Firenze: al via il recupero dell’intera area del parco di Villa Il Ventaglio

Firenze: al via il recupero dell’intera area del parco di Villa Il Ventaglio

Al via, da stamani, l’intervento di risanamento dell’intera area del parco di Villa Il Ventaglio a Firenze, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze con uno dei progetti Art Bonus dedicati al Polo museale della Toscana: la conclusione dei lavori è prevista per la fine della primavera.

In origine, già nel Quattrocento, si trovava, in questo luogo che oggi costituisce il parco, una casa da oste con podere, che offriva l’opportunità di una sosta ai pellegrini che da Porta a Pinti si recavano a San Domenico di Fiesole. L’edificio appartenne prima ai Brancacci, poi ai Salvetti, che lo trasformarono in “Casa da signore e lavoratore”, tenendolo fino ai primi del Seicento.
Successivamente la proprietà passò ai Bardi e agli Usimbardi, e quindi a numerose altre famiglie sino alla vendita nel 1824 al conte milanese Giuseppe Archinto. Egli incaricò l’architetto Giuseppe Poggi di ristrutturare ed ampliare la proprietà. Venne realizzata la Villa in stile neoclassico, con scuderie, accessibili da via delle Forbici. Con la collaborazione del giardiniere e botanico Attilio Pucci, il podere a gelsi e olivi fu trasformato nell”attuale parco romantico: i lavori di movimento di terra durarono fino al 1856; successivamente furono piantati gli alberi (tigli, olmi, ippocastani, bagolari) creando scorci e prospettive che sfruttano il contrasto tra le grandi masse arboree e le ampie superfici a prato. Un elemento caratterizzante è il laghetto romantico, con isoletta e ponticello, nel pratone di ingresso.
Dopo l’acquisizione dello Stato nel 1967 con l’esercizio del diritto di prelazione, i lavori di restauro condotti dalla Soprintendenza tra il 1983 ed il 1985 hanno conservato integralmente i valori paesaggistici e ambientali del parco storico. L’impianto naturalistico collinare del parco, che presenta in prevalenza piantagioni arboree e boschive, è stato realizzato sfruttando la potenzialità delle vedute e degli scorci verso la città.

Il parco in stile inglese si estende sulla collina per circa cinque ettari, ed è attraversato da una strada carrozzabile che offre un più facile accesso alla villa, in alternativa alla ripida via delle Forbici.

L’area verde è, dal luglio 2015, uno dei 49 musei e luoghi della cultura gestiti del Polo museale della Toscana.

La maggior parte dell’area verde compresa tra il grande prato e la Villa (che non fa parte del sito gestito dal Polo museale) è chiusa al pubblico dal luglio del 2014, per decisione dell’allora Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Firenze, a seguito della mancanza dei fondi necessari alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei cinque ettari di patrimonio arbustivo e boschivo che si estendono sulla collina delle Forbici. Da allora è rimasta aperta al pubblico solo la zona del pratone, ampia circa un ettaro e corrispondente approssimativamente a un quinto dell’estensione complessiva del parco.

“Dobbiamo ringraziare la Fondazione Cr Firenze – dichiara Stefano Casciu, direttore del Polo museale della Toscana – per aver stanziato i fondi necessari per gli interventi straordinari nell’area chiusa al pubblico e per la manutenzione ordinaria nel corso di quest’anno, con i controlli, le potature e la cura di tutti gli spazi verdi che formano il grande patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico del giardino”.
“L’ambiente e la sua tutela – afferma il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Umberto Tombari – sono da sempre fra gli ambiti privilegiati di intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, tanto da essere esplicitamente menzionati fra i nostri settori di competenza”. “L’attenzione riservata a Villa Bardini o a Villa Peyron, al centro di una specifica Fondazione strumentale loro dedicata, nonché le tante iniziative in materia, come, ultime in termini di tempo, il restauro iniziative in materia, come, ultime in termini di tempo, il restauro delle Rampe del Piazzale Michelangelo e il bando Paesaggi comuni per la riqualificazione delle aree verdi di Firenze, trovano il loro naturale proseguimento con questo intervento per rendere fruibile tutto il parco della villa – aggiunge Tombari – Ancora una volta siamo lieti di poter contribuire a restituire ai fiorentini, e non solo a loro, uno splendido polmone verde e una incantevole meta di incontri e di passeggiate”.
La massa delle spalliere e delle bordure del viale è composta da siepi di alloro e lentaggine ornati da bordure di Rosa chinensis. In prossimità dell’accesso si trovano esemplari di Platanus orientalis e Platanus occidentalis, poi di Acer campestre; lungo il vialetto una Taxus baccata, e sul margine sinistro un albero di Giuda (Cercis siliquastrum). Oltre il boschetto dei lecci, da segnalare alcuni Arbutus unedo (corbezzoli), diversi ippocastani, olmi, bagolari e cipressi disposti lungo il muro di confine a frangivento. Il sottobosco è formato prevalentemente da cespugli di Laurus nobilis (alloro) e Ruscus aculeatus (pungitopo). Sul pratone del lago, varie essenze tra le quali Pinus nigra, Gleditschia triacanthos, Broussonetia papyrifera. In prossimità della scala di accesso al giardino all’italiana antistante la Villa si trovano una palma della specie Washingtonia filifera e diverse varietà di rose tra le quali la Rosa banksiae. La parte finale del viale che conduce alla Villa è ombreggiato da alcune piante di Sophora japonica.

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Al via, da stamani, l’intervento di risanamento dell’intera area del parco di Villa Il Ventaglio a Firenze, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze con uno dei progetti Art Bonus dedicati al Polo museale della Toscana: la conclusione dei lavori è prevista per la fine della primavera.

In origine, già nel Quattrocento, si trovava, in questo luogo che oggi costituisce il parco, una casa da oste con podere, che offriva l’opportunità di una sosta ai pellegrini che da Porta a Pinti si recavano a San Domenico di Fiesole. L’edificio appartenne prima ai Brancacci, poi ai Salvetti, che lo trasformarono in “Casa da signore e lavoratore”, tenendolo fino ai primi del Seicento.
Successivamente la proprietà passò ai Bardi e agli Usimbardi, e quindi a numerose altre famiglie sino alla vendita nel 1824 al conte milanese Giuseppe Archinto. Egli incaricò l’architetto Giuseppe Poggi di ristrutturare ed ampliare la proprietà. Venne realizzata la Villa in stile neoclassico, con scuderie, accessibili da via delle Forbici. Con la collaborazione del giardiniere e botanico Attilio Pucci, il podere a gelsi e olivi fu trasformato nell”attuale parco romantico: i lavori di movimento di terra durarono fino al 1856; successivamente furono piantati gli alberi (tigli, olmi, ippocastani, bagolari) creando scorci e prospettive che sfruttano il contrasto tra le grandi masse arboree e le ampie superfici a prato. Un elemento caratterizzante è il laghetto romantico, con isoletta e ponticello, nel pratone di ingresso.
Dopo l’acquisizione dello Stato nel 1967 con l’esercizio del diritto di prelazione, i lavori di restauro condotti dalla Soprintendenza tra il 1983 ed il 1985 hanno conservato integralmente i valori paesaggistici e ambientali del parco storico. L’impianto naturalistico collinare del parco, che presenta in prevalenza piantagioni arboree e boschive, è stato realizzato sfruttando la potenzialità delle vedute e degli scorci verso la città.

Il parco in stile inglese si estende sulla collina per circa cinque ettari, ed è attraversato da una strada carrozzabile che offre un più facile accesso alla villa, in alternativa alla ripida via delle Forbici.

L’area verde è, dal luglio 2015, uno dei 49 musei e luoghi della cultura gestiti del Polo museale della Toscana.

La maggior parte dell’area verde compresa tra il grande prato e la Villa (che non fa parte del sito gestito dal Polo museale) è chiusa al pubblico dal luglio del 2014, per decisione dell’allora Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Firenze, a seguito della mancanza dei fondi necessari alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei cinque ettari di patrimonio arbustivo e boschivo che si estendono sulla collina delle Forbici. Da allora è rimasta aperta al pubblico solo la zona del pratone, ampia circa un ettaro e corrispondente approssimativamente a un quinto dell’estensione complessiva del parco.

“Dobbiamo ringraziare la Fondazione Cr Firenze – dichiara Stefano Casciu, direttore del Polo museale della Toscana – per aver stanziato i fondi necessari per gli interventi straordinari nell’area chiusa al pubblico e per la manutenzione ordinaria nel corso di quest’anno, con i controlli, le potature e la cura di tutti gli spazi verdi che formano il grande patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico del giardino”.
“L’ambiente e la sua tutela – afferma il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Umberto Tombari – sono da sempre fra gli ambiti privilegiati di intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, tanto da essere esplicitamente menzionati fra i nostri settori di competenza”. “L’attenzione riservata a Villa Bardini o a Villa Peyron, al centro di una specifica Fondazione strumentale loro dedicata, nonché le tante iniziative in materia, come, ultime in termini di tempo, il restauro iniziative in materia, come, ultime in termini di tempo, il restauro delle Rampe del Piazzale Michelangelo e il bando Paesaggi comuni per la riqualificazione delle aree verdi di Firenze, trovano il loro naturale proseguimento con questo intervento per rendere fruibile tutto il parco della villa – aggiunge Tombari – Ancora una volta siamo lieti di poter contribuire a restituire ai fiorentini, e non solo a loro, uno splendido polmone verde e una incantevole meta di incontri e di passeggiate”.
La massa delle spalliere e delle bordure del viale è composta da siepi di alloro e lentaggine ornati da bordure di Rosa chinensis. In prossimità dell’accesso si trovano esemplari di Platanus orientalis e Platanus occidentalis, poi di Acer campestre; lungo il vialetto una Taxus baccata, e sul margine sinistro un albero di Giuda (Cercis siliquastrum). Oltre il boschetto dei lecci, da segnalare alcuni Arbutus unedo (corbezzoli), diversi ippocastani, olmi, bagolari e cipressi disposti lungo il muro di confine a frangivento. Il sottobosco è formato prevalentemente da cespugli di Laurus nobilis (alloro) e Ruscus aculeatus (pungitopo). Sul pratone del lago, varie essenze tra le quali Pinus nigra, Gleditschia triacanthos, Broussonetia papyrifera. In prossimità della scala di accesso al giardino all’italiana antistante la Villa si trovano una palma della specie Washingtonia filifera e diverse varietà di rose tra le quali la Rosa banksiae. La parte finale del viale che conduce alla Villa è ombreggiato da alcune piante di Sophora japonica.

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Crisi: Tombari, momenti ripresa non sono infiniti, cogliamoli

Crisi: Tombari, momenti ripresa non sono infiniti, cogliamoli

Confindustria Firenze, facciamo patto per i giovani per ritornare economia di testa.

“Dobbiamo capire che se vogliamo incidere veramente su questo territorio dobbiamo unire altre risorse economiche: non perché le nostre sono scarse, o non debbano essere ben gestite, ma perché questo è assolutamente necessario”. Lo ha detto Umberto Tombari, presidente della Fondazione Cr Firenze, in occasione della cerimonia celebrativa dei 25 anni dalla nascita dell’ente.
“Di qui – ha aggiunto – la necessità di cooperazione con altri soggetti istituzionali, ma anche e soprattutto privati nazionali e internazionali; di qui tecniche come il crowdfunding, in mezzo ad altri strumenti che possono portare ad aumentare il nostro patrimonio. Dobbiamo rifuggire dall’idea che da soli e con il nostro patrimonio siamo in grado di raggiungere tutti gli obiettivi”.
Secondo Tombari “le fondazioni di origine bancaria devono realmente aiutare a promuovere a livello istituzionale la cultura del non profit: l’Italia è un paese molto ricco di associazionismo, ma non ha a livello istituzionale una grande cultura del non profit. Io credo che istituzioni così importanti come le fondazioni di origine bancaria abbiano il dovere preciso di portare in Italia una cultura del non profit”.
“Vedo un orizzonte nazionale povero di grandi capitalisti, dove le imprese italiane spesso non riescono anche ad avere degli investitori di medio-lungo periodo che possano aiutare il management della società a perseguire obiettivi di lungo periodo: io credo che le fondazioni possono svolgere un ruolo importante proprio da questo punto di vista. Soltanto se le fondazioni saranno in grado da sole di ripensare il proprio futuro – ha spiegato – eviteranno una cosa che in questi anni è accaduta, e cioè che le missioni, i compiti, i doveri siano stati attribuiti alle fondazioni dall’esterno, sulla base di progetti cangianti a seconda del momento, di contingenze: pensate a quanta è stata la lotta delle fondazioni nelle banche, e poi c’è stata la richiesta d’aiuto da parte del sistema col fondo Atlante”.
“I segnali di ripresa credo che stiano arrivando però bisogna essere pronti a intercettarli nel momento in cui si concretizzeranno al meglio: la Toscana e il paese devono essere pronti ad accogliere questi momenti, perché non sono momenti che durano all’infinito. Di mestiere sono un giurista – ha concluso – quindi non sono in grado di fare previsioni sul se siamo fuori dalla crisi: sicuramente si vedono dei segnali, credo che si debba però tutti molto ancora lavorare perché sono a mio avviso segnali più a livello macroeconomico, a livello di scenario internazionale. Vediamo se e quanto questi momenti positivi arriveranno sul
tessuto economico italiano e toscano.”
Alla cerimonia dei 25 anni dalla nascita della Fondazione Cr Firenze è intervenuto anche Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze: “Per quanto riguarda il problema dei giovani, noi come Confindustria vogliamo lanciare un patto tra tutti gli stakeholder del territorio, per ritornare un’economia di testa, e non ai margini di tutte le economie che stanno crescendo”.
“Con la Fondazione su questo argomento stiamo lavorando già da tempo in modo molto profondo e accurato – ha proseguito Salvadori -, abbiamo fatto già un un progetto insieme, Orientagiovani, che ha portato dei giovani a trovare una collocazione all’interno delle imprese di Confindustria in tutti i settori produttivi; e collaboreremo al Granaio dell’abbondanza insieme a Nana Bianca, perché il campo delle nuove industrie sarà un serbatoio importante per i giovani”.
Inoltre, ha ricordato, “stiamo studiando un progetto innovativo che riguarda la mappatura delle necessità delle imprese nei prossimi 5 anni per quanto riguarda le risorse umane, in modo da cercare di indirizzare i giovani fin dal liceo sui potenziali posti di lavoro”.

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Annunciata ristrutturazione del ‘Casone’ delle Piagge

Annunciata ristrutturazione del ‘Casone’ delle Piagge

🔈Firenze, sarà ristrutturato e saranno messi sul mercato ad affitti calmierati gli oltre 80 appartamenti di quello che viene comunemente chiamato ‘Casone’ di via dell’Osteria.

Con il nome di ‘Casone’ i fiorentini si riferiscono al grande complesso abitativo non ultimato di oltre 4.000 metri quadrati nel quartiere delle Piagge, uno dei più popolari di Firenze.

L’edificio è infatti ricaduto in una procedura di concordato ed è abbandonato da anni.

Per questo il recupero del complesso immobiliare ha un grande valore sociale contribuendo a migliorare le condizioni ambientali di tutta la zona.

L’intervento sarà reso possibile da un’azione congiunta di diversi soggetti che operano nell’ambito dell’housing sociale, per un investimento di una decina di milioni di euro, condotta dal Fondo Housing Toscano a valle di un’attività di analisi e ricerca operata dalla Fondazione CR Firenze che partecipa al Fondo Housing Toscano con una quota di 10 milioni di euro.

L’operazione è stata presentata i in Palazzo Vecchio da Dario Nardella, Sindaco di Firenze; Umberto Tombari, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze; Sara Funaro, Assessore al Welfare del Comune di Firenze; Paola Delmonte, Direttore Responsabile  Social Housing di CDP Investimenti Sgr; Fabio Carlazzo, Managing Director Development & Social Housing InvestiRE sgr; Stefano Tossani, Presidente Abitare Toscana.

L’avvio dei lavori di completamento è previsto per fine anno e l’intervento dovrebbe essere completato in circa 18 mesi. L’edificio è disposto su quattro piani, è suddiviso in 83 appartamenti di dimensioni diverse, ha un’autorimessa al piano interrato e 17 posti auto esterni. Sarà interamente destinato a locazione convenzionata.

Saranno alloggi ad affitto calmierato rivolti alla cosiddetta ‘fascia grigia’ che si colloca tra gli alloggi Erp e quelli sul mercato.

Requisiti di accesso e relativi canoni saranno definiti appena sarà concluso l’accordo per i Patti territoriali.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il sindaco Dario Nardella:

 

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Forte Belvedere: da oggi arriva la navetta

Forte Belvedere: da oggi arriva la navetta

Nasce la linea Ataf “FB”, che collega il centro storico con le colline panoramiche di Firenze e in particolare con il Forte di Belvedere e con Villa Bardini, sedi di mostre d’arte di rilievo internazionale.

L’iniziativa è del Comune di Firenze, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e con Mus.e.
Dal 18 luglio al 1° ottobre un bus Ataf farà 15 coppie di corse al giorno – una ogni 30 minuti – dalle 10 alle 19 tutti i giorni dal martedì alla domenica. Un capolinea sarà in piazza Pitti, l’altro al Forte di Belvedere.
Questo l’itinerario a partire da Piazza Pitti: via dei Bardi, piazza dei Mozzi davanti al Museo Stefano Bardini, Porta San Miniato (nuova fermata), Forte Belvedere (nuova fermata) in via di San Leonardo – a pochi passi dal Forte di Belvedere e da Villa Bardini, viale Galilei, piazzale Galilei, viale Machiavelli, Porta Romana in piazza della Calza, Via Romana, piazza San Felice e ritorno in Piazza Pitti. Si sale a bordo con il normale biglietto della Scarl ATAF&Li-nea.
La nuova linea “FB” è stata pensata per offrire un servizio ai tanti fiorentini e turisti che desiderano visitare la mostra “Ytalia. Energia Pensiero Bellezza”, al Forte di Belvedere fino al 1° ottobre, e la mostra “Lloyd. Paesaggi toscani del Novecento”, che si apre il 14 luglio a Villa Bardini.
L’inaugurazione della linea “FB” è avvenuta questa mattina alle ore 8:30 al capolinea di Piazza Pitti alla presenza del Sindaco di Firenze Dario Nardella e del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze Umberto Tombari.

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