Iacopo Melio Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Iacopo Melio Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Firenze, “Ho trovato un sacco di messaggi senza capirne, inizialmente, il motivo. Poi le prime telefonate”.

Iacopo Melio commenta così, sulla sua pagina ufficiale Facebook, la nomina a Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, onorificenza che gli è stata conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme ad altri 32 cittadine e cittadini, che si sono distinti per “atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità”.

Nel caso specifico di Iacopo Melio la motivazione del conferimento dell’onorificenza è stata: “Appassionato contributo alla causa dell’abbattimento delle barriere architettoniche e degli stereotipi culturali”.

“Siete stati più veloci di me, nonostante la mi’ mamma dica che sto sempre col telefono in mano – continua nel suo post Iacopo Melio – E questo è un segnale bellissimo, significa che in questi anni abbiamo creato una comunità solida di persone che, accanto, viaggiano nella stessa direzione”.

“Vi abbraccio tutti – conclude Iacopo – E viva le parole, quelle che costruiscono il futuro migliore, con tanti ponti e pochi muri”.

Iacopo Melio, affetto dalla Sindrome di Escoban che lo costringe ad una vita sulla sedia a rotelle, è il fondatore della Onlus ‘#vorreiprendereiltreno‘, che nasce da un suo post ironico del 2014 quando, allora studente universitario, affrontava sui social, in maniera ironica, il tema della disabilità e delle barriere architettoniche.

Da allora l’hashtag ha fatto il giro del web, conquistando prima il popolo italiano dei social network, poi la stampa nazionale, arrivando a catturare i media internazionali, tra cui BBC e Al Jazeera ed ora anche il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.

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Rapido 904: Mattarella ricorda valori comunità contro eversione e insidie antidemocratiche

Rapido 904: Mattarella ricorda valori comunità contro eversione e insidie antidemocratiche

“Sono trascorsi 34 anni da quell’attentato infame sul treno rapido 904 ma rimane incancellabile la memoria dei lutti e delle indicibili sofferenze che sconvolsero cittadini inermi e famiglie in procinto di riunirsi per il Natale”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel ricordare l’attentato del 1984.

“La Repubblica rinnova vicinanza e solidarietà ai parenti delle vittime, ai sopravvissuti, a chi è stato costretto a convivere con il dolore, a quanti non hanno mai smesso di impegnarsi – e continuano a operare – per ottenere la piena verità sugli autori della strage e per trasmettere ai più giovani quei valori democratici e di civiltà che la strategia eversiva voleva colpire”.
“La bomba collocata sul treno e fatta esplodere nella galleria, tra le stazioni di Vernio e San Benedetto Val di Sambro, nel più grande disprezzo per la vita umana, venne usata come mezzo per sferrare un attacco all’ordinamento democratico, per creare sgomento e disorientamento, per tentare di incrinare il legame tra i cittadini e le istituzioni. A questa aggressione la comunità nazionale reagì con unità, riaffermando i principi
che sono alla base del nostro patto costituzionale, e sconfiggendo, così, il disegno dei terroristi. Fu una stagione molto dura, con ripetute, gravissime ferite inferte al Paese.
L’attentato sul treno rapido 904 segnò un innesto criminale, mettendo in luce minacciose complicità tra mafia e terrorismo stragista, come hanno dimostrato le indagini, i processi e le
sentenze”. “La Repubblica è stata capace di sconfiggere le strategie della tensione e di rispondere ai ricatti eversivi senza venir meno ai valori costitutivi della nostra comunità di vita: è questo un insegnamento fondamentale che non dobbiamo dimenticare nell’affrontare le insidie che provengono dalle nuove forme di terrorismo e dalla criminalità organizzata”, conclude Mattarella.

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Firenze: 13enne investito da moto polizia, incontra Mattarella a Meyer

Firenze: 13enne investito da moto polizia, incontra Mattarella a Meyer

L’agente della polizia Municipale stava facendo servizio di viabilità in vista arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un tredicenne è stato portato al Meyer di Firenze con una frattura a una gamba causata da un incidente avvenuto poco prima delle 15.00 in viale Morgagni, a causa di una moto della polizia Municipale.

Il ragazzo è stato investito da una moto della polizia stradale di Firenze che stava facendo servizio di viabilità in attesa del passaggio del corteo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, diretto proprio al Meyer. L’agente, secondo quanto appreso, è ‘scivolato’ in curva e la moto ha finito la sua corsa contro il ragazzo che sembra stesse attraversando la strada. Le sue condizioni non sono gravi.  Il presidente è stato subito informato dagli agenti della scorta.

Il 13enne, arrivato al pronto soccorso, ha chiesto se era possibile vedere Mattarella che, appreso della richiesta ha fatto subito una ‘deviazione’ nel percorso che era stato preparato per lui al Meyer e ha visto il ragazzo.

Con lui ha anche scherzato e lo ha invitato al Quirinale, assicurandogli che se andrà a Roma ancora con la gamba ingessata metterà la sua firma sul gesso.

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Mattarella visita Meyer: “L’ospedale è punto di riferimento per Paese”

Mattarella visita Meyer: “L’ospedale è punto di riferimento per Paese”

“E’ emozionante essere qui, questa visita mi ha coinvolto, rendere omaggio ai bambini, ai familiari e agli operatori dell’ospedale Meyer è cosa che desideravo fare”.

Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando della sua visita nell’ospedale pediatrico fiorentino al personale e alle famiglie dei pazienti. “Io posso soltanto ringraziare molto coloro che lavorano per il Meyer, per quel che fanno, li ringrazio per come contribuiscono a mettere al centro il bambino paziente, in un ospedale dove si accoglie in maniera particolarmente serena, dove i bambini sono al centro di uno sforzo comune, nelle cure, nell’assistenza, nelle terapie”.

Il presidente della Repubblica ha sottolineato che “il Meyer è un punto di riferimento nel Paese e un punto di eccellenza internazionale”, sottolineando l’importanza che l’ospedale pediatrico di Firenze ha negli scambi medico sanitari con tutto il mondo in termini di ricerca e cura.

Mattarella dopo questo saluto si è avvicinato alle persone che lo stavano ascoltando e ha salutato diverse famiglie con i loro bambini, i medici, gli infermieri, il personale sanitario, poi, tra gli applausi si è spostato in un altra sala dove gli è stato illustrato un plastico in cui si vedono i progetti futuri di ampliamento dell’ospedale, tra cui, un nuovo campus, il Parco della Salute con gli ambulatori del day service, e un centro di accoglienza delle famiglie degli utenti.

E’ la seconda volta che un presidente della Repubblica visita il Meyer, in precedenze viene ricordata quella di Sandro Pertini nel 1984.

“Una visita che ci ha riempito di gioia e di orgoglio: il presidente della Repubblica ha apprezzato la mostra e soprattutto il nostro lavoro, che, come ci ha detto, fa bene alla comunità”. Lo ha detto il presidente di Montedomini Luigi Paccosi dopo la visita che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto stamattina alla mostra fotografica ‘Soli mai: due anni di gratuità’ in Palazzo Vecchio. Mattarella era in visita a Firenze per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo fiorentino.

La mostra, che racconta le relazioni nate tra alcuni anziani di Firenze e i volontari che trascorrono del tempo con loro, resterà aperta fino al 7 dicembre nel cortile di Michelozzo di Palazzo Vecchio.

“Abbiamo presentato il nostro lavoro sul territorio – ha aggiunto Paccosi – e il progetto che in questi due anni è cresciuto e si è rafforzato, come le relazioni tra i volontari e gli anziani, creando una vera e propria rete di protezione contro la solitudine. Il presidente – conclude Paccosi – si è complimentato per il nostro lavoro e ci ha spronato a fare sempre meglio per il bene della comunità.”

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Mattarella a Firenze per Ateneo e Meyer

Mattarella  a Firenze per Ateneo e Meyer

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e’  a Palazzo Vecchio, dove, nel salone dei Cinquecento, presenzia l’inaugurazione dell’anno accademico 2018-19 dell’Universita’ di Firenze. Nel pomeriggio, il presidente della Repubblica visitera’ le famiglie e i bambini ricoverati all’ospedale pediatrico Meyer.

La cerimonia d’apertura dell’Anno accademico dell’Università di Firenze si è aperta nel salone dei Cinquecento con i saluti del sindaco Dario Nardella che si è rivolto al presidente Sergio Mattarella dicendo anche: “Presidente lei trova una città aperta, forte, unita, orgogliosa del rapporto speciale con lei. Sono riconoscente che lei sia presente in questa occasione e in questo salone dove hanno operato i geni della storia”. Nardella aveva incontrato brevemente Mattarella prima della cerimonia per un saluto istituzionale.

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