Teatro della Toscana, la compagnia ‘Silvio D’Amico’ al Saloncino ‘Paolo Poli’

Teatro della Toscana, la compagnia ‘Silvio D’Amico’ al Saloncino ‘Paolo Poli’

Il Saloncino ‘Paolo Poli’, ospiterà tre spettacoli della Compagnia ‘Silvio D’Amico’: Notturno di donna con ospiti,l’ 11 e il 12 gennaio; Un ricordo d’inverno, il 19 e il 20 gennaio; Hamletmachine, 23-25 gennaio. Al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci il 12 e 13 gennaio va in scena le Costellazioni.

Una compagnia che non sia solo un ponte tra la formazione e la professione, ma anche un laboratorio per pensare e creare il teatro del futuro, uno spazio dove sperimentare e sviluppare l’energia creatrice delle nuove leve. Nata con il sostegno di Mibact e SIAE, la nuova Compagnia dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ‘Silvio D’Amico’ intende permettere ai giovani artisti di arrivare a proporre le proprie opere al più vasto pubblico, in palcoscenici di rilevanza nazionale.

Il Saloncino ‘Paolo Poli’ del Teatro della Pergola accoglie Notturno di donna con ospiti, 11-12 gennaio ore 17:45; Un ricordo d’inverno, 19 gennaio ore 17:45, 20 gennaio ore 18:15; Hamletmachine, 23-25 gennaio ore 20:45.

Notturno di donna con ospiti è uno studio sulla versione del 1982, di Annibale Ruccello, del regista Mario Scandale, con Arturo Cirillo nel ruolo della protagonista. Una lunga, folle nottata: questo serve e questo basta ad Adriana, madre incinta, sola e oppressa, per decidere di fuggire dalla prigione della sua esistenza, quando una sera, strane presenze, si introducono in casa sua. Improvvisamente riaffiorano senza una logica i fantasmi del passato, le proiezioni del suo inconscio, i sogni e i desideri repressi.

Con una scrittura leggera quanto amara, fra dramma, la commedia e thriller, lo spettacolo dal ritmo rappresenta a pieno il drammaturgo napoletano scomparso a soli trent’anni nell’86, dopo aver scritto una delle pagine più belle del teatro contemporaneo.

“L’operazione – spiega Mario Scandale – chiaramente meta teatrale, con l’invenzione di un prologo e di un epilogo, in cui l’Uomo, o meglio l’attore, si trasforma senza travestirsi in Adriana e piomba in un sonno che può anche avere le caratteristiche della morte, ha permesso uno studio delle strutture drammaturgiche ruccelliane e del linguaggio, un napoletano inventato e declinato in diverse variazioni tonali e stilistiche, non solo mimetiche e realistiche”.

Accanto ad Arturo Cirillo ci sono Massimiliano Aceti, Simone Borrelli, Giulia Gallone, Luca Tanganelli, Giulia Trippetta, Giovanni Ludeno (Voce Padre), Antonella Romano (Voce Madre). Scene di Dario Gessati, costumi di Gianluca Falaschi, luci di Pasquale Mari.

Le situazioni meno verosimili mostrano una straordinaria capacità di attrattiva. Scritto e diretto da Lorenzo Collalti, già Premio SIAE nel 2014 e nel 2015, Un ricordo d’inverno ha vinto il bando “Nuove Opere” – SIAE SILLUMINA e vuole raggiungere ogni tipo di spettatore con una drammaturgia che costruisce innumerevoli legami con il reale provocando sensazioni, sentimenti e riflessioni condivise e condivisibili.

“È il viaggio di un artista – afferma Lorenzo Collalti – all’interno di un mondo nuovo: un itinerario alla ricerca dell’ispirazione, costellato da incontri inattesi e diversamente illuminanti”.

Con Grazia Capraro, Luca Carbone, Stefano Guerrieri, Agnieszka Jania, Michele Ragno, Pavel Zelinskiy. Scene di Dario Gessati, costumi di Gianluca Falaschi, musiche di Laurence Mazzoni, luci di Sergio Ciattaglia.

Dopo 31 anni torna Hamletmachine, di Heiner Müller, nella visione di Bob Wilson. Müller e Wilson condividono un misticismo pieno di immagini apocalittiche, distante tanto dalle convenzioni del teatro commerciale americano, tanto dalla pietà del socialismo realista.

Una meditazione su Amleto e miriadi di altri argomenti, da altre opere di Shakespeare fino all’insurrezione ungherese del 1956, fino a un tipo di vendetta femminista sulla mascolinità incerta, che non racconta una storia e non sviluppa personaggi nel senso tradizionale.  L’opera non si manifesta unicamente visivamente, ma piuttosto acusticamente, con un’estrema chiarezza e plasticità.

Con Liliana Bottone, Grazia Capraro, Irene Ciani, Gabriele Cicirello, Renato Civello, Francesco Cotroneo, Angelo Galdi, Alice Generali, Adalgisa Manfrida, Paolo Marconi, Eugenio Mastrandrea, Michele Ragno, Camilla Tagliaferri, Luca Vassos, Barbara Venturato. Ideazione, regia, scene e luci di Robert Wilson, costumi di Micol Notarianni dai disegni originali di William Ivey Long, make up di Manu Halligan.

Una teoria della fisica quantistica sostiene che esiste un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Il talentuoso drammaturgo inglese Nick Payne prende questa teoria e la applica a un rapporto di coppia in Costellazioni, al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci il 12 e 13 gennaio ore 21, con in scena Aurora Peres e Jacopo Venturiero diretti da Silvio Peroni.

Nello spettacolo si analizzano i momenti cruciali della relazione di Orlando e Marianna: dalla conoscenza, alla seduzione, al matrimonio, al tradimento, alla malattia, alla morte. Payne mostra ripetutamente, le possibilità e i diversi modi in cui i loro incontri sarebbero potuti andare a causa di fattori che vanno dalle relazioni precedenti alle parole e al tono di voce impiegati. Marianna e Orlando si incontrano, sono fidanzati, non sono fidanzati, fanno sesso, non fanno sesso, si perdono, si ritrovano, si separano e si incontrano di nuovo

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Monica Guerritore al Teatro della Pergola con “Mariti e mogli”

Monica Guerritore al Teatro della Pergola con “Mariti e mogli”

Lo spettacolo che accompagnerà la fine dell’anno allo storico teatro di Firenze tratto dall’omonimo film del 1992 diretto da Woody Allen

Nel 1992 usciva al cinema il film Mariti e mogli di Woody Allen, l’ultimo realizzato prima della fine della relazione con Mia Farrow dopo lo scandalo di Soon-Yi Previn, figlia adottiva della Farrow e ora moglie del regista. Nel cast Mia Farrow, Sidney Pollack, Judy Davis, Liam Neeson, Juliette Lewis e lo stesso Allen.

Ora quel film è diventata una pièce teatrale che va in scena per le feste di Natale al Teatro della Pergola di Firenze, da mercoledì 27 dicembre a martedì 2 gennaio (domenica 31 dicembre doppia replica: ore 15:45 in abbonamento, ore 20:30 fuori abbonamento). Una versione adattata per il palcoscenico da Monica Guerritore, con al centro le crisi coniugali e i tradimenti, gli argomenti preferiti di Woody Allen.

Sul palco Monica Guerritore e Francesca Reggiani, per la prima volta insieme, interpretano le mogli. I mariti sono Ferdinando Maddaloni e Cristian Giammarini, insieme sul palco con Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano, Angelo Zampieri. Una produzione ArtistiAssociati, in collaborazione con Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti.

“L’incipit e anche lo svolgimento ricorda Scene da un matrimonio di Bergman – racconta Monica Guerritore – ed è questo il motivo per cui Woody Allen mi ha concesso di adattare il suo film. All’inizio ho fatto una scheda spiegando che avrei trasformato il posto dove ci si riuniva in una sala da ballo, visto che non potevo ricreare Manhattan. Il suo avvocato aveva detto di sì, ma quando Allen ha avuto sotto mano il copione, ha detto di no. Ero disperata. Poi l’ho convinto attraverso un amico che lavorava con lui: le parole Bergman, Strindberg (perché ho fatto tanto Strindberg) e Scene da un matrimonio l’hanno convinto”.

Tradendo quindi le location realistiche del film, lo spettacolo evoca, nel solo palcoscenico trasformato in sala da ballo, i tanti luoghi delle vite coniugali. Nella simultaneità delle relazioni e degli intrecci clandestini, delle rotture e improvvise riconciliazioni, trapelano le piccole altezze di questi esseri umani. L’improvviso perdersi in danze all’unisono su musiche da Louis Armstrong a Etta James, rivela là, sul fondo, Čechov e il tempo che intanto scivola via.

“Il nostro Mariti e mogli – interviene Francesca Reggiani – è un girotondo di amori e amanti in cui Cupido, qui piuttosto sbadato, si diverte a scagliare frecce. Un bancone di un bar, una zona dove due poltrone creeranno un letto, due tavolini accostati per poter mangiare tutti insieme e poi riprendere le lezioni di ballo, le relazioni o i divorzi mentre arriva l’alba. Le dinamiche matrimoniali saranno affrontate in quella sala. È lì, in quella notte, che le insofferenze, i tradimenti e i desideri verranno rivelati, mentre (in segreto) ogni personaggio si aprirà in improvvise confessioni fatte al pubblico per averne comprensione e approvazione”.

Il jazz immerge immediatamente lo spettatore nel clima di Woody Allen, mentre Strindberg e Bergman vengono evocati nelle dinamiche tra mariti e mogli, la danza e il vino e la notte liberano il corpo e le sue energie. Il resto è l’eterno racconto dell’amore.

“Il teatro è una delle forme comunicative più forti – conclude Monica Guerritore – per via dell’energia della comunicazione corpo a corpo, non c’è travisamento né forzatura. In un mondo in cui non c’è necessità di cronaca, documentario, di far vedere le cose come sono, ma di trasfigurarle per far arrivare al pubblico un messaggio attraverso la visione artistica, il teatro è la chiave di volta. I rapporti tra mariti e mogli sono trasfigurati nel nostro spettacolo ed è questo che li rende riconoscibili a noi tutti. Sono persone come noi, non c’è nessuna finzione”.

Biglietteria

Teatro della Pergola, Via della Pergola 30, Firenze

055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com.

Dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30

Circuito regionale Boxoffice e online su www.boxol.it/TeatroDellaPergola/it/advertise/mariti-e-mogli/213328

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Monica Guerritore al Teatro della Pergola con “Mariti e mogli”

Monica Guerritore al Teatro della Pergola con “Mariti e mogli”

Lo spettacolo che accompagnerà la fine dell’anno allo storico teatro di Firenze tratto dall’omonimo film del 1992 diretto da Woody Allen

Nel 1992 usciva al cinema il film Mariti e mogli di Woody Allen, l’ultimo realizzato prima della fine della relazione con Mia Farrow dopo lo scandalo di Soon-Yi Previn, figlia adottiva della Farrow e ora moglie del regista. Nel cast Mia Farrow, Sidney Pollack, Judy Davis, Liam Neeson, Juliette Lewis e lo stesso Allen.

Ora quel film è diventata una pièce teatrale che va in scena per le feste di Natale al Teatro della Pergola di Firenze, da mercoledì 27 dicembre a martedì 2 gennaio (domenica 31 dicembre doppia replica: ore 15:45 in abbonamento, ore 20:30 fuori abbonamento). Una versione adattata per il palcoscenico da Monica Guerritore, con al centro le crisi coniugali e i tradimenti, gli argomenti preferiti di Woody Allen.

Sul palco Monica Guerritore e Francesca Reggiani, per la prima volta insieme, interpretano le mogli. I mariti sono Ferdinando Maddaloni e Cristian Giammarini, insieme sul palco con Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano, Angelo Zampieri. Una produzione ArtistiAssociati, in collaborazione con Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti.

“L’incipit e anche lo svolgimento ricorda Scene da un matrimonio di Bergman – racconta Monica Guerritore – ed è questo il motivo per cui Woody Allen mi ha concesso di adattare il suo film. All’inizio ho fatto una scheda spiegando che avrei trasformato il posto dove ci si riuniva in una sala da ballo, visto che non potevo ricreare Manhattan. Il suo avvocato aveva detto di sì, ma quando Allen ha avuto sotto mano il copione, ha detto di no. Ero disperata. Poi l’ho convinto attraverso un amico che lavorava con lui: le parole Bergman, Strindberg (perché ho fatto tanto Strindberg) e Scene da un matrimonio l’hanno convinto”.

Tradendo quindi le location realistiche del film, lo spettacolo evoca, nel solo palcoscenico trasformato in sala da ballo, i tanti luoghi delle vite coniugali. Nella simultaneità delle relazioni e degli intrecci clandestini, delle rotture e improvvise riconciliazioni, trapelano le piccole altezze di questi esseri umani. L’improvviso perdersi in danze all’unisono su musiche da Louis Armstrong a Etta James, rivela là, sul fondo, Čechov e il tempo che intanto scivola via.

“Il nostro Mariti e mogli – interviene Francesca Reggiani – è un girotondo di amori e amanti in cui Cupido, qui piuttosto sbadato, si diverte a scagliare frecce. Un bancone di un bar, una zona dove due poltrone creeranno un letto, due tavolini accostati per poter mangiare tutti insieme e poi riprendere le lezioni di ballo, le relazioni o i divorzi mentre arriva l’alba. Le dinamiche matrimoniali saranno affrontate in quella sala. È lì, in quella notte, che le insofferenze, i tradimenti e i desideri verranno rivelati, mentre (in segreto) ogni personaggio si aprirà in improvvise confessioni fatte al pubblico per averne comprensione e approvazione”.

Il jazz immerge immediatamente lo spettatore nel clima di Woody Allen, mentre Strindberg e Bergman vengono evocati nelle dinamiche tra mariti e mogli, la danza e il vino e la notte liberano il corpo e le sue energie. Il resto è l’eterno racconto dell’amore.

“Il teatro è una delle forme comunicative più forti – conclude Monica Guerritore – per via dell’energia della comunicazione corpo a corpo, non c’è travisamento né forzatura. In un mondo in cui non c’è necessità di cronaca, documentario, di far vedere le cose come sono, ma di trasfigurarle per far arrivare al pubblico un messaggio attraverso la visione artistica, il teatro è la chiave di volta. I rapporti tra mariti e mogli sono trasfigurati nel nostro spettacolo ed è questo che li rende riconoscibili a noi tutti. Sono persone come noi, non c’è nessuna finzione”.

Biglietteria

Teatro della Pergola, Via della Pergola 30, Firenze

055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com.

Dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30

Circuito regionale Boxoffice e online su www.boxol.it/TeatroDellaPergola/it/advertise/mariti-e-mogli/213328

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Il Teatro Toscana invade la città con Open Program

Il Teatro Toscana invade la città con Open Program

Il progetto diretto da Mario Biagini porterà nei quartieri e nelle piazze di Firenze incontri e seminari sul teatro e sul canto

Il teatro va in città e bussa alle porte dei cittadini per ricordare quanto sia necessario. Il progetto metropolitano della Fondazione Teatro della Toscana Nelle contrade vaga la poesia continua con i Seminari liberi di canto e gli Incontri cantati dell’Open Program diretto da Mario Biagini (Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards).

Dopo la messinscena, a opera degli attori diplomati della Scuola ‘Orazio Costa’, di brani de Il quartiere e Le ragazze di San Frediano di Pratolini e da otto storie di vita della Toscanina raccontata da Collodi, da oggi al 22 dicembre l’Open Program sarà nei quartieri e nelle piazze di Firenze per incontri di grande intensità, tanto dinamici quanto intimi. Una nuova e al tempo stesso antica forma d’arte che ci interroga, attraverso il canto e la danza, su temi come comunità, identità, cultura e spettacolo. Per riscoprire un modo di stare insieme senza paura degli altri né vergogna.

Nel proprio lavoro teatrale l’Open Program sta da tempo investigando modi di incontro diversi dalla relazione attore/spettatore. Si esplorano le possibilità di una creazione artistica fluida, partecipativa, aperta a chiunque, senza distinzioni di età o di provenienza, basata su semplici elementi di canto e danza: una forma d’arte forse dimenticata, in cui ogni partecipante diventa co-autore responsabile e consapevole della qualità dell’incontro.

Il Seminario libero di canto è una sessione gratuita di canto, accogliente e informale, in cui Mario Biagini e i suoi colleghi dell’Open Program insegnano canti del loro repertorio, principalmente appartenenti alla tradizione afro-americana del Sud degli Stati Uniti. Durante il Seminario i membri dell’Open Program condividono con i partecipanti il loro modo di lavorare su una possibilità di incontro attraverso il canto e la danza. I canti sono semplici da imparare, e i partecipanti ne ricevono i testi stampati, per un primo approccio. Si può arrivare quando si vuole, anche dopo l’orario di inizio, e andarsene prima della fine, non ci sono restrizioni. Il Seminario dà a chiunque vi partecipi alcuni semplici strumenti per partecipare pienamente agli Incontri cantati.

Come il Seminario anche l’Incontro cantato è a entrata libera e tutti possono prenderne parte, senza limiti di età o di provenienza. I partecipanti sono invitati (non tenuti) a unirsi al canto, alla danza o a sostenere quello che succede con la loro semplice, ma importante presenza. Non si tratta di uno spettacolo né di un coro tradizionale, piuttosto di un tentativo di riscoprire un modo dimenticato di stare assieme, senza paura degli altri né vergogna, suggerito dai canti stessi, i loro ritmi e le loro melodie.

È un’opportunità unica per scoprire un approccio che l’Open Program porta con sé nei suoi viaggi e che si arricchisce continuamente grazie a tutte le persone incontrate in diversi paesi e culture. Il desiderio di Mario Biagini e dei suoi colleghi è aprire una finestra su questo mondo e invitarci a esplorarlo.

Gli incontri si svolgeranno a Rifredi, Rovezzano, Le Piagge, Isolotto, Gavinana, Centro storico, come ulteriore articolazione del progetto metropolitano della Fondazione Teatro della Toscana Nelle contrade vaga la poesia.

Tutti gli eventi sono a partecipazione libera e gratuita.

 

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‘Musica ribelle’ diventa Opera Rock in scena alla Pergola di Firenze

‘Musica ribelle’ diventa Opera Rock in scena alla Pergola di Firenze

La storica canzone di Eugenio Finardi, contenuta nel disco del 1976 Sugo, diventa un’opera rock con una band dal vivo, vuole interrogarsi sulle sfide dell’oggi e sul paragone con gli anni ’70, con le canzoni di Finardi ri arrangiate in maniera sorprendente. In scena da domani a domenica 10 Dicembre

Musica, poesia, politica, amore, vita. Da domani martedì 5 a domenica 10 dicembre arriva al Teatro della Pergola di Firenze Musica ribelle – La forza dell’amore l’opera rock sulle sfide dell’oggi e il fermento culturale degli anni ’70 con le musiche di Eugenio Finardi, la regia di Emanuele Gamba e l’interpretazione di Federico Marignetti, Massimo Olcese, Arianna Battilana, Mimosa Campironi. Rock non solo per le sonorità che lo segnano con una band dal vivo, ma soprattutto per l’attitudine, l’approccio, l’ispirazione, l’anima.

“L’idea nasce come un percorso creativo aperto, a più voci, intorno a una scelta precisa: scrivere e realizzare – spiega Emanuele Gamba – uno spettacolo sulla musica, la testimonianza artistica, politica e umana di Eugenio Finardi. Un’opera che per i suoi contenuti e per la sua forza evocativa permette, in particolare in questo momento storico, di parlare un linguaggio di verità e autenticità”.

Dopo Spring Awakening (tratto da Risveglio di primavera di Frank Wedekind), il musical sulla paura ed esaltazione che da sempre i ragazzi provano per il dolce mistero dello sbocciare del proprio corpo, Emanuele Gamba dirige la Musica ribelle scritta da Francesco Niccolini su soggetto di Pietro Contorno, che nasce dall’omonima canzone di Finardi per raccontare e attraversare un’epoca, gli anni Settanta, fino ai giorni nostri.

Nel 1976 usciva Sugo, secondo disco di Eugenio Finardi, e la prima traccia, Musica Ribelle, cantava di una generazione impregnata di ideali e colma di un’ardente passione. Adesso quel brano dà il titolo a uno spettacolo schietto, crudo, con un cast di talento e un gruppo di musicisti, anch’essi attori, che suonano dal vivo. Il tutto in una cornice scenica essenziale ed efficace, in cui si inseriscono soluzioni di video grafica di alto impatto espressivo.

In Musica Ribelle – La forza dell’amore, al Teatro della Pergola di Firenze da domani a domenica 10 dicembre, le canzoni di Finardi rappresentano l’affresco di un intero decennio, gli anni ’70, e l’ispirazione per un confronto tra generazioni, quella di allora e quella di oggi. L’opera rock, scritta da Francesco Niccolini su soggetto di Pietro Contorno, è diretta da Emanuele Gamba e interpretata da Federico Marignetti, Massimo Olcese, Arianna Battilana, Mimosa Campironi, con Alessandro Baldi, David Marzi, Gabriel Glorioso, Marta Paganelli, Filippo Paglino, Albachiara Porcelli, Benedetta Rustici, Luca Viola. Una produzione Todomodo e BaGS Entertainment.

“Dopo il successo di Spring Awakening, storia forte e intensa, è stato difficile individuare un titolo che fosse degno erede di quella esperienza artistica. Volevamo parlare ancora – afferma Emanuele Gamba – a quelle migliaia di ragazzi che ci hanno seguito per oltre due anni di rappresentazioni in mezza Italia. Volevamo parlare con loro, ma anche parlare di loro alle generazioni più mature. In questa ricerca è stato facile trovare Eugenio Finardi, gli anni ’70 e le migliaia di facce e storie di ragazzi incontrati in giro per l’Italia in questi anni”.

Secondo un ormai consolidato iter produttivo, Musica Ribelle è nato artisticamente con la selezione del cast: il gruppo di attori/cantanti che danno vita all’opera è il risultato di tre workshop in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana e il Teatro Goldoni di Livorno (oltre 600 i partecipanti). Questa cura nella preparazione lo rende un lavoro sui generis nel panorama del teatro musicale italiano.

Cifra irrinunciabile, poi, è la musica dal vivo suonata da Filippo Bertipaglia, Francesco Inverno, Andrea Mandelli. I brani di Finardi, alcuni in versione originale, altri riarrangiati da Emiliano Cecere e Valerio Carboni sotto la supervisione dello stesso Finardi, puntano su sonorità progressive, punk, hip hop, techno, ma ci sono anche ballate e medley del primo decennio della carriera del più ‘ribelle’ cantautore italiano. Ad esempio: Dolce Italia, Patrizia, Diesel, Voglio, Non è nel cuore, Un Uomo, Extraterrestre, La radio e, naturalmente, Musica Ribelle e La forza dell’amore. “Noi sognavamo di cambiare il mondo – ha detto Eugenio Finardi all’Ansa in occasione delle prima milanese – prima che questo cambiasse noi, oggi i giovani devono cambiare loro stessi prima che il mondo letteralmente cambi sotto i loro piedi”.

“Nello spettacolo due generazioni – interviene il regista – corrono in parallelo e per un curioso gioco del destino si ritrovano nello stesso luogo a vivere la musica, le radio libere, i sogni, le delusioni e le fughe. Da più di quarant’anni esiste il lavoro di Eugenio Finardi e la hit del suo secondo album Sugo. Oggi esiste anche questo spettacolo che, a partire dal suo mondo poetico e musicale, racconta una storia giovanile piena di passione, forza e amore”.

Il parallelismo ieri-oggi è la chiave di tutta l’opera ambientata in una Milano d’oggi, con un vecchio scantinato divenuto casa per rapper, graffitari e dj che intendono organizzare un rave notturno: quello stesso scantinato, di proprietà di Hugo, verrà occupato solo per una settimana, da quella gang che ha come leader la giovanissima Lara93. Tra lei e il signor Hugo nascerà un rapporto di scontro, ma anche di confronto. Proprio lì, in quella cantina che, nel lontano 1973, era il ‘covo segreto’ di un collettivo politico e della sua radio libera. Un collettivo che ruotava attorno a Vento, un ragazzo insieme ribelle e impegnato, superficiale e sognatore.

Conclude Emanuele Gamba: “Quella di Lara93 e di Vento sono due storie che corrono in parallelo e che dimostrano come i giovani di oggi non siano poi così lontani da quelli di ieri. La voglia di ribellarsi c’è sempre, che venga manifestata in strada oppure sul web. Musica Ribelle lo racconta alla perfezione, segnando l’incontro tra generazioni che, troppo spesso, si credono lontane”.

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