Mattarella a studenti: credibilità magistrati sta in risposta giustizia

Mattarella a studenti: credibilità magistrati sta in risposta giustizia

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno formativo della Scuola superiore della magistratura di Castelpulci a Scandicci, ha sottolineato ai ragazzi l’importanza della giustizia e della tutela dei diritti.

Il Presidente Mattarella ha detto: “La Scuola superiore ha un ruolo fondamentale perché concorre a tutelare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, la cui credibilità si fonda sulla qualità della risposta alla domanda di giustizia, e, dunque, sull’elevata professionalità dei giudici e dei pubblici ministeri appartenenti all’ordine giudiziario”.
Mattarella ha continuato: “La prospettiva, non più solo nazionale, nella quale il magistrato deve muoversi, delinea un orizzonte più ampio entro il quale realizzare la tutela dei diritti; il che vuol dire che la relativa attività di formazione ha il compito di alimentare la tradizione giuridica nazionale in una dimensione europea, al fine di assicurare che la tutela sia completa ed efficace”.
“L’attività di formazione curata dalla Scuola superiore – aggiunge il Capo dello Stato – è funzionale non solo a promuovere l’acquisizione del sapere tecnico-giuridico ma anche a favorire la maturazione di una capacità critica nella lettura della realtà sulla quale la magistratura è chiamata a intervenire”. Per Mattarella, “le linee guide dell’attività didattica svolte negli anni, ulteriormente confermate nel programma per il 2018, si muovono lodevolmente in questa direzione, valorizzando il dialogo e il confronto con soggetti ed istituzioni operanti sui temi della giurisdizione”.

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Mattarella concede grazia a Ovi: strangolò moglie malata alzheimer

Mattarella concede grazia a Ovi: strangolò moglie malata alzheimer

Gastone Ovi, fiorentino di 87 anni che nel febbraio del 2012 soffocò con un cuscino “l’amore della sua vita”, la moglie Ester, malata di Alzheimer con la quale era sposato da oltre 50 anni, che nei giorni scorsi ha ricevuto la grazia dal Capo dello Stato

“Sto bene adesso. Ringrazio il Presidente Sergio Mattarella. Mi ha concesso la grazia e mi ha regalato un pizzico di vita in più, anche se son vecchio”. Così Gastone Ovi, fiorentino di 87 anni che nel febbraio del 2012 soffocò con un cuscino “l’amore della sua vita”, la moglie
Ester, malata di Alzheimer con la quale era sposato da oltre 50 anni, che nei giorni scorsi ha ricevuto la grazia dal Capo dello Stato.

Il pensionato stava scontando nel carcere di Sollicciano una condanna a 14 anni per omicidio volontario, e aveva presentato domanda di grazia nel 2016 tramite il suo avvocato, Federico Bagattini.  La firma del Presidente Mattarella è arrivata dopo tutti i pareri necessari, dalla procura generale al ministero della Giustizia, come ricorda oggi il Corriere della sera dopo che la notizia della grazia era stata raccontata da La Nazione.

Ovi ha lasciato il carcere per essere accolto in una struttura della Caritas. “Credo che sia il giusto epilogo di una tragedia umana – spiega l’avvocato Bagattini – ma anche una vicenda che deve far riflettere. Era una coppia di anziani lasciata al suo destino. Quella del signor Ovi non è stata una storia di femminicidio ma una tragedia della solitudine e della disperazione”. “La moglie non era più in grado di ragionare, di mangiare da sola, rifiutava di farsi toccare e lavare – scrissero i magistrati -, con conseguenze inimmaginabili sul piano dell’igiene e della cura di sé”

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Resistenza, Empoli: Minniti consegna Medaglia d’oro

Resistenza, Empoli: Minniti consegna Medaglia d’oro

C’è stata questa mattina la cerimonia della consegna della Medaglia d’oro al merito civile alla città di Empoli, assegnata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  Minniti: “non è importante solo per la città ma per l’Italia”. Lotti ai giovani,ribadire mai più all’ orrore della guerra.

Il ministro dell’interno Marco Minniti questa mattina a Empoli ha dichiarato: ” Il riconoscimento viene concesso per un impegno storico contro il fascismo, per la rinascita del nostro Paese. Se l’Italia oggi è quello che è, con tutte le sue contraddizioni e tutti i suoi limiti, e tuttavia con la forza del Paese saldamente democratico, straordinariamente libero, capace di rispettare i diritti e di avere a cuore i doveri verso una comunità, lo si deve a questa storia. Per questo oggi è un giorno storico non solo per chi riceve ma anche per chi dà quel riconoscimento”.

Minniti ha anche aggiunto: “Mai astenersi dall’impegno politico, ognuno con le proprie idee anche quelle più diverse, più differenti dalle nostre, ma mai astenersi. In una democrazia questo è fondamentale perchè astenersi dall’impegno politico significa lasciare che altri decidano per noi”. Il ministro, rivolgendosi a Vera Michelin Salamon, ex deportata e presidente onoraria dell’Aned, “ho ascoltato le sue parole, nobili e forti, lei ha dato una straordinaria lezione di impegno civile”, e agli altri partigiani presenti, ha sottolineato come “la forza e la bellezza della democrazia sta nel fatto che ognuno può mettere il proprio tassello nella decisione collettiva”.

Riferendosi alla costituzione: “I valori costitutivi della nostra democrazia noi non consentiremo che vengano nemmeno per un attimo messi in discussione. In maniera solenne, lo dico qui nella mia qualità di ministro dell’Interno. C’è un confine che non sarà consentito a nessuno di poter oltrepassare e questo riguarda non soltanto il rispetto per il nostro passato, ma riguarda la nostra ansia di futuro.”

“Qui ci sono i sindaci con le fasce tricolore e se guadate bene c’è quasi un piccolo parallelo tra il fazzoletto tricolore indossato dai partigiani presenti e le fasce. Naturalmente sono due cose differenti ma c’è un piccolo parallelo: l’impegno antifascista, l’impegno per la liberazione del nostra Paese hanno costituito e costituiscono fondamento per la nostra democrazia. Un fondamento non solo irrinunciabile perchè è un pezzo di storia, ma irrinunciabile perchè è uno straordinario elemento del nostro presente e del nostro futuro”. Rivolgendosi quindi agli studenti delle scuole presenti alla cerimonia il ministro dell’Interno ha aggiunto: “Ragazzi e ragazze non dimenticatelo mai, ci sono persone che hanno dato la propria vita, la propria giovinezza perchè l’Italia fosse un Paese libero e democratico. Tutto questo è patrimonio dell’Italia e non può essere consentito a nessuno di poterlo mettere in discussione”

In una nota, invece, il ministro per lo Sport Luca Lotti ha dichiarato: “Il riconoscimento conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla città di Empoli è per tutti noi motivo di grande orgoglio. La Medaglia d’Oro al Merito Civile serve a ricordare a ciascuno di noi il valore, il coraggio e la determinazione della gente di Empoli nel rispondere a testa alta alla violenza”. Secondo Lotti si tratta di un riconoscimento che deve essere “l’occasione per ribadire, ancora una volta, il nostro ‘mai più’ all’orrore della guerra. La nostra risposta, ma soprattutto la risposta di Voi ragazzi deve essere quella di conservare, custodire e proteggere il valore della memoria”. “Capire cosa accadde in quegli anni, ne sono certo – prosegue il ministro, nato a pochi chilometri da Empoli, rivolgendosi ai ragazzi presenti – servirà a dare un senso profondo e ancor più consapevole al vostro percorso di crescita culturale”.

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Mps: sindacati, tentativo esproprio opere arte

Mps: sindacati, tentativo esproprio opere arte

Sindacati dispiaciuti “di non sentire le voci scandalizzate ed indignate dei tanti che dovrebbero rappresentare queste istanze”.

“É veramente inaudito assistere ad un tentativo di esproprio di un patrimonio secolare ed artistico costruito nel tempo dalla storia del territorio, attraverso banca Mps, senza che ci sia un’adeguata e contraria presa di posizione a tutti i livelli”. É la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil di Siena in merito all’ipotesi di vendita delle opere d’arte della banca senese a seguito degli accordi con la Ue.
“Sarebbe oltre modo grave scoprire, a cose fatte, che la Bce avesse imposto al Monte dei Paschi di alienare un patrimonio artistico di così altissimo valore non solo da un punto di vista meramente economico ma anche strettamente culturale, affettivo e simbolico che potrebbe andare disperso nel mondo attraverso asta” proseguono i sindacati in una nota dicendosi dispiaciuti “di non sentire le voci scandalizzate ed indignate dei tanti che dovrebbero rappresentare queste istanze”.
Le sigle sindacali fanno poi riferimento alla recente visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella alla mostra in corso a Siena dedicata ad Ambrogio Lorenzetti e si dicono “oltremodo oltraggiati e sbeffeggiati” e chiedono al Governo “se veramente si possa scambiare la finanza con la storia, la cultura ed il patrimonio artistico”.

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Assiste marito a Napoli ma lavora come insegnante a Firenze, sos a Mattarella

Assiste marito a Napoli ma lavora come insegnante a Firenze, sos a Mattarella

Uomo è invalido grave, lei non ottiene trasferimento.

Il marito è invalido grave perché da circa dieci anni è affetto da Alzheimer e lei per poter sostenere la sua famiglia deve lavorare. La famiglia vive a Giugliano, in provincia di Napoli, ma lei lavora come insegnante in provincia di Firenze. Protagonista della vicenda, Rosetta
Penacchio, 48 anni, maestra elementare e madre di due ragazzi, che nei giorni scorsi ha lanciato un disperato appello alla politica e ora ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una lettera di “implorazione” di una cittadina “che si sente sola, incapace di affrontare il futuro”.
Rosetta, dopo una vita da docente precaria, fatta anche di incarichi a tempo determinato anche in Piemonte, è riuscita nel 2015 ad ottenere il “ruolo” in Toscana. Ma nel frattempo le condizioni del marito, ora 59enne, si sono aggravate. L’uomo non è più autonomo e non è in grado di seguire la moglie nei suoi spostamenti. “Una tragedia che ha segnato profondamente me e i miei figli” dice sconvolta.
Lo scorso anno Rosetta ha avuto un’assegnazione provvisoria a Giugliano. Anche quest’anno aveva sperato nel trasferimento o in un altro periodo di “assegnazione provvisoria” nella sua città o anche in un altro Comune della Campania, in modo da poter tornare nel pomeriggio a casa. La sua sede di lavoro però è stata confermata in provincia di Firenze perché nel napoletano non ci sono posti.
“Io devo andare a lavorare a centinaia di chilometri da casa lasciando solo mio marito invalido, totalmente non autosufficiente e allettato che ha bisogno di essere lavato, imboccato e accudito continuamente. Ho pensato di fare la pendolare ma non è possibile” racconta Rosetta, che è stata nominata tutrice dell’uomo.
“Per stare a casa – conclude Rosetta – dovrei dimettermi. Ma non posso perché ho necessità di lavorare”.

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