Operaio muore investito da camion in retromarcia

Operaio muore investito da camion in retromarcia

Un operaio di 56 anni è morto investito da un camion di Sei Toscana che stava effettuando, secondo una prima ricostruzione, una manovra di retromarcia. L’incidente è accaduto alle 17,40 di ieri a Camucia, nel comune di Cortona (Arezzo) nella zona nuova della circonvallazione.

Gli operai stavano lavorando al recupero di rifiuti quando, per cause che dovranno essere chiarite dai carabinieri, l’operaio è stato investito dal camion in manovra. Sul posto è arrivato subito il 118 che ha allertato l’elisoccorso Pegaso e praticato le manovre di rianimazione ma per l’uomo non c”è stato niente da fare: è deceduto a causa delle gravi fratture riportate. Per liberarlo hanno lavorato a lungo anche i vigili del fuoco di Cortona.

Si chiamava Giancarlo Andreoni, l’operaio morto questo pomeriggio investito da un camion mentre stava recuperando, insieme a un collega, rifiuti nella zona industriale di Camucia, nel comune di Cortona (Arezzo). Gli operai stavano lavorando al recupero delle campane quando durante una manovra probabilmente in retromarcia, il conducente ha investito il collega. I carabinieri hanno acquisito tutte le testimonianze. E’ il terzo incidente mortale in un mese ad Arezzo e provincia. Sul posto sono arrivati anche il sindaco di Cortona Francesca Basanieri e l’assessore Andrea Bernardini.

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Ad Sei Toscana: “azienda torni a maggioranza pubblica”

Ad Sei Toscana: “azienda torni a maggioranza pubblica”

Lo afferma Marco Mairaghi, amministratore delegato di Sei Toscana, gestore unico dei rifiuti dell’Ato Toscana sud.

“Premesso che Sei Toscana può operare nel rispetto della gara indipendentemente dalla composizione della sua compagine azionaria, ovvero che sia a maggioranza pubblica o a maggioranza privata, è fondamentale che la società torni saldamente nelle mani dei soci cosiddetti pubblici, controllati dai comuni”.
Lo afferma Marco Mairaghi, amministratore delegato di Sei Toscana, gestore unico dei rifiuti dell’Ato Toscana sud. “Ho fatto il sindaco per dieci anni – sottolinea Mairaghi in una nota – e so perfettamente che la raccolta dei rifiuti urbani deve essere controllata dai comuni, perché quando un sindaco non è in grado di rispondere ai cittadini della gestione di un servizio così capillare che interessa ogni famiglia del suo territorio, poi tutto diventa più complicato e sicuramente non funziona”. Mairaghi si dice convinto, “della necessità che i Comuni controllino davvero la società.
E’ questa la strada da intraprendere, non certo pensare a piccole società comunali che operano solo sul proprio territorio e che oggi non avrebbero la possibilità, in termini economici, di sopravvivere per gli investimenti richiesti e la complessità del servizio”. “Sarebbe un passo indietro di vent’anni mentre il resto del mondo va verso società multiservizi di un dimensionamento adeguato a fare gli investimenti necessari e ad attrarre capitali con l’ingresso in borsa”.
“Abbiamo davanti una grande opportunità che si verificherà nel giro di poche settimane – conclude -. Entro l’estate Sei Toscana dovrà fare un nuovo aumento di capitale da 18 milioni di euro e per questo invito i soci pubblici, ossia Siena Ambiente, Csai e Aisa a lavorare insieme per recuperare la maggioranza della società di cui sono amministratore”.

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Rifiuti, presidente Sei Toscana si dimette: bufera sull’azienda

Rifiuti, presidente Sei Toscana si dimette: bufera sull’azienda

Lascia l’incarico di presidente di Sei Toscana e anche quello di consigliere della società Roberto Paolini.

Dimissioni di cui oggi il cda di Sei Toscana, società della raccolta di rifiuti ha preso atto, come si legge in una nota, spiegando di aver “già attivato le procedure previste dallo statuto per la piena composizione di tutti gli organi sociali che dovrebbero concludersi entro breve.

La società – prosegue la nota – resta pienamente operativa sia nel funzionamento dell’organo amministrativo che in tutte le funzioni di governance previste dallo statuto aziendale garantendo, così, la piena efficacia gestionale nonché la continuità e la qualità dei servizi svolti sul territorio”.
Il cda ha ringraziato Paolini “per la professionalità dimostrata e per il contributo dato allo sviluppo dell’azienda, rivolgendogli i migliori auguri per il futuro”. Sempre oggi, il cda ha adottato, come previsto dall’ordine del giorno, all’unanimità il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017, che sarà poi posto al vaglio dei soci per la definitiva approvazione nella seduta assembleare fissata per il 29 giugno prossimo.
Nuova bufera dunque intorno all’azienda, che si ritrova senza bilancio approvato e con la necessità di procedere con la sostituzione del presidente.

 

 

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