Rifiuti: Toscana sud scelta per test raccolta ‘tariffa puntuale’

Rifiuti: Toscana sud scelta per test raccolta ‘tariffa puntuale’

Toscana sud sarà la prima in Italia a provare tariffa puntuale, ovvero il pagamento della raccolta e dello smaltimento in proporzione a quanto effettivamente prodotto e conferito.
A darne notizia è Sei Toscana, che gestisce il servizio nelle province di Grosseto, Arezzo e Siena, prima azienda italiana del settore ad entrare nel programma ‘Urban agenda’ che promuove la crescita, la vivibilità e l’innovazione nelle città europee.

L’accordo, siglato a Bruxelles nei giorni scorsi, è stato presentato a Siena. Fra gli obiettivi principali del patto quello di promuovere l’economia circolare e individuare modalità per l’introduzione della tariffa puntuale. “Abbiamo già previsto nel nostro piano industriale – ha spiegato il presidente di Sei Toscana, Leonardo Masi – investimenti per decine di milioni di euro nell’ambito di sistemi di raccolta intelligenti con accesso controllato, riconoscimento dell’utente e misurazione dei conferimenti, indispensabili per arrivare alla tariffa puntuale”.

«È un accordo molto importante perché la sperimentazione interessa uno dei territori più belli della nostra Europa – dichiara Håkon Jentoft, coordinatore di Urban Agenda per l’economia circolare a nome della città di Oslo – Puntiamo a mettere a punto un modello per applicare la tariffa puntuale che sia replicabile in tutta la comunità europea». Un percorso che sul territorio si concretizzerà grazie alla collaborazione tra Sei Toscana, l’Ato Toscana sud e Operate – l’Osservatorio nazionale dedicato alla tariffazione rifiuti –, che nell’ambito dell’Urban agenda ha collaborato alla realizzazione di un toolkit a disposizione di tutti quegli enti locali interessati a implementare la tariffa puntuale. Una “cassetta degli attrezzi” che verrà messa a disposizione e ritagliata su misura dei Comuni dell’Ato Toscana sud.

Il protocollo d’intesa prevede la realizzazione di un test di applicazione in uno o più comuni individuati da Ato Toscana Sud con la finalità di predisporre un piano di attuazione del sistema di tariffazione puntuale.

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Operaio muore investito da camion in retromarcia

Operaio muore investito da camion in retromarcia

Un operaio di 56 anni è morto investito da un camion di Sei Toscana che stava effettuando, secondo una prima ricostruzione, una manovra di retromarcia. L’incidente è accaduto alle 17,40 di ieri a Camucia, nel comune di Cortona (Arezzo) nella zona nuova della circonvallazione.

Gli operai stavano lavorando al recupero di rifiuti quando, per cause che dovranno essere chiarite dai carabinieri, l’operaio è stato investito dal camion in manovra. Sul posto è arrivato subito il 118 che ha allertato l’elisoccorso Pegaso e praticato le manovre di rianimazione ma per l’uomo non c”è stato niente da fare: è deceduto a causa delle gravi fratture riportate. Per liberarlo hanno lavorato a lungo anche i vigili del fuoco di Cortona.

Si chiamava Giancarlo Andreoni, l’operaio morto questo pomeriggio investito da un camion mentre stava recuperando, insieme a un collega, rifiuti nella zona industriale di Camucia, nel comune di Cortona (Arezzo). Gli operai stavano lavorando al recupero delle campane quando durante una manovra probabilmente in retromarcia, il conducente ha investito il collega. I carabinieri hanno acquisito tutte le testimonianze. E’ il terzo incidente mortale in un mese ad Arezzo e provincia. Sul posto sono arrivati anche il sindaco di Cortona Francesca Basanieri e l’assessore Andrea Bernardini.

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Ad Sei Toscana: “azienda torni a maggioranza pubblica”

Ad Sei Toscana: “azienda torni a maggioranza pubblica”

Lo afferma Marco Mairaghi, amministratore delegato di Sei Toscana, gestore unico dei rifiuti dell’Ato Toscana sud.

“Premesso che Sei Toscana può operare nel rispetto della gara indipendentemente dalla composizione della sua compagine azionaria, ovvero che sia a maggioranza pubblica o a maggioranza privata, è fondamentale che la società torni saldamente nelle mani dei soci cosiddetti pubblici, controllati dai comuni”.
Lo afferma Marco Mairaghi, amministratore delegato di Sei Toscana, gestore unico dei rifiuti dell’Ato Toscana sud. “Ho fatto il sindaco per dieci anni – sottolinea Mairaghi in una nota – e so perfettamente che la raccolta dei rifiuti urbani deve essere controllata dai comuni, perché quando un sindaco non è in grado di rispondere ai cittadini della gestione di un servizio così capillare che interessa ogni famiglia del suo territorio, poi tutto diventa più complicato e sicuramente non funziona”. Mairaghi si dice convinto, “della necessità che i Comuni controllino davvero la società.
E’ questa la strada da intraprendere, non certo pensare a piccole società comunali che operano solo sul proprio territorio e che oggi non avrebbero la possibilità, in termini economici, di sopravvivere per gli investimenti richiesti e la complessità del servizio”. “Sarebbe un passo indietro di vent’anni mentre il resto del mondo va verso società multiservizi di un dimensionamento adeguato a fare gli investimenti necessari e ad attrarre capitali con l’ingresso in borsa”.
“Abbiamo davanti una grande opportunità che si verificherà nel giro di poche settimane – conclude -. Entro l’estate Sei Toscana dovrà fare un nuovo aumento di capitale da 18 milioni di euro e per questo invito i soci pubblici, ossia Siena Ambiente, Csai e Aisa a lavorare insieme per recuperare la maggioranza della società di cui sono amministratore”.

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Rifiuti, presidente Sei Toscana si dimette: bufera sull’azienda

Rifiuti, presidente Sei Toscana si dimette: bufera sull’azienda

Lascia l’incarico di presidente di Sei Toscana e anche quello di consigliere della società Roberto Paolini.

Dimissioni di cui oggi il cda di Sei Toscana, società della raccolta di rifiuti ha preso atto, come si legge in una nota, spiegando di aver “già attivato le procedure previste dallo statuto per la piena composizione di tutti gli organi sociali che dovrebbero concludersi entro breve.

La società – prosegue la nota – resta pienamente operativa sia nel funzionamento dell’organo amministrativo che in tutte le funzioni di governance previste dallo statuto aziendale garantendo, così, la piena efficacia gestionale nonché la continuità e la qualità dei servizi svolti sul territorio”.
Il cda ha ringraziato Paolini “per la professionalità dimostrata e per il contributo dato allo sviluppo dell’azienda, rivolgendogli i migliori auguri per il futuro”. Sempre oggi, il cda ha adottato, come previsto dall’ordine del giorno, all’unanimità il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017, che sarà poi posto al vaglio dei soci per la definitiva approvazione nella seduta assembleare fissata per il 29 giugno prossimo.
Nuova bufera dunque intorno all’azienda, che si ritrova senza bilancio approvato e con la necessità di procedere con la sostituzione del presidente.

 

 

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