Fatture false, coniugi Renzi depositano memorie

Fatture false, coniugi Renzi depositano memorie

I coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli, tramite i loro legali, hanno depositato ciascuno dichiarazioni spontanee scritte al processo per presunte fatture false che li vede imputati a Firenze insieme all’imprenditore Luigi D’Agostino. Nessuno dei due questa mattina è presente in aula.

L’imprenditore Luigi D’Agostino questa mattina ha rilasciato dichiarazioni spontanee al processo sulle fatture false: “Quando ho visto l’importo delle fatture sono rimasto perplesso, ma i coniugi Renzi erano i genitori del Presidente del Consiglio, ho subito la sudditanza psicologica e ho ritenuto di non contestare le fatture”.

“Dopo questo fatto – ha aggiunto – non ho più avuto rapporti di lavoro con Tiziano Renzi”.

E’ di una settimana fa la notizia che Tiziano Renzi e Laura Bovoli hanno rinunciato a essere esaminati dalle parti.

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Fatture false, coniugi Renzi rinunciano a essere esaminati

Fatture false, coniugi Renzi rinunciano a essere esaminati

I coniugi Renzi Tiziano e Laura Bovoli hanno rinunciato a essere esaminati dalle parti nel processo per fatture false che li vede imputati a Firenze insieme all’imprenditore Luigi D’ Agostino. Questa mattina non si sono presentati all’udienza nella quale era previsto che fossero ascoltati. Non è escluso che i genitori dell’ex premier Matteo Renzi possano rilasciare in seguito dichiarazioni spontanee.

Anche l’imprenditore Luigi D’Agostino, oltre ai coniugi Renzi, che è presente in aula, ha rinunciato a essere sentito come imputato. “Abbiamo deciso di soprassedere – ha spiegato il suo legale, avvocato Alessandro Traversi al giudice Fabio Gigliotti – salvo dichiarazioni spontanee”.

I coniugi Renzi rilasceranno dichiarazioni spontanee nel corso della prossima udienza, fissata per il 15 luglio, del processo per fatture false che li vede imputati a Firenze. Lo ha spiegato l’avvocato Federico Bagattini, componente del collegio difensivo. Secondo quanto appreso, è molto probabile che Tiziano Renzi e Laura Bovoli decidano di non presentarsi in aula, rilasciando dichiarazioni scritte.

“Il collegio difensivo ha ritenuto di poter rinunciare all’esame” di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, “perché l’istruttoria dibattimentale ha già offerto il massimo degli argomenti difensivi”. Così l’avvocato Federico Bagattini, parlando con alcuni cronisti fuori dall’aula del palazzo di giustizia di Firenze dove è in corso il processo per fatture false che vede imputati i genitori dell’ex premier e l’imprenditore Luigi D’ Agostino. “In particolare – ha precisato Bagattini – sono stati gli stessi ufficiali di polizia giudiziaria della guardia di finanza che hanno ammesso e riconosciuto che l’emissione delle fatture oggetto del processo non determinò alcun danno erariale, questo è quanto basta a nostro avviso per escludere la sussistenza di qualsiasi reato fiscale”

Le due fatture oggetto del processo che vede imputati a Firenze Tiziano Renzi e Laura Bovoli, secondo l’accusa emesse per operazioni in esistenti, furono regolarmente contabilizzate e non provocarono alcun danno all’Erario. Lo ha affermato oggi in aula un consulente tecnico citato dalla difesa, il commercialista Francesco Mancini, rispondendo alle domande di uno dei legali di Laura Bovoli, avvocato Francesco Pistolesi. In base a quanto riferito dal commercialista, le fatture emesse dalle società dei Renzi Eventi 6 srl e Party srl furono regolarmente registrate nella contabilità delle due aziende, sia nel ‘libro Iva’, ai fini del pagamento dell’imposta sul valore aggiunto, che nel ‘libro giornale’, ai fini del pagamento delle imposte dirette. Le fatture furono emesse verso la Tramor, che ritenendole false si è costituita parte civile nel processo, facendole anche cancellare dalla denuncia dei redditi. Per i legali dei Renzi tuttavia, la società non avrebbe annullato le fatture, limitandosi in via cautelativa a considerarne i relativi costi non come inesistenti ma come indeducibili.

Tutti gli imputati stamani hanno rinunciato a essere esaminati dalle parti. Il giudice Fabio Gugliotta, su richiesta della pm Christine Von Borries, ha acquisito agli atti il verbale di un interrogatorio reso da D’ Agostino nella fase preliminare di un altro procedimento penale, da uno stralcio del quale è nato il procedimento che ha portato al processo per fatture false che vede imputati anche i coniugi Renzi. Intanto nell’udienza di oggi, tra i testimoni citati dalla difesa e esaminati è figurato anche Stefano Bovoli, fratello di Laura Bovoli, sentito in merito ad una consulenza di marketing fornita alla Eventi 6 per la promozione dell’outlet The Mall.

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Madre Renzi: aperta e subito rinviata udienza per bancarotta

Madre Renzi: aperta e subito rinviata udienza per bancarotta

E’ stata aperta e subito rinviata a settembre, in tribunale a Cuneo, l’udienza filtro per Laura Bovoli, madre dell’ex premier Matteo Renzi, accusata di bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

La madre dell’ex sindaco di Firenze, rinviata a giudizio lo scorso febbraio, è accusata di bancarotta fraudolenta e emissione di fatture per operazioni inesistenti per i rapporti che la società di famiglia, la Eventi 6 di Rignano sull’Arno, intratteneva con una società cuneese di volantinaggio, la Direkta, fallita nel 2014. L’indagine, condotta dalla guardia di finanza, aveva coinvolto anche Mirko Provenzano, amministratore della Direkta Srl, già condannato per reati fiscali, che aveva patteggiato la bancarotta.

La donna e il marito Tiziano Renzi sono inoltre indagati dalla procura di Firenze per un’accusa di bancarotta relativa al fallimento della cooperativa Marmodiv, della quale secondo gli inquirenti sarebbero stati amministratori di fatto e sono coinvolti nell’inchiesta per bancarotta fraudolenta e false fatture relative alle cooperative Delivery service Italia ed Europe Service.

Laura Bovoli, assistita dall’avvocato Federico Bagattini, legale di fiducia dei genitori di Renzi che per la vicenda Cuneese si avvale della collaborazione dell’avvocato Stefano Bagnera, non era presente in aula.

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Processo fatture false, D’Agostino: c’era sudditanza psicologica verso Renzi padre”

Processo fatture false, D’Agostino: c’era sudditanza psicologica verso Renzi padre”

 “C’era un fatto di sudditanza psicologica, quello è il padre di Renzi”; “se il padre del presidente del consiglio dei ministri ti fa un’offerta, ti metti a discutere?” Sono alcune frasi intercettate dalla guardia di finanza all’imprenditore Luigi Dagostino, il ‘re degli outlet’. La difesa: nessun vantaggio fiscale né tributario sulle e operazioni contestate.

E ancora : “Dovevo far fare un progettino perché il padre di Renzi mi rompeva”. Il pm Christine von Borries ha fatto  leggere queste frasi dagli atti a un investigatore delle Fiamme Gialle, sentito come teste.

Dagostino, intercettato in auto e in ufficio, le pronunciò nel 2018 sfogandosi nel suo ufficio, parlando di fatture pagate nel 2015 a società dei Renzi dalla Tramor da lui controllata e poi ceduta al gruppo Kering.

Nel 2015 Matteo Renzi era presidente del consiglio dei ministri  e segretario del Pd. Per il pm Dagostino pagò a società dei genitori di Renzi due fatture false da 20.000 euro e 140.000 euro.

Le fatture vennero pagate alla società Party srl (una da 20.000 euro, unica fattura emessa dalla Party srl nel 2015) e alla Eventi 6 (una da 140.000 euro) nel luglio 2015 per progetti di fattibilità su aree ricreative e per la ristorazione all’outlet di Reggello (Firenze).

Ma secondo l’accusa tali consulenze non furono fatte, anche se  la Tramor di cui Dagostino fu amministratore saldò regolarmente i due conti.

Poi quando, ormai indagato, alcuni anni dopo, Dagostino viene ‘ascoltato’ dalla GdF che lo intercetta, l’imprenditore pugliese si sfoga anche riguardo agli importi pagati, peraltro giudicati molto più alti del valore delle prestazioni pattuite. Ma, diceva Dagostino – secondo quanto ha letto in aula l’investigatore delle Fiamme gialle -, “il padre di Renzi mi rompeva i c…” per “fare un progettino” che forse valeva 30-40 mila euro (e non 140.000 euro) “ma se sei il padre del presidente del consiglio, cosa faccio, mi metto a trattare?”. Con un altro professionista in rapporti di affari, Dagostino si giustificava di essere rimasto indagato per le fatture dicendo di aver subito “un fatto di sudditanza psicologica, quello era il padre di Matteo Renzi…”.

Il processo ha ricostruito gli incontri annotati nell’agenda di Dagostino con Tiziano Renzi e la moglie Laura Bovoli, anche alla vigilia di disposizioni di pagamento della fattura contestata della Eventi 6.

Inoltre, lo stesso testimone ha confermato al pm Christine von Borries che nelle perquisizioni non sono stati trovati né lettere di incarico per le società dei Renzi, né gli studi di fattibilità per i progetti pattuiti, tuttavia i pagamenti vennero fatti.

Le difese nei loro interventi hanno fatto rilevare che le società dei Renzi non ebbero nessun vantaggio fiscale e che fu, anzi, pagata l’Iva. “Oggi il processo ha provato l’insussistenza giuridica del fatto contestato – ha commentato l’avvocato Federico Bagattini, difensore di Tiziano Renzi – poiché non c’è stato nessun vantaggio fiscale né tributario su queste operazioni, cosa che è l’essenza del reato di falsa fatturazione”. Per l’avvocato Sara Gennai, difesa Dagostino, ha evidenziato che “nel processo non viene integrato il delitto di fatturazioni false per operazioni inesistenti”.

 

 

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Nuova accusa di bancarotta per genitori Renzi

Nuova accusa di bancarotta per genitori Renzi

Tiziano e Laura Bovoli, sarebbero indagati da parte della procura di Firenze per un’altra accusa di bancarotta relativa al fallimento, già dichiarato dal tribunale, della cooperativa Marmodiv della quale secondo gli inquirenti sarebbero stati amministratori di fatto. Lo riporta il quotidiano La Verità.

Il quotidiano ricorda anche  che la cooperativa di servizi Marmodiv è stata dichiarata fallita il 20 marzo scorso e aggiungendo che, oltre ai coniugi Renzi, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati per lo stesso ‘crac’ anche l’imprenditore Mariano Massone. I tre sono già coinvolti nell’inchiesta per bancarotta fraudolenta e false fatture relative alle cooperative Delivery service Italia ed Europe Service.
La nuova accusa di bancarotta conseguente al fallimento della Marmodiv si aggiunge alle altre già emerse nella stessa inchiesta, che è quasi completata, e che ha portato per un periodo anche agli arresti domiciliari dei coniugi Renzi e di Massone.

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