Scandicci: Daniela Morozzi legge “Non volevo vedere”

Scandicci: Daniela Morozzi legge “Non volevo vedere”

L’attrice leggerà la drammatica storia di Fernanda Flamigni, un canto alla vita e alla speranza, insieme ad un ensemble di musiciste di tutte le età

Raccontarsi significa guardare la verità, darle un nome, anche se fa paura. Al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci, domani venerdì 24 novembre, ore 21, Daniela Morozzi, accompagnata da Alda Dalle Lucche al saxofono, Susanna Bertuccioli all’arpa, e dall’Arcobaleno Ensemble (piccola orchestra di bambine di tutte le età diretta da Giada Moretti), legge Non volevo vedere, dall’omonimo libro di Fernanda Flamigni e Tiziano Storai.

Si racconta ciò che Flamigni ha vissuto e il messaggio che ha voluto dare: un inno alla speranza per vincere la battaglia per la vita e la dignità, per credere nell’uguaglianza e nella libertà. Una testimonianza autentica del distorsivo rapporto tra un uomo e una donna che, con agghiacciante frequenza, sfocia nel dramma del femminicidio.

Una produzione Scuola di Musica di Fiesole e Dipartimento di Saxofoni – SMF, con il contributo di Città Metropolitana di Firenze.

I protagonisti di Non volevo vedere sono una coppia di giovani che si sono conosciuti a Trieste nei corridoi dell’università occupata nel 1989. Si innamorano, si fidanzano, poi si sposano. Il sogno di lei di una famiglia serena e felice si sgretola però sotto le picconate dell’uomo che svela fin dai primi tempi un carattere ambiguo, dai tratti psicotici, scisso tra scatti d’ira e microscopici gesti d’affetto.

Fernanda Flamigni resiste, stringe i denti, va avanti, con amore, poi con il senso del dovere ereditato dal padre. E mente a se stessa mentre il marito perde uno dopo l’altro gli impieghi come giornalista e si barrica dietro accuse al mondo, scuse e pretesti. Il tutto mentre lei non può fare nulla per contrastare la crescente dipendenza dell’uomo dalle droghe.

Dal giorno in cui l’eroina diventa la terza incomoda, un’amante esigente, i soldi cominciano a sparire dal conto in banca e dal salvadanaio del loro bambino. La protagonista decide di doversi salvare insieme al figlio. Torna alla casa di famiglia, parte il ricorso per la separazione, mentre nelle settimane successive subisce minacce, percosse, appostamenti e una terrificante aggressione a mano armata sul luogo di lavoro. Nel delirio che deve affrontare per proteggersi, Flamigni è più preoccupata delle minacce di suicidio dell’uomo, ne parla alle forze dell’ordine, ai servizi sociali.

Poi un giorno la telefonata e la protagonista apre per l’ultima volta la porta al suo carnefice che dice di portare un tardivo regalo di Santa Lucia al bambino. Entrato in casa, dalle sue mani esce una fisarmonica per il figlio e tanti coriandoli di carta lanciati sulla testa della moglie che ha ventinove anni: è il ricorso per la separazione stracciato in tanti piccoli pezzi. Poi la sua mano estrae la pistola.

Non volevo vedere, il titolo, una pugnalata: dopo due mesi di ricovero l’autrice è emersa dal proprio letto d’ospedale completamente e per sempre cieca. Nella stanza buia in cui è costretta ha deciso di ricominciare, di ripartire e per farlo è necessario capire, vedere, ‘aprire gli occhi’.

Si va a tentoni, si urtano mobili, ci si riempie le gambe di lividi. Ma dopo diciassette anni si può raccontare la propria storia, rivederla da capo, sviscerarla, osservarla tutta per poi descriverla in ogni suo anfratto, anche il più doloroso.

Biglietteria di prevendita

Teatro della Pergola, Via della Pergola 30, Firenze. Dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30

055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com. Circuito regionale Boxoffice e online su https://www.boxol.it/TeatroDellaPergola/it/event/non-volevo-vedere/212284.

Biglietteria in orario di spettacolo

Teatro Studio ‘Mila Pieralli’, Via Gaetano Donizetti 58, Scandicci

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La Pergola inaugura la stagione con Prévert

La Pergola inaugura la stagione con Prévert

L’opera, una prima nazionale diretta da Gabriele Lavia, inaugura il cartellone del teatro dal 14 al 19 Novembre. Prima della messa in scena inaugurato un defibrillatore in sala

I ragazzi che si amano, il recital da Jacques Prévert con cui Gabriele Lavia inaugura in prima nazionale dal domani al 19 novembre la stagione del Teatro della Pergola di Firenze, raccontano un amore salvifico che dà l’unico senso possibile alla vita, un amore a cui aggrapparsi come naufraghi nel mare delle amarezze e ingiustizie dell’esistenza, un amore totalizzante che rigenera e crea un mondo in cui non c’è spazio per altri, in cui non esiste più niente se non i due giovani amanti. Ciascuno di noi può ritrovare echi e immagini della propria adolescenza.

“Prévert non vuole essere diverso da noi – spiega Gabriele Lavia – non vuole farsi notare. È vestito di grigio. Porta impermeabile e cappello. La domanda è: che cosa siamo noi? Noi, siamo tutta la vita. Noi ci amiamo e noi viviamo, noi viviamo e noi ci amiamo… Con un colpo di scena che ci dà la misura della grandezza di questo autore, Prévert ci dice che noi non sappiamo che cosa sia la vita, non sappiamo che cosa siano i giorni e non sappiamo che cosa sia l’amore. L’essere è soltanto nella non-coscienza di sé”.

L’amore e i giovani: niente e nessuno esiste più attorno a loro, poiché essi non appartengono più a questo mondo, ma a un altro, che vive nell’accecante calore del loro sentimento. Questo amore rigenera l’esistenza, rende unici e straordinari, crea un mondo e annulla gli altri, rende invisibili e senza paura. È un amore che libera.

“I ragazzi che si amano sono in un altrove, dunque – interviene Lavia – per quanto riguarda l’universo di Prévert si tratta di una realtà post platonica, in cui gli uomini vivono in un luogo delle ombre tipico della dimensione della caverna e al contrario i ragazzi che si amano stanno dove c’è la luce sconosciuta fuori dalla caverna. Jacqués Prévert – al di là della popolarità delle sue parole d’amore – è un poeta estremamente complesso, un poeta strano, che ha attraversato tanti momenti diversi e che ha voluto usare le parole di tutti i giorni per esprimere concetti così profondi”.

Il recital prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana è dunque un percorso affascinante e coinvolgente, con una guida d’eccezione come Gabriele Lavia, attraverso le “nebbie”, non solo del porto del celeberrimo film di Marcel Carné (scritto dall’eclettico poeta), ma anche delle cave fumose in cui Juliette Greco cantava Le foglie morte (anche questa del Nostro) e delle immancabili sigarette Gauloises ‘papier mais’ tanto amate da Prévert.

“Jacqués Prévert – conclude Gabriele Lavia – al di là della popolarità delle sue parole d’amore, è un poeta estremamente complesso, un poeta strano, che ha attraversato tanti momenti diversi e che ha voluto usare le parole di tutti i giorni per esprimere concetti profondi”.

A proposito di affari di cuore, non si deve pensare solo all’amore: c’è anche la salute. Per questo il Teatro della Toscana inaugura prima dell’andata in scena de I ragazzi che si amano un apparato defibrillatore, dono di Box Office Toscana da sempre partner di ticketing della Fondazione, che sarà collocato accanto al desk della biglietteria giornaliera. Una protezione per gli spettatori, ma anche per i cittadini, dato che si trova in un luogo aperto per la maggior parte della giornata.

A inaugurarlo il dottor Nicola Armentano, medico specialista in medicina dello sport e Presidente della IV Commissione consiliare “Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali” del Comune di Firenze, da tempo impegnato in prima linea nella diffusione e nella mappatura di questo tipo di apparati.

Un giorno importante, dunque, che consentirà a tutti di godere del teatro con un maggiore senso di sicurezza e faciliterà il lavoro dei medici di servizio, che cogliamo l’occasione per ringraziare del lavoro prezioso e volontario che prestano a ogni alzata di sipario.

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San Casciano, la nuova stagione del Teatro Niccolini

San Casciano, la nuova stagione del Teatro Niccolini

Dal 29 novembre al 18 aprile una programmazione varia costituita da nove titoli. Sul palcoscenico sancascianese alcuni dei migliori autori e interpreti del panorama artistico

Il Teatro Niccolini, luogo storico e spazio architettonico di pregio, attivo e aperto dalla metà dell’Ottocento, rinnova il suo antico sogno di attrarre e promuovere risorse e produzioni culturali. Un obiettivo di vita teatrale, culturale e formativa che, anno dopo anno, continua a realizzarsi.

Il Comune di San Casciano e Fondazione Toscana Spettacolo, prezioso partner nella programmazione artistica e nell’organizzazione del cartellone, si trovano nuovamente insieme ad alzare il sipario sul palcoscenico chiantigiano, la ventunesima edizione di un cartellone che prende vita in un territorio che si contraddistingue per il forte radicamento del linguaggio teatrale. Un percorso intenso, vissuto e condiviso con alcuni dei più grandi protagonisti della scena italiana, le compagnie, le associazioni, i cittadini. Volti ed espressioni di un teatro in cui le realtà residenti Arca Azzurra Teatro, Katzenmacher, Teatro danza Xe lavorano, producono e mettono in scena i propri lavori.

Il Niccolini, di proprietà del Comune di San Casciano, gestito dall’associazione Gassa d’Amante, è una fucina di idee che promuove e genera creatività, espressa e interpretata attraverso le mille sfumature della cultura e dell’educazione. Una tradizione che viene da lontano. Nasce in qualche modo dal genio del celebre Niccolò Machiavelli, che tra le colline di Sant’Andrea in Percussina compose il suo capolavoro Il Principe, e giunge fino al drammaturgo del diciannovesimo secolo Antonio Morrocchesi che dà nome ad uno specifico premio introdotto dal Comune e dedicato alla carriera dei grandi artisti italiani. Dall’intervento di recupero e restyling avvenuto nel 1996 lo stabile sancascianese non smette di incantare con la drammaturgia di qualità, l’alternanza dei generi e dei linguaggi espressivi spaziando dalla prosa alla danza e alla musica. Una sfida che avvince e vince, come attesta il dato record raggiunto lo scorso anno relativo al numero degli abbonamenti sottoscritti, oltre 140, la metà dei posti disponibili. Una sfida che punta alla valenza sociale del teatro, una scommessa sull’equilibrio tra tradizione e innovazione e un investimento per il futuro delle arti sul rafforzamento dell’identità del Niccolini e della sua importante funzione di teatro pubblico.

Equilibrio tra i generi, armonia tra i diversi linguaggi destinati ad un pubblico eterogeneo, sempre più esigente, maturo e sensibile alla qualità e alla diversificazione dell’offerta. La stagione teatrale 2017-2018 rinnova i propri obiettivi: dialogare con il territorio, avvicinare lo spettatore alle molteplici forme espressive che stanno dentro e alimentano il mondo teatro, richiamare l’attenzione del pubblico su una doppia connotazione che da un lato dà spazio al linguaggio classico, dall’altro favorisce e scommette sulle sperimentazioni drammaturgiche. Una convivenza possibile che da ventuno edizioni segna il passo nel percorso artistico del Niccolini e che quest’anno si ripropone con un cartellone di nove appuntamenti. Titoli che contemplano prosa, musica e danza. Produzioni toscane, pièces che si ispirano alle pagine della nostra storia, ai testi di autori classici come Molière, Beckett, Verne, Kafka rivisitati in chiave contemporanea, opere che scommettono sui linguaggi della sperimentazione e che vedono la partecipazione di nomi di richiamo nel panorama artistico contemporaneo: tra gli altri Emilio Solfrizzi, Paolo Hendel, Arca Azzurra Teatro, Glauco Mauri, Roberto Sturno, Lorenzo Baglioni, Julie Ann Anzilotti, Serra Ylmaz, Gianluigi Tosto.

Info e abbonamenti: Ufficio del Teatro Niccolini presso Torrino delle Mura Piazza della Repubblica 12, 50026 San Casciano V.P. (Fi) – tel. 055 8256388 www.teatroniccolini.it

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Al Teatro della Pergola il Workcenter di Grotowski con due prime nazionali

Al Teatro della Pergola il Workcenter di Grotowski con due prime nazionali

Il centro di ricerca teatrale fondato dal maestro polacco nel 1986 porta in scena a Firenze due prime nazionali in lingua originale e sopratitoli in italiano

C’è la possibilità che ne L’Heure Fugitive (L’ora fuggitiva), in prima nazionale al Teatro della Pergola domani 1 Novembre, ore 20:45, la finzione serva più che la realtà.

C’era una volta una donna, Madame M., interpretata da Cécile Richards. M., perché il suo nome può essere quello di una donna come un’altra. Le sue fantasie diventano azione e viaggia, l’anima ubriaca, nella materia dei suoi sogni, desideri, sensualità, diventando attrice dei propri bisogni.

Sbarazzandosi delle convenzioni e nell’anonimato, invoca un mondo dove l’uomo e la donna esistono come uno. La sua ‘ora fuggitiva’ si muta in arma, con cui si confronta e si domanda: quale rivoluzione mi porterà al paradiso, pur restando ancora in piedi nei miei stivali?

Sepolto in ognuno di noi esiste un territorio nascosto: un sotterraneo dove, in fermento, abitano bisogni non realizzati, azioni e reazioni. È come se la morte si fosse presentata alla porta di casa nostra senza preavviso. Come è penetrata nelle nostre vite, sviandoci con la sua ombra informe dai nostri desideri più profondi? La vita ci è scivolata dalle mani? E, se siamo diventati cadaveri, può aprirsi una crepa nel coperchio della nostra bara?

In The Underground: a Response to Dostoevsky , in prima nazionale al Teatro della Pergola giovedì 2 e venerdì 3 novembre, ore 20:45, le riflessioni di Dostoevskij risuonano come un’arma scagliata contro ciò che soffoca la trasformazione. Frammenti delle Memorie del sottosuolo e de I fratelli Karamazov vorticano e si intrecciano, mentre sono messi alla prova i confini tra differenti approcci teatrali.

Il Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards: Nel 1985 il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale propose a Jerzy Grotowski – maestro che ha profondamente mutato il teatro del Novecento – di creare in Toscana un istituto dove condurre un’attività di ricerca sistematica. Il Centro di Lavoro (dal 1996 Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards), è nato nel 1986 a Pontedera, come istituto creativo di educazione permanente per artisti adulti. Dalla morte di Grotowski nel 1999, Thomas Richards, direttore artistico del Workcenter, e Mario Biagini, direttore associato, hanno continuato a sviluppare e approfondire la ricerca del Workcenter sulle arti performative, anche in nuove direzioni. Dal 2007 il Workcenter ospita due gruppi di lavoro: il Focused Research Team in Art as Vehicle diretto da Thomas Richards e Open Program diretto da Mario Biagini, costituiti complessivamente da 25 persone di 10 nazionalità diverse.

Nello specifico, il Focused Research Team in Art as Vehicle, sotto la guida di Thomas Richards, continua la ricerca nel campo dell’Arte come veicolo. Lavora su antichi canti tradizionali, esplorando come le potenzialità di questo territorio artistico possono influire sulla vita quotidiana. Il gruppo è composto da Antonin Chambon (Francia), Benoît Chevelle (Francia), Jessical Losilla Hébrail (Francia), Bradley High (Canada), Guilherme Kirchheim (Brasile), Sara Montoya (Colombia), Tara Ostiguy (Canada), Cécile Richards (Belgio) e Thomas Richards (USA), con la partecipazione di Elliot Richards (USA).

Il Workcenter porta il proprio lavoro artistico e formativo in tutto il mondo. Svolge attività di formazione stabile a Pontedera nel corso della stagione invernale con il “Master Course” e di quella estiva con il “Summer Intensive Program”.

Il Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards è attivo nell’ambito della Fondazione Teatro della Toscana e le sue attività costituiscono parte integrante dell’attività istituzionale della Fondazione.

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AL SCANDICCI ESTATE OPEN CITY IL TEATRO DELLA TOSCANA

Estate

Teatro della Toscana : Estate a Scandicci con Hendel, Zaches, Teatri d’Imbarco, Larocca, Sibaldi. Ogni appuntamento sarà adattato, e in qualche caso appositamente concepito, per il contesto del Pomario, lo spazio teatrale estivo all’interno del Castello dell’Acciaiolo.

Dopo la prima edizione tenutasi nel 2016, il Teatro della Toscana torna a veicolare il marchio “Shakespeare Shaker” all’interno di Scandicci Estate Open City 2017. Il poeta quest’anno è un’ispirazione per far sfilare artisti “irregolari”.

Ci saranno Italo Calvino e Gianni Rodari letti da Paolo Hendel il 4 e il 12 luglio in ” Colui che leggerissimo era”,  “Il Volo di Michelangelo” messo in scena dai Teatri d’Imbarco il 7 luglio,  Un lungo volo nella vita d’un mito. Quasi una fiaba popolare, a volte poetica, a volte ironica. Per ripercorrere tutto d’un fiato il mistero concretissimo del genio indiscusso dell’arte universale. Un invito alla conoscenza; Dino Campana suonato e cantato da Massimiliano Larocca il 10 luglio.

Ci sarà spazio anche per qualcosa di veramente particolare come le restituzioni spettacolari del Teatro studio “Mila Pieralli” del laboratorio di Igor Sibaldi sul Faust di Goethe il 13, 14 e 15 luglio con “Il desiderio e la metamorfosi nel Faust di Goethe”.                                                                                                                                                                                        Il ritorno di Zaches Teatro, che il 6 luglio propone “Sandokan parade”, spettacolo teatrale itinerante e multidisciplinare del progetto MigrAzioni#Scandicci, dal Parco del Castello dell’Acciaiolo al Piazzale della Resistenza, e dalla ripresa del Romeo e Giulietta con gli allievi della Scuola per Attori “Orazio Costa” del Teatro della Toscana, all’Acciaiolo dal 18 al 23 luglio.

“Sandokan parade” a ingresso libero, Il desiderio e la metamorfosi nel Faust di Goethe”  spettacolo a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per maggiori informazioni: http://www.scandiccicultura.it/component/content/article/1107-open-city-2017-scandicci-estate.html

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