FERROVIE, SINDACATI: “APPALTI TOSCANI A RISCHIO: VOGLIAMO GARANZIE”

ferrovie trasporti proposte Fs regionali

“A rischio i lavoratori e la qualità servizi sui treni” mettono in guardia Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. “Appalti settore pulizie e servizi accessori frammentarie: chiediamo confronto con Trenitalia e Regione.”

“Ennesimo momento di preoccupazione fra i lavoratori degli appalti ferroviari in Toscana. A rischio c’e l’occupazione e la qualità del servizio offerto agli utenti che utilizzano i treni. I settori delle pulizie e dei servizi accessori dei treni hanno subito molte variazioni organizzative negli ultimi anni che hanno determinato una già considerevole perdita di posti di lavoro”. Lo affermano Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti.”Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’emorragia occupazionale, chiediamo che la Regione si faccia parte attiva nella gestione del settore.” Il 12 e 13 luglio sarà sciopero regionale del comparto.

“Oggi – affermano – l’occupazione e calibrata sulle attività necessarie agli standard di qualità richiesti, ma tuttavia assistiamo alla costruzione di gare di appalto, talvolta senza il riconoscimento della clausola sociale, che tendono a frammentare le attività, producendo diseconomie e ricadute negative sui livelli occupazionali, restringendo strumentalmente il perimetro delle attività messe a gara ed escludendo da esso lavorazioni necessarie, al solo scopo di ridurre i costi ufficiali. Abbiamo chiesto da tempo un confronto con Trenitalia e la Regione Toscana che da anni investe notevoli risorse sul trasporto su ferro, ma ci scontriamo costantemente con le indisponibilità di tali soggetti. In Toscana ci sono le condizioni per mettere in sicurezza il settore anche attraverso la costruzione di un confronto serio con tutti i soggetti che in questo settore operano sia come committenti che come appaltatori. Chiediamo quindi alla Regione che si faccia parte attiva nella gestione del settore nel rispetto del servizio che essa stessa richiede e nel rispetto delle condizioni di lavoro di chi vi opera”.

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MPS, SINDACATI: “SODDISFATTI: RICHIESTE ESAUDITE”

Mps sindacati

Ottimismo espresso dai sindacati dopo l’incontro con l’ad Mps Morelli su piano ristrutturazione: “è stata esaudita la richiesta di volontarietà, ma per 450 esuberi da estero niente paracadute: ora si coinvolgano i lavoratori.” Uilca: “esuberi in realtà sono 4200: 600 già usciti a maggio.”

“A fronte del nuovo consistente contributo necessario in termini occupazionali e professionali, per il rilancio di Mps è indifferibile il coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione della banca”: è il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, al piano industriale del Monte presentato dall’A.d  Marco Morelli. “Il piano di Mps – continua Romani – ha elementi di notevole positività nell’utilizzo del fondo di solidarietà per la gestione degli esuberi e nel contenimento dei compesi dell’ad Morelli, che ha così dato un segnale importante e responsabile, che costituisce un esempio da estendere anche ad altre realtà bancarie”.

“La nostra richiesta era quella di poter affrontare la partita sugli esuberi solo con il fondo di solidarietà su base volontaria, è stata esaudita visti i numeri di cui si parla”. È il commento di Antonio Damiani (Fisac Cgil) uscendo dall’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli.  “È evidente che la situazione del Monte si avvia con questo piano, ci auguriamo in maniera definitiva a uscire dal tunnel” ha aggiunto Franco Casini della Fabi. Le uscite “sono tutte su base volontaria, non ci sono in questo piano esternalizzazioni. Questo è un altro punto positivo che incontra il nostro favore”, ha ribadito Casini. “C’è un messaggio che deve passare chiaro e deve tranquillizzare i colleghi, non ci saranno licenziamenti e chi entrerà nel fondo lo farà su base volontaria.”

Soddisfazione generale espressa anche da Sileoni (Fabi): “un salvataggio ha evitato il peggio Ricordare che 700 esuberi e 170 chiusure sportelli già previsti. Il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni promuove il salvataggio di Mps con intervento dello Stato “perché ha evitato il peggio, scongiurando una crisi che avrebbe avuto drammatiche ripercussioni sui dipendenti, sui risparmiatori, sulle economie dei territori e su tutto il sistema bancario”. E’ quanto afferma in una nota in cui sottolinea che “gli esuberi del gruppo non sono 5.500, come dichiarato dalla banca, ma 4.800 e gli sportelli da chiudere non sono 600 ma 430, in quanto 700 uscite e la chiusura di 170 sportelli erano già previste da precedenti accordi sindacali”.

La sindacalista precisa poi che “se fino ad oggi il gruppo è riuscito a far fronte al crollo della fiducia dei mercati e alla fuga dei depositi lo si deve ai lavoratori”. A suo avviso “senza di loro il Monte dei Paschi di Siena non esisterebbe più”. Rivolgendosi poi all’amministratore delegato Marco Morelli Sileoni chiede che il piano di riorganizzazione “sia gestito in maniera morbida e condivisa attraverso uscite volontarie”.”Il rilancio della storica banca senese deve passare ora attraverso il coinvolgimento di tutti i lavoratori a ogni
livello – afferma – e puntare finalmente a un aumento dei ricavi e non più a un taglio dei costi”. “Condividiamo – conclude Sileoni – quanto dichiarato dal ministro Padoan circa l’importanza dell’intervento dello Stato in Mps, dopo l’accordo di una settimana fa sulle banche venete e Intesa: due interventi decisivi e risolutivi a salvaguardia del settore bancario italiano”.

Il segretario generale della First Cisl manifesta però preoccupazione “per la chiusura di 600 filiali, perché in questi anni difficili la vera forza della banca si è dimostrata essere la rete, che ha tenuto perfino al di sopra dell’immaginabile a fronte dei disastri provocati dai vertici e che ora ha necessità di immediati investimenti informatici e di prodotti e servizi dal forte contenuto innovativo, oltre che di un rinnovato impegno di tutti i lavoratori, di cui siamo certi.”

“Nei 4.800 esuberi citati dalla banca sono inclusi anche i 600 già usciti a maggio, gli esuberi reali sono quindi 4.200″. Lo ha precisato Massimo Masi, segretario generale Uilca, che ha seguito in videocollegamento l’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli per un’anticipazione sul piano di ristrutturazione della banca senese. Domani il piano sarà presentato in plenaria ai sindacati a Siena.

Le 450 uscite “legate alla cessione/chiusura attività” corrispondono ai dipendenti delle filiali estere e, anche se Mps sostiene che il piano non prevede licenziamenti, “sull’estero avremo un problema” riconosce Sara Barberotti della segreteria generale First Cisl al termine dell’incontro con l’ad di Mps Marco Morelli. “All’estero non esiste il fondo esuberi come noi lo concepiamo e come lo stiamo usando in Italia su base volontaria anche in questo piano – afferma -. Quindi sull’estero avremo un problema”. “Non hanno il contratto bancario italiano pertanto non rientrano sotto la nostra competenza” ha precisato Massimo Masi segretario generale Uilca, che ha seguito l’incontro sindacale in videocollegamento.

 

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MPS, SINDACATI: “SODDISFATTI: RICHIESTE ESAUDITE”

Mps sindacati

Ottimismo espresso dai sindacati dopo l’incontro con l’ad Mps Morelli su piano ristrutturazione: “è stata esaudita la richiesta di volontarietà, ma per 450 esuberi da estero niente paracadute: ora si coinvolgano i lavoratori.” Uilca: “esuberi in realtà sono 4200: 600 già usciti a maggio.”

“A fronte del nuovo consistente contributo necessario in termini occupazionali e professionali, per il rilancio di Mps è indifferibile il coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione della banca”: è il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, al piano industriale del Monte presentato dall’A.d  Marco Morelli. “Il piano di Mps – continua Romani – ha elementi di notevole positività nell’utilizzo del fondo di solidarietà per la gestione degli esuberi e nel contenimento dei compesi dell’ad Morelli, che ha così dato un segnale importante e responsabile, che costituisce un esempio da estendere anche ad altre realtà bancarie”.

“La nostra richiesta era quella di poter affrontare la partita sugli esuberi solo con il fondo di solidarietà su base volontaria, è stata esaudita visti i numeri di cui si parla”. È il commento di Antonio Damiani (Fisac Cgil) uscendo dall’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli.  “È evidente che la situazione del Monte si avvia con questo piano, ci auguriamo in maniera definitiva a uscire dal tunnel” ha aggiunto Franco Casini della Fabi. Le uscite “sono tutte su base volontaria, non ci sono in questo piano esternalizzazioni. Questo è un altro punto positivo che incontra il nostro favore”, ha ribadito Casini. “C’è un messaggio che deve passare chiaro e deve tranquillizzare i colleghi, non ci saranno licenziamenti e chi entrerà nel fondo lo farà su base volontaria.”

Soddisfazione generale espressa anche da Sileoni (Fabi): “un salvataggio ha evitato il peggio Ricordare che 700 esuberi e 170 chiusure sportelli già previsti. Il segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni promuove il salvataggio di Mps con intervento dello Stato “perché ha evitato il peggio, scongiurando una crisi che avrebbe avuto drammatiche ripercussioni sui dipendenti, sui risparmiatori, sulle economie dei territori e su tutto il sistema bancario”. E’ quanto afferma in una nota in cui sottolinea che “gli esuberi del gruppo non sono 5.500, come dichiarato dalla banca, ma 4.800 e gli sportelli da chiudere non sono 600 ma 430, in quanto 700 uscite e la chiusura di 170 sportelli erano già previste da precedenti accordi sindacali”.

La sindacalista precisa poi che “se fino ad oggi il gruppo è riuscito a far fronte al crollo della fiducia dei mercati e alla fuga dei depositi lo si deve ai lavoratori”. A suo avviso “senza di loro il Monte dei Paschi di Siena non esisterebbe più”. Rivolgendosi poi all’amministratore delegato Marco Morelli Sileoni chiede che il piano di riorganizzazione “sia gestito in maniera morbida e condivisa attraverso uscite volontarie”.”Il rilancio della storica banca senese deve passare ora attraverso il coinvolgimento di tutti i lavoratori a ogni
livello – afferma – e puntare finalmente a un aumento dei ricavi e non più a un taglio dei costi”. “Condividiamo – conclude Sileoni – quanto dichiarato dal ministro Padoan circa l’importanza dell’intervento dello Stato in Mps, dopo l’accordo di una settimana fa sulle banche venete e Intesa: due interventi decisivi e risolutivi a salvaguardia del settore bancario italiano”.

Il segretario generale della First Cisl manifesta però preoccupazione “per la chiusura di 600 filiali, perché in questi anni difficili la vera forza della banca si è dimostrata essere la rete, che ha tenuto perfino al di sopra dell’immaginabile a fronte dei disastri provocati dai vertici e che ora ha necessità di immediati investimenti informatici e di prodotti e servizi dal forte contenuto innovativo, oltre che di un rinnovato impegno di tutti i lavoratori, di cui siamo certi.”

“Nei 4.800 esuberi citati dalla banca sono inclusi anche i 600 già usciti a maggio, gli esuberi reali sono quindi 4.200″. Lo ha precisato Massimo Masi, segretario generale Uilca, che ha seguito in videocollegamento l’incontro con l’A.d di Mps Marco Morelli per un’anticipazione sul piano di ristrutturazione della banca senese. Domani il piano sarà presentato in plenaria ai sindacati a Siena.

Le 450 uscite “legate alla cessione/chiusura attività” corrispondono ai dipendenti delle filiali estere e, anche se Mps sostiene che il piano non prevede licenziamenti, “sull’estero avremo un problema” riconosce Sara Barberotti della segreteria generale First Cisl al termine dell’incontro con l’ad di Mps Marco Morelli. “All’estero non esiste il fondo esuberi come noi lo concepiamo e come lo stiamo usando in Italia su base volontaria anche in questo piano – afferma -. Quindi sull’estero avremo un problema”. “Non hanno il contratto bancario italiano pertanto non rientrano sotto la nostra competenza” ha precisato Massimo Masi segretario generale Uilca, che ha seguito l’incontro sindacale in videocollegamento.

 

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BANCHE, ROSSI CHIEDE A PADOAN INCONTRO SU SITUAZIONE TOSCANA

 

Banche banca etruria crisi bancheUna lettera del governatore Rossi indirizzata al ministro Padoan per confronto Regione-sindacati: “in atto una trasformazione radicale sistema bancario con ripercussioni epocali”. Governatore incontrerà lavoratori Mps e Etruria.

Una lettera al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per attivare un tavolo di confronto con Regione e organizzazioni sindacali sui cambiamenti in atto nel sistema bancario in Toscana. E’ quanto annunciato oggi dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in occasione della riunione del tavolo sulle banche. Il tavolo, spiega una nota, è composto da Regione (presenti oggi il presidente Rossi e l’assessore regionale al credito Stefano Ciuoffo) e rappresentanti delle parti sociali.

“E’ in atto – ha spiegato Rossi – una trasformazione radicale del sistema bancario in Toscana, con ripercussioni epocali sia per gli assetti finanziari e economici, sia per i livelli occupazionali. Davanti a questo tsunami che ha avuto il suo epicentro in Toscana e Veneto, abbiamo la necessità di seguire da vicino ed essere partecipi delle intenzioni del governo”. Tra i temi affrontati oggi: i nuovi assetti dell’ex Banca Etruria (con la nuova proprietà di Ubi Banca), le ripercussioni anche in Toscana del crac delle banche venete (con conseguenze in particolare per CariPrato), e il piano di salvataggio del Monte dei Paschi di Siena.

Queste e altre criticità di dimensioni minori riguardano, secondo la stima dei sindacati, ben 15 mln lavoratori in Toscana (su un totale di 24 mila). Si stimano infine in circa 3-4 mila i lavoratori che, in seguito a questi processi, potrebbero uscire dal perimetro produttivo, in larga misura con provvedimenti di prepensionamento. In quest’ottica nelle prossime settimane Rossi fisserà due incontri: il primo con i rappresentanti sindacali di Ubi banca (Nuova Banca Etruria) al fine di conoscere il parere dei lavoratori sul piano industriale che è stato recentemente presentato. Il secondo incontro, analogo, con i rappresentanti sindacali di Mps, dal momento in cui anche loro saranno a conoscenza del piano industriale che dovrebbe essergli consegnato a giorni.

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AFERPI, SCIOPERO E BLOCCO STRADALE DEI LAVORATORI

Aferpi Presidio Cgil : i sindacati chiedono fatti convocazione governo

In centinaia al presidio e corteo in occasione dello sciopero di 24 ore indetto quest’oggi da Fiom- Fim e Uilm e che interessa tutta la Val di Cornia. Sindaco Piombino Giuliani: “ho sentito Poletti: ammortizzatore sociale per altri 18 mesi.”

I manifestanti dalla sede dello stabilimento si sono dirette a Gagno, all’ingresso di Piombino, dove è stato attuato un presidio con blocco del traffico sia in entrata che in uscita dalla città causando chilometri di coda. Qualche giorno fa il segretario generale Fiom Cgil territoriale  David Romagnani aveva dichiarato:  “Deve essere chiaro che per la Fiom Cgil, certo di interpretare anche il sentimento delle altre segreterie dei metalmeccanici, il contratto di solidarietà deve essere approvato urgentemente e con le stesse caratteristiche del biennio precedente, in ossequio degli impegni che tutti i soggetti, Istituzioni incluse, hanno assunto all’inizio di questo percorso. Se così non fosse il Ministero e il Governo si assumeranno la responsabilità dell’imporre l’ utilizzo di altri strumenti di ammortizzazione, più costosi per le Società e meno tutelanti per i lavoratori”.

“A oltre due mesi dalla presentazione dell’istanza di proroga di ulteriori due anni di contratto di solidarietà – prosegue Romagnani-  che riguarda oltre 2100 lavoratori Aferpi, nessun segnale di approvazione da parte del Ministero competente e del Governo.  Riteniamo sia utile che il Governo intervenga in modo deciso nei confronti dell’Istituto INPS, affinché siano sbloccati per la regione Toscana gli oltre 30 milioni di residuo Cigs, che potrebbero essere destinati a tutti lavoratori dell’indotto che hanno perso il lavoro e ogni forma di sostegno al reddito.”

L’agitazione è stata mantenuta anche se ieri il Ministero del Lavoro ha fatto sapere con una nota che sarebbe stata trovata un’ipotesi di soluzione “in grado di mantenere le condizioni di reddito dei lavoratori finora garantite”. Per domani le organizzazioni sindacali sono state convocate a Roma al Ministero dello Sviluppo economico.

Intanto il sindaco di Piombino Massimo Giuliani fa sapere tramite un post su facebook che “nel corso della manifestazione ho ricevuto una telefonata dal ministro del Lavoro Poletti. La stessa comunicazione è stata fatta ai rappresentanti sindacali. Il ministro ha preannunciato un provvedimento amministrativo, che ha già comunicato all’Inps.” Aggiungi il sindaco: ” verranno garantiti con un ammortizzatore speciale per altri 18 mesi, che coprirà le indennità dei lavoratori alle stesse condizioni economiche di cui sino ad ora hanno usufruito. Il provvedimento interrompe il regime attuale  e nella eventualità potrà essere prorogata a scadenza”.

“I particolari- prosegue il sindaco Giuliani- saranno discussi domani nella riunione già convocata al MISE (ndr. Ministero dello Sviluppo Economico) dove si aspettano novità anche sull’accordo tra commissario straordinario ed azienda per il prolungamento della legge Marzano.” ovvero la legge che prevede misure per la ristrutturazione industriale di grandi imprese in stato di insolvenza. Conclude il sindaco Massimo Giuliani: ” Ringrazio i Sindacati ed i lavoratori che con la loro mobilitazione hanno contribuito in modo determinante al raggiungimento di questo risultato”.

 

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