Donne e diritto al lavoro, ieri ed oggi, al Museo Novecento

Donne e diritto al lavoro, ieri ed oggi, al Museo Novecento

Partendo dalla figura delle trecciaiole e dal periodo di crisi del settore,  parlerà del cammino compiuto dalle donne per il riconoscimento del diritto al lavoro, per la conquista della parità salariale e della presenza delle donne nei posti di responsabilità.

Un tema al centro del dibattito, oggi come ieri. Si intitola “Donne e lavoro. 1880-2017”, l’incontro organizzato al Museo Novecento domani mercoledì 25 ottobre alle 17 in collaborazione con Florence Art Edizioni.

L’idea del dibattito prende spunto dal volume “Le Trecciaiole. Donne al lavoro in Toscana fra Ottocento e Novecento” (Florence Art Edizioni, 2017) che ha come fulcro della narrazione un articolo dello storico e politico Pasquale Villari dedicato alla figura della trecciaiola nell’epoca della crisi che investì il settore, sintomo di un malessere significativo dell’economia toscana a partire da fine Ottocento.

Nel testo Pasquale Villari, scomparso nel 1917, spiega le ragioni della crisi, fotografando quelle donne, il loro lavoro, le loro rivendicazioni e proponendo soluzioni per quella che sarebbe potuta essere una strategia per la sua salvaguardia. Un testo che, pur scritto molto tempo fa, è ancora di grande attualità.

Al dibattito parteciperanno la Presidente della VII Commissione Consiliare Pace, diritti umani, solidarietà, relazioni internazionali, immigrazione e pari opportunità Serena Perini, il Presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia Cosimo Ceccuti, la Direttrice del Museo della Paglia di Signa Angelita Benelli, la responsabile del coordinamento Donne Spi Cgil Daniela Borselli e la curatrice del volume e vicepresidente della Società Corale di Impruneta Lara Socci.

Con uno sguardo che va anche oltre il mestiere specifico, si parlerà del cammino compiuto dalle donne per il riconoscimento del diritto al lavoro, per la conquista della parità salariale e della presenza delle donne nei posti di responsabilità. Un’occasione per riflettere e confrontarsi su un tema fondamentale del nostro tempo.

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Prostituzione: Firenze, primo denunciato con ordinanza antitratta

Prostituzione: Firenze, primo denunciato con ordinanza antitratta

Prima denuncia, la scorsa notte a Firenze, per un cliente di una prostituta in base alla nuova ordinanza del sindaco Dario Nardella che mira a contrastare lo sfruttamento e la tratta delle donne.

Si tratta di un uomo, italiano, che è stato individuato in via Campani, zona Nuovo Pignone, alla periferia nord della città. L’uomo, dopo aver offerto denaro a una donna di origine albanese in cambio di prestazioni sessuali, si era appartato con lei a bordo della propria auto.

E’ quindi scattata la denuncia sulla base dell’articolo 650 del codice penale per violazione di una ordinanza delle autorità. La polizia municipale ha effettuati i primi controlli previsti dalla nuova ordinanza nella serata e nella nottata di ieri in tutta la città. I controlli continueranno nei prossimi giorni.

L’ordinanza firmata dal sindaco di Firenze Dario Nardella, tesa a punire i clienti delle prostitute “riguarda tutto il territorio comunale e non sarebbe sbagliato spingere i sindaci dei Comuni confinanti a firmare un’ordinanza simile, per evitare che le prostitute si spostino nei territori limistrofi”. Lo sottolinea la presidente della Commissione Pari opportunita’ di Palazzo Vecchio Serena Perini. Il modello, spiega, “e’ quello nordico, che e’ anche quello scelto dall’Unione europea per combattere la prostituzione e la criminalita’, e prevede la punibilita’ del cliente. E’ un modello che funziona. Tanti Paesi europei, infatti, lo hanno adottato e trasformato in legge nazionale. L’ultima la Francia nel novembre 2016”. Quindi “non e’ vero che la punibilita’ del cliente non sia la strada giusta. Anzi, sono state le stesse forze dell’ordine di altri Paesi a confermare la funzionalita’ della legge”. Con questa ordinanza, conclude Perini, “si brucia la domanda e, di conseguenza, si impedisce alle organizzazioni criminali di fare business con la prostituzione”.

“Accogliamo con grande apprezzamento l’ordinanza emessa ieri dal sindaco Dario Nardella che prevede il contrasto alla prostituzione tramite la sanzione al cliente”. Lo afferma una nota della Caritas di Firenze. “La Caritas diocesana, che si impegna a favore degli ultimi e dei più svantaggiati nella nostra città, ha da sempre un’attenzione per le ragazze costrette a prostituirsi – si legge nella nota – E per questo che capiamo quanto possa essere importante questa ordinanza: è un tentativo che punta a ostacolare le organizzazioni criminali e il fenomeno che distrugge la dignità di donne ridotte in schiavitù”.

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