Lastra a Signa: Festa della legalità in ricordo vittime mafie

Lastra a Signa: Festa della legalità in ricordo vittime mafie

Anche quest’anno il Comune di Lastra a Signa insieme alla scuola secondaria di primo grado Leonardo Da Vinci dedica due giorni alla memoria delle vittime di tutte le mafie. E’ la Festa della legalità organizzata per le giornate del 26 marzo e 8 aprile per promuovere la cultura della giustizia, della legalità e favorire la partecipazione attiva della cittadinanza e soprattutto delle giovani generazioni su questi temi.

La prima iniziativa si terrà domani, 26 marzo, a partire dalle 9 al Teatro delle Arti, quando sarà proiettato il film “Rocco Chinnici, è così lieve il tuo bacio sulla fronte” di Michele Soavi, a seguire si terrà l’incontro dell’ex Procuratore capo della Procura di Firenze Giuseppe Quattrocchi con gli studenti delle classi terze della Scuola secondaria di I grado Leonardo Da Vinci. Ad aprire la mattinata saranno i saluti del sindaco Angela Bagni e della presidente del consiglio comunale Gemma Pandolfini.

La seconda iniziativa si terrà lunedì 8 aprile alle 16.30 nella sala consiliare del palazzo comunale: dopo i saluti della sindaca Angela Bagni e della presidente del consiglio comunale Gemma Pandolfini si svolgerà l’incontro di un rappresentante della Fondazione Caponnetto con il Consiglio Comunale dei ragazzi e con gli studenti del progetto “Il domani nelle mani”.

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“FALSTAFF” o “L’Educazione del Principe” in scena al Teatro della Arti

“FALSTAFF” o “L’Educazione del Principe” in scena al Teatro della Arti

Liberamente ispirato a William Shakespeare, Arrigo Boito e Giuseppe Verdi, “FALSTAFF” o “L’Educazione del Principe” è il nuovo progetto drammaturgico ideato dal regista Gianfranco Pedullà, in scena da venerdì 11 a domenica 13 maggio al Teatro delle Arti di Lastra a Signa (Firenze).

“Questa nostra versione della commedia shakespeariana – racconta il regista Gianfranco Pedullà –  si è quasi naturalmente incrociata con l’opera lirica FALSTAFF di Giuseppe Verdi, ultima creazione del grande musicista italiano rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano il 9 febbraio 1893.

Il nostro testo – continua – è per molte parti fondato sul libretto dell’opera verdiana scritto dal poeta/musicista Arrigo Boito (di fatto una riduzione lirica de “Le allegre comari di Windsor” di Shakespeare): ne è nato uno spettacolo teatrale molto musicale, pieno di ritmo e di coralità, un grande gioco scenico completamente dedicato al pubblico, al piacere degli spettatori di incontrare il grande personaggio Falstaff e la sua banda di abitanti notturni dell’Osteria della Giarrettiera dove il nostro eroe, di fatto, vive e compie le sue imprese.

A fronte di questa tensione leggera, il testo si nutre di alcuni frammenti dell’Enrico IV di Shakespeare, dove vediamo Falstaff impegnato ad educare il Principe di Galles nel suo mondo dell’Osteria della Giarrettiera, per poi essere da lui violentemente ripudiato al momento dell’ascesa al trono d’Inghilterra.

Il grande poeta inglese guardava con ironia e affetto alle debolezze ed alle ambizioni, alle improvvise ascese e rapide cadute degli uomini. Per questo la commedia shakespeariana non è mai gratuita, ma sempre piena di umanità, capace di narrare con ironia e pietà le vicende umane.

Importante – prosegue Pedullà – è anche la scelta di un linguaggio sempre al limite del comico, della burla, del grottesco, della maschera attorale e scenica. In questa ricerca di forme teatrali non borghesi è continuo il confronto con il melodramma in virtù di un grande gioco corale degli attori, ai ritmi di scena, al vivere grottesco di Falstaff, vero campione di umanità.

In questa direzione del lavoro è ovviamente non casuale la scelta di affidare la maschera di Falstaff ad un interprete come Veio Torcigliani (cantante baritono qui chiamato a misurarsi con la recitazione teatrale). Questo nostro FALSTAFF rappresenta un tassello importante della nostra ricerca di una commedia dell’arte contemporanea.”, conclude il regista.

 

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La voce femminile nelle poesie del Novecento al Teatro delle Arti

La voce femminile nelle poesie del Novecento al Teatro delle Arti

Continua la rassegna Fragili Guerriere, al Teatro delle Arti di Lastra a Signa, il 29 marzo alle ore 21, attraverso la quale Rosaria Lo Russo e Daniela Rossi mettono in voce i testi della poesia femminile italiana del Novecento.

Fra gli anni ’60 e ’70 del ‘900 la poesia femminile italiana sconvolge le sue abitudini liriche inaugurando una feconda stagione di scrittura fra epica e autobiografia che rivoluzionerà le modalità poetiche future innovando il canone letterario. La rassegna Fragili Guerriere, ideata dalla poetessa e performer Rosaria Lo Russo e da Daniele Rossi, è la messa in voce dei testi più significativi delle maggiori poetesse italiane contemporanee.
Nel corso degli anni la rassegna Fragili Guerriere continua a voler essere una ricognizione e testimonianza di uno straordinaria vicenda intellettuale artistica e affettiva di collaborazione intergenerazionale fra autrici di poesia e fra queste e Daniela Rossi, organizzatrice di eventi che hanno fatto la storia della poesia e dell’editoria italiana del secondo ‘900.
Il secondo appuntamento della rassegna vedrà approfondire in un atto d’amore e studio il lavoro di Vivian Lamarque, tra le più importanti poetesse italiane vivente, con una performance del suo poemetto “Una quieta polvere” impreziosita dalle musiche di Leonardo Rubboli, dell’Istituto Tempo Reale di Firenze.
Oltre al lavoro e alle performance di Rosaria Lo Russo e Daniela Rossi si esibiranno anche l’affermata poetessa Giovanna Marmo, che leggerà alcuni dei suoi testi, ed alcuni giovani performer del Gruppo S/P/READ, coordinati dalla stessa Lo Russo.
Con il progetto S/P/READ, Rosaria Lo Russo ha formato un gruppo di lettori ad alta voce in grado di mettere in scena al leggio, in forma di concerto, le opere in versi che costituiscono il materiale di studio ed esercizio pratico del laboratorio permanente tenuto dalla poetrice al Teatro delle Arti.
La pratica della lettura ad alta voce, esperienza performativa che pertiene alle ragioni e alle modalità della scrittura più che alla recitazione comunemente intesa, ci riconduce alle radici profonde del testo poetico, a quella genesi vocale – dunque corporale – che distingue il genere poetico dagli altri generi letterari.

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Il romanzo in versi di Pagliarini al Teatro delle Arti

Il romanzo in versi di Pagliarini al Teatro delle Arti

Venerdi 19 Gennaio alle ore 21, al Teatro delle Arti di Lastra a Signa, un gruppo di lettori ad alta voce, formato da Rosaria Lo Russo con il progetto S/P/READ, metteranno in scena al leggio, in forma di concerto, il romanzo in versi La Ballata di Rudi, di Elio Pagliarini.

La Reading Performance sarà eseguita da Emma Bandini, Fausto Berti, Gabriele Bonafoni, Nicolas Cunial, Eugenia Galli, Matteo Mannocci, Matteo Zoppi; live electronics di Leonardo Rubboli. Introduzione di Maria Concetta Petrollo Pagliaran. Con la collaborazione di Tempo Reale.

La ballata di Rudi, «romanzo in versi» composto da Elio Pagliarani nell’arco di trent’anni e pubblicato definitivamente nel 1995, delinea nello spazio un percorso analogo al movimento biografico dell’autore, mentre descrive nel tempo una parabola discendente, svelando la miseria sociale e morale in cui era caduta l’Italia tra il secondo dopoguerra e la fine del secolo.

Le prime sezioni sono ambientate nell’estate del ’49 sulla riviera adriatica, nella Rimini spensierata e carnevalesca che a Pagliarani aveva dato i natali. Qui fa la sua prima comparsa il personaggio eponimo (“Rudi su un’altra spiaggia popolare / dà inizio alla ballata”), un animatore di balli circondato da figure felliniane e pescatori, custodi di un modo antico di vivere e lavorare (“si mangia si dorme al lavoro si balla / una danza notturna di schiavi legati alla corda”).

Con il trasferimento di Rudi a Milano, la scena si sposta sulla città che nel 1962 era stata teatro della più nota opera di Pagliarani, La ragazza Carla. È una Milano invernale, dominata dalla burocrazia e dal guadagno.
L’acme del romanzo in versi è raggiunta dal Doppio trittico di Nandi, sezione anulare che vaglia e scarta le ideologie possibili su cui rifondare la società.

La ballata di Rudi si presenta come un’opera compiutamente polifonica ma percorsa da voci disarticolate, e perciò non compiutamente unitaria, poematica. Il progetto di Pagliarani – parlare di Rudi così come aveva parlato di Carla, scriverne la ballata – fallisce con lo sfumare del personaggio eponimo in altri personaggi, in altre storie. Questa polifonia e questo fallimento sono ciò che S/P/READ intende mettere in scena.

Con il progetto S/P/READ, Rosaria Lo Russo ha formato un gruppo di lettori ad alta voce in grado di mettere in scena al leggio, in forma di concerto, le opere in versi che costituiscono il materiale di studio ed esercizio pratico del laboratorio permanente tenuto dalla poetrice al Teatro delle Arti.
La pratica della lettura ad alta voce, esperienza performativa che pertiene alle ragioni e alle modalità della scrittura più che alla recitazione comunemente intesa, ci riconduce alle radici profonde del testo poetico, a quella genesi vocale – dunque corporale – che distingue il genere poetico dagli altri generi letterari.

Informazioni:  www.tparte.it

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Michele Sinisi porta il classico Miseria&Nobiltà a Lastra a Signa

Michele Sinisi porta il classico Miseria&Nobiltà a Lastra a Signa

Il testo di Eduardo Scarpetta reinterpretato in maniera attuale attraverso l’uso di diversi dialetti ed una struttura che gioca con l’originale tradendolo continuamente

Domani sera in scena al Teatro delle Arti di Lastra a Signa Miseria&Nobiltà, tratto dal testo di Eduardo Scarpetta e reso celebre dal film del ‘54 di Mattoli con Totò, uno dei classici della tradizione napoletana e italiana.

Reinterpretando nuovamente un vero e proprio mito della modernità, Michele Sinisi ci racconta una storia tipicamente italiana, capace di essere attuale e autentica sia dentro che fuori la scena.

La vicenda, ormai nota, è quella di un povero squattrinato che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia:

Lo scrivano Felice Sciosciammocca e il suo amico Pasquale sono due poveracci che vivono alla giornata. Senza uno spicciolo in tasca e affamati, i due amici e le loro famiglie vengono ingaggiati dal marchesino Eugenio perché si fingano suoi nobili parenti presso la casa del futuro suocero, un cuoco arricchito,  con lo scopo strappare il consenso al matrimonio. Colpi di scena ed equivoci renderanno le cose più complicate e nulla andrà secondo i piani.

Nella messa in scena di Sinisi, la farsa di Scarpetta si libera dalla parlata napoletana e con l’uso di diversi dialetti gioca a rappresentare realtà e finzione facendo leva sulle suggestioni evocate da questo testo. La scena volutamente scarna e cupa della prima parte con i suoi personaggi in tuta, magliette usurate e leggins, lascia spazio alla sorpresa dell’allestimento del secondo tempo, pensato dallo scenografo Federico Biancalani con sfarzo solo apparente, dove un lampadario a prima vista sontuoso si rivela poi fatto di cucchiai e mestoli.

Come una canzone pop il cui ritornello potrebbe essere ripetuto all’unisono da tutta la platea, i dialoghi e le scene di Miseria&Nobiltà sono un vero e proprio collante sociale, la ripetizione di un rito collettivo che unisce e diverte. Questo avviene senza dimenticare il lascito del cinema e la potenza espressiva che questo veicola, il grande schermo bianco che compare in scena ne è la prova più efficace. Si aderisce all’originale sì, ma tradendolo continuamente, in un gioco continuo di partiture teatrali.

Miseria& Nobiltà ritorna a quel testo del 1888 solo riscoprendosi rito nell’oggi con una straordinaria squadra di attori che s’impossessano della scena. Dice Sciosciammocca nell’ultimissima battura della storia “Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta di sapere che il pubblico è contento.” Miseria & Nobiltà del mestiere del vivere recitando.

Info, prevendite e prenotazioni
Teatro delle Arti – viale Matteotti 5/8, Lastra a Signa (FI)
tel. 055 8720058 – 331 9002510
teatrodellearti.lastraasigna.fi@gmail.compromozione@tparte.itwww.tparte.it
Prevendite on line www.boxol.it e nei punti vendita del circuito BoxOffice
Orari biglietteria teatro: martedì 10-13, mercoledì e venerdì 17-20
La biglietteria è aperta inoltre tutte le serate di spettacolo e di proiezione film

 

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