Testamento biologico: “a Firenze poca chiarezza,serve vademecum”

Testamento biologico: “a Firenze poca chiarezza,serve vademecum”

Lo affermano  consiglieri del gruppo in Consiglio comunale Firenze riparte a sinistra. Tommaso Grassi,  Giacomo Trombi  e Donella Verdi. “per una reale applicazione della nuova legge sul testamento biologico è necessario che sia facilitata e non ostacolata la procedura”

A Firenze “sono numerose le segnalazioni di cittadini che ci sono arrivate in queste prime settimane di applicazione della nuova legge sul testamento biologico: ci stiamo rendendo conto che mancano le informazioni di base. La nuova legge certo attribuisce ai Comuni il compito di ricevere la copia dei testamenti biologici, ma una reale applicazione della legge passa non solo dagli aspetti burocratici”. E’ quanto spiegano, in una nota, i consiglieri del gruppo in Consiglio comunale Firenze riparte a sinistra.

“Tanto può esser fatto e messo in atto dal Comune anche nella indicazione di come redigere il proprio atto da depositare in Comune: per una reale applicazione della nuova legge sul testamento biologico è necessario che sia facilitata e non ostacolata la procedura – dicono i consiglieri – Certo non è colpa degli uffici demografici del Comune che ogni giorno devono rispondere a nuove deleghe e nuovi compiti, sempre con meno personale e che è carente, ma bensì dagli annunci privi di concretezza del sindaco.

Tutti abbiamo esultato per la prontezza del Comune di approvare la delibera sul testamento biologico il 1 febbraio, ma tra questo e rendere facile e applicata pienamente la legge c’è un abisso”. I consiglieri propongono dunque di realizzare “un vademecum informativo, stilato in collaborazione con le tante associazioni del territorio che si occupano di diritti, una formazione specifica al personale che dovrà ricevere e supportare la cittadinanza nel deposito, insieme ad una campagna informativa che piuttosto che rendere su appuntamento il servizio, consenta in determinate giornate di avere il servizio di ricezione dei testamenti biologici aperto alla cittadinanza. Perché non fare questo per rendere pienamente applicata la legge?”.

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Brooks Brothers, Grassi: “Meno di 100 mila euro per tre giorni di allestimenti nel museo: siamo alla elemosina.”

Brooks Brothers, Grassi: “Meno di 100 mila euro per  tre giorni di allestimenti nel museo: siamo alla elemosina.”

 

Il consigliere di Sinistra Italiana ha presentato una interrogazione urgente sulla sfilata per capire costi e benefici per il Comune. Che accusa  “se poi si considera  che il Comune ha concesso, si legge sul loro sito, anche 4 giorni per allestire una mostra della Brooks Brothers dentro le stanze monumentali di Palazzo Vecchio, i 100mila euro diventano davvero una mancia che l’amministrazione ha accettato di incassare pur di ingraziarsi qualche potente del mondo della moda”.

“Meno di 100 mila euro per il Salone dei Cinquecento per la sfilata di Brooks Brothers. Un’elemosina in confronto ai disagi e alle perdite dovute alla chiusura del polo museale di Palazzo Vecchio”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, attacca l’iniziativa della casa di moda. E incalza: “Per fare tutto ciò, il Comune ha dovuto chiudere con due giorni di anticipo ai turisti metà percorso museale e tutto Palazzo Vecchio per la giornata di mercoledì. Palazzo Vecchio e il Salone dei Cinquecento ‘sequestrati’ da tre giorni da un cantiere molto invasivo. Tre giorni di minori incassi, che da quanto abbiamo potuto vedere, hanno azzerato o quasi i visitatori, visto che le code alla biglietteria di Palazzo Vecchio sono scomparse e in tanti hanno girato i tacchi appena scoperto che il Salone dei Cinquecento era inaccessibile”.

“Potremmo dire che Pitti tutto può, perché la cifra richiesta è davvero irrisoria. Il Comune se proprio doveva ospitare questa sfilata, poteva almeno chiedere di più, visto che i soli incassi persi sfiorano la cifra incassata dal Comune, oltre ai rischi di danneggiamenti per il patrimonio artistico e per il pavimento che solo una volta rimosso tutte le strutture potranno essere verificati. Se poi si considera – continua Grassi – che il Comune ha concesso, si legge sul loro sito, anche 4 giorni per allestire una mostra della Brooks Brothers dentro le stanze monumentali di Palazzo Vecchio, i 100mila euro diventano davvero una mancia che l’amministrazione ha accettato di incassare pur di ingraziarsi qualche potente del mondo della moda”.

“Sembra proprio che sia in corso una svalutazione del valore dell’immagine di Firenze, che è sul mercato come una merce da acquistare a buon prezzo in cambio di benevolenza verso chi governa. Firenze è usata e sfruttata per l’immagine, in cambio di pochi spiccioli da un mondo, quello della moda, che sicuramente non percepisce la crisi e che anzi vede nel lusso un mercato in espansione, e che forse potrebbe restituire di più al territorio. Presenteremo una interrogazione per il Consiglio di lunedì prossimo – conclude Grassi – perché fatti due conti non ci pare neppure che siano state applicate per intero le tariffe del disciplinare del Comune di Firenze per l’affitto delle sale monumentali. E questo potrebbe significare che un incasso per l’amministrazione si possa trasformare in un danno economico”.

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Polemica assunzioni a chiamata alla “Corte di Nardella”

Polemica assunzioni a chiamata alla “Corte di Nardella”

Firenze, polemica a Palazzo Vecchio per le due assunzioni ‘articolo 90’ di fine d’anno, annunciate dalla giunta, “Altre due poltrone alla corte di Nardella”, denunciano i consiglieri di Firenze Riparte a Sinistra, Donella Verdi e Tommaso Grassi.

“Tra Natale e Capodanno la corte di Nardella si allarga e a sedere nelle poltrone degli assunti a chiamata nelle segreterie saranno altre due persone – si legge nel comunicato di FRS – una sarà la caposegreteria dell’assessora Del Re, che ha rottamato velocemente la persona scelta non più tardi dell’estate 2017, ed avrà una indennità di poco inferiore ai 17mila euro, e l’altro sarà un collaboratore direttamente di Nardella, che riceverà un ricco premio da 27 mila euro che permette di raddoppiare lo stipendio base che sarebbe pari a circa 25 mila euro”.

Non tarda ad arrivare la replica dell’assessore al personale Federico Gianassi che replicando alle opposizioni bolla l’attacco delle opposizioni come “solite polemiche pretestuose dell’opposizione”. “Come al solito siamo di fronte alle polemiche delle opposizioni che non hanno argomenti politici – contrattacca Gianassi – i dipendenti a chiamata diretta rappresentano soltanto circa l’1% del totale del personale del Comune e questa Amministrazione ha varato un piano assunzioni tramite concorsi per 300 posti. Un impegno di grande rilievo che non ha eguali negli ultimi anni”. “Siamo tra i primi in Italia ad avere utilizzato le nuove norme nazionali per le assunzioni: abbiamo lanciato un piano che prevede la copertura, tramite concorsi, di 300 posti in tre anni. Si tratta di un impegno di grande rilievo che è già iniziato: sono in corso due concorsi per 66 persone e inizio anno ne partiranno ulteriori 4 per ulteriori 100 persone. Questi numeri sono la migliore risposta alle sterili polemiche dell’opposizione” conclude l’assessore.

All’attacco anche Silvia Noferi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle, che prontamente deposita un’interrogazione per il Consiglio Comunale, “Abbiamo depositato un’interrogazione per capire perché il Sindaco ha sentito la necessità di assumere altre due persone lautamente retribuite ad appena un anno e mezzo dalla fine del mandato. L’interrogazione è stata quasi obbligatoria visto che alle determine del 28 dicembre 2017 non sono stati allegati nemmeno i curriculum vitae dei nuovi assunti. Forse la fretta, forse è stato dato per scontato, ma nessuno fuori dai “cerchi magici” sembra conoscere le grandi qualità tecniche e professionali che giustificano, non solo le nuove assunzioni, ma anche le maggiori indennità accessorie attribuite ai due nuovi inquilini di Palazzo Vecchio. L’approssimarsi della fine d’anno con il torpore che di solito accompagna le festività natalizie – conclude Silvia Noferi – sembra il momento più adatto a far passare inosservata questa manovra che potrebbe essere preparatoria per l’imminente campagna elettorale; confidiamo in una risposta celere e puntuale che possa chiarire i nostri dubbi”.

A difesa della giunta interviene anche la Vice Capogruppo del Partito Democratico Francesca Paolieri che replica ai consiglieri di Firenze Riparte a Sinistra e Movimento 5 Stelle dicendo “Le opposizioni cercano, in tutti i modi, di polemizzare e non trovano di meglio che tirare fuori le ultime due assunzioni decise dall’amministrazione per coprire il ruolo di caposegreteria dell’assessora Cecilia Del Re e di un collaboratore per il sindaco Nardella”. “Vorrei ricordare che, per quanto riguarda il ricorso ad assunzioni a chiamata, il Comune di Firenze non è certo l’unico a farne uso. Al contrario – aggiunge Francesca Paolieri – questa pratica viene utilizzata anche nei Comuni di Sesto Fiorentino, Torino e Roma, solo per citare casi di amministrazioni care alle opposizioni. Mi pare che si voglia, come sempre, cercare di avere qualche titolo sui mezzi d’informazione cercando la provocazione. Tra l’altro la capogruppo del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi, che ha avuto il tempo per polemizzare sulle assunzioni a chiamata, non ha trovato il tempo di stare in aula nei due giorni di Consiglio comunale dedicati al bilancio, occasione quella più appropriata dei comunicati stampa per intervenire, magari proprio quando è stato illustrato il piano occupazionale del Comune di Firenze”.

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Feste del Pd, Grassi, Verdi e Trombi: “Occupazione del suolo pubblico agevolato dell’80% e superfici abusive”

Feste del Pd, Grassi, Verdi e Trombi: “Occupazione del suolo pubblico agevolato dell’80% e superfici abusive”

“Il partito di Renzi paghi i debiti. Dal 2011 ad oggi si potrebbe aver perso per il Comune centinaia di migliaia di euro” denunciano i consiglieri di Sinistra Italiana

“La festa del Pd a Firenze l’hanno pagata in parte i fiorentini. Dal 2011, fatta eccezione per il 2013, tutte le superfici di occupazione del suolo pubblico alle Cascine sono state agevolate con un abbattimento dell’80%. Illegittimo, tutte le volte che le superfici commerciali fossero risultate superiori a quelle degli spazi politici. Chiunque ci sia passato negli ultimi anni avrà notato facilmente che questo equilibrio era a vantaggio delle strutture ad uso commerciale”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, insieme alla Consigliera Donella Verdi e al Consigliere Giacomo Trombi attaccano a poche ore dall’apertura della Leopolda. E incalzano: “Non solo, ma nell’ultima festa i metri quadrati degli stand montati erano di gran lunga superiori a quelli autorizzati dal Comune di Firenze. Alla luce di quanto abbiamo acquisito dagli uffici comunali pare che il montaggio della ruota panoramica sia stato il minor abuso”.
“Per la festa del 2017 abbiamo voluto approfondire e – continua Grassi – quanto abbiamo scoperto ha qualcosa di eclatante. In seguito ad un verbale della Polizia Municipale, che nulla ha a che vedere con la vicenda della ruota panoramica, anche se non lo abbiamo potuto avere in copia, è stato riferito dagli uffici che è in mano alla Procura perché sono state individuate superfici occupate abusivamente. Superfici sulle quali il Comune potrà recuperare diverse decine di migliaia di euro, che diventerebbero ancora molte di più se si estendesse la richiesta anche agli anni precedenti, visto che l’area e gli stand negli anni non sono mai cambiati di molto. E’ previsto infatti, oltre alla sanzione, anche il pagamento raddoppiato del canone eventualmente evaso”.
“Pare che il Pd non abbia detto nulla di fronte alla disattenzione degli uffici nell’effettuare i calcoli e ottenere un trattamento di favore. Salvo la dichiarazione del 2015, mai è stato individuato nel progetto presentato dal Pd al Comune e tanto meno nella autorizzazione comunale la precisa definizione dei metri quadrati commerciali rispetto a quelli dove si svolgevano le attività politiche. E’ infatti innegabile che le superfici degli stand politici debbano legittimamente utilizzare l’abbattimento del canone Cosap dell’80%. Ma tutte quelle superfici commerciali e di vendita alimentare è chiaro che debbano pagare il canone totale. Dal 2011, dopo che nel 2010 fu pagato il canone totale, la riduzione dell’80% è sempre stata (noi supponiamo illegittimamente) applicata portando un vantaggio improprio al Partito Democratico di quasi 400mila euro a fronte del pagamento di circa solo 98mila euro in sei anni. Crediamo – attaccano dal gruppo dell’opposizione – che sia doveroso appurare l’intera vicenda anche solo dal punto di vista formale. Si tratta di un’agevolazione che ha fatto risparmiare negli anni diverse centinaia di migliaia di euro al Pd; basti pensare che ammontano ad oltre 85.000 mila euro le agevolazioni della sola festa del 2017 a fronte di un pagamento di poco superiore a 21mila euro”.
“Visto che Renzi sarà a Firenze nei prossimi giorni per la sua Leopolda abbiamo pensato bene che potrà spiegare tutto direttamente lui – conclude Grassi -, visto che alcuni anni riguardano il periodo in cui era sindaco, e lunedì prossimo vedremo in Consiglio cosa avrà da dire l’amministrazione comunale alla quale abbiamo presentato una interrogazione con dati e riferimenti”.

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SI: ” A Firenze negati permessi soggiorno a migranti malati”

SI: ” A Firenze negati permessi soggiorno a migranti malati”

A lanciare l’allarme è il capogruppo di Sinistra italiana in Consiglio comunale a Firenze Tommaso Grassi insieme alle associazioni Anelli Mancanti e Confederazione Multietnica Internazionale.

“Gravi ritardi nel rilascio dei rinnovi dei permessi di soggiorno di cittadini migranti regolarmente presenti nel nostro territorio” e “permessi negati a migranti malati”: a lanciare l’allarme è il capogruppo di Sinistra italiana in Consiglio comunale a Firenze Tommaso Grassi insieme alle associazioni Anelli Mancanti e Confederazione Multietnica Internazionale. “Oltre al problema della lentezza delle procedure – ha spiegato Grassi – c’è anche quello del diniego del rilascio agli immigrati affetti da gravi patologie, che invece sarebbe sancito dalla giurisprudenza. La Questura di Firenze, come del resto molte altre sul territorio italiano, si limita in quei casi a riconoscere la ‘inespellibilità dal territorio dello Stato quando possa derivarne pregiudizio irreparabile per la salute’. Così si dice alla stessa persona che, da un parte, non può avere il permesso di soggiorno perché non è in grado di lavorare, dall’altra che non verrà comunque espulso, creando così una zona grigia, un limbo fatto di inumanità e interminabile burocrazia”. Secondo il consigliere e le associazioni, “per evitare questa mostruosità giuridica e arrivare alla conclusione più logica, basterebbe rilasciare il permesso di soggiorno per motivi umanitari a tutti coloro che sono gravemente malati: dispiace che anche le varie segnalazioni alle Autorità in questo senso non abbiano ottenuto neppure una risposta”, conclude Grassi.

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