Sanità: Toscana, verso nuova legge su autoinfusione emofilia

Sanità: Toscana, verso nuova legge su autoinfusione emofilia

Via libera dalla commissione sanità alla proposta di legge che introduce nuove disposizioni per il trattamento domiciliare del paziente affetto da emofilia

Via libera dalla commissione sanità alla proposta di legge che introduce nuove disposizioni per il trattamento domiciliare del paziente emofilico. Il provvedimento, approvato all’unanimità nel corso dell’ultima seduta, approderà ora in Consiglio regionale per la votazione.
La nuova legge ridefinisce i percorsi di addestramento e i requisiti per l’ottenimento dell’autorizzazione alla terapia domiciliare; definisce inoltre i compiti della Commissione, sede del Centro di riferimento regionale per le coagulopatie, deputata a definire il programma teorico pratico dei corsi di addestramento per l’autoinfusione, ovvero l’uso dei farmaci da parte dei pazienti sotto la guida dei centri specializzati, e ad ammettere a tali corsi dei pazienti, dopo averne valutato l’idoneità.
“La Toscana fa passi in avanti nell’autoinfusione domiciliare – ha commentato il presidente della commissione Stefano Scaramelli (Pd) -. Un’attenzione sempre maggiore nei confronti dell’emofilia che con questa legge si adegua alle nuove esigenze superando i limiti della vecchia normativa”.

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Suvignano torna ai toscani, dopo 11 anni dalla confisca

Suvignano torna ai toscani, dopo 11 anni dalla confisca

Il bene che è un po’ il simbolo delle confische in Toscana alle mafie, l’emblema a suo modo di quello Stato che si oppone alla criminalità organizzata che anche in Toscana sciacqua i propri denari e fa affari, torna ai toscani e ai cittadini.

L’agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati ha infatti assegnato ieri alla Regione la tenuta di Suvignano in provincia di Siena: o più precisamente il consiglio direttivo dell’agenzia ha deliberato il conferimento delle quote sociali di Agricola Suvignano, con un passaggio di quote gratuito, a Ente Terre regionali toscane, che già si occupa di altre proprietà demaniali o in gestione, fa sperimentazioni in campo agricolo e forestale e tutela e valorizza le risorse genetiche autoctone, bestiame compreso.  Successivamente al decreto del direttore dell’agenzia,  prefetto Sodano, verrà sottoscritto congiuntamente un verbale di consegna.

“La Regione gestirà il bene tramite Ente Terre concordando l’utilizzo con i Comuni di Monteroni d’Arbia e Murlo – spiega l’assessore alla presidenza e alla cultura della legalità, Vittorio Bugli – Stileremo infatti con le due amministrazioni un accordo per la costituzione di un tavolo di coordinamento che per i prossimi dieci anni dovrà stabilire linee guida e strategie del piano di sviluppo e poi ne monitoreremo insieme l’andamento. Assieme ai Comuni ci confronteremo anche in sede di tavolo regionale dei beni confiscati, nel quale sono presenti associazioni e istituzioni legate a questa tematica, per concordare le attività sociali da svolgere nella tenuta.”. Ovviamente l’azienda dovrà procedere e sviluppare la sua attività agricola. Servirà anche qualche investimento.

“E’ una vittoria della legalità importantissima – sottolinea ancora Bugli -: una soluzione che consente di coniugare le esigenze di valorizzazione delle risorse del territorio con l’interesse pubblico e le finalità di promozione sociale che sono alla base della normativa antimafia”. “Grazie all’acquisizione della gestione da parte dell’Ente Terre regionali toscane – prosegue il collega all’agricoltura, Marco Remaschi – si tratta di una straordinaria occasione di promozione economica del territorio e di valorizzazione delle produzioni agricole e zootecniche. L’azienda può diventare un volano per l’economia di tutta l’area”. Sarà proseguita l’attività agricola, ma saranno sviluppate anche iniziative sulla legalità e l’antimafia. E magari si potranno creare posti di lavoro. “Il perseguimento di obiettivi occupazionali e di inserimento sociale, il coinvolgimento di reti locali, nonché la promozione di aspetti educativi saranno elementi fondamentali del progetto – rimarcano insieme i due assessori – Aspetto chiave sarà il partenariato istituzionale, economico e sociale”. Pubblico e privato insomma pronti a collaborare, con al centro una dimensione etica e sociale.

Soddisfatti naturalmente pure i Comuni dove la tenuta si sviluppa. Anche loro stamani erano alla conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze.- “Oggi per noi, per Monteroni e per l’Italia che non piega il capo, è una data storica – commenta il sindaco Gabriele Berni – Abbiamo firmato un accordo che attendevamo da anni, lo attendeva tutta la comunità della val d’Arbia e tutti coloro che hanno a cuore la legalità e la lotta contro la mafia”. “Abbiamo ricucito una ferita che si era aperta nel 1983 – aggiunge – . Questa amministrazione in questi anni si è adoperata ad ogni livello per la costruzione di un quadro normativo che ci potesse far arrivare a questo primo traguardo” .

“Abbiamo da sempre lavorato  per un rilancio di Suvignano in chiave di sostenibilità economica e sociale e finalmente enti locali e Regione assieme possono dare avvio al progetto tanto atteso” gli fa eco la sindaco di Murlo, Fabiola Parenti. “Siamo qua – prosegue, assieme al collega – per costruire un modello concreto. Si può vincere la criminalità organizzata anche sul terreno della produzione di reddito e dello sviluppo territoriale, riaffermando la legalità e creando opportunità di lavoro e sviluppo sociale”.

Chiara Brilli ha intervistato l’assessore regionale alla legalità, Vittorio Bugli e il consigliere regionale Pd del territorio senese, Stefano Scaramelli

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Vaccini: pronta la proposta di legge Toscana

Vaccini: pronta la proposta di legge Toscana

Vaccini, Pronta la proposta di legge Toscana. Scaramelli (Pd), primo firmatario della pdl: “Conferma degli obblighi ma anche ascolto, informazione e farmacovigilanza”.

“La Toscana avrà una sua legge sull’obbligo vaccinale. Vogliamo mettere al riparo i bambini e le famiglie dalle decisioni del governo nazionale che, con l’ossimoro dell’obbligo fessibile contenuto nel Decreto Milleproroghe, rischia di vanificare i buoni risultati conseguiti nell’ultimo anno in termini di copertura della popolazione. Non ci muove un intento polemico: vogliamo stare al merito della questione, che non è politica ma scientifico-sanitaria. Del resto il ministero della Salute conferma la necessità dell’obbligo per i dieci vaccini, ma differendo di un anno le sanzioni lo indebolisce, lasciando le Regioni e soprattutto le scuole a gestire una situazione che rischia di ingarbugliarsi. Per questo, vogliamo introdurre elementi di chiarezza nel quadro normativo regionale con l’obiettivo di offrire certezze e tutele, in special modo per i bambini più esposti e le loro famiglie”.

Lo dice Stefano Scaramelli (Pd), presidente della commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio regionale della Toscana, che insieme al capogruppo Leonardo Marras e a numerosi consiglieri Dem, ha presentato una proposta di legge denominata “Disposizioni relative alla prevenzione vaccinale”.

La proposta, “riconoscendo come prioritaria la protezione dello stato di salute dei minori e identificando la vaccinazione quale strumento indispensabile di prevenzione primaria” riafferma che “gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa statale (decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, come convertito  dalla legge 31 luglio 2017, n. 119) costituiscono requisiti per l’iscrizione ai nidi d’infanzia, ai servizi integrativi per la prima infanzia e alle scuole dell’infanzia. I responsabili dei suddetti servizi per l’infanzia e delle strutture per minori accertano il rispetto degli obblighi vaccinali con le modalità prevista dalla normativa statale ai fini dell’iscrizione o ammissione”.

In sostanza, la Pdl toscana, se approvata, mantiene ferme le lancette rispetto all’eventuale approvazione del Milleproroghe, sancendo quindi che per iscriversi ai nidi e alle scuole materne bisognerà essere in regola con le dieci vaccinazioni.

Nel testo della proposta, inoltre, viene precisato “ai fini dell’iscrizione, ammissione e permanenza ai nidi d’infanzia, ai servizi integrativi per la prima infanzia, alle scuole dell’infanzia e alle strutture per minori, la vaccinazione è omessa o differita in caso di accertati pericoli concreti per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche”.

Fin qui la parte relativa agli “obblighi”. Ci sono poi due articoli che intervengono sul sistema della prevenzione e sui controlli dei farmaci.

“Siamo convinti”, spiega ancora Scaramelli “che una buona normativa sui vaccini oltre a prevedere obblighi debba sforzarsi anche di intervenire su altri aspetti importanti. Per questo vogliamo sancire che il servizio sanitario regionale è chiamato ad assicurare servizi di informazione e sensibilizzazione in materia vaccinale, mirati all’ascolto dei genitori e ad una informazione personalizzata, affidando alle aziende sanitarie il monitoraggio annuale dei progressi delle iniziative di sensibilizzazione. Inoltre, vogliamo che la Regione effettui il monitoraggio di eventuali “eventi avversi” a seguito di vaccinazione, nell’ambito del sistema di sorveglianza regionale su farmaci, vaccini e dispositivi medici, anche ai fini dell’anagrafe nazionale vaccini. Infine, affideremo a un regolamento d’attuazione della nuova legge la disciplina delle azioni finalizzate alla valorizzazione del ruolo del pediatra di libera scelta, le campagne di comunicazione e informazione in materia di prevenzione vaccinale e le modalità di acquisizione e presentazione della documentazione attestante la necessità di omettere o differire la vaccinazione”.

“Come si vede”, conclude Scaramelli “l’intento che muove la nostra proposta è quello di affrontare una questione complessa con azioni a 360 gradi, consapevoli che su questi temi la demagogia e le strumentalizzazioni debbano lasciare il campo alla serietà, al merito e alle competenze”.

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Firenze, PD su case popolari: assenza condanne penali tra criteri assegnazione

Firenze, PD su case popolari: assenza condanne penali tra criteri assegnazione

Due emendamenti del PD alla legge sugli alloggi Erp prevedono anche la revoca della casa popolare, con l’inserimento tra i requisiti di ”assenza di condanne penali passate in giudicato per delitti non colposi per i quali è prevista la pena detentiva non inferiore a cinque anni”.

Gli emendamenti sono stati predisposti dal capogruppo in Consiglio regionale Leonardo Marras insieme al presidente della commissione sanità Stefano Scaramelli, con l’obiettivo di restringere i criteri per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’intenzione del PD era già stata preannunciata nelle scorse settimane in seguito alla vicenda della morte di Duccio Dini e raccogliendo un appello del sindaco di Firenze Dario Nardella.

“Il 17 luglio scorso – spiegano Marras e Scaramelli in una nota – abbiamo depositato il testo di due emendamenti che si pongono l’obiettivo sia di restringere i criteri per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sia di stabilire che la decadenza venga obbligatoriamente avviata dal Comune nel caso di perdita successiva di taluni requisiti”.

In particolare, “per partecipare ai bandi di assegnazione delle case viene inserito il ‘requisito dell’assenza di condanne penali passate in giudicato per delitti non colposi per i quali è prevista la pena detentiva non inferiore a cinque anni ovvero l’avvenuta esecuzione della relativa pena’”.

Inoltre, “secondo la nostra proposta di modifica, il Comune, in presenza di inquilini con questa fattispecie di condanne, dovrà riassegnare l’alloggio ad altro componente del nucleo famigliare, stabilendo la decadenza della persona condannata”.

Questo “si aggiunge alla decadenza dell’assegnatario che abbia riportato condanna definitiva per violenza o maltrattamenti verso il coniuge i minori o altri componenti del nucleo familiare, come già previsto dalla proposta di legge”.

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Sanità, Scaramelli: “da taglio dirigenti più soldi contro liste attesa”

Sanità, Scaramelli: “da taglio dirigenti più soldi contro liste attesa”

Lo dice il presidente della commissione sanità in Consiglio regionale Stefano Scaramelli (Pd).

“Ridurre i dirigenti inutili, portare i territori ad essere protagonisti della programmazione, liberare risorse per abbattere le liste di attesa. Siamo di fronte ad un processo unico di redistribuzione delle risorse in Toscana”. Lo dice il presidente della commissione sanità in Consiglio regionale Stefano Scaramelli (Pd) spiegando il senso delle modifiche introdotte da alcuni emendamenti alla legge regionale, la 40 del 2005, sulla nomina delle figure apicali delle aziende sanitarie, che prevedono l’eliminazione della figura del direttore per la programmazione di area vasta.
“Per la prima volta – prosegue Scaramelli in una nota – i capi dipartimento territoriali e ospedalieri si coordineranno con gli universitari, e ci sarà vera integrazione nelle aree vaste. I risparmi previsti saranno di circa 1 milione di euro all’anno a regime, e con quei soldi si potranno abbattere le liste di attesa”. Per il presidente della commissione è un “risparmio che consentirà di investire in ulteriori prestazioni sanitarie per i cittadini: 40 mila visite specialistiche, 30 mila ecografie, 10 mila tac e risonanze magnetiche”.
Le funzioni svolte dai direttori della programmazione saranno trasferite alla Regione. “Nasce – conclude Scaramelli – un coordinamento di area vasta con un direttore della direzione regionale coadiuvato da due organi a costo zero: un comitato tecnico e un nucleo tecnico di supporto che si occuperà della programmazione.
Diventa centrale il ruolo dei territori con i sindaci che tornano protagonisti nell’esprimere pareri nelle nomine delle direzioni aziendali”. I comitati tecnici saranno tre, uno per ciascuna area vasta e saranno composti dai dg delle aziende sanitarie e dell’Estar.

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