A Firenze via a corsi per accoglienza turismo gay

A Firenze via a corsi per accoglienza turismo gay

Per alberghi e ristoranti, obiettivo città meta gay friendly.

Iniziano oggi a Firenze Fiera i corsi per albergatori e ristoratori della campagna di sensibilizzazione verso il turismo gay lanciata dall’assessora comunale al turismo Anna Paola Concia per prevenire discriminazioni e migliorare l’accoglienza turistica. Il primo corso, oggi alle 16, ha per titolo ‘Panoramica sul Turismo lgbt e Case History’ mentre il secondo, che si svolgerà il 23 novembre, sarà su ‘Pillole di Diversity Management’.

I corsi sono coordinati da Alessio Virgili, presidente dell’associazione italiana Turismo Gay e Lesbica (Aitgl), affronteranno tematiche volte a migliorare l’accoglienza e in particolare durante i corsi saranno acquisite conoscenze e strumenti operativi per la comprensione dei comportamenti che ostacolano l’accoglienza della clientela Lgbt.

Al termine delle due giornate, a coloro che avranno avuto una presenza in aula di almeno l’80%, verranno rilasciati un attestato di partecipazione e il decalogo di impegni a cui l’operatore si dovrà attenere per mantenere lo status di ‘azienda turistica gay friendly’.

Le aziende che partecipano saranno inserite nell’albo nazionale Aitgl delle ‘aziende turistiche gay friendly’ per tutto l’anno 2018. Dal 2019 in avanti, per poter continuare ad essere iscritte, dovranno attenersi agli obblighi previsti dall’albo e al versamento della tassa annuale di iscrizione. Obiettivo della campagna è far diventare Firenze una meta sempre più gay friendly e intercettare sempre più questo settore turistico.

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‘I confini della mediazione nei musei’

‘I confini della mediazione nei musei’

🔈Firenze, il 15 ed il 16 di novembre, si tiene il convegno internazionale ‘I confini della mediazione nei musei’.

‘I confini della mediazione nei musei’ è un convegno che si articola in due giornate di studio internazionali che intendono porre l’attenzione sulle relazioni che possono intercorrere fra i luoghi della cultura e i diversi pubblici e sulla figura professionale dell’educatore/mediatore nei musei.

Se i musei del XXI secolo sono ormai a pieno titolo aperti alla società, tappe imprescindibili dei propri viaggi e luoghi da frequentare nelle proprie città, diventa nodale per ogni istituzione culturale riflettere sulle possibili forme di dialogo fra patrimonio e pubblico e sulle linee di sviluppo che queste possono assumere.

D’altra parte, è ancora più importante precisare che tipo di competenze sono necessarie per favorire un tale dialogo, delicato e complesso, nel quale si attivano ambiti disciplinari diversi e subentrano molteplici metodologie e finalità.

Offrendo uno sguardo sui confini e sulle potenzialità della mediazione e dell’educazione nei musei ma anche e soprattutto sulle professionalità coinvolte, le giornate si pongono come un’importante occasione di formazione e confronto per i responsabili e gli operatori dei musei, oltre che per i docenti, gli studenti universitari e tutti coloro che sono coinvolti nel delicato compito di mediazione del patrimonio culturale.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Valentina Zucchi di MUS.E, Firenze:

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