Farmacia San Felice: nuova proprietà smentisce ipotesi soppressione

Farmacia San Felice: nuova proprietà smentisce ipotesi soppressione

Stefania Collesei (Articolo 1- Mdp): “Non c’è volontà di utilizzare la farmacia come hall di una struttura ricettiva”.

“Dopo alcune settimane – spiega Stefania Collesei di Articolo 1- Mdp – ho riportato all’attenzione del Consiglio la questione della salvaguardia della storica farmacia di piazza San Felice. Al question time ha risposto l’assessore Del Re confermando il vincolo su attività e arredi previsto dal decreto Ronchey del 1993″.

“La novità positiva è che la proprietà fin qui rappresentata dai legali si è palesata, si è fatta conoscere dall’amministrazione e ha smentito la volontà di utilizzare la farmacia come hall di una struttura ricettiva. Dovrà presentare un progetto per la palazzina dove è situata la farmacia. Esprimo quindi soddisfazione – conclude la consigliera Collesei –perché grazie all’attenzione dei cittadini, del Consiglio e dell’amministrazione questo importante negozio storico e presidio sul territorio potrà continuare a svolgere la sua funzione”.

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Caso Sguanci: Mdp esce da maggioranza del Comune di Firenze

Caso Sguanci: Mdp esce da maggioranza del Comune di Firenze

Dopo le dichiarazioni del presidente del Quartiere 1 su Mussolini, Articolo 1 – Mdp esce dalla maggioranza di centrosinistra di Palazzo Vecchio a Firenze, rompendo l’alleanza amministrativa con il Pd.

E’ quanto hanno comunicato i consiglieri comunali del gruppo Articolo – Mdp, Alessio Rossi e Stefania Collesei, al termine di una lunga riunione con il Partito democratico e il sindaco Dario Nardella. La rottura dell’intesa politica è avvenuta sul caso del presidente del Quartiere 1, Maurizio Sguanci (Pd).

Mpd ha chiesto le dimissioni di Sguanci dopo le frasi su Benito Mussolini scritte sulla sua pagina Facebook: “Fatto salvo che Mussolini è la persona più lontano da me e dal mio modo di pensare, nessuno in questo Paese ha fatto, in quattro lustri, quello che ha fatto lui in vent”anni”. “Avevamo detto che se Maurizio Sguanci non avesse rimesso il mandato di presidente del Quartiere 1, avremmo lasciato noi la maggioranza. Le dimissioni non sono arrivate e quindi noi usciamo dalla maggioranza”, hanno affermato Rossi e Collesei.

Dopo 5 giorni di tira e molla e dialoghi serrati, Mdp esce quindi dalla maggioranza di Palazzo Vecchio. In circa un’ora e mezzo di confronto serrato con i vertici del Pd di Firenze, le parti non hanno trovato la quadra sul caso scoppiato con le frasi su Mussolini. “Lui rimane al suo posto, noi siamo fuori”, hanno commentato al termine del vertice Stefania Collesei e Alessio Rossi. “Rimarra’ sempre un punto opaco nella vita istituzionale fiorentina la mancata assunzione di responsabilita’ per le dichiarazioni del presidente del Quartiere 1 Sguanci sul ventennio fascista”, spiegano. “Si dice- continuano- che quello di Sguanci sia stato un gesto ‘sprovveduto’. Noi non lo riteniamo cosi’. Reputiamo che sia un atto grave che non e’ possibile sottovalutare. Pensiamo che non si debbano avallare situazioni per cui si possa dire di tutto, tanto poi si chiede scusa. In un’Italia dove un aspirante governatore ritira fuori la difesa della razza bianca”.

Per Collesei e Rossi “occorre ricostruire un’etica pubblica, dove l’essere e l’apparire coincidano e dove le parole hanno un peso e corrispondono ad un pensiero. E’ per noi essenziale in questo momento storico rinsaldare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e nella loro credibilita’, caratteristiche imprescindibili per la governabilita’ del Paese”. Per questo, aggiungono, “con coerenza rispetto a quanto annunciato Articolo 1 – Mdp ritira il suo appoggio alla maggioranza di Palazzo Vecchio e dei Quartieri, poiche’ troviamo incoerente da un lato votare insieme una modifica dello statuto che rafforza l’identita’ antifascista di Firenze e dall’altro si consente di rimanere al suo posto a chi consapevolmente o meno rivaluta il ventennio fascista”. Un gesto fatto “con il rammarico di chi fin qui ha lealmente contribuito ad operare per il bene di Firenze”. I due pero’ annunciano una opposizione costruttiva: “Continueremo a lavorare da un’altra posizione sempre e soltanto entrando nel merito delle questioni. Sulle cose concrete della citta’, come abbiamo sempre fatto, ritorneremo a dare il sostegno nella cose in cui ci troveremo d’accordo. Valuteremo caso per caso”.

“Saranno i consiglieri di Mdp ad assumersi la responsabilità di continuare o meno il patto con gli elettori dinanzi ai quali si sono presentati per sostenere un sindaco e una maggioranza”. Così al termine dell’incontro  il capogruppo Pd Angelo Bassi e il segretario cittadino dei democratici Massimiliano Piccioli. “Da parte del Pd non è mai emersa la volontà di chiedere ad Mdp di uscire dalla maggioranza – aggiungono – per noi è giusto rimanere e collaborare fino a fine mandato. Non avendo trovato nel confronto un accordo ci auspichiamo che non manchi mai il dialogo sugli atti concreti per i fiorentini e la città di Firenze”. “Il Pd – spiegano ancora Bassi e Piccioli – ritiene di mantenere il presidente Maurizio Sguanci nel suo ruolo, pur condannando ogni sua parola, e ribadisce che non ha senso trovare la soluzione a quanto successo rinunciando al presidente, ferme restando le prerogative del Quartiere 1, e respingendo la richiesta di dimissioni avanzata al sindaco”

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Sguanci, LeU: dimissioni o usciamo da maggioranza

Sguanci, LeU: dimissioni o usciamo da maggioranza

Il presidente Pd del Quartiere 1 di Firenze, ieri su fb :”Nessuno ha fatto, in quattro lustri, quello che ha fatto Mussolini in vent’anni”. Richiesta di dimissioni anche da Aned. Bassi e Piccioli: “no dikat”.

La richiesta di dimissioni è partita dal gruppo di consiglieri comunali di Art.1 Mdp (in maggioranza insieme al Pd), Alessio Rossi e Stefania Collesei. “Chiediamo al sindaco Dario Nardella di non sottovalutare l’episodio, di prendere le distanze dalle dichiarazioni di Sguanci, di condannarne l’inadeguatezza a ricoprire un ruolo istituzionale e conseguentemente chiederne le dimissioni – dicono i consiglieri -. Conoscendo la sensibilità del sindaco su queste questioni crediamo che non ci saranno problemi ad accogliere queste sollecitazioni. Se al contrario, verificheremo convergenze su questo punto saremo costretti a prenderne atto con le conseguenze del caso e l’uscita dalla maggioranza”. Per Mdp “ci sono limiti che non si possono superare. Cose che non si possono dire se si agisce nel campo del centrosinistra. Ci sono questioni sulle quali non vi possono essere mediazioni o distinguo”.

A chiedere le dimissioni del presidente di Quartiere è anche Sinistra italiana toscana – Liberi e uguali, che definisce “inaccettabili e irresponsabili” le affermazioni di Sguanci su Mussolini: “Scusarsi non basta, faccia un passo indietro”, sostengono i coordinatori Daniela Lastri e Marco Sabatini. “Un rappresentante delle istituzioni non può permettersi di liquidare il ventennio fascista con chiacchiere da bar, dimenticando cosa è stato davvero quel periodo per l’Italia”, aggiungono, sottolineando anche come Sguanci non sia “nuovo a gaffe del genere: qualche tempo fa si fece fotografare all’ inaugurazione di un giardino insieme al leader fiorentino di Casa Pound, salvo poi dichiarare che non sapeva chi fosse. Due episodi – concludono – che confermano l’assoluta inadeguatezza di Sguanci a rivestire quel ruolo”. Opinione analoga è espressa dal capogruppo del gruppo consiliare Firenze riparte a Sinistra Tommaso Grassi, secondo cui le parole di Sguanci sono “incompatibili con il ruolo del presidente del quartiere 1 di Firenze, città medaglia d’oro della Resistenza: saremo impegnati, in Consiglio comunale e al Quartiere 1, per discutere la mozione di sfiducia politica che il nostro gruppo ha presentato ai due livelli istituzionali”

L’Aned Firenze, l’Associazione nazionale deportati, ha detto “ci rivolgiamo direttamente a lei, presidente Sguanci: si dimetta, compia un gesto concreto, per rispetto della nostra associazione, per rispetto dei suoi colleghi sindaci, assessori, consiglieri e presidenti di quartiere che sul nostro territorio, si adoperano quotidianamente insieme a noi, per affermare i valori dell’Antifascismo e della Resistenza, persone che lavorano al nostro fianco per ribadire che il fascismo non è un’opinione, bensì un crimine. Si dimetta per rispettare l’appello antifascista sottoscritto lo scorso settembre in Palazzo Vecchio, che ha avuto fra i primi firmatari il sindaco di Firenze ed il gruppo consiliare del Pd. Lo faccia anche per senso di responsabilità nei confronti del suo partito”, prosegue l’associazione, che poi aggiunge: “Se lei non dovesse sentirsi in dovere di dimettersi, allora ci rivolgiamo ai consiglieri del Quartiere 1, ponendo loro una domanda alla quale vorremmo una risposta chiara: vi sentite ancora rappresentati dal presidente Sguanci?”.

“Non possiamo accettare diktat su rotture di maggioranze politiche costruite su principi e azioni condivisi da anni con serietà e trasparenza. Per quanto sia grave l’episodio – come noi stessi abbiamo evidenziato per bocca del segretario nazionale del Pd e del sindaco – ci aspettiamo dagli alleati di Mdp che certe decisioni si prendano solo dopo un confronto e non a mezzo comunicato stampa”. Così il capogruppo consiliare del Pd a Firenze, Angelo Bassi, insieme al segretario cittadino dei democratici, Massimiliano Piccioli, replicano al gruppo di Mdp.

“Non prendiamo lezioni di antifascismo. Il gruppo Pd ha promosso, sostenuto e votato la modifica al regolamento comunale introducendo regole più strette per contrastare l’apologia del fascismo”, ricorda la nota. “Siamo pronti da adesso in qualunque momento a un incontro per affrontare la questione – aggiungono i democratici – Peraltro la richiesta che sia il sindaco a ‘dimissionare’ il presidente Sguanci, per chi conosce un minimo la regole, è del tutto improprio e denota il tentativo di una strumentalizzazione politica. La questione istituzionalmente compete al Consiglio di Quartiere 1”

 

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Fiorino d’oro a zia Caterina, Il Consiglio comunale approva la proposta

Fiorino d’oro a zia Caterina, Il Consiglio comunale approva la proposta

E’ stata approvata all’unanimità, in Consiglio comunale, la proposta presentata dai consiglieri Alessio Rossi e Stefania Collesei del gruppo Articolo Uno – MDP e da molti altri consiglieri, di conferire alla ‘tassista di bambini’ il riconoscimento cittadino.

“Per noi era necessario riconoscere l’impegno con il quale da 16 anni “Zia Caterina” dedica il suo tempo e la sua vita a svolgere un delicatissimo servizio rivolto ai piccoli bambini affetti da patologie oncologiche, trasformando un brutto e doloroso momento in un viaggio ricco di sogni dove ogni bambino, salendo su questo magico taxi entra in un mondo fantastico e si trasforma in un supereroe dove non c’è posto per la paura”.
Questo ribadiscono i consiglieri Rossi e Collesei riguardo al Fiorino d’oro per Caterina Bellandi.
“La sua storia è una storia d’amore, il senso della sua solidarietà è anche trasmettere alle persone l’amore nonostante le difficoltà che si possono incontrare nella vita.
Come ricorda Zia Caterina, ognuno di noi deve diventare un donatore d’amore, con qualsiasi mezzo, non importa come, purché lo si faccia con passione perché – concludono Rossi e Collesei – solo così qualsiasi cosa offriamo può trasformarsi in qualcosa di molto più grande”.

Questo il testo della mozione
Soggetti proponenti: Alessio Rossi – Stefania Collesei – Tommaso Grassi – Cristina Scaletti – Angelo Bassi – Jacopo Cellai – Francesco Torselli –Francesca Nannelli – Cosimo Guccione – Giacomo Trombi – Donella Verdi – Cecilia Pezza – Arianna Xekalos – Andrea Ceccarelli
Oggetto: per il conferimento del “fiorino d’oro” a Caterina Bellandi
IL CONSIGLIO COMUNALE
RICHIAMATA la Delibera di Giunta n. 1801/1155 del 3.3.1988 con la quale l’Amministrazione comunale istituiva il riconoscimento del Fiorino d’oro della città di Firenze e ne normava la concessione;
PRESO ATTO che al capitolo I del punto 2 del dispositivo si esplicitano le caratteristiche delle personalità destinatarie del riconoscimento individuandole in quel cittadino che, “attraverso la notoria opera nel campo della cultura, delle arti, del lavoro in ogni sua espressione, della politica, dell’assistenza, della filantropia, dello sport, delle attività internazionali…. (omissis);
PREMESSO che Caterina Bellandi meglio conosciuta come “Zia Caterina” è ormai un personaggio molto conosciuto a Firenze e dai fiorentini ed è parte integrante della città;
RICORDATO come da impiegata d’ufficio si sia ritrovata immersa nel traffico fiorentino come conduttrice del taxi ricevuto in eredità dal compagno, deceduto per una malattia tumorale;
EVIDENZIATO come Caterina Bellandi abbia intrapreso fin da subito questa scelta di vita e di dedizione agli altri dopo essere venuta in contatto con il dolore delle famiglie che stavano affrontando terribili malattie di un congiunto, ed in particolare dei pazienti più piccoli;
VISTO il suo crescente inserimento nella realtà cittadina, di taxista al servizio dei bambini affetti da gravi patologie offrendo la propria attività gratuitamente;
PRESO ATTO che ad oggi la signora Bellandi e il suo taxi “Milano 25” sono imprescindibili l’uno dall’altra e svolgono con dedizione e costanza a qualunque ora del giorno e della notte un’attività di supporto logistico importantissimo trasformando un itinerario spesso penoso in fantastico viaggio di sogno;
PRESO ATTO che, per rendere quanto più adeguato possibile il supporto logistico offerto, la signora Bellandi sta realizzando il progetto del TaxiHome, una casa viaggiante da affiancare al Taxi che sia “ACCESSIBILE” e “FRUIBILE” dai bambini/adolescenti con disabilità motorie dovute a patologie oncologiche e che permetta loro di raggiungere mete altrimenti difficilmente raggiungibili a causa del disagio che la malattia comporta e che non permette loro di viaggiare in luoghi pubblici come treni o aerei;
CONSIDERATA la forte connotazione sociale del suo lavoro, offrendo corse gratuite alle famiglie dei piccoli che si recano all’ospedale Meyer per visite e cure, accompagnandoli talvolta in località molto lontane;
VALUTATO inoltre il grande valore morale e solidale del suo operato che non si limita alla sola corsa in taxi;
RICORDATO che nel novembre 2007 l’attuale presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani, nominò Caterina con il suo Milano 25 “ ambasciatrice di solidarietà”
PRESO ATTO che nel 2012 con determina dirigenziale dell’Amministrazione veniva concesso alla signora Bellandi uno spazio all’interno del Giardino dell’Orticoltura dove sistemare il primo taxi “margherita” andato a riposo;
RICORDATO che nel 2012 la cittadina di Monte San Giusto nelle Marche ha conferito la cittadinanza onoraria a Caterina Bellandi;
RICORDATO che il 18 maggio 2013 la signora Caterina Bellandi ha ricevuto il conferimento della “Cittadinanza Onoraria” di Villafranca Tirrena in Sicilia;
RICORDATO che il 22 ottobre 2016, quale riconoscimento della missione che svolge da anni per i bambini malati, la signora Caterina Bellandi è stata ricevuta in Vaticano con cerimonia privata da Papa Francesco che ha benedetto i mezzi a servizio di Taxi Milano 25;
INVITA IL SINDACO
-a valutare la possibilità di conferire, entro fine mandato, alla Sig.ra Caterina Bellandi il “Fiorino d’oro della Città di Firenze” per l’impegno con il quale da 16 anni, dedica il suo tempo e la sua vita a trasformare un momento oscuro della vita di piccoli bambini in un viaggio pieno di fiori stelle e sorrisi.

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