Save the Children, caso minorenne segregata potrebbe non essere isolato

Save the Children, caso minorenne segregata potrebbe non essere isolato

In Italia non c’è norma su matrimoni forzati, “Non possiamo ignorare ancora l’esistenza di tali situazioni” afferma Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children.

Nel nostro Paese, sottolinea Save the Children, manca un monitoraggio del fenomeno, che nel mondo ogni anno riguarda circa 15 milioni di ragazze che si sposano prima di aver compiuto i 18 anni e di queste 4 milioni prima dei 15 anni.

“É indispensabile rafforzare la rete di protezione con il coinvolgimento, in particolare, delle istituzioni scolastiche e degli operatori sociali” dice Milano, secondo la quale “è anche necessario dotarsi di un registro nazionale per analizzare i casi emersi e, allo stesso tempo, secondo quanto indicato dalla Convenzione di Istanbul, introdurre anche in Italia il reato relativo ai matrimoni forzati. Una lacuna che un paese come il nostro non può permettersi di avere”.
“Per questo ci auguriamo che il ddl attualmente in discussione presso la Commissione Giustizia del Senato e che introduce alcune disposizioni in materia di prevenzione dei matrimoni forzati, faccia il suo corso il prima possibile per evitare che ad altre minori siano negati i diritti fondamentali e la propria adolescenza” conclude la dirigente di Save the
Children.

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