Firenze: dj condannato a un anno per maltrattamenti, è recidivo

Firenze: dj condannato a un anno per maltrattamenti, è recidivo

L’uomo, un 50enne, nel 1999 era stato condannato a 12 anni per l’omicidio della ex fidanzata.

Un 50enne è stato condannato a un anno di reclusione dal tribunale di Firenze, con l’accusa di aver maltrattato e picchiato la compagna.
Per l’accusa, avrebbe anche maltrattato la nuova compagna. Per intimorirla avrebbe anche fatto riferimento alla sua precedente condanna.

“Presenteremo appello – ha affermato il legale del 50enne, avvocato Mattia Alfano -, sono convinto che si possa ottenere l’assoluzione, perché a mio parere gli elementi del reato non sono stati dimostrati”. L’uomo, originario della Costa d’Avorio, che lavorava a Firenze come dj, uccise la fidanzata il giorno di San Valentino strangolandola.
Poi tentò di togliersi la vita tagliandosi le vene dei polsi e aprendo il rubinetto del gas.

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Firenze: maresciallo carabinieri condannato a 6 anni per corruzione

Firenze: maresciallo carabinieri condannato a 6 anni per corruzione

Nel processo, oltre al maresciallo, erano imputati anche un imprenditore, condannato a 4 anni e interdetto per cinque anni dai pubblici uffici, e una vigilessa, difesa dall’avvocato Antonio Voce, assolta dall’accusa di abuso d’ufficio con la formula ‘perchè il fatto non sussiste”.

Il tribunale di Firenze ha condannato a sei anni di reclusione il maresciallo dei carabinieri Nello Fasciolo, della compagnia di Figline Valdarno (Firenze), per i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e rivelazione e utilizzo di segreti d’ufficio.

Fasciolo è stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e per questo nella sentenza è stato dichiarato estinto il suo rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione.

Tra le accuse contestate a Fasciolo, difeso dall’avvocato Federico Bagattini, quella di aver favorito un imprenditore amico ottenendo un cambio vari favori, tra cui un cellulare e la possibilità di usare la sua Porsche.

Il tribunale ha infine assolto Fasciolo, con la formula ‘perché il fatto non sussiste’, per alcuni episodi contestati dall’accusa, tra cui quello di essersi messo a disposizione di un imprenditore dichiarando in grado di favorire una procedura di ottenimento di un porto d’armi.

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Bimbo ucciso a Scarperia: padre già considerato ”socialmente pericoloso”

Bimbo ucciso a Scarperia: padre già considerato ”socialmente pericoloso”

Era socialmente pericoloso e per questo doveva curarsi, ma poteva essere controllato coi farmaci. Queste le conclusioni di una perizia sul 34enne arrestato per aver ucciso il figlio di un anno venerdì scorso in Mugello (Firenze), di cui è stato convalidato ieri l’arresto.

La perizia per Niccolò Patriarchi, il 34enne di Figline Valdarno che settimana scorsa ha ucciso a coltellate il figlio di 1 anno, era stata richiesta prima del delitto dal gip, su richiesta della procura di Firenze, nell’ambito di un’inchiesta per condotte aggressive in famiglia, e discussa in incidente probatorio due giorni prima dell’omicidio.

Le indagini precedenti al delitto di venerdì scorso erano partite nel febbraio 2018. Il 34enne aveva colpito con una testata la compagna, per poi essere condotto dai carabinieri in pronto soccorso dove si sarebbe sottoposto a ricovero volontario nel servizio psichiatrico dell’ospedale di Borgo San Lorenzo. Fino a maggio era poi tornato a vivere con i genitori e aveva iniziato un programma di controlli in ambulatorio con visite programmate, tutte proseguite con esito positivo, e interrotte solo a giugno, quando l’uomo avrebbe manifestato all’Asl la volontà di rivolgersi ad un medico privato.

Dalla relazione sanitaria risulta che l’uomo sia stato seguito dal servizio di salute mentale in due periodi diversi, dall’aprile 2013 a febbraio 2014 e dal dicembre 2017 al maggio 2018. Anche altre fasi di cura presso servizi pubblici e medici privati risultano prima e dopo questi periodi, ma in tutti i casi i ricoveri erano volontari e l’uomo, secondo l’Asl, non sarebbe mai stato sottoposto ad alcun Trattamento sanitario obbligatorio.

Patriarchi, già pregiudicato per reati in materia di frode informatica, è padre anche di una bambina di 7 anni. Per questo oggi la procura dei minori di Firenze ha richiesto al tribunale la decadenza della potestà genitoriale.

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Bancarotta Ste, 5 anni e mezzo a Verdini

Bancarotta Ste, 5 anni e mezzo a Verdini

Denis Verdini è stato condannato per bancarotta fraudolenta della Società Toscana di edizioni (Ste) a 5 anni e mezzo. Il tribunale di Firenze ha poi condannato a 5 anni anche l’ex deputato Massimo Parisi.

Per entrambi i giudici hanno anche deciso l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Tre anni ciascuno per gli altri 3 imputati nel processo, tutti amministratori della Ste che pubblicava ‘Il Giornale della Toscana’. Il pm Luca Turco aveva chiesto 3 anni per Verdini e 2 anni per Parisi.

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Renzi, toni accesi al processo Maiorano: spese in Provincia avevano finalità istituzionali 

Renzi, toni accesi al processo Maiorano: spese in Provincia avevano finalità istituzionali 

Le spese alla Provincia di Firenze avevano finalità istituzionale, lo ha detto Matteo Renzi rispondendo alle domande dell’avvocato Carlo Taormina come parte civile al processo a Firenze che vede imputato di diffamazione nei confronti dell’ex premier Alessandro Maiorano, dipendente comunale. Uscendo dal tribunale il senatore Renzi ha anche dichiarato di voler avviare una fase di tolleranza zero rispetto alle fake news sul suo conto.

”Le spese erano da me controllate attraverso le voci del bilancio”, “la finalità istituzionale delle spese era asseverata dai dirigenti della Provincia”, “abbiamo avuto verifiche del Mef e della Corte dei conti ma non c’è stata mai nessuna condanna”- ha inoltre dichiarato l’ex premier Renzi.

L’avvocato Taormina, difensore di Maiorano, aveva chiesto quale fosse la finalità istituzionale di una serie di spese attribuite al cerimoniale della presidenza della Provincia quando a guidarla era Renzi. In aula l’ex segretario del Pd ha anche spiegato di aver querelato Maiorano perchè lo aveva accusato di ‘spese spazze’ “mentre stavo preparando come premier il bilancio dello Stato.”

”Aver detto che io avevo dilapidato il patrimonio di un ente pubblico è stato diffamatorio, per questo siamo in causa”. Nel confronto tra Taormina e Renzi ci sono stati anche momenti accesi. Mentre parlava l’ex segretario del Pd per due volte è poi intervenuto Maiorano: in entrambi i casi il giudice lo ha allontanato dall’aula, la seconda volta facendo intervenire anche un carabiniere dopo che il dipendente comunale ha detto a Renzi : “Stai prendendo per il c…il mio avvocato”.

Il senatore Matteo Renzi uscendo dall’aula del tribunale di Firenze, ha anche affermato di voler iniziare una fase nuova di tolleranza zero rispetto alle fake news sul suo conto. “Sono circondato da centinaia di frasi false, offese, insulti, dichiarazioni che assomigliano più a fake news che alla realtà. Abbiamo deciso di iniziare a querelare e a citare in giudizio per risarcimenti civili. Oggi abbiamo iniziato questa attività, chi dice fake news sarà perseguito e spero anche condannato.”

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