Un bando europeo per riqualificare il carcere di San Gimignano

Un bando europeo per riqualificare il carcere di San Gimignano

La gara è stata indetta dal comune turrita e dalla Regione Toscana, ad oggi effettiva prorpietaria del complesso. Termine del bando il 31 maggio. Previsto un investimento di oltre 20 milioni.

Una gara pubblica europea per individuare un partner privato in grado di dare nuova vita al complesso di San Domenico, ex convento del 14esimo secolo ed ex carcere fino al 1993, a San Gimignano (Siena). E’ quella pubblicata dall’amministrazione comunale della città turrita e dalla Regione Toscana proprietarie del complesso dopo il trasferimento gratuito dal Demanio grazie alla prima applicazione in Italia di federalismo demaniale.

La gara rimarrà aperta fino al 31 maggio e prevede un investimento di 22,3 milioni di euro per il restauro e l’allestimento del complesso che si estende per circa il 10% del centro storico di San Gimignano. La concessione avrà una durata di 70 anni e non è previsto nessun canone concessorio.

Il progetto prevede che una porzione massima di un terzo dei fabbricati possa ospitare una struttura ricettiva mentre negli altri due terzi sono previste sia attività culturali, quali musei e sale espositive, ambienti per conferenze e congressi, percorsi di valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico ed uno spazio-eventi per attività di spettacoli, oltre ad attività riferite all’identità del territorio e ai prodotti agroalimentari toscani e alla cura del corpo.

Il vincitore della gara sarà selezionato sulla base sia della proposta progettuale e gestionale presentata, sia della solidità del piano finanziario d’investimento.

“Un sogno dei sangimignanesi lungo quasi 30 anni comincia a vedere la realizzazione, chiediamo al mercato e al mondo dell’imprenditoria privata di confrontarsi con questo sogno e con questa sfida: far sì che un luogo di esclusione per secoli diventi alta espressione di inclusione” ha sottolineato il sindaco di San Gimignano Giacomo Bassi in occasione della presentazione della gara pubblica. “Una grande sfida legata ai temi della cultura per restituire alla comunità spazi chiusi per secoli” ha aggiunto la vicepresidente della Regione Toscana nonché assessore alla cultura Monica Barni che ha poi evidenziato il lavoro che ha portato alla costruzione del progetto e del bando di gara europea: “Un percorso lungo e impegnativo che si è sviluppato all’insegna del dialogo tra Regione, Comune e tutte le istituzioni coinvolte; alla fine, quello che presentiamo è il primo caso di federalismo demaniale realizzato”.

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Carceri: Corleone, in aumento il sovraffollamento

Carceri: Corleone, in aumento il sovraffollamento

Anche in Toscana ‘situazione preoccupante per numeri’.

Il sovraffollamento, il peggioramento della qualità della vita dei detenuti, la mancanza di governo delle carceri, i decreti delegati di riforma dell’ordinamento penitenziario e del regime delle misure di sicurezza. Questi alcuni punti sottolineati oggi dal garante toscano dei diritti dei detenuti Franco Corleone nel corso di incontro con il Coordinamento nazionale dei garanti dei diritti dei detenuti, che si è svolto in Consiglio regionale, a Firenze.

Corleone, spiega una nota, ha parlato di una ‘contraddizione profonda tra la fase conclusiva di riforma dell’ordinamento penitenziario, con la definizione dei decreti attuativi nei vari settori, e la realtà quotidiana che si vive nelle carceri’.

‘Si rileva – ha detto – una voragine tra un lavoro quasi concluso, per l’ampliamento delle misure alternative alla detenzione, e un lento, costante e inesorabile peggioramento delle condizioni, con un continuo e progressivo aumento della popolazione detenuta: al 31 dicembre 2016 in Italia i detenuti erano 54653 ad ottobre 2017 sono 57994’.

Per Corleone c’è una ‘situazione preoccupante dal punto di vista dei numeri. Anche in Toscana ci sono oltre 3300 detenuti, e questo cambia la qualità della vita nelle carceri, in particolare a Sollicciano, Pisa, Livorno, Prato, dove il sovraffollamento causa condizioni di vita difficili e precarie’.

Corleone ha poi ricordato l’aumento dei casi di violenza da parte dei detenuti e sui detenuti, la presenza di persone con problemi di salute mentale, che richiedono nuova attenzione, la mancanza di attività didattiche e ludiche, il ritardo ‘inspiegabile nei lavori per la seconda residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) a Empoli’, e ‘la situazione tragica per il governo delle carceri’.

‘Mancano – ha osservato ancora – direttori stabili a Sollicciano e a San Gimignano. Per fortuna è arrivato il nuovo direttore dell’amministrazione penitenziaria Antonio Fullone e mi auguro che dia impulso non solo ai lavori di ristrutturazione, ma soprattutto per un progetto di qualità della vita delle carceri in Toscana’.

All’incontro del coordinamento hanno preso parte oltre 35 garanti da varie parti d’Italia e il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Antonio Fullone.

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CARCERI, CORLEONE: “IN TOSCANA PROBLEMA E’ CHE MANCA UN PROGETTO”

Corleone Carceri

“La mancanza di progetto è il vero problema sistema carcerario toscano” ha detto il garante detenuti Franco Corleone: “priorità a interventi strutturali ma la Toscana vuol eliminare figura garante.” Giani spiega:” unificheremo funzioni difesa in un’unica figura.”

A livello carcerario “in Toscana più che il sovraffollamento c’è la mancanza di un progetto. Abbiamo un provveditore regionale a mezzo servizio, Giuseppe Martone è stato infatti chiamato a reggere anche il provveditorato della Campania, e poi c’è una situazione critica nella direzione di Sollicciano, che in un anno ha visto cambiare cinque direttori, e di San Gimignano dove la direzione è a ‘scavalco'”. Lo ha detto il garante toscano dei detenuti Franco Corleone in occasione di un seminario, in corso oggi in Consiglio regionale, intitolato ‘Stati particolari del carcere’.

Tra le priorità da realizzare entro giugno 2018, Corleone ha ricordato sia la necessità di alcuni “interventi strutturali” negli istituti di Arezzo, Sollicciano, Pisa, Pistoia, Livorno e San Gimignano, sia azioni dal punto di vista qualitativo come “l’affettività in carcere”, il “femminile al Gozzini come modello diverso di luogo di detenzione” o il “teatro stabile a Volterra” e un ripensamento della “detenzione minorile, perché forse il carcere non è più una forma adeguata per i minori”. Il garante toscano ha poi proposto di “rendere partecipi i detenuti nelle scelte che riguardano la loro vita. Per questo distribuiremo loro un questionario per raccogliere idee e suggerimenti e analizzeremo i rapporti disciplinari e sugli eventi critici e faremo assemblee in carcere per illustrare le nostre proposte”.

Dopo la chiusura dell’Opg, ha spiegato, “la Rems di Volterra è sovraffollata e attendiamo la partenza dei lavori per la realizzazione di una seconda struttura a Empoli che consenta di fare fronte alle necessità”. “Di fronte agli obiettivi che ci siamo fissati e nel momento in cui noi garanti regionali dei detenuti siamo chiamati a costituire una rete nazionale che dia risposte a livello internazionale sul tema dei profughi e dei centri per il rimpatrio, in Consiglio regionale si pensa di eliminare il garante dei detenuti” ha proseguito Corleone.

Nei mesi scorsi l’Assemblea toscana ha approvato una risoluzione con la quale il Consiglio si impegna ad elaborare una normativa, attraverso l’Ufficio di presidenza, per una figura di garanzia unica dei diritti della persona che comprenda e accorpo la difesa civica, la difesa dei diritti dei minori e quella dei detenuti. A margine del seminario, spiega una nota, al quale ha preferito non intervenire, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha motivato così la sua scelta: “Siamo nella fase di ristrutturazione – ha detto Giani – delle strutture che dal Consiglio regionale ci portano a vedere queste problematiche. Unificheremo le funzioni, il personale e potenzieremo la capacità di lavoro sui detenuti, sui minori e in generale, sulla tutela civica. È in corso di discussione in Consiglio regionale un disegno di legge, approvato dall’Ufficio di presidenza e inviato all’esame delle commissioni”. Il provvedimento in questione sarà illustrato in commissione affari istituzionali il 5 luglio.

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CARCERI, CORLEONE: “IN TOSCANA E’ TORNATO IL SOVRAFFOLLAMENTO”

carcere sovraffollamento Toscana

Il Garante dei detenuti Corleone: “in Toscana è tornato il sovraffollamento. Problemi nelle carceri di Sollicciano, Pisa, San Gimignano e Livorno.”

Il numero dei detenuti ha ripreso a crescere, “in tutta Italia, dove si è quasi a 57 mila detenuti, mentre in Toscana i posti regolamentari disponibili sono circa 2800, rispetto alle presenze vicine alle 3200 unità” e “Sollicciano, Pisa, San Gimignano, Livorno, soffrono di una condizione di invivibilità dettata dal sovraffollamento e dalle condizioni strutturali. Nel carcere di San Gimignano, ad esempio, l’acqua non è bevibile”. Lo ha detto il Garante dei detenuti della Toscana Franco Corleone, intervenendo, ieri, in commissione sanità del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd).

La commissione, spiega una nota, ha approvato, a maggioranza, la relazione annuale del Garante. In Toscana, ha ricordato
ancora Corleone, “è molto alto il numero di stranieri, oltre 1500″. Corleone ha ricordato il patto per la riforma del carcere
in Toscana, siglato nel dicembre scorso con il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Giuseppe Martone,
al fine di migliorare la qualità delle condizioni di vita dei detenuti toscani, che è arrivato in un momento di “grande crisi
dell’amministrazione penitenziaria. Inoltre Martone è stato chiamato a reggere anche il provveditorato della Campania, e da
sei mesi è più a Napoli che a Firenze. Poi c’è il problema della direzione di Sollicciano”.

Il garante ha sottolineato che si è “finalmente realizzata” la chiusura degli Opg, ma questo apre ora il problema delle Rems, perché “quella di Volterra è già attiva, ma la seconda che è stata destinata a Empoli, ma non sarà disponibile prima dei sei mesi”. Con l’aggravante, ha osservato ancora, “del carico in più che viene a pesare sulla Toscana, per via della mancanza di Rems nella regione Umbria”. Un elemento positivo, è invece che “vi sono ingenti fondi disponibili per la ristrutturazione delle carceri toscane, perché è stata annullata la decisione di costruire un nuovo istituto a Lucca”.

Corleone ha chiesto una “interlocuzione indispensabile” tra istituzione penitenziaria e Regione e la disponibilità a “realizzare i molti cambiamenti che sono indispensabili. Il tema delle articolazioni psichiatriche in carcere è delicatissimo”, così come “l’articolazione delle Rems a seguito della chiusura degli Opg”. I problemi, ha avvertito, “se esplodono possono farlo in maniera grave, specialmente in relazione alla psichiatria, sia nelle Rems, che altrove. Fino ad ora siamo stati miracolati, cerchiamo di provvedere”.

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