Torna la ‘Carmen’ al Maggio ma non muore, stasera evento contro la violenza

Torna la ‘Carmen’ al Maggio ma non muore, stasera evento contro la violenza

E’ in corso in questi minuti alla Caffetteria del Teatro del Maggio  ”Carmen non muore”, incontro pubblico per fare un riflessione sulla violenza sulle donne in occasione delle prove della Carmen di Georges Bizet che debutta domenica già all’insegna del sold out. Una Carmen che torna dopo 10 anni al Maggio con un finale a sorpresa. La vittima infatti riuscirà a salvarsi dal suo carnefice.

“Ma se la Carmen questa volta non morisse?”. E la Carmen di Bizet vivrà. Resisterà ai colpi omicidi di don Josè e lo ucciderà, salvandosi dopo le innumerevoli volte che è stata uccisa. A Firenze, dove l’opera debutta il 7 gennaio, con poi 5 repliche tutte esaurite, al Teatro del Maggio Musicale il regista Leo Muscato ha cambiato, ribaltandola, l’azione finale. Don Josè, accecato di gelosia, colpisce Carmen, che gli preferisce Escamillo, con un bastone per ammazzarla, e lei cade. Ma, colpo di scena, la donna gli sfila la pistola e spara. Dunque Carmen vive, mentre l’uomo che la angustiava muore ucciso. Un chiaro e voluto messaggio anti-femminicidio, esito di un dibattito nato in teatro l”estate scorsa. I

l soprintendente Cristiano Chiarot suggerì, appunto: “E se questa volta non morisse? Perché dobbiamo far applaudire a una donna uccisa con tutto quello che succede?”. Domande che lasciarono dubbi e a cui Muscato ha risposto proprio modificando gli ultimi istanti dell’opera senza toccare né un tono di musica, né una parola del testo di Merimée, anche se l’azione finale è completamente opposta alla tradizione. Don Josè dirà le stesse frasi: “Mi potete arrestare. L’ho uccisa io. Oh Carmen, mia Carmen adorata”. Ma parla spirando e il sipario calerà con la donna in ginocchio accanto al cadavere.

“Nel teatro c’è discussione, lavoriamo insieme – aggiunge ancora Chiarot – io credo a un ruolo etico del teatro, a una sua funzione sociale. Il teatro deve far sì divertire, ma anche fornire spunti di riflessione. Quale è lo spirito odierno della Carmen? Deve rimanere sempre un’opera folkloristica, spagnola, gitana, legata all’800? Perciò ho chiesto a Muscato di valutare se si poteva fare qualcosa”. “Porteremo in scena un Bizet attuale, toglieremo una visione ottocentesca di donna oggetto e in qualche modo colpevole, proporremo sottotraccia un significato attuale – spiega Muscato – D’altra parte credo che ogni classico sia tale se riesce a parlare in modo diverso e attuale a spettatori diversi di epoche diverse”.

A Firenze Carmen sarà, in alternanza, Veronica Simeoni e Marina Comparato, don Josè Roberto Aronica e Sergio Escobar. Direttore Ryan McAdams. In occasione della prova generale, questa sera 5 gennaio dalle 18.30, si terrà anche un incontro al Teatro proprio col titolo ”Carmen non muore”, per sottolineare l’impegno delle donne, a partire dalle dipendenti del Maggio.

“In un momento in cui, solo recentemente, l’opinione pubblica e le forze politiche hanno cominciato a mobilitarsi contro un fenomeno che sta assumendo dimensioni spaventose in tutto il mondo, compresi i Paesi più civili: la violenza contro le donne, gli abusi e le molestie sessuali, la discriminazione e i femminicidi,

la Carmen del Maggio vuole diventare una testimone essa stessa, non più personaggio di scena ma vera donna e contribuire a rendere sempre più evidente, da un lato il dilagare dell’orribile fenomeno della violenza contro le donne, dall’altro la risolutezza con cui le persone civili (di nome e di fatto) si impegnano nella lotta contro di essa”, si legge in una nota.

L’incontro pubblico avrà per titolo  “CARMEN NON MUORE” per sottolineare l’impegno di tutte le donne a cominciare da tutte le dipendenti e collaboratrici del Maggio che hanno proposto l’idea al sovrintendente Chiarot il quale ha immediatamente sposato la causa.  Un incontro dalla struttura di un happening libero, coordinato da Gaia Nanni, negli spazi della caffetteria del Teatro, in cui le donne possano portare una loro testimonianza: che sia di esperienza personale, oppure  la lettura di un brano, articolo, poesia sul tema. Qualche minuto a testa per dire “NO!” a chi vuole limitare la libertà delle donne, a chi non le rispetta, a chi usa loro violenza e offende la loro dignità. Parteciperanno scrittrici, artiste, esponenti della cultura e della società e associazioni e l’incontro sarà aperto liberamente al pubblico.

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