Inchiesta bancarotta, Gdf sequestra 54 tra case e garage

Inchiesta bancarotta, Gdf sequestra 54 tra case e garage

La guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta per bancarotta, ha sequestrato 54 immobili per un valore di 7 milioni di euro. Sei indagati.

Nell’ambito di un’indagine per bancarotta, la guardia di finanza ha sequestrato due complessi immobiliari a Poggibonsi e a San Gimignano, nel Senese, costituiti da 54 unità tra abitazioni, garage e cantine, per un valore complessivo di 7 milioni di euro. L’indagine per bancarotta fraudolenta patrimoniale vede indagate sei persone.

Gli immobili sono stati costruiti da una società edile operante principalmente nella Valdelsa sin dal 1998, dichiarata fallita l’8 febbraio 2016 e che, nel tempo, aveva accumulato debiti per circa 10 milioni di euro.

Il sequestro, secondo quanto spiegato dalle fiamme gialle, è avvenuto nei mesi scorsi e reso noto solo oggi dopo che è stato respinto il ricorso per il dissequestro dei beni presentato dalla proprietà.

In base a quanto reso noto dalla Gdf, l’amministratore dell’impresa fallita, tra gli indagati, avrebbe costituito agli inizi del 2015, con il concorso di terzi, una nuova società alla quale avrebbe ceduto la quasi totalità del patrimonio immobiliare poi sequestrato.

Gestita da un prestanome, la nuova società sarebbe stato di fatto gestita dall’amministratore dell’impresa fallita che avrebbe così messo in piedi, spiegano gli inquirenti, un’articolata strategia fraudolenta per occultare i beni in danno ai creditori. Tra i sei indagati figurano anche cinque tra soci e amministratori delle due società.

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Un bando europeo per riqualificare il carcere di San Gimignano

Un bando europeo per riqualificare il carcere di San Gimignano

La gara è stata indetta dal comune turrita e dalla Regione Toscana, ad oggi effettiva prorpietaria del complesso. Termine del bando il 31 maggio. Previsto un investimento di oltre 20 milioni.

Una gara pubblica europea per individuare un partner privato in grado di dare nuova vita al complesso di San Domenico, ex convento del 14esimo secolo ed ex carcere fino al 1993, a San Gimignano (Siena). E’ quella pubblicata dall’amministrazione comunale della città turrita e dalla Regione Toscana proprietarie del complesso dopo il trasferimento gratuito dal Demanio grazie alla prima applicazione in Italia di federalismo demaniale.

La gara rimarrà aperta fino al 31 maggio e prevede un investimento di 22,3 milioni di euro per il restauro e l’allestimento del complesso che si estende per circa il 10% del centro storico di San Gimignano. La concessione avrà una durata di 70 anni e non è previsto nessun canone concessorio.

Il progetto prevede che una porzione massima di un terzo dei fabbricati possa ospitare una struttura ricettiva mentre negli altri due terzi sono previste sia attività culturali, quali musei e sale espositive, ambienti per conferenze e congressi, percorsi di valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico ed uno spazio-eventi per attività di spettacoli, oltre ad attività riferite all’identità del territorio e ai prodotti agroalimentari toscani e alla cura del corpo.

Il vincitore della gara sarà selezionato sulla base sia della proposta progettuale e gestionale presentata, sia della solidità del piano finanziario d’investimento.

“Un sogno dei sangimignanesi lungo quasi 30 anni comincia a vedere la realizzazione, chiediamo al mercato e al mondo dell’imprenditoria privata di confrontarsi con questo sogno e con questa sfida: far sì che un luogo di esclusione per secoli diventi alta espressione di inclusione” ha sottolineato il sindaco di San Gimignano Giacomo Bassi in occasione della presentazione della gara pubblica. “Una grande sfida legata ai temi della cultura per restituire alla comunità spazi chiusi per secoli” ha aggiunto la vicepresidente della Regione Toscana nonché assessore alla cultura Monica Barni che ha poi evidenziato il lavoro che ha portato alla costruzione del progetto e del bando di gara europea: “Un percorso lungo e impegnativo che si è sviluppato all’insegna del dialogo tra Regione, Comune e tutte le istituzioni coinvolte; alla fine, quello che presentiamo è il primo caso di federalismo demaniale realizzato”.

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