Sicilia: M5s, elezioni e no tv Di Maio hanno rottamato Renzi

Sicilia: M5s, elezioni e no tv Di Maio hanno rottamato Renzi

Giannarelli, trampolino lancio per nostro 40% elezioni nazionali.

“L’esito delle elezioni regionali in Sicilia, e la scelta di Luigi Di Maio di non andare al confronto tv, hanno definitivamente rottamato Renzi e il Pd. Queste elezioni dicono chiaramente che M5s è la prima forza politica in Italia. In Sicilia abbiamo preso circa il doppio dei voti del partito di Berlusconi e circa tre volte i voti del partito di Matteo Renzi”. Lo ha detto il presidente del gruppo M5s in Consiglio regionale Giacomo Giannarelli, parlando con i giornalisti a margine della presentazione di una proposta legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
“É un dato clamoroso – ha aggiunto – e va ricordato che, per coerenza, noi corriamo da soli, rifiutiamo i milioni di euro di rimborsi elettorali ed è stata una campagna elettorale meravigliosa fatta da Cancelleri che è stato grandioso”.
Giannarelli ha poi sottolineato che in Sicilia “qualcuno ha parlato di voti inquinati perché le liste di chi ha vinto hanno al loro interno personaggi cosiddetti impresentabili. É stranissimo il fatto che il figlio di un ex deputato del Pd condannato in primo grado, che, sconosciuto da tutto e tutti, ha preso circa 20 mila voti. Rispettiamo l’esito elettorale ma siamo pronti a cogliere questa opportunità come trampolino di lancio per le elezioni nazionali dove sicuramente arriveremo oltre il 40% previsto”.
Ha poi continuato Giannarelli sulla situazione in Toscana. “Pensiamo che in Toscana la legislatura arriverà al 2020 perché non conviene a nessuno, a partire dal Pd, andare al voto subito. Se si votasse ora si andrebbe al ballottaggio secondo quanto previsto dalla legge elettorale toscana, e al ballottaggio M5s vince sempre. Quindi hanno paura di andare al voto”.
“É chiaro che noi vorremmo andare al voto subito – ha aggiunto – perché i cittadini sono stufi, specie quelli della piana fiorentina hanno capito che coloro che hanno votato non rispettano il mandato elettorale, e sono tutti scontenti sulle grandi opere”.
“Il Pd ha un atteggiamento medioevale, è chiuso nei propri castelli e tratta i cittadini come sudditi”, ha concluso Giannarelli.

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Sicilia: Parrini, centrosinistra spaccato porta a sconfitta

Sicilia: Parrini, centrosinistra spaccato porta a sconfitta

“Retromarcia M5s e centrodestra unito vince”.

“Dividere il centrosinistra serve solo a favorire la destra e il populismo. Il centrosinistra unito può vincere le prossime elezioni politiche, e, se avesse scelto un unico candidato presidente, avrebbe potuto correre per vincere anche in Sicilia. Nonostante il peso innegabile del giudizio negativo sul governo regionale uscente, le liste riferibili al centrosinistra hanno infatti raccolto globalmente il 30% dei voti. La spaccatura ha invece portato a una sconfitta netta”. Lo afferma il segretario del PD toscano Dario Parrini commentando, su Facebook, l’esito delle elezioni regionali in Sicilia.
“Occorre un cambio di passo per non andare incontro alla stessa sorte a livello nazionale – aggiunge -. Per questo serve subito da parte di tutti un grande sforzo unitario. Il Pd è pronto a fare la sua parte. Non mette veti su nessuno. Ma nemmeno può accettarne. Non chiede abiure. Ma nemmeno vuole che gli siano chieste”.
Secondo Parrini è “il momento della generosità costruttiva, non dei risentimenti disgreganti. In Sicilia la scissione del Pd non ha portato né un briciolo di affluenza in più (l’astensionismo è rimasto oltre il 50%), né un rafforzamento dell’area alla sinistra del Pd”.
“Il M5s a dispetto di alcune apparenze è un partito in retromarcia – ha continuato Parrini -. Questo spiega la fuga di Di Maio dal duello televisivo con Renzi. Non inganni l’elevato consenso personale di Cancelleri. È stato consistente per un effetto voto utile di cui il candidato grillino ha beneficiato in virtù delle divisioni a sinistra che hanno condannato Micari e Fava ad apparire candidati non competitivi e sconfitti in partenza”.
“Il dato essenziale è che in Sicilia il M5s era sicuro di vincere e invece ha perso – aggiunge -; e che nel voto di lista si è fermato al 27%, oltre 6 punti in meno di quanto prese al suo apice nelle politiche del 2013. Sei punti non sono noccioline. In Sicilia il centrodestra unito non è ancora una forza battibile, specialmente se a rafforzarlo giunge un pezzo di mondo moderato che nel 2012 sostenne Crocetta (penso all’Udc che supero’ il 10% e che stavolta ha corso per Musumeci)”.
“Il centrodestra perse in Sicilia nel 2012 unicamente perché si divise. Dopo essersi ricompattato, è tornato a vincere, anche se i partiti che lo compongono complessivamente hanno perso nel voto di lista 3 punti rispetto al 44,6% raccolto nelle regionali di cinque anni fa”, conclude.

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Sicilia: Mazzeo, dimostra necessità centrosinistra unito

Sicilia: Mazzeo, dimostra necessità centrosinistra unito

“In virtù della nostra divisione, il centrosinistra appariva sconfitto in partenza e in tanti hanno deciso di dirottare il voto su chi pensavano avesse più chance di contrastare la destra”.

In Sicilia, “il centrosinistra (tutto, non solo una parte) perde e il centrodestra (unito) sembra destinato a vincere. Una prima, forse banale, sintesi estrema: ancora una volta si dimostra il fatto che quando ci si divide si è più deboli. É valso in Sicilia, temo che potrebbe succedere a livello nazionale, o a livello locale se non saremo in grado, tutti, di mettere da parte i personalismi, e lavorare pancia a terra su un progetto concreto e un programma chiaro e senza distinguo da offrire al Paese”. Lo afferma il consigliere regionale Pd e vicesegretario del partito toscano Antonio Mazzeo, nella sua newsletter.
“Lo dico perché dai numeri siciliani emerge un dato chiaro – sottolinea -: c’è una percentuale molto alta di voto disgiunto che palesa come tanti elettori abbiano votato i partiti di centrosinistra ma non il suo candidato: a due quinti dello scrutinio Micari è infatti intorno al 19%, le liste a lui collegate oltre il 25%. In senso inverso il dato dei 5 stelle: Cancelleri al 35,5%, le liste a lui collegate sotto il 28”.
Secondo Mazzeo, “significa che proprio in virtù della nostra divisione, il centrosinistra appariva sconfitto in partenza e in tanti hanno deciso di dirottare il voto su chi pensavano avesse più chance di contrastare la destra, ovvero Cancelleri”.
“Se, come accaduto a Palermo, Mdp avesse accettato di proporre un candidato unico probabilmente questo effetto fuga non ci sarebbe stato”. Allora, conclude Mazzeo, “questo è il momento di mettere da parte i rancori e dimostrare la capacità di lavorare insieme. Solo in questo modo potremo pensare anche di riavvicinare le tante persone che continuano a essere diffidenti verso la politica e a non partecipare al voto”.

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Sicilia: Mugnai (Fi), differenza l’ha fatta Silvio Berlusconi

Sicilia: Mugnai (Fi), differenza l’ha fatta Silvio Berlusconi

Stamani sms Micchichè a coordinatori, “Tranquilli abbiamo vinto”.

“In questi minuti va emergendo il quadro della vittoria schiacciante, in Sicilia, di Nello Musumeci, da tutta Forza Italia Toscana complimenti vivissimi al presidente Berlusconi e al collega coordinatore regionale in Sicilia Gianfranco Miccichè che già stamani alle 10.28 con un messaggio a me e agli altri coordinatori rassicurava “Tranquilli, abbiamo vinto!””. Lo afferma il coordinatore regionale degli azzurri toscani, e capogruppo Fi in Consiglio regionale, Stefano Mugnai sull’esito delle regionali in Sicilia.
“Quello di oggi è un risultato importante”, sottolinea in una nota, e “questo deve richiamare al senso di responsabilità tutte le forze del centrodestra, dato l’approssimarsi delle elezioni politiche”.
Secondo Mugnai, “fa oltremodo piacere verificare che nelle liste della coalizione che ha sostenuto Musumeci spicchi il risultato di Forza Italia che, da sola, ottiene più del doppio di ognuna delle altre formazioni anche con numeri importanti. Ciò dimostra come anche in questa importante elezione regionale chi ha davvero saputo fare la differenza è stato come sempre il presidente Silvio Berlusconi”.

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Sicilia: Rossi (MdP), “Un’altra bocciatura per il Pd, ma bastonano anche noi e Grasso”

Sicilia: Rossi (MdP), “Un’altra bocciatura per il Pd, ma bastonano anche noi e Grasso”

“In Sicilia un’altra grave sconfitta per il Pd, come accade regolarmente ormai dal 2015 in tutta Italia. Stupefacente che perdono loro e bastonano noi e Grasso”. Lo sottolinea su Fb il presidente della Regione Toscana, fondatore di Articolo Uno-Mdp, Enrico Rossi sul voto in Sicilia. “Cinque anni di guida renziana e di politiche neoliberiste del governo fanno risuscitare Berlusconi e vincere la destra, gonfiano le vele della protesta grillina e dell’astensione – conclude – Per noi, con Fava, è solo l’inizio, una partenza a cui guardare con fiducia per un risultato a due cifre per una sinistra seria, unita e alternativa, nel Paese alle prossime elezioni”.

“Il risultato della Sicilia, stando a questi exit poll, conferma le previsioni: in gioco per la vittoria ci sono la destra e il M5S, mentre il Pd continua nel declino iniziato alle regionali del 2015 e poi esploso nel referendum del 2016”. Per il governatore della Toscana Enrico Rossi, tra i coordinatori di Mdp, “anche alle prossime politiche se la giocheranno la destra e i Cinque stelle. Il Pd renziano – dice in un’intervista alla Stampa – non è stato capace in questi mesi di ragionare in modo autocritico sulle tante sconfitte e non credo che lo farà adesso”.

“Gli elettori che hanno scelto il nostro candidato Claudio Fava non avrebbero mai votato per Fabrizio Micari e per una coalizione con dentro Alfano. Sarebbero rimasti a casa”, afferma Rossi. “Noi abbiamo recuperato persone di sinistra che si erano rifugiate nell’astensione e anche una quota di giovani che volevano una proposta netta di cambiamento. Se nel Pd non lo capiscono sono problemi loro”.

Quanto a Mdp, “il voto indica che, anche in una regione storicamente difficile, esiste una base elettorale per una forza di sinistra in grado di avvicinarsi alla doppia cifra. E che questo obiettivo a livello nazionale è raggiungibile”. Nell’intervista Rossi si mostra scettico sulla possibilità di una alleanza del centrosinistra per le Politiche, anche se Matteo Renzi facesse un passo indietro.

“La nostra non è una battaglia personale contro Matteo, ma riguarda le politiche sul lavoro, la scuola, la sanità, il fisco. Non mi pare che il Pd sia nelle condizioni di ribaltare o anche solo correggere l’impianto delle politiche economiche fatte finora”.

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