SINDACO PIETRASANTA PARCHEGGIA IN SOSTA VIETATA E SI AUTODENUNCIA

mallegni

Un’email singolare quella arrivata questa mattina al comando di polizia municipale di Pietrasanta (Lucca): il sindaco Mallegni si è autodenunciato per parcheggio in sosta vietata. “Sindaci e amministratori devono dare l’esempio, ho già pagato la multa.”

Tolleranza zero: Anche se l’auto parcheggiata in divieto di sosta è quella del primo cittadino che, in questo caso, si è autodenunciato. Autore dell’autodenuncia il primo cittadino di Pietrasanta (Lucca), Massimo Mallegni. La multa non era stata rilevata dagli ausiliari del traffico ne’ dalla polizia municipale ma il sindaco Mallegni ha inviato, di prima mattina, una email al comando della polizia municipale di Pietrasanta, per autodenunciare l’infrazione.

“Sindaci ed amministratori dovrebbero sempre dare l’esempio. Ho parcheggiato in divieto di sosta, anche se la ragione è prettamente istituzionale dovendo portare manifesti e programmi per l’evento Dap (un evento culturale in corso, ndr) e anziché tornare a spostare l’auto, per la quale ho regolare permesso di accesso in centro storico, l’ho lasciata in una strada del centro dove non c’erano gli stalli per parcheggiare. Voglio pagare la multa. Mi pare un comportamento corretto. Mi sono autodenunciato alla Polizia Municipale e ho già pagato”.

L’input alla tolleranza zero era arrivato proprio da Mallegni. “Il divieto di sosta fuori dagli stalli vale per tutti, anche per me che sono il primo cittadino ma sono anche, e prima di tutto, un cittadino come tutti gli altri e non trovo giusto e corretto abusare di questo ruolo. Ho pagato la sanzione perché credo che sia giusto dare un segnale di correttezza, trasparenza e legalità. Anzi, direi che proprio perché si tratta di un primo cittadino o un amministratore locale, la sanzione dovrebbe essere raddoppiata. Il messaggio che voglio lasciare passare è chiaro: a Pietrasanta chi non rispetta le regole, che rappresentano un elemento indispensabile per mantenere il senso civico, viene multato. Ed il sindaco non è certo immune da questa filosofia”.

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CASSAZIONE SU RISTORATORE CAMPI BISENZIO: “ASTICI IN GHIACCIO? E’ MALTRATTAMENTO”

Astici

Dopo la vicenda di un ristoratore di Campi Bisenzio arriva la sentenza della Cassazione che conferma la multa di 5mila euro per il proprietario: “gli astici soffrono nel ghiaccio. Ma cucinarli vivi si può.”

Anche astici e aragoste in attesa di essere portati in tavola provano dolore e un conto è cucinarli quando sono ancora vivi (una “consuetudine sociale”), altro è conservarli in modo da arrecare loro “sofferenze causate dalla detenzione” in attesa di essere cucinati. Ragion per cui commette reato di maltrattamenti di animali, reato previsto dall’articolo 727 del codice penale, chi li conserva in modalità improprio, come ha fatto un ristoratore di Campi Bisenzio, che conservava i crostacei sotto ghiaccio e con le chele legate.

La Cassazione ha così confermato la sanzione per 5mila euro, nonché il risarcimento danni alla Lav (la Lega Anti Vivisezione) stabilita dal tribunale di Firenze. “Non può essere considerata come una consuetudine socialmente apprezzata”, scrive la Cassazione, il detenere questa specie di animali “a temperature così rigide, tali da provocare sicure sofferenze” se ci sono “sistemi più costosi” per conservarli in maniera più rispettosa. Non costituisce invece reato di maltrattamento il cucinarli vivi. Infatti, “la particolare modalità di cottura può essere considerata lecita in forza proprio del riconoscimento dell’uso comune”.

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