Circolare a presidi scuole toscane: segnalare gravidanze studentesse

Circolare a presidi scuole toscane: segnalare gravidanze studentesse

La richiesta parte dall’inchiesta su una neonata trovata morta in una discarica in Veneto, che ha fatto scattare simile richieste a diversi enti tra cui l’ufficio scolastico regionale toscano

Fibrillazione tra i presidi delle scuole toscane per una e-mail nella quale si chiede loro di segnalare eventuali situazioni di gravidanze da parte delle studentesse.

A rivelare la vicenda è il quotidiano ‘La Repubblica’, ricostruendo che l’invito inviato con una e-mail riservata ai dirigenti da parte dell’ufficio scolastico regionale è da ricondurre ad un’inchiesta della procura di Venezia in seguito al ritrovamento del corpicino di una neonata senza vita, in un sacchetto, in una discarica di Musile di Piave lo scorso 4 novembre. Le indagini avrebbero condotto a simili richieste a diversi soggetti, tra cui l’ufficio regionale scolastico della Toscana, chiedendo se nelle scuole di competenza “si siano verificato, da parte di studentesse, casi di abbandoni o assenze di rilievo o altre situazioni (interventi, ricoveri, ecc) che possano aver indotto a ritenere trattarsi di gravidanze (magari celate) nel primo caso oppure postumi da parto nel secondo”.

Alla sorpresa manifestata da alcuni presidi di fronte a tale richiesta l’ufficio scolastico regionale, confermando la riservatezza della comunicazione, ha spiegato che “non c’era alcuna volontà di raccogliere informazioni sulla vita delle studentesse”. Secondo La Repubblica anche dal Miur sarebbe emersa preoccupazione per la diffusione di circolari riservate, ma anche disappunto per le modalità ed il linguaggio usato nella richiesta.

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SCUOLA: STILLICIDIO PERSONALE ATA, A FIRENZE ‘SALTATI’ 40 POSTI

scuola“L’involuzione della specie Ata (Assistenti, Tecnici, Ausiliari)”: oggi a Firenze flash mob di Flc Cgil e lavoratori davanti all’Ufficio Scolastico regionale in via Mannelli 113. “Saltati 40 posti, troppi carichi di lavoro, istituti al collasso”.Ribadite le richieste del sindacato a Usr e Ministero sul fronte Ata, dall’incremento degli organici alla possibilità di sostituire il personale fino ad una più equa distribuzione del lavoro.

Di seguito il comunicato della Cgil in merito alla mobilitazione indetta per la giornata di oggi:

Un altro anno di scuola è passato… e niente è cambiato! Nelle scuole fiorentine lo stillicidio del personale Ata (Assistenti, Tecnici, Ausiliari) prosegue in modo implacabile:

1) i tagli all’organico hanno prodotto scuole al collasso, mancanza di vigilanza e assistenza degli alunni, lavoro che si accumula sulle scrivanie del personale di segreteria, assistenti tecnici che devono seguire più laboratori in contemporanea; rispetto all’anno scorso le scuole fiorentine hanno dovuto fare a meno di circa 40 collaboratori scolastici;

2) anche l’ultima Legge di Stabilità ha pensato bene di perpetuare la norma-capestro che impedisce la nomina di supplenti, sia per sostituire il personale delle segreterie (in sostanza mai sostituibile), sia per i collaboratori (per assenze inferiori a sette giorni);

3) la recente approvazione delle Deleghe previste dalla fallimentare legge 107/15 (la cosiddetta Buona Scuola) prevede aumento dei carichi di lavoro del personale, nuove competenze, nuovi e più gravosi incarichi, ovviamente senza formazione e senza riconoscimento economico.

Come faranno le scuole ad andare avanti dopo l’ennesimo anno di “sofferenze”? La Flc Cgil ha la risposta: con “l’involuzione della specie Ata”, che si adatta all’ambiente e alle circostanze, fino ad avere a volte anche quattro gambe, cinque braccia e una capacità multitasking non banale.

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OBBLIGO ISTRUZIONE: TOSCANA, PERCORSO AD HOC PER CITTADINI STRANIERI

MIGRANTIGrazie ad un’intesa fra Regione, Ufficio scolastico regionale, Rete dei Centri per  l’istruzione degli adulti (CPIA), saranno realizzati percorsi specifici per adulti che non hanno assolto o non sono in grado di dimostrare di aver assolto all’obbligo di istruzione, passaggio essenziale per accedere ai tirocini non curriculari.

L’iniziativa si rivolge, in particolare, ai cittadini stranieri che spesso, pur avendo titoli di studio o competenze acquisite nei paesi di orgine, non sono in grado di esibirne la certificazione.

Per la Regione a firmare  l’intesa sono stati l’assessore all’istruzione Cristina Grieco e l’assessore all’immigrazione Vittorio Bugli. Per l’ufficio scolastico regionale il direttore Domenico Petruzzo, per la rete dei CPIA Patrizia Matini.

“Il protocollo si propone – spiega l’assessore all’istruzione formazione e lavoro Cristina Grieco – di definire le modalità per consentire a persone maggiorenni, che non hanno assolto l’obbligo di istruzione entro il diciottesimo anno di età o che, in quanto cittadini stranieri, non sono in grado di dimostrare l’assolvimento dell’obbligo di istruzione di conseguire la certificazione, in modo da poter svolgere un tirocinio non curriculare così come previsto dalla normativa  regionale. Aver assolto all’obbligo di istruzione è infatti una condizione indispensabile per poter accedere a questo tipo di tirocini e richiedere eventualmente il confinanziamento della Regione nell’ambito del progetto Giovanisì”..

“Si tratta di una misura – afferma l’assessore Bugli – che punta a favorire l’integrazione dei cittadini stranieri, qualificandone la presenza attraverso la certificazione delle competenze di base legate all’obbligo di istruzione.  Così facendo diamo loro la possibilità di accedere ai tirocini che, per legge, in Toscana sono retribuiti e possono rappresentare un utile contatto con il mondo del lavoro”.  “E’ capitato a volte – ricorda Bugli – che alcuni dei giovani ospiti dei centri di prima accoglienza o degli Sprar abbiano avuto la possibilità di farlo. Ma naturalmente non avevano con sè i documenti per dimostrare l’assolvimento dell’obbligo scolastico e richiederli attraverso l’ambasciata, come si intuisce, diventava assai complicato”.

Fino ad oggi l’alternativa era rinunciare al tirocinio o intraprendere un percorso formale e più lungo di certificazione delle competenze che adesso invece potrà essere assolto in modo più facile.  “Si colma un ulteriore gap tra mondo della scuola e della formazione” conclude Grieco.

Come funziona

Prima dell’attivazione del tirocinio, il soggetto promotore, qualora l’aspirante tirocinante non abbia assolto l’adempimento dell’obbligo di istruzione o sia impossibilitato a dimostrare l’adempimento dell’obbligo, contatta il CPIA in base alla sede del soggetto promotore per verificare se esistono le condizioni per la partecipazione del soggetto al percorso di istruzione di primo livello. Nel caso in cui sussistano le condizioni, il soggetto promotore indirizza l’aspirante tirocinante al CPIA per la frequenza del corso.

I CPIA si rendono a loro volta disponibili ad inserire i destinatari nei percorsi specifici di primo livello.

Destinatari

I destinatari sono le persone maggiorenni che non hanno assolto l’obbligo di istruzione entro il diciottesimo anno di età o che, anche in relazione alla condizione di adulti stranieri, non sono in grado di dimostrare l’assolvimento dell’obbligo di istruzione.
A coloro che hanno partecipato al percorso di istruzione, concludendolo con esito positivo, viene rilasciata una certificazione attestante l’acquisizione delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione.

Percorsi mirati

Ovviamente potrà essere valutato caso per caso un percorso mirato, così come previsto dal testo unico della Regione in materia di istruzione, formazione lavoro che prevede la “personalizzazione del percorso, sulla base di un Patto formativo individuale definito previo riconoscimento dei saperi e delle competenze formali, informali e non formali posseduti”.

Domenico petruzzo per chiara

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