Spazio Alfieri, fino al 31 gennaio in vari orari “Chiamami col tuo nome”

Spazio Alfieri, fino al 31 gennaio in vari orari “Chiamami col tuo nome”

Allo Spazio Alfieri il film rivelazione di Luca Guadagnino “Chiamami col tuo nome” che approda agli agli Oscar con quattro candidature.  Da giovedì 25 gennaio, ore 17.00  e 21.30 (in italiano) alle 19.15 in versione originale (inglese).

Approdato alla Berlinale nella sezione Panorama Speciale, il film è stato accolto da un autentico trionfo, tanto dal pubblico quanto dalla critica internazionale, che – come era accaduto alla premiére mondiale al Sundance poche settimane prima – non ha potuto evitare di intonare mente e cuore davanti all’opera più bella – finora – del cineasta italo-etiope, trionfo di sensualità attraverso la storia d’amore giovane ma matura fra il teenager Elio e il 24enne Oliver, che prende forma in una calda estate del nord Italia nel 1983. Un film che omaggia i maestri che Guadagnino ama (Renoir, Rohmer, Bertolucci) riuscendo però ad andare oltre la loro lezione, grazie a uno stile e a una ricerca totalmente personali, Guadagnino, con la collaborazione diWalter Fasano e di James Ivory, si è ispirato al romanzo omonimo di André Aciman per chiudere l’ideale trilogia sul desiderio iniziata con Io sono l’amore e proseguita con A Bigger Splash.

Estate 1983, tra le province di Brescia e Bergamo, Elio Perlman, un diciassettenne italoamericano di origine ebraica, vive con i genitori nella loro villa del XVII secolo. Un giorno li raggiunge Oliver, uno studente ventiquattrenne che sta lavorando al dottorato con il padre di Elio, docente universitario. Elio viene immediatamente attratto da questa presenza che si trasformerà in un rapporto che cambierà profondamente la vita del ragazzo.

“Guadagnino in questo film ha raggiunto l’eccellenza nell’ambito del cinema italiano e internazionale nel far ‘agire’ gli spazi. Non solo la villa settecentesca in cui i Perlman vivono ma ogni singolo edificio, ogni portone, si potrebbe dire ogni muro dei luoghi che vengono attraversati dalla vicenda acquisisce una sua ragion d’essere divenendone parte integrante. Perché é di una bellezza classica che qui si parla fin dai titoli di testa e con il ritrovamento della statua nel lago, una bellezza che non resta ancorata nella polvere della storia o dell’archeologia ma si traduce, per l’adolescente Elio, in un corpo, in una persona” (Mymovies).

Ingresso
Intero • € 7,00 Ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00
info tel. 055 5320840 – www.spazioalfieri.it

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In esclusiva allo Spazio Alfieri il film “Riccardo va all’Inferno”, fino al 5 dicembre

In esclusiva allo Spazio Alfieri il film “Riccardo va all’Inferno”, fino al 5 dicembre

In esclusiva allo Spaio Alfieri il film Riccardo va all’Inferno, venerdì 1 dicembre h. 21.30, lo presentano la regista Roberta della Torre, Gianluca Gori, nel cast, noto al pubblico per il suo personaggio Drusilla Foer, coordina il critico Claudio Carabba.

Una messa in scena per la mai troppo celebre tragedia, violenta e folle, del sovrano zoppo, disposto a tutto pur di indossare la corona di re interpretato da un inatteso Massimo Ranieri, con un cast d’eccezione fra cui Sonia Bergamasco e Silvia Gallerano.

In un fantastico regno alle porte di Roma, vive in un decadente castello la nobile casata dei Mancini, che gestisce un florido traffico di droga e malaffare. Riccardo Mancini è da sempre in lotta con i fratelli per la supremazia e il comando in famiglia, dominata dagli uomini ma retta nell’ombra dalla potente Regina Madre, grande tessitrice di equilibri perversi. Un tragico e oscuro incidente l’ha reso zoppo e storpio fin dalla tenera età, minando fortemente la sua salute mentale e obbligandolo a trascorrere anni in un ospedale psichiatrico. Tornato a casa, apparentemente guarito, Riccardo inizia a tramare per assicurarsi attivamente il possesso della corona, assassinando chiunque ostacoli la sua scalata al potere. Ma quando diventa re…

La regista di quel Tano da morire di cui molti film (Ammore e malavita compreso) sono in varia misura debitori riesce, sin dalle prime sequenze, a rendere quasi tangibile, fisica la decomposizione di un mondo che sintetizza, avvalendosi anche della cifra del grottesco, il lato oscuro della nostra società. Massimo Ranieri si cala nei panni e nel corpo di un Riccardo che vuole vendicare le violenze subite fin dall’infanzia con un’adesione che gli avevamo già visto mettere in atto nell’interpretazione di Pier Paolo Pasolini in La macchinazione. (My Movies)

Ingresso euro 7,00 soci UniCoop Firenze euro 6,00

INFO TEL. 055 5320840 www.spazioalfieri.it

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“A Pugni chiusi” diretto da Pierpaolo De Sanctis. La proiezione fa parte della rassegna “Visioni Off”: anteprime alla presenza degli autori

“A Pugni chiusi” diretto da Pierpaolo De Sanctis. La proiezione fa parte della rassegna “Visioni Off”: anteprime alla presenza degli autori

Mercoledì 22 novembre ore 21,30 per la rassegna “Visioni Off” in programma allo Spazio Alfieri la proiezione di “A Pugni chiusi” diretto da Pierpaolo De Sanctis che sarà presente in sala insieme al protagonista Lou Castel.

Ci furono i pugni in tasca 50 anni fa. Ci volle Marco Bellocchio per triturare l’ultimo salvagente alla piccola provincia italiana. Ci pensò Lou Castel, padre scandinavo, madre irlandese, a farsene carico, e completare l’opera. Le cose cambiano ma qualcosa rimane fra le pagine della memoria. Il documentario crea spazi e suggerisce traiettorie. Oltre l’immagine di un attore, simbolo dei turbamenti di un’intera generazione. Che attraversando una Roma sospesa tra archeologia postindustriale e relitti pasoliniani, scandita da “struggenti” immagini d’archivio, si apre a un lungo flusso di (in)coscienza sul suo ruolo di attore e al tempo stesso di militante politico, in un generoso atto d’amore verso ciò che resta oggi del suo mestiere.

A pugni chiusi è una bella passeggiata nella memoria. Quella privata di Lou Castel, innanzitutto, l’attore/militante che ha prestato il volto ai turbamenti di un’intera generazione muovendosi disordinatamente con I pugni in tasca e il cuore in tumulto. E poi quella condivisa, ovviamente, con immagini d’archivio che erompono come presentificazione di ricordi diventati l’immaginario di un Paese fotografato in quel momento cruciale: “Io ho vissuto prima del ‘68, un modo particolare di sperimentare, il pre ‘68 è stato molto importante, in ogni gesto, in ogni trovata, si cercava la liberazione interna, individuale, non c’era ancora l’esplosione sociale, si tende a dimenticare questo fatto”. Ecco, Lou Castel è una delle poche icone di quel tempo prima della rivoluzione (tanto per far collidere l’immaginario bertolucciano con quello bellocchiano), ossia di una liberazione individuale da raggiungere attraverso un gesto artistico che diventi perennemente sentimento incontaminato, ossia frutto di una rivoluzione che rimanga sempre sospesa in un tempo infantile e assoluto. Nei sogni, soprattutto, quindi nel cinema.

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“La verità sta in cielo” diretto da Roberto Faenza allo Spazio Alfieri di Firenze

“La verità sta in cielo” diretto da Roberto Faenza allo Spazio Alfieri di Firenze

Lunedì 13 novembre alle ore 21.30 presso lo Spazio Alfieri di Firenze (via dell’Ulivo) si terrà la proiezione di “La verità sta in cielo” diretto da Roberto Faenza, che sarà presente in sala. L’appuntamento fa parte di “Visioni Off”, rassegna cinematografica organizzata da Associazione Anémic Cinéma in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana e Spazio Alfieri.

Una giornalista inglese viene spedita a Roma per tornare ad aprire il “cold case” Orlandi dopo che le immagini degli arresti di “Mafia Capitale” hanno fatto il giro del mondo. Un lavoro complicato, dopo 33 anni di indagini, prove e controprove, che rivelerebbero il coinvolgimento della Banda della Magliana, col beneplacito dei servizi. Il sequestro di Emanuela Orlandi rimane uno dei misteri d’Italia: ipotesi, rivelazioni clamorose, poteri forti e marci. Ciascuno fa il suo gioco per mescolare le carte. Un groviglio infernale. Ma dove si nasconde la verità? “Manca poco – dice Faenza non so se ci arriveremo, col mio film sollecito a compiere quest’ultimo sforzo per raccontare finalmente alla famiglia e all’Italia cosa è successo davvero a Emanuela”. Una materia che scotta ancora sotto la cenere di depistaggi, omertà, silenzi. Nel cast, Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano, Valentina Lodovini, Shel Shapiro. 

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Lunedì 6 novembre per la rassegna Visioni Off: il film Monolith

Lunedì 6 novembre  per la rassegna Visioni Off: il film Monolith

Lunedì 6 novembre ore 21,30 per la rassegna Visioni Off in programma allo Spazio Alfieri : MONOLITH di Ivan Silvestrini, con Katrina Bowden, Damon Dayoub, Nixon Hodges, Crew Hodges. Italia 2016; col.; 85 min. Sarà presente in sala il regista Ivan Silvestrini.

Graphic novel e film per la prima volta viaggiano in parallelo. Con la benedizione di Bonelli editore (Dylan Dog e Tex) che lo produce insieme a Sky Cinema, “Monolith” è un progetto inedito, sviluppato e pensato in Italia ma con un cast e ambientazione americani, in cui recitano Katrina Bowden, Damon Dayoub, Nixon Hodges, Crew Hodges. Il risultato è un prodotto di genere, un thriller ansiogeno, ad alta tensione. Protagonista la Monolith, auto supertecnologica, la più sicura al mondo, invulnerabile a qualsiasi attacco esterno. Ma i fatti smentiranno drammaticamente queste premesse. Silvestrini mescola con equilibrio le contraddizioni del nostro tempo, l’ossessione per la sicurezza, i demoni della genitorialità, le minacce di una tecnologia alla quale ci troviamo ad affidare sempre più aspetti cruciali delle nostre vite.

L’appuntamento fa parte di “Visoni Off”, rassegna di cinema indipendente italiano, organizzata da Associazione Anémic Cinéma in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana e Spazio Alfieri. Inizio proiezioni ore 21,30, biglietto 6 euro, ridotto 5 INFO

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