SANITA’ TOSCANA, VERTENZA REGIONALE E MANIFESTAZIONE DELLA CGIL

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“Oltre mille” i manifestanti secondo la Cgil alla manifestazione per rivedere riforma sanità Toscana. Sindacato ha aperto vertenza regionale su settore: “sanità pubblica e equa contro tendenza a privatizzazione e riduzione Asl.”

Sono oltre mille, secondo il sindacato, i partecipanti alla manifestazione organizzata dalla Cgil, davanti alla sede della Regione Toscana a Firenze, che ha aperto una vertenza regionale sulla sanità. La manifestazione, spiega in una nota Mauro Fuso della segreteria Cgil Toscana, è stata indetta per “una sanità pubblica universale ed equa, contro la strisciante privatizzazione, per una Toscana in buona salute” e per chiedere alla Regione stessa “di invertire una tendenza che sta manifestando un preoccupante abbassamento dell’eccellenza riconosciuta al nostro sistema sanitario”.

Al centro della vertenza la legge di riforma del sistema sanitario regionale, la 84 del 2015, che “ha previsto una riorganizzazione del sistema sanitario toscano con la riduzione a 3 Asl, e quindi con un modello di ospedali per intensità di cure e di forte integrazione con il territorio. Un modello su cui è opportuna un’attenta verifica”. Secondo Fuso, “il sistema mantiene punte di eccellenza ma ci sono scricchiolii e scivolamenti che richiedono un intervento. Abbiamo visto per ora il taglio dei posti letto negli ospedali ma uno scarso potenziamento dei servizi territoriali”.

Secondo il sindacato c’è poi la questione del depotenziamento degli ospedali periferici, e, sottolinea il segretario regionale Dalida Angelini, “senza una opportuna riorganizzazione della rete ospedaliera, ciò incide sui tassi di mortalità. Avere un infarto in zone montane o in territori urbanizzati può fare la differenza tra la vita e la morte, e questo non è accettabile”. “L’Italia ha una spesa sanitaria inferiore di quasi il 30% rispetto ai principali Paesi europei e sta lentamente sottofinanziando il sistema pubblico, mentre cresce la spesa privata. E’ necessario intervenire per destinare maggiori risorse pubbliche – conclude -, combattere sprechi e corruzione e prevedere una compartecipazione alla spesa più equa e progressiva, in modo da garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute”.

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