La Normale dedicherà un istituto di studi avanzati a Ciampi

La Normale dedicherà un istituto di studi avanzati a Ciampi

Il primo novembre 2018 è la data in cui partirà l’Istituto di Studi Avanzati “Carlo Azeglio Ciampi”, a Firenze, a Palazzo Strozzi. Lo ha annunciato il direttore della Scuola Normale di Pisa, Vincenzo Barone, durante la giornata di studi sul presidente emerito della Repubblica che si è svolta oggi a Pisa, alla Scuola Normale Superiore, in occasione del primo anniversario della scomparsa.

“Per rilanciare pubblicamente la nostra gratitudine e il nostro debito a Carlo Azeglio Ciampi, allievo della Normale dal 1937 al 1941 – ha detto Barone – rinnovo qui il nostro impegno a realizzare un Istituto di Studi Avanzati a lui intitolato, il primo che nascerà in Italia sul modello di analoghe istituzioni internazionali, e dedicato agli
incroci ed alle contaminazioni tra le diverse anime del sapere: dalle
scienze dure alle scienze umane, a quelle sociali, politiche ed
economiche”.
“Abbiamo avviato nelle scorse settimane attraverso un avviso pubblico le procedure per reclutare il primo professore per la cattedra ‘Ciampi’ in seno all’Istituto – ha spiegato Barone – una figura con caratura e visione europea per il seguente insegnamento: ‘Political Economy and Historical Dynamics of Modern Capitalism’. Siamo certi che le candidature che riceveremo saranno all’altezza dell’ambizione di
questo progetto. All’altezza del nome a cui sono dedicati al contempo il nuovo Istituto di Studi Avanzati e la sua prima cattedra”.

“L’appartenenza alla Scuola Normale costituiva per Ciampi un’autentica radice culturale, strettamente legata alla formazione civile di quegli anni, e alla propria personale maturazione che concretamente ha coinciso con l’alba della Resistenza, della lotta per la democrazia, della fondazione della Repubblica”. Inizia così il messaggio che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha inviato in occasione della giornata di studi che la Scuola Normale ha dedicato a Ciampi.
“Ai valori democratici che la Costituzione consacra – ha aggiunto il Capo dello Stato – Ciampi è rimasto fedele in tutti i ruoli di responsabilità che gli sono stati affidati. E” stato un uomo di stato con altissimo senso delle istituzioni: lo ha dimostrato con le visioni lungimiranti che hanno ispirato scelte politiche significative – a cominciare dalla nascita dell’euro e dall’ingresso dell’Italia nel gruppo di testa – e lo ha
dimostrato nella sobrietà dei propri comportamenti, sempre consapevole dei limiti che ogni istituzione deve saper mantenere nella sua azione per consentire un equilibrio tra i poteri, e così rendere pieno l’esercizio dei diritti da parte dei cittadini”.

“Carlo Azeglio Ciampi è stato un uomo delle Istituzioni:  un grande Presidente della Repubblica, amato da tutti gli italiani e prima di questo un servitore dello Stato che, sia nella sua esperienza in Banca d’Italia sia nella veste di Ministro seppe affrontare con coraggio e dedizione le  grandi sfide cui il nostro Paese è stato chiamato. Per questo oggi più che mai è giusto ricordare la sua persona e la sua figura politica con il rilievo che merita”. Lo afferma la vicepresidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi nel primo anniversario della scomparsa dell’ex Presidente.

“Ho avuto modo di incontrarlo più volte: un uomo pieno di energia, gentile, determinato. A lui dobbiamo anche la riscoperta  dell’Inno nazionale,  che tutti abbiamo ricominciato a cantare con convinzione,  e la  Festa della Bandiera italiana da lui istituita nel 1996, e che ogni anno, da assessore del Comune di Firenze, celebravo il 7 gennaio  con gli studenti delle scuole fiorentine e con le associazioni che credono nei valori anche simbolici della nostra nazione”, aggiunge Di Giorgi.
“Per noi che oggi ci troviamo a rappresentare le Istituzioni dello Stato Italiano la figura di Ciampi rappresenta un punto di riferimento costante. La lealtà democratica,  l’attaccamento ai valori della Costituzione, l’abnegazione e la pratica costante di quel senso degli equilibri istituzionali che mai lo portò a travalicare il suo ruolo, rendono il suo esempio  oggi più che mai presente ed attuale”, conclude Di Giorgi.

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Richard Ginori: Di Giorgi, servono certezze in tempi brevi

Richard Ginori: Di Giorgi, servono certezze in tempi brevi

“Occorre quanto prima completare l’acquisto dei terreni da parte dell’azienda senza che vi siano speculazioni finanziare a scapito dei lavoratori e di un marchio storico e di prestigio del nostro made in Italy”.

“Da sempre sostengo e seguo la vertenza dei lavoratori e le vicissitudini della Richard Ginori, orgoglio del nostro territorio per la sua storia e per il patrimonio artistico e sociale che rappresenta. Una fabbrica  – aggiunge la vicepresidente – cresciuta con l’impegno e la professionalità di tante donne e uomini che l’hanno resa sinonimo di artigianato di qualità ai massimi livelli”.

La Richard Ginori “non è solo un tassello fondamentale del tessuto economico del nostro territorio – spiega – ma è anche un elemento fondativo dell’identità di un intero territorio e un fatto culturale di eminente valore, in quanto espressione di un saper fare che si è affermato nei decenni come un’eccellenza internazionale. Non a caso il Mibact ha acquistato il meraviglioso Museo di Doccia e ne ha promosso la fruizione pubblica grazie alla collaborazione con l’Ente Cassa di Risparmio e l’Associazione industriali. Rivolgo un appello ad azienda ed istituti di credito per chiudere in positivo quanto prima questa vicenda nel rispetto dei suoi lavoratori e di una manifattura simbolo di bellezza e raffinatezza in Europa e nel mondo”.

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Funerali Niccolò, Di Giorgi: “Massimo impegno istituzioni per dare giustizia”

Funerali Niccolò, Di Giorgi: “Massimo impegno istituzioni per dare giustizia”

La vicepresidente del Senato: “mi impegno, personalmente e per la carica istituzionale che ricopro, ad ogni azione nelle mie possibilità perché la giustizia faccia il suo corso e genitori, parenti ed amici di Niccolò possano almeno sapere che una vita gioiosa non è senza valore”

“Niccolò Ciatti -dichiara la senatrice Di Giorgi – era un gigante buono di soli 22 anni, adorato dai genitori e dalla fidanzata, amato da tutti quelli che lo conoscevano, ucciso dalla  furia omicida di un altro giovane che sferra un calcio mortale al volto di un ragazzo già inerme. Un ragazzo che da lì a qualche ora sarebbe tornato a casa, in Italia, a Scandicci, per ritrovare la fidanzata che sognava di sposare. Uno che si dava da fare, Niccolò, che viveva in modo sano la sua vita, che ispirava fiducia a tutti, che non aveva fatto nulla per ritrovarsi all’improvviso davanti la fine dei suoi giorni. Da solo, tranne che per i suoi amici affranti che inutilmente avevano chiesto aiuto.
Ma si sono trovati circondati dalla disumanità, l’apatia e l’indifferenza di tantissimi coetanei stipati in cerchio intorno al palcoscenico di una aggressione selvaggia e di un’esecuzione sommaria. Spettatori di un pestaggio e di un calcio assassino ma non cieco, non inconsapevole e che non ha smosso nessuno. Nessuno ha scelto di intervenire o di frapporsi, tutti coloro che erano lì hanno evitato di sentire dovere morale e senso di umanità. Assuefatti ad una violenza consumata davanti ai loro occhi da altri giovani, giovani belve”.

“Ha ragione Luigi Ciatti -continua Di Giorgi –  il papà del povero Niccolò, a voler denunciare una barbarie morale prima ancora che fisica, che tutti noi oggi possiamo vedere e che non dobbiamo dimenticare. Intanto la giustizia spagnola ha già scarcerato i due ragazzi che insieme all’assassino di Niccolò hanno partecipato all’aggressione. Complici che sembra siano già tornati in Francia, da dove arrivavano per la notte in discoteca.
Ed ecco che ancora, la rabbia oggi combatte non solo con la pietà ma anche con la giustizia, che non può restituire una vita ma può ristabilire il confine della verità e della responsabilità. E’ la giustizia, che deve ristabilire il confine della verità e della responsabilità. Che deve combattere per la sua parte quell’indifferenza agghiacciante che ha accompagnato la fine di Niccolò. Altrimenti davvero tutto è perduto. È per questo che mi impegno, personalmente e per la carica istituzionale che ricopro, ad ogni azione nelle mie possibilità perché la giustizia faccia il suo corso e genitori, parenti ed amici di Niccolò possano almeno sapere che una vita gioiosa non è senza valore”.

“E laddove non dovesse arrivare la giustizia degli uomini, deve arrivare la nostra volontà di non dimenticare, di non arrenderci alla disumanizzazione e alla paura- conclude Di Giorgi. “Chiunque dei ragazzi che era davanti quella discoteca, davanti al corpo esanime di Niccolò dovrebbe sentirsi disagio con la sua coscienza, dovrebbe sentire la sua parte di responsabilità. E penso che tutti i ragazzi che non erano lì ma che avrebbero potuto, i nostri figli, i nostri giovani, debbano guardare quel video, debbano pensare a Niccolò ma anche a loro. Chiedersi e chiederci che avremmo fatto se fossimo stati lì, davanti l’orrore.

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Inaugurazione del Centro Zeffirelli per le Arti dello Spettacolo

L’inaugurazione ufficiale del Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli avrà luogo oggi  31 luglio dalle 18, alla presenza di esponenti dei mondi che Zeffirelli ha incrociato nella sua lunga vita: teatro, cinema, opera lirica e musica; ma anche politica e cultura. Tra questi ci sarà anche il tenore Andrea Bocelli che si esibirà con il Coro dei Bambini di Haiti.

Un museo per ripercorrere 70 anni di carriera di un artista di multiforme ingegno, ma anche pagine gloriose della storia del teatro e del cinema dal secondo dopoguerra a oggi, grazie a bozzetti, quadri, gigantografie, scenografie, costumi, fotografie e libri. Il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli aprirà ufficialmente i battenti al pubblico nel prossimo mese di settembre.

Bozzetti, costumi, dipinti di messe in scena, fotografie con grandi attori, modellini e persino il filmato di un grande progetto mai arrivato a compimento, la trasposizione cinematografica della Divina Commedia: questo è stato mostrato, oggi, nel corso dell’anteprima del museo dedicato al grande regista Franco Zeffirelli, nella sede dell’ex tribunale di Firenze nel cuore del centro cittadino.

Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Dario Nardella, la vicesindaca Cristina Giachi, il figlio del regista, Pippo, che è anche vicepresidente esecutivo della fondazione che gestisce il grande patrimonio dell’artista. “Qui ci sono 70 anni di tesori, raccolti e realizzati in una vita intera”, ha commentato. Il centro Zeffirelli, che oltre al museo conterrà anche una scuola teatrale multidisciplinare e il grande archivio documentario raccolto dallo stesso Zeffirelli, aprirà in autunno.

Il cammino del visitatore culmina nella immensa sala dell’Inferno, dove si proietta in full hd un cortometraggio realizzato animando con tecniche digitali i bozzetti ed i disegni di arte concettuale che il maestro ha creato per dare forma alla sua personale visione dell’Inferno tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Nato come progetto cinematografico negli anni ’70 e mai giunto a compimento, di “Zeffirelli’s Inferno” sono sopravvissute solo le 38 magnifiche tavole disegnate da Franco Zeffirelli raffiguranti l’addentrarsi del Sommo Poeta nella selva oscura, l’incontro con Virgilio, l’accesso alla valle infernale ed il viaggio attraverso i gironi fino all’uscita con il ritorno al mondo di superficie.

Il progetto non venne mai realizzato perché Alfredo Bini non trovò alleanze per sostenere uno sforzo produttivo importante. Il Dante di Zeffirelli avrebbe, secondo le sue intenzioni, avuto il volto di Dustin Hofmann. Altro grande successo zeffirelliano documentato nelle sale è quello del “Gesù di Nazareth”, che fu proiettato sia in tv sia nelle sale cinematografiche mondiali, con oltre mezzo miliardo di spettatori. Intorno a quest’opera è fiorita un’aneddotica intrigante, come il racconto di una vera sincope che colpì Robert Powell, l’interprete del Cristo, nel corso della Crocifissione.  

“Il grande regista lega il suo nome in maniera indissolubile alla città di Firenze, che con gioia intende valorizzare il suo mondo artistico per le generazioni future”, ha detto il sindaco Dario Nardella. Zeffirelli ha donato l’archivio di tutta la sua carriera, dalla biblioteca ai bozzetti dei suoi spettacoli ai suoi film, che ha trovato nel Complesso di San Firenze uno scenografico allestimento. Il primo piano ospita il museo vero e proprio, in un allestimento che avvince e coinvolge. Si entra nel ‘furor’ creativo di Zeffirelli, trasferito in ogni tipo di spettacolo che egli abbia affrontato e manifestatosi nei bozzetti, che descrivono nei minimi particolari ogni scena e accolgono a latere le note di regia, sintetiche ed espressive.

L’inaugurazione ufficiale del Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli avrà luogo oggi lunedì 31 luglio dalle 18, alla presenza di esponenti dei mondi che Zeffirelli ha incrociato nella sua lunga vita: teatro, cinema, opera lirica e musica; ma anche politica e cultura. Tra questi ci sarà anche il tenore Andrea Bocelli che si esibirà con il Coro dei Bambini di Haiti.

E’ stato Francesco Ermini Polacci, condirettore del Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo e responsabile artistico delle attività concertistiche della Fondazione, a presentare al sindaco Dario Nardella, alla sua vice, Cristina Giachi, e a numerose personalità cittadine ed ospiti (tra cui l’attore Franco Nero), la struttura che vuole diventare il baricentro di un nuovo modo non solo di valorizzare l’opera di Franco Zeffirelli, ma anche di divenire un faro di formazione rivolta alle giovani generazioni che hanno scelto di dedicarsi alle arti dello spettacolo, quali regia, scenografia, luci, composizione di colonne sonore, soggettistica.

“Da oggi l’ex tribunale di San Firenze non sarà più un bellissimo contenitore vuoto nel centro di Firenze ma diventerà un punto di riferimento per tutti quei giovani che vogliono intraprendere la strada dello spettacolo e sarà un vero e proprio gioiello culturale nel cuore della città”, ha aggiunto Nardella. Sala dopo sala, si è snodata la visita degli ospiti che a pianterreno hanno trovato, oltre all’oratorio barocco che costituisce l’auditorium, le sale didattiche, la biblioteca e l’archivio nonché gli spazi di accoglienza e di ristoro (da settembre aprirà la Zeffirelli’s Tea Room-Bar&Restaurant, arredata con le antiche boiserie dell’ex tribunale e arricchito dai cimeli della carriera del maestro).

Il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo è un progetto che è stato possibile realizzare grazie al Comune di Firenze, proprietario dell’immobile, che ha deliberato la concessione di un canone d’affitto agevolato, in virtù delle attività culturali che vi si svolgono. Inoltre hanno partecipato all’iniziativa con il loro generoso contribuito l’imprenditore russo Mikhail Kusnirovich, che ha sostenuto il progetto anche attraverso i suoi brand, i Magazzini Gum in Piazza Rossa a Mosca e Bosco dei Ciliegi; la famiglia del finanziere canadese-americano Robert Friedland e gli sponsor tecnici Targetti Sankey e Illum.

“Dopo anni di lavoro vede finalmente la luce il Centro Zeffirelli che darà lustro alla città ed all’Italia: quello che sorgerà in p.zza San Firenze, grazie alla visione ed alla tenacia del Maestro Zeffirelli, sarà infatti un progetto ambizioso e coerente finalizzato alla valorizzazione delle Arti dello spettacolo attraverso il percorso di vita e professionale del grande Maestro fiorentino”.

Lo dichiara la vice presidente del Senato Rosa Maria di Giorgi in occasione della nascita del “Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo” della Fondazione Franco Zeffirelli Onlus, che avrà sede a Firenze, nel complesso barocco di San Firenze, a pochi passi da Palazzo Vecchio.

“Come rappresentante delle Istituzioni e come fiorentina sono felice ed onorata di aver contribuito fattivamente alla concretizzazione di questo progetto -dice Di Giorgi – quelli che raccogliamo oggi sono infatti i frutti di un lavoro cominciato diversi anni fa, fatto di scambi, di confronto, di riflessioni condivise, che ci hanno condotto ad individuare proprio nello straordinario scenario di p.zza San Firenze la sede ideale per accogliere e consacrare il  patrimonio artistico e culturale collezionato e custodito dal Maestro Zeffirelli durante quasi 70 anni di carriera. Un patrimonio straordinario, costituito dal suo Archivio e dalla sua Biblioteca, che il MIBACT ha dichiarato “di particolare interesse storico”.

“L’auspicio è che il centro di respiro internazionale possa raccordarsi con i grandi luoghi delle produzioni di spettacolo fiorentine quali il Maggio Musicale Fiorentino,  il Teatro della Pergola, l’Orchestra Regionale Toscana,  il Teatro Verdi, ma anche  con l’Università , l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio Cherubini,  il Polimoda, l’Isia, diventando così parte del tessuto culturale già presente in città in modo qualificato, promuovendo nel mondo quella vocazione artistica e quel saper fare insite da sempre nel Dna di Firenze”.

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PAPA A BARBIANA, NARDELLA: “EMOZIONE UNICA”

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“Don Milani è sempre stato vicino agli ultimi e ai dimenticati” ha commentato Nardella: “tenere in mente motto ‘I care’.” Di Giorgi: “profondamente comossa per il gesto e le parole di Papa Francesco.”

“Vedere Papa Francesco sulla tomba di Don Milani è un’emozione unica per chi come me ha amato gli insegnamenti di quel prete scomodo che fu esiliato nelle campagne mugellane e che creò un nuovo modo di vivere la scuola”. Lo scrive su faceboook il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Sempre vicino agli ultimi, ai figli dei contadini e degli operai, ai dimenticati. All’ingresso della scuola di Barbiana aveva scritto “I care” cioè “me ne importa, mi sta a cuore”, messaggio di altruismo e amore per l’altro, messaggio che anche in questi anni di individualismo e menefreghismo dovremmo tutti tenere a mente più spesso… grazie Don Milani, grazie Papa Francesco”, aggiunge il sindaco.

“Come cattolica e come fiorentina sono orgogliosa che Papa Francesco abbia voluto rendere omaggio alla figura di Don Milani, recandosi nella sua amatissima Barbiana.  Con il suo gesto e con le sue parole il ‘vescovo di Roma’,  ha voluto confermare  la fedeltà al Vangelo e la  rettitudine dell’azione pastorale di Don Milani; perché la grandezza della Chiesa sta anche nella  capacità, con grande umiltà, di riformulare giudizi e di reinterpretare nei tempi le esperienze e le storie dei propri figli più preziosi”, lo dichiara la vicepresidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi in merito alla visita del Pontefice oggi a Barbiana.
“Don Milani identificava nel diritto all’istruzione lo  strumento fondamentale  per la liberazione degli individui. Perché    senza la  capacità di comprendere e di esprimersi correttamente  non c’è possibilità di affermare  né dignità né  libertà”, afferma la Senatrice, ricordando il prete di Barbiana  che  “fece  del suo sacerdozio un dono ai poveri più poveri, battendosi  ogni giorno per rimuovere le cause che provocano emarginazione sociale e umiliazione”. “Come politica e rappresentante delle istituzioni, che ha sempre inteso il proprio come un compito civile animato dalla  vocazione al servizio per gli altri -aggiunge Di Giorgi- mi piace poi sottolineare come  il Papa abbia voluto citare proprio alcuni passaggi di quella ‘lettera ad una professoressa’ in cui Don Milani ci ricorda che la politica è ‘sortirne insieme’,  laddove scegliere la strada dell’egoismo e dei personalismi è ‘solo avarizia’ “.
“Una lezione quanto mai attuale che deve farci ogni giorno riflettere sul compito che siamo chiamati a svolgere per il nostro Paese e per i nostri cittadini” conclude Di Giorgi, ringraziando il Santo Padre per la visita e le parole di grande profondità pronunciate, anche nel riconoscimento di quella tradizione ‘sociale’ del cattolicesimo fiorentino, che fa capo, tra gli altri, alla figura dell’indimenticato Cardinale Elia Dalla Costa.

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