Epatite C: eliminare il virus in Toscana entro 2020

Epatite C: eliminare il virus in Toscana entro 2020

Eradicare il virus dell’epatite C nella popolazione toscana entro il 2020, incrementando l’offerta ambulatoriale e curando 6.200 pazienti l’anno. È il programma per il controllo dell’epatite cronica C in Toscana, varato dalla Regione Toscana con una delibera proposta dall’assessore al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi, e approvata dalla Giunta nel corso dell’ultima seduta.

“Vogliamo curare bene e quanto prima i nostri cittadini- spiega il governatore, Enrico Rossi.
Siamo a un livello avanzato di soluzione del problema. Eradicare significa non dover piu’ tenere in cura migliaia e migliaia di persone. Se la malattia si eradica, vuol dire che non si
trasmette piu'”. L’attuazione del programma sta passando, in primo luogo, dal coinvolgimento in un gruppo di lavoro dei maggiori esperti in materia.
“Per raggiungere l’obiettivo- aggiunge l’assessore Saccardi-, e’ prevista una modifica dell’organizzazione dei servizi e un aumento dell’offerta ambulatoriale. Tra l’altro, piu’ pazienti vengono trattati e piu’ si abbassa il costo del farmaco”.
L’impegno della Regione, in effetti, viene quantificato da qui al 2020 in una spesa da 44 milioni. Una stima prudenziale, che non tiene conto della possibile ‘economia di scala’, derivante dal fatto che un maggior numero di pazienti trattati abbassera’ il costo unitario e anche quello complessivo delle cure. La speranza e’ che assieme ai pazienti cresca anche l’offerta di farmaci da parte delle aziende produttrici. La Giunta regionale aveva iniziato un impegno contro il virus Hcv gia’ nel 2012. Nel 2015 i malati di questa forma di epatite erano circa 26 mila in Toscana.
Una cifra calata a 18.500 grazie ai trattamenti somministrati negli ultimi tre anni. Per azzerarla dovrebbero essere curate 6.221 persone ogni anno.

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Biotestamento: la Toscana è pronta per le Disposizioni anticipate di trattamento

Biotestamento: la Toscana è pronta per le Disposizioni anticipate di trattamento

La Toscana è pronta per le Dat, le Disposizioni anticipate di trattamento previste dalla legge nazionale sul biotestamento. La legge approvata dal Parlamento il 22 dicembre 2017, riafferma la libertà di scelta dell’individuo e conclude una lunga battaglia per rendere concreto il diritto alla tutela della salute nel rispetto della dignità della persona e della qualità della vita. Approvata in Regione la delibera portata dall’assessora alla Salute Stefania Saccardi.

La legge è entrata in vigore il 31 gennaio 2018. Ora le Regioni devono dare attuazione concreta a quanto prescritto dalla legge. La Toscana l’ha fatto con una delibera, presentata dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nella seduta di oggi pomeriggio: ‘Umanizzazione delle cure e autodeterminazione del cittadino: primi indirizzi per l’attuazione della legge 219/2017’. “La legge sul biotestamento e sulle cure di fine vita, approvata dal Parlamento lo scorso dicembre, è stata un gran passo avanti, il risultato di una battaglia importante nel campo dei diritti civili – commenta il presidente Enrico Rossi – Ora le Regioni devono dare concretezza a questa legge. La Toscana lo sta facendo, e questa delibera dà le prime indicazioni alle aziende perché a tutti i cittadini sia garantita la possibilità di esprimere, quando sono in salute, ma anche in ogni fase della malattia, adeguatamente informati, le proprie volontà rispetto al percorso di cura”. “La Toscana è tra le prime Regioni che dà corso alla legge sul biotestamento – dice l’assessore Stefania Saccardi – Una legge di grande civiltà, che abbiamo voluto inserire nel quadro più complessivo delle cure del fine vita, poiché riteniamo che il sistema sanitario, anche laddove non possa curare, debba però prendersi cura della persona fino all’ultimo momento di vita. Quindi la delibera affronta il percorso complessivo di aiuto, sostegno e accompagnamento al paziente nell’ultima fase della sua vita”. Questi i contenuti della delibera e il percorso intrapreso dalla Regione Toscana all’indomani dell’approvazione della legge nazionale, per rendere fruibili le Dat ai cittadini, lavorando anche a un modello informatizzato che possa essere inserito nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono stati fatti incontri con gli ordini dei notai e degli avvocati, e con l’Anci; con i cittadini e con i gruppi di etica. Si sta lavorando sulla formazione dei medici e l’informazione ai cittadini. Il servizio sanitario toscano, prosegue il comunicato stampa, intende garantire nelle sue strutture una corretta pratica della comunicazione tra medico e paziente, nonché dell’informazione e del consenso anche verso i minori e le persone incapaci; il diritto al rifiuto delle cure; la terapia del dolore; il rispetto della dignità delle persone giunte nella fase finale della vita; il diritto alla pianificazione anticipata delle cure e alle disposizioni anticipate di trattamento. Inoltre, il principale punto di riferimento del cittadino in tutto il complesso percorso assistenziale della cronicità deve essere individuato nel medico di medicina generale o medico di famiglia. Entro 30 giorni dall’approvazione della delibera, l’assessorato, attivando anche il previsto percorso con l’Autorità Garante per la Privacy, fornirà alle aziende sanitarie le indicazioni per la raccolta e la registrazione, nelle varie modalità (digitale e/o analogica) consentite dalla legge, delle volontà dei cittadini in merito alle DAT, compresa l’indicazione del fiduciario. Verranno definiti adeguati percorsi organizzativi, informativi e formativi, per garantire il coinvolgimento di tutti gli operatori del servizio sanitario regionale interessati, oltre ai medici di medicina generale. Verranno organizzate adeguate campagne informative per spiegare ai cittadini gli obiettivi della normativa in materia di consenso informato e di DAT, le finalità, le modalità di attivazione/fruizione dei percorsi strutturati dalla Regione. Si cercherà un’intesa con il notariato e l’Anci toscana, per consentire l’armonizzazione delle procedure operative di registrazione, conservazione e fruizione delle Dat. Entro 15 giorni dall’approvazione della delibera, ogni azienda sanitaria dovrà individuare un proprio Referente di progetto. Le Dat sono le disposizioni che ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere può esprimere in merito all’accettazione o al rifiuto di determinati accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle proprie scelte. Con l’entrata in vigore della legge 219/2017 ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere può redigere le sue Dat. Per essere valide, le Dat devono essere state redatte solo dopo che la persona abbia acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle scelte che intende assumere tramite le Dat. Per essere valide, si spiega ancora, le Dat devono essere state redatte con: atto pubblico notarile scrittura privata autenticata dal notaio scrittura privata semplice consegnata personalmente all’Ufficio di stato civile del Comune di residenza o alle strutture sanitarie. Possono essere rinnovate, modificate o revocate in qualsiasi momento, con le stesse forme con le quali possono essere redatte. Le Dat sono vincolanti per il medico, che potrà però disattenderle a determinate condizioni. Anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario, il medico dovrà comunque adoperarsi per alleviare la sofferenza del paziente.

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Meningite: in Toscana vaccinazioni gratis anche per tutto 2018 

Meningite: in Toscana vaccinazioni gratis anche per tutto 2018 

Lo ha detto assessore toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi intervenendo sui vaccini dopo la morte di un anziano a Firenze per meningite C.

“Il vaccino è l’unico modo per proteggersi dalla meningite, come da tante altre malattie. Da quando la Regione Toscana ha avviato la campagna straordinaria di vaccinazione contro la meningite da meningococco C, si sono vaccinate quasi un milione di persone. Ma le morti di questi primi mesi del 2018 ci dicono che non possiamo ancora abbassare la guardia, e abbiamo prorogato la campagna ancora di un anno, fino al 31 dicembre 2018”. In Toscana è il terzo decesso da meningococco C dall’inizio dell’anno, su un totale di 5 casi di meningite, di cui 4 di tipo C.
Nel 2017, su 17 casi, di cui 9 di tipo C, non c’era stato invece nessun decesso. “Invito tutte le persone a vaccinarsi, dal proprio medico curante o negli ambulatori della Asl – ha aggiunto l’assessore – il vaccino è gratuito, e non ha controindicazioni di alcun tipo”. Parlando a margine di un’iniziativa a Firenze, Saccardi ha poi sottolineato che “di solito gli oppositori delle vaccinazioni dicono ‘ma perché ci si deve vaccinare se ancora non siamo in presenza di un’epidemia?’: La risposta è che le vaccinazioni sono proprio la tipica misura di prevenzione, che quindi vogliono prevenire le epidemie, prevenire le malattie, e non certo inseguirle”.

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Sanità: inaugurato nuovo centro salute mentale a Firenze 

Sanità: inaugurato nuovo centro salute mentale a Firenze 

Il nuovo plesso sarà situato in via D’Annunzio, nella struttura del’Asl. “Questa struttura rappresenta l’idea di come la Regione intenda la presa in carico delle problematiche legate alla salute mentale” ha dichiarato l’assessore regionale Stefania Saccardi.

Inaugurato il nuovo centro di salute mentale del quartiere 2, a Firenze. Il nuovo plesso è stata realizzato recuperando un padiglione dell’Asl di via D’Annunzio che prima era destinato a magazzino, grazie a un investimento di oltre 1,5 milioni di euro. Nel centro lavorano 24 operatori tra infermieri, medici, psichiatri, psicologici, assistenti sociali, educatori professionali.
A breve saranno disponibili nella struttura, dotata di accessi autonomi, anche alcuni appartamenti per il progetto ‘Abitare supportato’, rivolto alle persone con disagio psichico che abbiano raggiunto un livello di autonomia tale da permettere loro di vivere in maniera indipendente.
“Questa struttura rappresenta l’idea di come la Regione intenda la presa in carico delle problematiche legate alla salute mentale – ha dichiarato l’assessore regionale Stefania Saccardi, presente questa mattina all’inaugurazione insieme al direttore generale dell’Asl Toscana centro Paolo Morello Marchese -. Una presa in carico mai invasiva e sempre accorta, forte dell’integrazione tra sociale e sanitario e gestita sempre nel massimo rispetto dell’inclusione sociale”. “Struttura – ha sottolineato ancora l’assessore – che dimostra quanta necessità ci sia di prendere in carico le persone sul territorio piuttosto che in strutture che ‘chiudono’ e che esulano dall’integrazione col proprio ambiente”.

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Pronto Badante: partita in Toscana la terza edizione

Pronto Badante: partita in Toscana la terza edizione

E’ partito il 1° marzo il terzo anno di sperimentazione del progetto Pronto Badante, che nei due anni precedenti ha ottenuto ottimi risultati. Con “Pronto Badante” la Regione ha deciso di mettere a disposizione delle famiglie toscane un servizio di sostegno rivolto alla persona anziana nel momento in cui si presenta, per la prima volta, una situazione di fragilità.

Un operatore autorizzato, dopo essersi rivolti al numero verde 800 59 33 88, interverrà direttamente presso l’abitazione della famiglia della persona anziana, garantendole un  punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi socio-assistenziali e un sostegno economico per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare con una/un badante.

L’edizione 2018-2019 di Pronto Badante è stata presentata oggi dall’assessora al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi.

Le persone anziane che vivono sole o in famiglia per poter accedere al servizio devono:

  • avere almeno 65 anni;
  • essere residenti in Toscana;
  • trovarsi per la prima volta in un momento di difficoltà, fragilità o disagio;
  • non avere già in atto un progetto di assistenza personalizzato (PAP) con i servizi territoriali.

Una volta contattato il numero verde, qualora sussistano tutte queste condizioni, la richiesta viene inoltrata ad operatori autorizzati che si recheranno, entro massimo 48 ore, presso l’abitazione della persona anziana.

Inoltre potrà essere erogato un contributo di 300 euro una tantum, a conclusione del periodo di attivazione di un rapporto di lavoro regolare e occasionale con una/un assistente familiare (fino a un massimo di 30 ore), per le prime necessità.

La prestazione lavorativa deve essere effettuata da una/un assistente familiare ad esclusione del coniuge e i parenti/affini entro il 1° grado.

L’operatore autorizzato assiste l’anziano e la famiglia anche nelle procedure on-line di INPS per quel che riguarda l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare ed inoltre fornisce un tutoraggio per aiutare la famiglia e l’assistente familiare nelle prime fasi dell’attivazione del rapporto.

Il progetto, grazie al coinvolgimento del Terzo settore, del volontariato e dei soggetti istituzionali presenti sul territorio, è partito il 1° marzo 2018 in tutte le Zone-distretto della Toscana. La sperimentazione avrà la durata di 12 mesi.

 

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