositivo e storico-artistico, la relazione del pubblico con le opere esposte nel Museo, agendo al tempo stesso sul doppio termine, o registro, di collezione e permanente, così come su quello di corpo e alfabeto. Questo di Kinkaleri è solo il primo episodio di un trittico che nei prossimi mesi vedrà coinvolti Public Movement (il 2 e 3 luglio) e Cristina Kristal Rizzo, un progetto all’insegna di una interdisciplinarietà che non può mancare al Museo Novecento”.

Kinkaleri nasce a Firenze nel 1995. I componenti si incontrano, unendo le loro esperienze e studi precedenti maturati in vari campi, con l’intenzione di realizzare dei progetti specifici, sollecitando quindi la volontà di operare intorno a delle idee concrete e curando sempre tutti gli aspetti necessari alle creazioni della propria attività. Kinkaleri opera fra sperimentazione teatrale, ricerca sul movimento, performance, installazioni, allestimenti, materiali sonori, cercando un linguaggio non sulla base di uno stile ma direttamente nell’evidenza di un oggetto. I lavori del gruppo hanno ricevuto ospitalità presso numerose programmazioni in Italia e all’estero, teatri, centri d’arte contemporanea, festival e spazi espositivi fra cui il Triennale/Teatro dell’Arte – Milano, Teatro Fabbricone – Prato, Teatro Grande – Brescia, Sophiensaele e KunstHalle Deutsche Bank – Berlino, Centre Pompidou – Parigi, Kaaitheater e KunstenFESTIVALdesArts – Bruxelles, Centro Pecci – Prato, Fondazione Gulbenkian – Lisbona, Kitazawa Town Hall – Tokyo, Oriental Pioneer Theatre – Pechino, Mercat de les flors – Barcellona, La Batie Festival – Ginevra, Festivan di Santarcangelo – Santarcangelo, Palazzo Strozzi – Firenze, Biennale Danza – Venezia, MAXXI – Roma. Dal 2001 Kinkaleri ha sede operativa a Prato nello spazioK, uno degli spazi dell’ex-area industriale Campolmi nel centro storico della città. Dal 2013 lo spazioK è Centro di Residenza Regionale sviluppando percorsi artistici appartenenti ai diversi campi della creazione e rivolti alle giovani generazioni, lo spazio è anche il luogo di is it my world? E Body To Be serie di appuntamenti curati dalla compagnia sulle arti della scena. Il gruppo è formato attualmente da Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

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Coca-cola: arriva bottiglia dedicata a Fiernze

Coca-cola: arriva bottiglia dedicata a Fiernze

Firenze, Bari, Napoli, Roma, Milano e Venezia rappresentate sulla bottiglia Coca-cola. Oguna delle città si mostrerà nelle fattezze di un personaggio che ne racchiude le caratteristiche. Si chiama “Face of the city”, un’edizione limitata illustrata da Noma Bar.

Firenze (nell’immagine primo volto da sinistra) rappresenta da una giovane donna che nei dettagli dell’abbigliamento rivela gli elementi simbolo del capoluogo. Milano è un hipster dalla barba che ha il profilo dello skyline meneghino e indossa una maglia decorata con i classici tram, mentre Napoli è una donna con al collo un Vesuvio che sbuffa e porta un cappello di pizza.

Ad interpretare il volto delle 6 città italiane è l’ispirazione dall’illustratore israeliano Noma Bar che racconta: “Ho cercato di catturare la vera anima di ogni città e di esprimerla attraverso la creazione diun personaggio”. “Guardando i volti delle persone – continua l’artista – è possibile riconoscere i simboli della città, l’architettura, il cibo e i paesaggi, ma è solo con uno sguardo più attento che si scorgono gli elementi distintivi di Coca-Cola”.

La direttrice marketing Coca-Cola Italia Giuliana Mantovano ha spiegato che “sei città, sei volti che raccontano una storia e celebrano il legame che da oltre novanta anni unisce Coca-Cola all’Italia”.

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