S. Anna di Stazzema: morto un altro superstite

S. Anna di Stazzema: morto un altro superstite

Lucca, scompare un altro sopravissuto della strage di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944, costata la vita a 560 persone, uccise dai tedeschi. A 83 anni è morto Massimo Mancini, fratello di Enio, memoria storica della strage.

Massimo Mancini, ricorda una nota del Comune di Stazzema, è stato un membro attivo dell’associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema mentre il fratello Enio si è per anni occupato del Museo storico della Resistenza e ha incontrato migliaia di giovani.

I due fratelli furono salvati da un giovanissimo soldato tedesco, a cui era stato affidato il compito di occuparsi del gruppo di rastrellati nella frazione di Sennari di cui faceva parte anche la famiglia Mancini.

Il militare nazista, rimasto solo, ordinò a gesti di stare zitti e di scappare alle persone che erano state incolonnate, sparando poi in aria una raffica di mitra.

Nella testimonianza resa ad Oliviero Toscani, Mancini diceva: “Un tempo mi sognavo questo ammasso di cadaveri, ad uno mancava una gamba, uno era carbonizzato…Il ricordo, secondo me, non va mai cancellato. E’ una cosa importante il ricordo”.

Il cordoglio per la scomparsa di Mancini è stato espresso dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona. “Stiamo perdendo via via pezzi della nostra memoria”, ha aggiunto il sindaco: recentemente sono scomparsi altri due superstiti, Luigi Della Latta, morto a 85 anni lo scorso 14 giugno, e Nella Mancini, 91 deceduta a 91 anni il 2 luglio.

“Massimo Mancini – ricorda sempre il sindaco – ha sempre partecipato alle attività della associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema, anche se non ha mai vissuto la sua storia in una dimensione pubblica.

Ciò nondimeno la sua è una perdita importante per la nostra realtà nell’ultimo mese abbiamo perduto tre testimoni della strage e sentiamo forte l’onere di essere eredi e ambasciatori di questa storia e del loro impegno per una società diversa da quella che consentì che si potessero consumare tragedie simili”.

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Morta a 91 anni superstite eccidio di Sant’Anna 

Morta a 91 anni superstite eccidio di Sant’Anna 

Nella strage del 12 agosto 1944, Nella Mancini, allora 17enne, perse il padre Egisto e la madre Maria, entrambi mugnai de i Mulini di Sant’Anna di Stazzema (Lucca).

E’ scomparsa ieri, a 91 anni, Nella Mancini, superstite della strage di Sant’Anna di Stazzema. Nella strage del 12 agosto 1944, Nella Mancini, allora 17enne, perse il padre Egisto e la madre Maria, entrambi mugnai de i Mulini di Sant’Anna di Stazzema (Lucca).
Maggiore di quattro fratelli, insieme a loro, si allontanò dal borgo poco prima che la strage fosse compiuta, salvandoli. La cerimonia funebre si svolge oggi, alle ore 15:30, alla Pieve di Valdicastello Carducci (Lucca). Sarta di Valdicastello, Nella Mancini, classe 1927, ha a lungo gestito il bar del paese che teneva chiuso ogni 12 agosto, in segno di lutto per ricordare quel tremendo giorno, mai dimenticato.
Nella testimonianza della signora Mancini, rilasciata ad Oliviero Toscani e contenuta in ‘I bambini ricordano’ si legge: “Io ho… ho incominciato a dire ‘Oddio, hanno ammazzato il babbo e la mamma!’. Son partita, sono andata là, con della gente che conoscevo. Infatti, eran tutti e due mitragliati, lì, al calcio di un castagno. Il 12 agosto per me fu un fulmine a ciel sereno”. Il Museo storico di Sant’Anna di Stazzema e l’Amministrazione comunale esprimo condoglianze ai familiari di Nella Mancini.

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Renzi e altri esponenti PD a Stazzema contro il fascismo

Renzi e altri esponenti PD a Stazzema contro il fascismo

Oggi Matteo Renzi ed altri esponenti del PD si sono recanti a Sant’Anna di Stazzema, per iscriversi all’anagrafe antifascista. Molti i commenti sulle dichiarazioni del leader di Lega Nord, Matteo Salvini.

Il segretario del Pd Matteo Renzi ha raggiunto stamani Sant’Anna di Stazzema (Lucca), luogo di eccidio nazifascista che fece 560 vittime tra la popolazione nell’agosto 1944, per sottoscrivere la sua iscrizione all’anagrafe antifascista. Prima di salire al sacrario, Renzi ha parlato con i superstiti e deposto una corona al cippo che ricorda la strage.
Il ministro dell’Agricoltura e vicesegretario del PD, Maurizio Martina, dopo la sottoiscrizione, ha detto: “Per noi è cruciale essere qui oggi, ribadire con grande determinazione il nostro impegno antifascista, contro ogni violenza, intolleranza. Abbiamo visto in queste settimane quello che è accaduto in giro per il Paese, le sottovalutazioni che alcuni ancora raccontano di questo fenomeno. Siamo qui – ha proseguito – perché le nostre radici affondano in queste tragedie e ricordare è il primo atto fondamentale, la memoria è il primo atto di cittadinanza che vogliamo manifestare. E poi c’è la dimensione della cittadinanza. Se siamo qui anche con tanti ragazzi è perché vogliamo ancora una volta dire che la Costituzione è il nostro faro ed i suoi valori, i valori antifascisti scolpiti nella Carta costituzionale, sono il nostro riferimento anche per il futuro”.
Il ministro, rispondendo ad una domanda su Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha associato l’anagrafe istituita dal comune versiliese a quella canina, ha dichiarato: “Ho provato sinceramente imbarazzo per lui e purtroppo però non mi stupisce perché un leader politico che non fa una riflessione rispetto a quello che nel suo movimento si sta generando in questo ultimo periodo, e traduce solo in propaganda violenta la sua campagna elettorale, credo che non sia un leader all’altezza di questo Paese. Siamo qui anche per testimoniare che c’è un’alternativa a tutta questa deriva”.
Presente anche il ministro dell’Istruzione Martina Fedeli, rispondendo anche lei ad una domanda dei giornalisti sul leader di Lega Nord, ha affermato: “Vorrei invitare veramente Salvini a ragionare, a venire qui, a confrontarsi con i superstiti, conoscere la storia, conoscere anche la nostra costituzione. L’anagrafe antifascista che qui si firma è esattamente mettere di nuovo una firma sotto la nostra costituzione. Quindi, ogni cittadina e cittadino italiano, ogni persona che vive nel nostro Paese dovrebbe rispettare i valori della nostra Costituzione. Lui, che vuole rappresentare una parte di questo Paese, dovrebbe sapere e dovrebbe in realtà dire che è orgoglioso di venire qua a sottoscrivere l’anagrafe antifascista”.
“A Salvini dico solo attenzione – ha continuato Fedeli-. Aver fatto quella affermazione significa non conoscere e non valorizzare i valori della nostra costituzione, che permettono a ciascuno di noi, e quindi anche a lui, di dire liberamente la propria opinione”. Per il ministro, “è un errore disconoscere la storia del nostro Paese. Chi disconosce la nostra storia non ha la capacità di portarne avanti i valori di convivenza civile e democratica”.
Da Palazzo Vecchio, il sindaco di Firenze Dario Nardella, ha annunciato: “Firenze si iscriverà all’anagrafe antifascista, aderiremo alla proposta del sindaco di Stazzema; credo sia un segnale forte. L’idea che il fascismo possa riprodursi tale e quale a ciò che è stato credo sia infondata – ha spiegato -. Gli aspetti negativi sui quali fascismo e nazismo si sono costruiti possono riproporsi: intolleranza, discriminazione, odio sociale che diventa odio razziale. Quindi non bisogna abbassare la guardia”. Per Nardella, “le cose disumane vissute da Europa, Italia possono nuovamente tornare. Il vento che spira oggi in Europa e in Italia è un vento di odio, violenza, intolleranza”.

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