Camusso: “bene Calenda su Ilva, si prosegua anche per Aferpi”

Camusso: “bene Calenda su Ilva, si prosegua anche per Aferpi”

La segretaria generale della Cgil durante un convegno a Firenze ha espresso preoccupazione per la probabile mancata approvazione dello Ius Soli

“In queste ore abbiamo visto un’iniziativa del ministro Calenda che va esattamente nella direzione delle cose che abbiamo detto: abbiamo bisogno che i tavoli proseguano, e che non si fermino con i ricorsi”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, parlando con i giornalisti a proposito della situazione dell’Ilva di Taranto. “Vorremmo la stessa nettezza per quel che riguarda Aferpi – ha proseguito Camusso, a margine di un convegno sull’educazione linguistica democratica a Firenze – e ci vorrebbero scelte, ma per questo scontiamo anni e anni di governi che hanno predicato il fatto che non servono le politiche industriali e non si deve fare politiche industriali, e questo è uno dei tanti nodi che vengono al pettine. Invece ci vogliono scelte, ci vogliono scelte di difesa di industrie che ovviamente devono avere alti livelli di innovazione e di qualità”.

La segretaria generale della Cgil si è espressa anche su altri temi, tra cui lo Ius Soli. “Vediamo con preoccupazione il fatto che si annunci una possibilità, che però ancora non si concretizza: crediamo che sia un elemento di civiltà affrontare l’argomento e dargli soluzione”.

“Abbiamo detto – ha proseguito Camusso- con molta coerenza e costanza, anche perché siamo fra i promotori dell’iniziativa per la cittadinanza e per lo Ius Soli, che quello era un impegno che era stato assunto, che nella legislazione dovrebbe essere attuato”.

“Siamo di fronte alla conferma, da un lato che la nostra denuncia che le diseguaglianze stanno crescendo è documentata e dall’altro lato che il grande tema, il punto sulla diseguaglianza, è esattamente quello dei giovani”. Afferma sempre Camusso commentando i dati di oggi dell’Istat sulla povertà e sulle disuguaglianze dei redditi. “La questione è esattamente la priorità dei giovani, non intesa come strumentalizzazione al fine di fargli avere forme di precarietà, ma come invece tema di aumento dei salari, del reddito, così come quel dato sul rischio di esclusione, dato che riporta il tema dell’istruzione e dei titoli di studio”,  sottolineando che “quando il governo dice che questa è una legge di bilancio a fini sociali, in realtà non lo è perché non affronta il tema della creazione del lavoro, della certezza del lavoro per i giovani, delle regole che permettano di avere degli elementi di certezza dell’aumento del salario”.

“Continuiamo a non essere convinti che il tema sia quello degli incentivi”. Interpellata sull’appello del presidente del Cnel, Tiziano Treu, a rendere strutturali gli incentivi per gli avviamenti al lavoro a tempo indeterminato, ha risposto così. “Continuiamo a pensare che i 18 miliardi spesi nel triennio scorso – ha affermato Camusso- se fossero stati utilizzati per fare investimenti, avrebbero determinato risultati molto più significativi”.

“Si continua a insistere solo sul tema del costo del lavoro – ha aggiunto – non guardando invece un sistema fiscale che è assolutamente iniquo, non guardando i tassi di investimento che continuano a non crescere a partire da quelli pubblici. E’ una logica che si conferma, quella dei bonus, perché ci sono i bonus per i bebè e invece non si pensa che servirebbero asili nido e soluzioni strutturali, perché se no si continuerà ad avere la totale discontinuità del lavoro femminile”. Quindi, ha sottolineato la leader della Cgil, in questo caso il problema “è proprio nell’impostazione, che pensa di avere sempre un carattere emergenziale invece di affrontare i nodi strutturali del Paese, che sono quelli che determinano le grandi diseguaglianze che ci sono”.

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VOUCHER. ROSSI: FERITA A DEMOCRAZIA, SABATO IN PIAZZA CON CGIL

Rossi“… perche’ il lavoro non e’ una merce. I nuovi voucher confermano la volonta’ di mantenere la precarieta’ del lavoro e sono anche una ferita alla democrazia perche’ non si e’ impedito di fare il referendum. Io sto con la Cgil e sabato saro’ a Roma alla manifestazione per chiedere RISPETTO! Venite anche voi. Ci sono battaglie che assumono un significato generale”. Lo scrive su facebook Enrico Rossi (Mdp), presidnete regione Toscana.

“Una manifestazione nazionale straordinaria”, cosi’ il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in una lettera agli iscritti, definisce la manifestazione indetta dalla Cgil per sabato prossimo a Roma, che si concludera’ alle 12 in Piazza San Giovanni. “Straordinaria- spiega- perche’ urgente, straordinaria perche’ parla soprattutto di democrazia, straordinaria perche’ contesta comportamenti antidemocratici che non hanno precedenti nella storia repubblicana”. Nella missiva Camusso ricorda i fatti: “Dopo una consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti, la Cgil presenta una proposta di legge ‘Carta dei diritti universali del lavoro’ e tre quesiti referendari a sostegno (art. 18, voucher, responsabilita’ solidale negli appalti). Sulla Carta e sui quesiti referendari la Cgil raccoglie 4,5 milioni di firme. La Corte Costituzionale accoglie 2 referendum e il Governo fissa la data del referendum per il 28 maggio 2017, mentre alla Camera dei Deputati in Commissione Lavoro viene messa in discussione la proposta di legge. Il 21 aprile il Parlamento converte in legge un decreto del Governo che abroga le leggi sottoposte a referendum popolare. Il Presidente del Consiglio motiva la decisione con la necessita’ di non dividere il Paese. Di conseguenza decadono i referendum, che, ricordiamolo sempre, sono l’unica forma di democrazia diretta, prevista dalla Costituzione per far valere l’opinione dei cittadini sulle leggi del nostro Paese. Il 27 maggio, il giorno prima della data originariamente fissata per il referendum, alla Camera, in Commissione Bilancio si reintroducono i voucher”. “Ho riepilogato i fatti- sottolinea Camusso- perche’ rendono evidente che il Governo e il Parlamento non hanno abrogato i voucher ma i referendum, ovvero il diritto dei cittadini di esprimersi. Per sottolineare che mai era avvenuta una violazione cosi’ palese dell’art. 75 della Costituzione. Che un Parlamento ed un Governo che in 35 giorni votano una legge e poi il suo contrario, minano la loro credibilita’ ed autorevolezza e la stessa fiducia nelle Istituzioni. Non hanno avuto il coraggio- prosegue- di confrontarsi a viso aperto sul merito dei quesiti, ma ci hanno solo impedito con l’inganno di votare ai referendum. Bisogna impedire che questo diventi un precedente da imitare in futuro per impedire referendum non graditi. La Cgil nella sua storia si e’ sempre battuta per difendere la democrazia e le sue regole, perche’ in quella difesa, c’e’ la difesa della liberta’ nel lavoro, la cittadinanza del lavoro”.

 

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