Agricoltura, Toscana: prodotto ‘fatto in casa’, c’è il regolamento

Agricoltura, Toscana: prodotto ‘fatto in casa’, c’è il regolamento

Via libera al regolamento di attuazione della legge toscana, la 12 del 2018, che detta disposizioni per la lavorazione, la trasformazione, il confezionamento e la vendita di prodotti agricoli ‘fatti in casa’ all’interno delle imprese agricole, anche di piccole dimensioni, o in maniera ambulante. La commissione sanità del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), si è espressa a favore del regolamento con la sola astensione del Gruppo misto.

La commissione ha chiesto una modifica del testo con alcuni emendamenti, al fine di eliminare possibili rilievi di natura tecnica. La novità del regolamento, come hanno spiegato gli addetti ai lavori della Giunta illustrando il testo in commissione, e come ha sottolineato dallo stesso Scaramelli, consiste nel fatto che si consentono le attività di trasformazione presso le aziende agricole, anche sfruttando la casa dell’agricoltore, o su strutture mobili tipo street-food.

Marmellate, salumi, legumi, miele, vino, carni, solo per citare alcuni prodotti, in Toscana potranno essere trasformati e venduti anche dal piccolo imprenditore agricolo in casa o in maniera ambulante. Questo “per portare un valore aggiunto a sostegno del bilancio delle imprese agricole – è stato sottolineato -, contribuire al mantenimento delle aree territoriali marginali e, soprattutto, garantire produzioni tradizionali locali altrimenti destinate a scomparire”.

Il regolamento adotta il criterio secondo il quale è possibile operare anche in ambienti e contesti non particolarmente dotati dal punto di vista strutturale e impiantistico, purché si adottino buone pratiche di lavorazione e igieniche e tutte le procedure necessarie a evitare pericoli di contaminazioni.

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Donazione organi, raddoppia il sì dei toscani. Scaramelli: “Risultato che ci spinge ad andare avanti”

Donazione organi, raddoppia il sì dei toscani. Scaramelli: “Risultato che ci spinge ad andare avanti”

Continua a crescere il sì alla donazione di organi e tessuti. La Toscana con l’88,9% delle dichiarazioni rilasciate alla Asl e il 79,1% ai Comuni è fra le prime regioni d’Italia. In termini assoluti, ad oggi, oltre 223 mila cittadini toscani hanno espresso la volontà di donare organi e tessuti grazie al progetto “Una scelta in Comune” e 5.931 attraverso gli atti olografi di AIDO.

In Toscana la seconda provincia, dopo Prato, è Siena con l’82,3% pari a 31.885 consensi, terza Firenze con l’81.5% pari a 61.190 dichiarazioni di assenso registrate a oggi presso i Comuni della provincia.

“Un bel risultato che deve spingere – commenta Stefano Scaramelli, presidente Commissione sanità e politiche sociali – ad andare avanti. Tra le prime azioni in Consiglio regionale avevo promosso l’estensione a tutte le province della Toscana del modello Siena che, quando ero sindaco di Chiusi, avevo iniziato ad intraprendere come Comune capofila per allargare sul territorio il protocollo d’intesa. La sfida era portare tutte le amministrazioni comunali a consentire ai cittadini di esprimere in modo facile la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti. A marzo 2016 eravamo riusciti ad arrivare all’adesione del 100 per cento delle amministrazioni comunali della provincia di Siena e oggi possiamo dire di aver visto il coinvolgimento di tutti i territori della Regione tanto che il primo posto va alla provincia di Prato che si attesta di dieci punti percentuali sopra la media regionale con il 90%, ovvero 22.096 consensi. Un lavoro che premia l’impegno condiviso di tutto il Partito Democratico che ha visto negli anni una crescita continua e costante. Il ruolo delle anagrafi comunali, al pari di quello delle Asl e di Aido, in questo percorso è fondamentale. Il progetto, infatti, era iniziato partendo da un concetto chiaro e semplice: per salvare una vita non servono superpoteri, basta una firma. Oggi continua a valere lo stesso principio, perché la scelta di donare è un diritto e una scelta di civiltà, informare i cittadini sulla possibilità di farlo è un dovere della pubblica amministrazione di cui la politica si è fatta carico”.

“La Toscana è generosa anche nel contribuire a salvare le vite con un gesto apparentemente semplice come questo – conclude Scaramelli – otto toscani su dieci, infatti, sono a favore della donazione di organi e tessuti. Per aumentare la consapevolezza dell’importanza di esprimersi sulla donazione e sull’attività di trapianto dobbiamo continuare ad informare e sensibilizzare i cittadini ad esprimere la propria volontà sulla donazione nelle diverse modalità previste, in particolare con la registrazione negli uffici anagrafe al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità o con una semplice dichiarazione datata e firmata da conservare tra i documenti personali”.

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Asl Toscana Sud Est, Antonio D’Urso nuovo dg

Asl Toscana Sud Est, Antonio D’Urso nuovo dg

La commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha espresso parere favorevole alla proposta di nomina di Antonio D’Urso come direttore generale dell’azienda sanitaria Toscana Sud-Est.

Il parere è stato espresso a maggioranza con i voti favorevoli di Pd e Art.1-Mdp, contrari Lega, M5s e Gruppo misto-Tpt, astenuto Sì-Toscana a sinistra. D’Urso, già direttore sanitario prima nel Lazio poi alla Asl di Prato, dg all’Asl di Lucca dove, nel corso dell’audizione in commissione, ha spiegato che è stato “uno dei quattro direttori generali che hanno contribuito al progetto di realizzazione del nuovo ospedale”, al San Camillo di Roma e all’Aou di Sassari, sull’Azienda sanitaria della Toscana Sud Est ha spiegato che “il piano investimenti deve procedere velocemente; potenziamento di tutta la fase degli investimenti strutturali, impiantistici e tecnologici; politica dei disinvestimenti da fare in attenzione con il territorio; investimento tecnologico e infrastrutturale, per permettere alla comunità dei professionisti e ai cittadini di accedere ai servizi”.

Riguardo all’assetto della rete ospedaliera ha aggiunto: “Il fabbisogno di posti letto in area medica è coperto all’80%, questa quota va aumentata: posti letto in medicina e servizi di chirurgia, in un’ottica di rispetto della prossimità”. Il terzo punto, ha spiegato ancora D’Urso, “è lo sviluppo della rete territoriale, con una forte gestione delle liste di attesa. Non possiamo consentire che i nostri cittadini abbiano tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni, non solo specialistiche ambulatoriali, ma anche di ricovero, non compatibili con i loro bisogni di salute”.

Scaramelli ha manifestato a D’Urso “l’esigenza di continuità e condivisione che arriva dal territorio”. Con un obiettivo prioritario, “l’abbattimento delle liste di attesa e nuovo meccanismo di prenotazione, che nell’Asl Sud-Est non è ancora attivo”.

Il consigliere Jacopo Alberti (Lega), ha rivolto l’augurio di buon lavoro a D’Urso, riconoscendo “il curriculum di tutto rispetto del candidato”, annunciando “il voto contrario della Lega, che non è sulla qualità del professionista, ma sulle politiche attuate dalla Regione”. Voto contrario ha annunciato anche Andrea Quartini per il M5s, “in coerenza rispetto al sistema di nomine politiche, che non ci piace. D’Urso ha esperienza importante e un curriculum di valore”.

Voto negativo annunciato anche da Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) “non sulla persona ma sulle modalità di scelta, con l’augurio che possa essere realizzato appieno quanto promesso dal candidato”. Il consigliere Enrico Sostegni (Pd), ha segnalato “il grande equivoco che continua sui criteri di nomina” e ricordato che il sistema di nomina, in Toscana come in altre Regioni, “non è politico, ma segue procedure modalità di scelta definite dalla legge”. Il vicepresidente della commissione, Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ha infine annunciato il voto di astensione: “Il curriculum è buono, ma è difficile valutare solo su quello. Ora bisogna mettere alla prova, vediamo come sarà svolto il lavoro”.

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Toscana: manca parere legittimità, ‘salta’ discussione legge su assistenza migranti

Toscana: manca parere legittimità, ‘salta’ discussione legge su assistenza migranti

La pdl del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per offrire assistenza anche agli immigrati senza permesso di soggiorno non è stata licenziata dalla commissione sanità e sociale del Consiglio regionale, che stamani era stata convocata d’urgenza per discutere il testo, per mancanza del parere di legittimità.

La legge quindi non sarà al voto nella seduta del Consiglio regionale in programma la prossima settimana e saltando l’iter di urgenza seguirà tutti i normali passaggi prima dell’ approvazione finale.

Soddisfatte le opposizioni di centrodestra e M5s per il rinvio del voto in commissione. “Avevamo promesso le barricate contro questo provvedimento – ha commentato Paolo Marcheschi (capogruppo Fdi) – ed è stata una vittoria delle opposizioni unite contro la legge ‘salva clandestini di Rossi’. La legge è stata soltanto illustrata, perciò non verrà presentata nel prossimo Consiglio. Per ora l’abbiamo bloccata”. Per il portavoce dell’opposizione, Jacopo Alberti (Lega), “il provvedimento non poteva essere approvato perché, per la fretta, mancava il parere di legittimità. Abbiamo rivendicato le nostre posizioni perché noi lavoriamo per fare i rimpatri, non per gestire a oltranza i 10mila migranti che abbiamo in Toscana”. “Mi sono preso la responsabilità di accelerare questa discussione – ha commentato il presidente della commissione Stefano Scaramelli (Pd) – perché c’è lo stato d’urgenza: da oggi la prima persona a cui non viene rinnovato il permesso umanitario sarà per la strada. A quel punto è un’emergenza sanitaria, e nelle mie facoltà ho convocato d’urgenza la commissione”. “Ora faremo l’iter regolare ma la questione va risolta, ed è un modo anche per denunciare il disastro che sta facendo Salvini sulla sicurezza”. Per Andrea Quartini (M5s), “le modalità con cui è stata presentata questa proposta ci sembrano un’azione demagogica e strumentale, un atto più antigovernativo che di buon senso. Aspettiamo il parere di legittimità e anche di avere stime sull’impatto del decreto sicurezza sugli ospiti in Toscana e di quello che può essere l’impegno economico”. “E’ giusto che un provvedimento così complesso sia discusso insieme ai sindaci – ha commentato Paolo Sarti (Sì Toscana a sinistra) – e, per quanto urgente, non si può forzare il regolamento del Consiglio”.(ANSA).

“L’urgenza c’è perché questo governo sta facendo azioni disastrose, non soltanto sta rovinando l’Italia ma crea illegalità tirando fuori gli immigrati dai centri di assistenza, li lascia in mezzo alle strade e non ha il coraggio di fare i rimpatri”. Così stamani il presidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana, Stefano Scaramelli (Pd) rispondendo alle critiche delle opposizioni per la procedura d’urgenza richiesta per la pdl del presidente Enrico Rossi sui migranti, in discussione. “Dov’è Salvini – ha aggiunto Scaramelli – che aveva promesso 600mila rimpatri? Non rimpatria nessuno, li abbandona nelle strade. Serve un atto di umanità, serve una norma che dia una risposta forte al Governo, perché gli ultimi vanno aiutati, italiani e stranieri. Il Governo non si sta occupando di questi problemi, non dà assistenza, non supporta il terzo settore, il volontariato che può tendere la mano a chi ha bisogno”, ma anzi “ha determinato questo problema e lo alimenta”. “Il testo della legge – ha spiegato il presidente della commissione – verrà evaso con tutti i pareri nel momento in cui ci saranno le condizioni, ma credo che già questo atto forte che ha fatto la Toscana farà cambiare al Governo il proprio orientamento. Oggi inizia la discussione, ascolteremo tutti i punti di vista che ci verranno chieste e quando sarà fatta non sarà una legge-manifesto”.

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Alloggi Erp, la destra in trincea: “Con nuova legge favoriti solo extracomunitari”

Alloggi Erp, la destra in trincea: “Con nuova legge favoriti solo extracomunitari”

“C’è nervosismo da parte della Lega e delle opposizioni perché da oggi smetteranno di andare in giro per la Toscana a fare propaganda con bandi a limite della legalità che sfruttavano un vuoto legislativo”. Così il presidente della commissione sanità, Stefano Scaramelli, a margine del dibattito sul testo unico Erp in discussione in Consiglio regionale.

“Una legge pro immigrati: così gli italiani restano fuori dalle graduatorie. Per la Lega – afferma il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Jacopo Alberti (Lega) sugli alloggi Erp – ‘prima gli italiani’ non è solo uno slogan, noi vogliamo davvero che siano i primi ad accedere ai servizi. Per questo abbiamo chiesto che fosse reintrodotto il certificato sulle proprietà immobiliari all’estero, perché la maggioranza aveva introdotto la Ivie, cioè l’Imu per le seconde case all’estero, ma per i Paesi fuori dall’Ue questo paramento è sempre bassissimo”. Per il consigliere leghista “tutto questo è fatto per dispetto ai comuni già governati dalla Lega in Toscana, che avendo invece applicato la legge, hanno davvero ribaltato le graduatorie a favore dei toscani. Sono solo ripicche politiche che non guardano al bene della Regione”.

“Sono 23 gli emendamenti presentati dalla Lega al testo. Tra questi, la richiesta di controllo dei residenti reali delle abitazioni, la revisione dell’Isee ogni 18 mesi; 10 anni di residenza in Toscana; l’eliminazione dal testo della legge della dicitura “Coppie dello stesso sesso” e “i soggetti legati da vincoli affettivi ed i soggetti legati da finalità di reciproca assistenza morale e materiale”.

“Su quest’ultimo punto – conclude Alberti – sappiamo che si solleverà un polverone. Ma i nostri principi, quelli per cui oggi la Lega è primo partito in Italia, sono sempre gli stessi, e continueremo a difenderli: prima le famiglie italiane composte da padre madre e figli”.

Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Andrea Quartini è intervenuto in merito alla questione sostenendo che “il Movimento 5 stelle onora il mandato conferito dagli elettori. Anche in aula, seppur nel rispetto delle decisioni prese, abbiamo ribadito l’impegno a proseguire a oltranza il dialogo sulla proposta di legge. Ma tant’è. Il presidente del Consiglio Eugenio Giani, insieme ad altre forze politiche, ha tirato dritto: chiusura dei lavori alle 13”.

“Non viene per nulla affrontato – prosegue Quartini – il tema centrale: poter contare su risorse certe per soddisfare il bisogno abitativo di circa 25mila famiglie che ne avrebbero diritto e delle altre 50mila che le abitano, spesso in condizioni di fatiscenza, ma che per governo incerto o per mancanza di finanziamenti non ricevono le necessarie attenzioni”.

Quello dedicato alle case popolari sarebbe dovuto essere un testo unico capace di: “mettere ordine su un tema sensibile e delicato come il contrasto al disagio abitativo affrontando i temi della organizzazione gestionale del patrimonio Erp (governance); dettare linee d’indirizzo e intervento sui piani per le nuove costruzioni e per il ripristino degli oltre 2mila alloggi sfitti; affrontare equamente il tema delle alienazioni, inserire percorsi per limitare le crescenti tensioni sociali legate alla guerra tra poveri che le scarse risorse investite generano”.

“Ebbene niente di tutto questo è avvenuto, tranne – sottolinea Quartini – l’approvazione degli ordini del giorno che abbiamo presentato: cosa che apprezziamo, ma che non avendo potere di legge, riteniamo comunque insufficiente”.

“Auspichiamo – evidenzia l’esponente penta stellato – si possa ancora migliorare. Ma l’opposizione ai nostri principali emendamenti sulla necessità dei bandi aperti, sul dare maggior valore ai territori, sullo stabilire in legge la necessità di risorse certe nei bilanci regionali destinati alle case popolari, non sta promettendo granché. Il rischio reale – conclude – è di aver perso una grande occasione di concertazione per riscrivere insieme a sindacati, inquilini, comuni, gestori e consiglio regionale una buona legge. Insomma, la solita operazione gattopardesca”.

“Oggi – ha aggiunto sulla legge degli Erp, il presidente della commissione sanità, Stefano Scaramelli (PD) – diamo una norma certa, e la Lega è nervosa perché dovrà smettere di fare propaganda. Da oggi non potranno più avere questo strumento discriminatorio sull’assegnazione delle case popolari perché gli alloggi si daranno alle persone che hanno più bisogno, che per noi sono quelle che da tanto tempo lavorano e risiedono in toscana”.

Parlando del requisito del possesso di immobili all’estero, Scaramelli ha spiegato che “con questa legge sarà determinante la dichiarazione Isee per fare le domande per gli alloggi: dentro l’Isee c’è anche la valutazione dei potenziali redditi all’estero, mentre oggi si impediva a persone di poter accedere, escludendole da un diritto che la Comunità Europea non consentiva di toccare”. No anche alla richiesta del Carroccio di aumentare a 10 anni il minimo di residenza per l’assegnazione degli alloggi.

“Continuano a propagandare una norma che non si può approvare – ha aggiunto Scaramelli -. E’ cinque anni il requisito minimo che la Comunità Europea consente per accedere a questi diritti. Noi crediamo nell’Europa e crediamo che le norme vadano rispettate. Un partito che in questo momento sta governando il Paese non può illudere i cittadini toscani con leggi che non possono essere applicate” , ha concluso il Presidente.

Nell’assegnazione degli alloggi Erp serve dare “priorità ai nuovi poveri come padri e madri separati, giovani precari, famiglie monoreddito. E privilegiare gli onesti e gli italiani”. Lo afferma  Paolo Marcheschi (Fdi).

“La proposta di legge presentata dalla giunta non fornisce una visione definita per la salvaguardia della coesione sociale e non supera l’equazione ‘case popolari uguale a ghetti’, il quadro del patrimonio abitativo sociale è desolante in Toscana, le case sono le stesse del periodo pre-crisi ma i poveri sono raddoppiati. E’ la solita legge ‘cerchiobottista’ che genera conflittualità tra poveri vecchi e nuovi: tra anziani e giovani, italiani e immigrati, persone sane e portatori di handicap. Le nuove povertà sono totalmente escluse dalla politica abitativa della Regione”.

“I condannati non sono stati esclusi dall’assegnazione delle case popolari – aggiunge -. Le persone con condanne sotto i cinque anni potranno entrare nelle graduatorie. Nardella e il Pd avevano annunciato una bomba, è invece scoppiato un ‘petardo'”.

“L’obiettivo di Fratelli d’Italia, ha concluso il consigliere, è superare la marginalità e i quartieri trasformati in ‘banlieue’; vogliamo zone di edilizia residenziale pubblica in cui si torni ad una convivenza civile e dignitosa. Scegliamo di stare con i nuovi poveri, italiani e onesti”.

“Forza Italia sta dalla parte dei toscani, il Pd sceglie gli extracomunitari: questo è ciò che dimostra la loro legge sulle case popolari. Solo sbloccandone la vendita così da incamerare risorse con cui poi costruire nuove case si ridà aria a un sistema che non funziona e si risponde al bisogno abitativo che in Toscana ormai sfiora l’emergenza”. Così il capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti e il vicepresidente dell’Assemblea toscana, Marco Stella, sulla vicenda Erp.


“Qui siamo a cavillare su chi deve venire prima e chi dopo. Su questo non ci sono a nostro avviso mediazioni: prima i toscani. E non ci piace che il Pd scelga invece gli extracomunitari”,  La Regione negli anni passati ha colpevolmente bloccato, di fatto e con la contrarietà di Forza Italia, le alienazioni del patrimonio abitativo pubblico e non prevede, oggi, di costruire nuovi alloggi. Come si pensa di rispondere alla fame di tetti che oggi divora i nostri territori?”, aggiungono i consiglieri.

Secondo Marchetti e Stella “con questa legge la sinistra mette una pietra, anziché un tetto, sopra ai tanti, troppi toscani in attesa di mura entro cui abitare. Non si aumenta l’offerta, anzi qui si vuol capitalizzare il bisogno in termini di controllo del consenso politico prevedendo il 40% di discrezionalità nell’attribuzione degli alloggi Erp, il che apre la via a una gestione clientelare del sistema casa“.

Contro questo, annunciano “daremo battaglia con ogni mezzo e, siccome in aula i numeri in questo momento non ci sono amici, terremo aperti cento occhi per controllare che le case vadano ai nostri concittadini toscani in maggior stato di bisogno”

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