Firenze; Montanari, candidato? No è ordine giorno oggi

Firenze; Montanari, candidato? No è ordine giorno oggi

“Renzi, non ha capito nulla della sconfitta al referendum del 4 dicembre scorso”.

“Non ci si candida, semmai si viene candidati. E questo non è all’ordine del giorno oggi”. Lo ha detto il presidente di Libertà e giustizia Tomaso Montanari, a margine della presentazione del suo libro “Cassandra muta”, parlando con i giornalisti che gli chiedevano se possa essere il candidato della sinistra unitaria alle prossime elezioni a sindaco di Firenze.
Il “Rosatellum” 2.0, “allontana il Parlamento dai cittadini e priva i cittadini della possibilità di scegliere la propria rappresentanza – ha aggiunto -. É un attacco vero alla democrazia e alla costituzione, sarà l’ennesima legge elettorale che verrà giudicata incostituzionale. Peccato che per i tempi che ci sono, verrà giudicata incostituzionale quando ci avremmo eletto un Parlamento che sarà delegittimato come questo in una catena di Sant’Antonio di distruzione del rapporto fra cittadini e politica. Questa è la vera antipolitica”.
“Credo che siamo molto vicini a fare una lista unitaria a sinistra del Pd – ha proseguito -. Penso che nessuno capirebbe due liste fratricide che si contendono lo spazio a sinistra del Partito democratico. Questo comporta un certo grado di responsabilità perché ci sono persone con storie molto diverse, però il punto non è il passato ma il futuro”.
“Il Pd da molto tempo, non solo con Renzi, ha fatto una serie di scelte politiche di destra – ha detto ancora -. Finalmente Mdp ha fatto una scelta concreta, comprendendo che l’ambiguità di Pisapia si è sciolta in direzione di un’alleanza con il Pd e che stia decidendo che vuole stare a sinistra. Se così è, siamo molto vicini ad una lista unitaria”.
Per Montanari, “il punto è: la destra si ferma opponendo un progetto credibile e diverso o facendo una politica di destra?”. “Credo che faremo un servizio a questo Paese se alle prossime elezioni si potrà scegliere un quarto polo: le destre, il Pd, il Movimento cinque Stelle, che in un certo modo sono anche loro di destra, e poi finalmente un quarto polo di sinistra che io chiamerei proprio così, ‘La Sinistra’”.
“Secondo me il segretario del Pd, Matteo Renzi, non ha capito nulla della sconfitta al referendum del 4 dicembre scorso. C’è la tentazione di dire ora che tutti i mali dipendono dalla vittoria del “no” al referendum, come c’è la tentazione di dire che tutti i nostri mali dipendono dalla migrazione e dai migranti. C’è un tentativo di manipolare la comunicazione e di distogliere l’attenzione dei cittadini dalle vere cose e dai problemi reali”. Secondo Montanari, “d’altra parte l’uso delle armi di distrazione di massa è una specialità del nostro ex sindaco di Firenze: da quando parlava di rifare la facciata di San Lorenzo o di ripavimentare piazza della Signoria, o di trovare affreschi di Leonardo inesistenti in Palazzo Vecchio. Spostare l’attenzione su qualcosa di irreale perché i cittadini non si occupino dei problemi è un’antichissima tattica di potere di governo”, ha concluso.

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Firenze; Montanari, candidato? No è ordine giorno oggi

Firenze; Montanari, candidato? No è ordine giorno oggi

“Renzi, non ha capito nulla della sconfitta al referendum del 4 dicembre scorso”.

“Non ci si candida, semmai si viene candidati. E questo non è all’ordine del giorno oggi”. Lo ha detto il presidente di Libertà e giustizia Tomaso Montanari, a margine della presentazione del suo libro “Cassandra muta”, parlando con i giornalisti che gli chiedevano se possa essere il candidato della sinistra unitaria alle prossime elezioni a sindaco di Firenze.
Il “Rosatellum” 2.0, “allontana il Parlamento dai cittadini e priva i cittadini della possibilità di scegliere la propria rappresentanza – ha aggiunto -. É un attacco vero alla democrazia e alla costituzione, sarà l’ennesima legge elettorale che verrà giudicata incostituzionale. Peccato che per i tempi che ci sono, verrà giudicata incostituzionale quando ci avremmo eletto un Parlamento che sarà delegittimato come questo in una catena di Sant’Antonio di distruzione del rapporto fra cittadini e politica. Questa è la vera antipolitica”.
“Credo che siamo molto vicini a fare una lista unitaria a sinistra del Pd – ha proseguito -. Penso che nessuno capirebbe due liste fratricide che si contendono lo spazio a sinistra del Partito democratico. Questo comporta un certo grado di responsabilità perché ci sono persone con storie molto diverse, però il punto non è il passato ma il futuro”.
“Il Pd da molto tempo, non solo con Renzi, ha fatto una serie di scelte politiche di destra – ha detto ancora -. Finalmente Mdp ha fatto una scelta concreta, comprendendo che l’ambiguità di Pisapia si è sciolta in direzione di un’alleanza con il Pd e che stia decidendo che vuole stare a sinistra. Se così è, siamo molto vicini ad una lista unitaria”.
Per Montanari, “il punto è: la destra si ferma opponendo un progetto credibile e diverso o facendo una politica di destra?”. “Credo che faremo un servizio a questo Paese se alle prossime elezioni si potrà scegliere un quarto polo: le destre, il Pd, il Movimento cinque Stelle, che in un certo modo sono anche loro di destra, e poi finalmente un quarto polo di sinistra che io chiamerei proprio così, ‘La Sinistra’”.
“Secondo me il segretario del Pd, Matteo Renzi, non ha capito nulla della sconfitta al referendum del 4 dicembre scorso. C’è la tentazione di dire ora che tutti i mali dipendono dalla vittoria del “no” al referendum, come c’è la tentazione di dire che tutti i nostri mali dipendono dalla migrazione e dai migranti. C’è un tentativo di manipolare la comunicazione e di distogliere l’attenzione dei cittadini dalle vere cose e dai problemi reali”. Secondo Montanari, “d’altra parte l’uso delle armi di distrazione di massa è una specialità del nostro ex sindaco di Firenze: da quando parlava di rifare la facciata di San Lorenzo o di ripavimentare piazza della Signoria, o di trovare affreschi di Leonardo inesistenti in Palazzo Vecchio. Spostare l’attenzione su qualcosa di irreale perché i cittadini non si occupino dei problemi è un’antichissima tattica di potere di governo”, ha concluso.

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