Solvay: investito da carico, grave camionista

Solvay: investito da carico, grave camionista

Infortunio sul lavoro all’interno dell’area dello stabilimento Solvay di Rosignano (Livorno) per un autista di 49 anni di Latina trasferito con il Pegaso all’ospedale di Pisa in gravi condizioni per un politrauma.

Secondo una prima ricostruzione l’uomo, dipendente di una ditta di trasporti che opera all’interno del parco industriale, mentre stava per scaricare delle traversine in legno per lavori di ripristino della ferrovia interna allo stabilimento, è stato investito da parte del carico del suo camion.

L’incidente è accaduto verso le 9.30 e il 49enne, che indossava il casco e non ha mai perso conoscenza, è stato subito soccorso e stabilizzato dai volontari di un’ambulanza del 118 con medico e dal medico interno allo stabilimento che hanno deciso poi per il suo trasferimento in elicottero all’ospedale di Pisa.

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Solvay inaugura a Rosignano nuova centrale

Solvay inaugura a Rosignano nuova centrale

L’industria chimica belga ha tagliato il nastro ad una nuova centrale turbogas nel complesso di Rosignano. La nuova centrale è stata ottenuta attraverso un lavoro di miglioramento di una vecchia installazione di Engie.

Solvay ha inaugurato la nuova centrale turbogas ad alta efficienza energetica a Rosignano. Questa nuova installazione, realizzata da Ansaldo, consolida l’attuale capacità produttiva dello stabilimento e garantisce competitività all’intero Parco Industriale di Rosignano.

Inoltre, informa una nota, la nuova turbina migliora la sostenibilità del sito, riducendo le emissioni di CO2 a livelli comparabili ai migliori standard industriali. La nuova centrale ha una capacità di 180 MW e consiste in un “revamping” della preesistente centrale, appartenente al Gruppo Engie.

L’investimento è stato di 40 milioni di euro ed è stato effettuato dalla società Cogeneration Rosignano, nuova proprietaria degli asset, i cui soci sono: Marubeni, Ansaldo Energia e Solvay stessa.

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“La Solvay si doti di un dissalatore di acqua di mare”

“La Solvay si doti di un dissalatore di acqua di mare”

Medicina democratica Livorno: “In questo modo si sconfiggerebbe emergenza idrica della costa”.

“La Giunta regionale toscana, già a metà giugno scorso, dichiarava lo stato di emergenza idrica e l’Autorità idrica specificava che tutta la val di Cecina ”da Volterra fino al mare” è coinvolta nell’emergenza. Ora Rossi torna alla carica con il tubone dalla zona Apuana e l’invaso a Pian di Goro nell’alta val di Cecina, scaricando la spesa di queste grandi opere idrauliche sulle bollette dei cittadini, per garantire acqua alla Solvay”. In questo modo inizia il comunicato stampa della sezione di Livorno e della val di Cecina di Medicina democratica, che aveva ottenuto 1500 firme per la proposta di un dissalatore di acqua di mare a carico di Solvay.

Inoltre, “nel nostro archivio – si legge sul comunicato – abbiamo ritrovato un decreto del Ministero dell’ambiente del 3 settembre 2002 (visibile integralmente sul nostro sito internet) in cui il ministero, autorizzando l’invaso Solvay sul torrente Cortolla (Montecatini val di Cecina) prescriveva alla multinazionale : 1) di interrompere i prelievi dai pozzi della val di Cecina da giugno a novembre, per riservare le acque di falda ai prioritari prelievi civili 2) di elaborare uno studio di fattibilità di un impianto di desalinizzazione dell’acqua necessaria al ciclo produttivo 3) di un impianto per il riutilizzo e il trasporto ai cantieri minerari di Montecatini VdC dell’acqua esausta di salamoia da Rosignano. Poi Solvay non costruì l’invaso autorizzato, passando al progetto IDROS (2004), poi al progetto di Puretta (2007) in collaborazione con ASA, infine, dopo l’aborto di questi progetti è tornata a chiedere ed ottenere l’autorizzazione di 6 nuovi pozzi (2015) sul fiume Cecina: la soluzione meno costosa per Solvay e più impattante per le falde idriche già in forte sofferenza. Un disastro per la popolazione”.

Viene lamentata la presenza di acqua esausta di salamoia, cioè mandata allo stabilimento di Rosignano, dove viene usata e poi gettata in mare con un enorme spreco di acqua e sale: quasi un milione di tonnellate di  prezioso salgemma della val di Cecina, circa la metà di quello estratto con almeno 6 milioni di tonnellate di acqua di falda (questi i dati raccolti da Medicina democratica) vengono tutt’oggi gettate in mare ogni anno da Solvay, che ignora le prescrizioni del Ministero dell’ambiente e le leggi che prescrivono la restituzione al bacino idrico di prelievo le acque usate dall’industria. “Nei 15 anni che decorrono dal 2002 – continua -, la Solvay ha sprecato in questo modo quasi 15 milioni di tonnellate di sale e ben 90 milioni di tonnellate (metri cubi) di acqua di falda, ben oltre tre volte i consumi civili dell’intera provincia di Livorno, isole e turisti compresi. Il riutilizzo dell’acqua esausta avrebbe inoltre lasciato nel sottosuolo minerario i 15 milioni di tonnellate di salgemma, allungando di molto la vita delle preziose miniere”.

La richiesta di Medicina democratica, a salvaguardia del sale e dell’acqua della Val di Cecina, è che Solvay si doti di un dissalatore di acqua di mare, da cui ricavi acqua e sale necessari alle sue produzioni, alimentato da energie alternative (fotovoltaico ed eolico). In tal modo il tubone dalla zona apuana e l’invaso di Pian di Goro diverrebbero automaticamente superflui.

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MD: esposto contro Solvay per la moria di pesci a Rosignano

MD: esposto contro Solvay  per la moria di pesci a Rosignano

L’accusa è di  grave danno ambientale, con moria di pesci, danno d’immagine al turismo e danno materiale ai pescatori della zona.

Dopo aver ricostruito la dinamica dell’”incidente” del 28-29 agosto, MD ricorda che “non è la prima volta che avviene un episodio delittuoso del genere (si veda in calce una rassegna delle “fughe di ammoniaca” dalla sodiera Solvay di Rosignano), ma è la prima volta nella lunga storia di essa che un gruppo di pescatori, firmati con nome e cognome, esprimono sulla stampa la loro volontà di chiedere i danni alla Solvay, così come l’Impresa Pesca della Coldiretti prende posizione contro il fatto. Ci sarebbe da attendersi anche una presa di posizione simile anche degli albergatori e dei ristoratori, diversi dei quali espongono il cartello “pescato locale”, tra i piatti offerti al pubblico. Comunque anche se non arrivasse una presa di posizione da questi ultimi soggetti, è indubbio che un oggettivo danno anche economico è stato loro inflitto”.

La questione si inserisce nel più vasto problema degli scarichi a mare della Solvay, all’attenzione della Procura fin dal 2008 quando Medicina Democratica “con un suo esposto, pose il problema dell’accertato non rispetto da parte di Solvay dell’Accordo di programma del 31.7.2003 per la diminuzione programmata degli scarichi a mare, che alla scadenza ultima del programma, il 31.12.2007, non risultava rispettata da relazioni ufficiali di Arpat. Dopo la perizia dell’ing. Trussi di Milano, codesta spett. Procura nel giugno 2013 elevava multe per circa 130.000 euro a 5 dirigenti Solvay e la stessa patteggiava un piano di bonifica valutabile tra i 7 e i 10 milioni di euro: tale bonifica non risulta neanche mai iniziata, come confermano le dichiarazioni PRTR di Solvay – stabili negli inquinanti emessi – e l’episodio di questi giorni”.

MD chiede al Magistrato che siano valutati anche eventuali risarcimenti dovuti ai portatori di interessi che siano stati danneggiati dal fatto delittuoso.

Precedenti episodi di emissioni di ammoniaca, segnalati al magistrato:

  • 1- la moria di pesci in mare del 19 giugno 2007, dovuta ad un massiccio scarico di ammoniaca 19.6.2007   TIRRENO 20.6.07  di Andrea Rocchi

            Black out elettrico, fabbrica ferma Fuoriuscita di ammoniaca in sodier

  • 2- TIRRENO  17 settembre 1999
  • A lanciare l’allarme sono stati i pescatori della zona. Subito sono scattati i sopralluoghi per capire cosa è avvenuto Morìa di pesci nel mare davanti a Rosignano Solvay
  • 3- Nel 1982 la Solvay dichiarava di scaricare in mare ben 500 tonnellate di azoto ammoniacale l’anno, oltre a altri inquinanti come mercurio, cadmio, cromo, ecc.
  • 4- Nel 974 la Solvay dichiarava di scaricare in mare 184 tonnellate di ammoniaca.
  • 5- Dal sito  UE http://prtr.ec.europa.eu/#/industrialactivity risulta che nel 2014  l’unico impianto italiano che usa ammoniaca ha scaricato in aria 315 tonnellate di ammoniaca (NH3)

7 settembre 2017

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Solvay: 49 mln da accordo Toscana-Mise

Solvay: 49 mln da accordo Toscana-Mise

Al via gli investimenti previsti dal protocollo per il consolidamento e la reindustrializzazione del Parco industriale di Rosignano (Livorno) con la firma da parte del Mise e della Regione Toscana dell’accordo di programma.

L’accordo, sottoscritto oggi dai direttori generali del ministero per lo sviluppo economico Stefano Firpo e Carlo Sappino e dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, è
finalizzato a promuovere la realizzazione da parte di Solvay di un piano di sviluppo per la tutela ambientale con 48,9 milioni di euro di nuovi investimenti nel Parco industriale di Rosignano che saranno sostenuti da 11,6 milioni di contributi pubblici di cui 11,1 a carico del Mise e 0,5 della Regione Toscana.
Tra gli interventi tre distinti progetti che consentiranno di aumentare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale del sito, oltre a consentire un contenimento dei costi di
approvvigionamento di vapore e, più in generale, migliorare la competitività dell’impianto di carbonato di sodio.
Gli investimenti, si legge in una nota del Mise, sono “importanti perché, diretti a favorire il superamento della delicata fase congiunturale che il Gruppo Solvay si appresta ad
affrontare sui mercati, garantiranno contemporaneamente il consolidamento della chimica di base presente nel Parco industriale e significativi miglioramenti dal punto di vista
ambientale, creando inoltre le condizioni per l’avvio di percorsi di reindustrializzazione in grado di valorizzare le grandi potenzialità presenti nel sito”.

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