Acqua: polemica Rossi-M5s su ripubblicizzazione servizio

Acqua: polemica Rossi-M5s su ripubblicizzazione servizio

Polemica in Consiglio regionale tra il governatore Enrico Rossi e M5s sulla questione della ripubblicizzazione del servizio idrico in Toscana, al centro oggi di una comunicazione del presidente della Giunta in aula. “Vorrei che il Movimento 5 Stelle, laddove ha funzioni di governo, fosse come lei così schierato – ha detto Rossi replicando al consigliere regionale M5s Giacomo Giannarelli -. Ad esempio, perché non chiede alla sindaca di Roma di ritirare Acea che partecipa a tutte le società pubbliche della Toscana?”.

Nel suo intervento il consigliere pentastellato aveva proposto “di dare mandato alla Giunta regionale di elaborare una proposta di legge sull’argomento entro 60 giorni, e che nella prossima seduta di aula sia finalmente discussa una nostra proposta di legge presentata da tempo”, rilevando infine “una spaccatura nel Pd, che non è unito nel sostenere l’idea del presidente Rossi sulla ripubblicizzazione del servizio idrico”.

Dura la replica di Rossi: “Volete che Acea continui a portare a Roma i soldi dei toscani? I toscani non sono mica d’accordo a rimpinguare le casse del Comune di Roma o di Caltagirone”, ha detto. Per il governatore, “non si può essere sempre dalla parte del pubblico e poi a Roma, siccome comoda, si continua come prima e ci si becca pure i soldi dei toscani”.

Infine, poiché in Toscana ci sono amministrazioni di centrodestra e di M5s, l’invito del presidente è a “parlare con i vostri sindaci per sapere cosa pensano” e ad avvisarli: “o si interviene per via legislativa oppure le loro aziende saranno fagocitate”, perché in base alla decisione presa da Publiacqua, “ora c’è solo il passaggio nell’Assemblea regionale dell’Autorità Idrica”, poi la decisione sarà esecutiva: “A quel punto inizia il processo di ripubblicizzazione e mano a mano che le altre società vanno a scadenza della concessione, automaticamente, saranno assorbite da Publiacqua”.

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Milleproroghe, Nardella: ”su periferie taglio inaccettabile”

Milleproroghe, Nardella: ”su periferie taglio inaccettabile”

Riguardo alla riunione Anci di oggi a Roma sul Bando periferie bloccato dal governo, Nardella ha dichiarato:”so che i sindaci, senza distinzione di colore o appartenenza politica, porteranno la posizione di tutti i Comuni. Il governo ha deciso in modo assolutamente unilaterale e improvviso di tagliare circa 2 miliardi di euro che riguardano il finanziamento di centinaia di progetti di riqualificazione delle nostre periferie”.

Il sindaco di Firenze, e coordinatore Città metropolitane Anci, Dario Nardella, parlando con i giornalisti, ha sottolineato che questo stop “significherebbe 18 milioni di euro cancellati da un giorno all’altro. Soldi che noi abbiamo già impegnati, addirittura già appaltati con contratti già firmati per nuove telecamere nelle periferie, la riqualificazione di giardini e parchi dei nostri quartieri e di alcune aree pubbliche, come il rifacimento di marciapiedi e passerelle”.

Per Nardella, “non è accettabile che un governo che a parole dice che bisogna mettere in sicurezza il patrimonio pubblico, che bisogna stare vicino ai cittadini riqualificando le aree pubbliche, con la stessa strafottenza taglia quei soldi già assegnati, con impegni scritti, che i sindaci avrebbero utilizzato proprio per affrontare quegli stessi obiettivi”.

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Greenpeace azione dimostrativa: due balene di fronte al Pantheon

Greenpeace azione dimostrativa: due balene di fronte al Pantheon

Greenpeace, questa mattina di fronte al Pantheon, ha montato due balene che emergono da un mare di rifiuti di plastica. “È necessario che i grandi marchi si assumano le proprie responsabilità”.

Azione dimostrativa di attivisti di Greenpeace che hanno montato, questa mattina in pieno centro a Roma, di fronte al Pantheon, una riproduzione a grandezza naturale di due balene alte rispettivamente 6 e 3 metri che emergono da un mare invaso da rifiuti in plastica monouso, per denunciare come i nostri mari, e le specie che in essi vivono, siano in grave pericolo a causa dell’uso smodato di plastica usa e getta e dell’inquinamento che ne deriva.

“È necessario che i grandi marchi” che producono plastica monouso “si assumano le proprie responsabilità di fronte a questo grave inquinamento, partendo dalla riduzione dei quantitativi di plastica usa e getta immessi sul mercato”, rileva Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

Tra maggio e giugno, grazie al contributo dei suoi volontari, Greenpeace Italia ha organizzato in sette spiagge italiane: Bari, Napoli, Trieste, Palermo, Fiumicino, Chioggia e Parco Regionale di San Rossore, la raccolta e la catalogazione dei rifiuti in plastica per categoria merceologica (imballaggi per alimenti, igiene domestica o personale), tipologia di plastica (polimero) e, laddove possibile, marchio di appartenenza. I risultati sono contenuti nel rapporto “Stessa spiaggia, stessa plastica” diffuso oggi dall’organizzazione ambientalista.

I risultati, seppur limitati ad un numero ristretto di spiagge, “evidenziano come la plastica rappresenti la tipologia di rifiuto più presente sia in ambienti fortemente antropizzati che in aree protette”, rileva la ong “Infatti, i risultati del rapporto mostrano particolari criticità sia a Bari, dove sulla spiaggia cittadina di Pane e Pomodoro sono stati raccolti 1.200 litri di polistirolo, ovvero circa il 65 percento del volume totale di tutti i rifiuti in plastica raccolti; sia sulla spiaggia situata in prossimità della foce del fiume Serchio, all’interno del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, dove sono stati raccolti più di 4.700 litri di plastica, ovvero circa il 60 percento del volume totale di rifiuti raccolti”.

Di tutti i rifiuti in plastica raccolti, spiega Greenpeace “proprio i contenitori e gli imballaggi per alimenti e bevande sono risultati complessivamente i più abbondanti (circa il 90 percento del totale) e costituiti dai polimeri comunemente utilizzati per produrre gli imballaggi: Polipropilene (PP), Polietilene ad alta densità (HD-PE) e bassa densità (LD-PE), il Polietilene Tereftalato (PET) e Polistirolo”.

“Nella lotta intrapresa all’uso della plastica, istituzioni, cittadini e aziende devono fare fronte comune”. Lo dichiara il ministro dell’Ambiente Sergio Costa commentando l’iniziativa di Greenpeace e osservando che “la plastica inquina il nostro pianeta, in particolare i nostri mari, rendendo impossibile la vita delle specie che li abitano”.

“Noi faremo la nostra parte lavorando per vietarne l’uso negli uffici pubblici “, spiega il ministro “Occorre però un coinvolgimento più ampio, con campagne di sensibilizzazione rivolte ai singoli cittadini, affinché ognuno comprenda quanto prezioso può essere il contributo derivante dalle piccole azioni quotidiane. E serve coinvolgere maggiormente anche le imprese” conclude Costa “che devono diventare i nostri primi alleati nel passaggio, sempre più necessario, a un modello di economia circolare”

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Vittorio Cecchi Gori, si sta riprendendo

Vittorio Cecchi Gori, si sta riprendendo

Roma, sarebbero in miglioramento le condizioni di Vittorio Cecchi Gori, ricoverato per ischemia e problemi cardiovascolari al Policlinico Gemelli.

Lo ha riferito all’Ansa l’ex moglie Rita Rusic che, con i figli Mario e Vittoria arrivati da Miami, è andata direttamente all’ospedale trovando l’ex produttore Vittorio Cecchi Gori “cosciente, vigile, ovviamente provato”.

“Si è emozionato e commosso vedendoci, ma il professore che lo sta seguendo ci ha detto che tra due giorni potrebbe uscire dalla rianimazione se tutto procede al meglio”, ha aggiunto la Rusic.

Intanto Giancarlo Antognoni, ex campione della Fiorentina e della Nazionale, e attuale general manager della società viola, sabato mattina si è temporaneamente allontanato dal ritiro della squadra per andare in visita al Policlinico Gemelli di Roma dove è ricoverato Cecchi Gori.

“Sì, sono andato in ospedale per esprimere la mia vicinanza al mio amico Vittorio, che è stato mio presidente dal 1990 al 2000”, ha detto Giancarlo Antognoni senza voler aggiungere altro “per rispetto della privacy e della famiglia”.

Antognoni non ha potuto avvicinare Cecchi Gori, ricoverato nel reparto di rianimazione, ma si è trattenuto in ospedale un certo tempo, poi è rientrato con la squadra a poche ore dalla partita di Coppa Italia con la Lazio.

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Residente a Firenze, espulso per terrorismo

Residente a Firenze, espulso per terrorismo

Roma, un cittadino tunisino, residente a Firenze, è stato espulso dal territorio nazionale per motivi di sicurezza nazionale.

La comunicazione arriva dal Viminale, ed il provvedimento riguarda un 49enne residente a Firenze, la cui posizione era emersa fin dal 2004 “in diverse indagini investigative condotte in Toscana nell’ambito del contrasto all’estremismo religioso”.

Già detenuto nel carcere di Sollicciano a seguito di una condanna per reati comuni, l’uomo “è stato oggetto di monitoraggio di primo livello ‘alto’ per aver ripetutamente avuto comportamenti violenti verso gli operatori carcerari, affermando in diverse circostanze di essere un terrorista”.

Dopo essere stato scarcerato il 12 novembre scorso, l’uomo è stato trattenuto nel centro per rimpatri Brunelleschi di Torino e rimpatriato per motivi di sicurezza nazionale dalla frontiera marittima di Genova, con accompagnamento nel proprio paese.

Con quella di oggi sono 102 i provvedimenti di espulsione eseguiti con accompagnamento nel proprio paese nel corso del 2017 mentre  sono 234 quelli eseguiti dal 1 gennaio 2015 ad oggi per soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso.

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