Toscana: monitoraggi frane avverranno via satellite

Toscana: monitoraggi frane avverranno via satellite

Gli innovativi monitoraggi, i primi in Italia, sono il frutto di una collaborazione fra Regione, Università di Firenze, Protezione Civile e Lamma-Cnr. Sarà sperimentato per i prossimi due anni ed adottato in pianta stabile nei successivi.

Un monitoraggio satellitare per capire in che modo si deforma il terreno, dove e in quali tempi, anticipando così gli interventi per scongiurare frane, smottamenti e dissesti: è un progetto finanziato dalla Regione Toscana dal 2016 e presentato oggi in un convegno, che manterrà carattere sperimentale per i prossimi due anni in modo da verificarne i risultati. Successivamente a questa fase, spiega la Regione, sarà reso strumento ordinario di monitoraggio.

Le attività di monitoraggio (primo caso in Italia, secondo la Regione) sono svolte dall’Università di Firenze in collaborazione con il Consorzio Lamma-Cnr, e con la partecipazione del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. “Un progetto innovativo”, ha affermato il presidente della Toscana, Enrico Rossi, secondo cui “adesso il problema per noi, e lo vedremo quando faremo la nuova legge della protezione civile regionale alla luce del nuovo Codice, è tradurre questi informazioni in strumenti di governo che dovranno riguardare noi stessi dal punto di vista dell’urbanistica e della difesa del suolo, ma anche i Comuni in particolare, e tutti i settori dello Stato che sono interessati”.

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LXXXI Maggio Musicale Fiorentino

LXXXI Maggio Musicale Fiorentino

Firenze, presentata la LXXXI edizione del Maggio Musicale Fiorentino, che si terrà dal 5 maggio al 13 luglio 2018, un’edizione dove, si legge nel comunicato: “Antico, moderno e contemporaneo si coniugano nel segno della riscoperta e delle novità”.

Centoventi appuntamenti tra cui sei titoli d’opera, oltre due mesi di programmazione ininterrotta e più di settanta istituzioni culturali coinvolte, compongono il Festival del Maggio Musicale Fiorentino che travalicherà i confini fiorentini andando a toccare parte del territorio toscano.

Il titolo che quest’anno accompagna il Festival, “Dialoghi ai confini della libertà”, vuole rappresentare un’occasione per uno sguardo sulla storia e, in modo particolare, sul ruolo dell’artista nella società. Sguardo che Mimmo Paladino ha saputo cogliere rielaborando un manifesto d’artista che è l’immagine guida dell’intera manifestazione.

l “confini della libertà” del titolo ben rappresentano quello stato che è condizione   condivisa da molti   autori   del secolo scorso, ai quali il maggio riserva uno spazio particolare: dalla scelta dell’opera inaugurale, Cardillac di Hindemith, metafora del conflitto tra mondo interiore e realtà vissuti dall’artista moderno, alla riflessione sul tema etico della libertà e della sua privazione attraverso le composizioni di Dallapiccola, ma anche Verdi e Sostakovic.

La giornata inaugurale del 5 maggio, che culminerà alle 19 con l’opera Cardillac di Hindemith con la regia di Valerio Binasco e segnerà il debutto come direttore musicale di Fabio Luisi sul podio dell’Orchestra e del Coro del maggio, comincerà   con una lectio magistralis dal titolo “Tragedie e progressi del Novecento” tenuta da Bernardo Valli nell’Aula Magna dell’Università di Firenze alle ore 11.

Alle 12 gli Ottoni del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Giampaolo Lazzeri si esibiranno in un concerto sotto la Loggia dei Lanzi, in piazza della Signoria.  Alle 15.30 è previsto il concerto   alla Fondazione Zeffirelli, mentre dalle 17 Virgilio Sieni metterà in scena una agora­ coreo-regia   nella piazza antistante  il Teatro del Maggio, intitolata Firenze Ballo 1944 – Grande adagio popolare.

Alle 19 andrà in scena Cardillac, al termine della quale, alle 22.30 alla Leopolda è previsto il balletto   Re-Mark di Sang Jijia. A chiusura uno spettacolo di fuochi d’artificio alle 23.30 in piazza Vittorio Gui.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Cristiano Chiarot il sovrintendente della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino ed il Magnifico Rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei:

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Astori: la Toscana istituirà registro morti cardiache improvvise tra giovani

Astori:  la Toscana istituirà registro morti cardiache improvvise tra giovani

“La morte di Davide Astori ci ha molto scosso e fatto riflettere – dice l’assessore toscano alla salute Stefania Saccardi – Per questo riteniamo fondamentale il ruolo della ricerca scientifica, che può aiutarci a indagare le cause di queste morti e prevenirle in futuro”.

Un registro per le morti cardiache improvvise giovanili verrà presto istituito in Toscana. Ad annunciarlo è la Regione. L’iniziativa segna la conclusione del progetto Torsade per il monitoraggio e la prevenzione delle morti improvvise cardiache giovanili, avviato grazie al bando Fas salute 2014 e con termine nell’ottobre 2018. Al momento solo il Veneto, è l’unica Regione in Italia ad avere attivato un registro per le morti improvvise giovanili, “che ha permesso di identificare in maniera efficace l’eziologia di molti casi di MI, con importante beneficio preventivo per i familiari”.

“La morte di Davide Astori ci ha molto scosso e fatto riflettere – dice l’assessore toscano alla salute Stefania Saccardi -. Lo piangiamo con la sua famiglia, gli amici, i compagni. E’ difficile accettare che un ragazzo di 31 anni sano e forte possa morire così, in un attimo. Per questo riteniamo fondamentale il ruolo della ricerca scientifica, che può aiutarci a indagare le cause di queste morti e prevenirle in futuro. E’ questo il senso del progetto Torsade e del registro che verrà istituito a conclusione del progetto stesso”.

Capofila del progetto Torsade, è il dipartimento di neuroscienze, psicologia, area del farmaco e salute del bambino dell’Università di Firenze e ha come partner l’Istituto nazionale di ottica del Cnr e la medicina molecolare e dello sviluppo dell’Università di Siena. Torsade ha avuto un contributo della Regione di 698.000 euro (il costo complessivo è 900.000 euro). La morte improvvisa cardiaca (Mi), ricorda la Regione, colpisce ogni anno in Italia più di 1.000 giovani con età inferiore ai 40 anni, e insorge frequentemente in soggetti apparentemente sani.

La Mi riconosce cause quasi esclusivamente aritmiche e nella maggior parte dei casi esiste una cardiopatia sottostante, nota o occulta, che spiega la suscettibilità alle aritmie. Lo screening cardiologico obbligatorio negli sportivi, attivo dal 1982, ha ridotto in parte la mortalità per Mi nei giovani sportivi, ma la maggioranza dei soggetti a rischio rimangono ancora non identificati. L’assenza in Toscana di un registro come quello veneto, si spiega ancora, “rappresenta una grave limitazione alle possibilità di prevenire casi di Mi. Inoltre, anche in soggetti a rischio ben noti, la scarsità di farmaci efficaci e la notevole invasività dei defibrillatori impiantabili rende difficile una prevenzione efficace”.

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Prospettive e sviluppi delle politiche inclusive

Prospettive e sviluppi delle politiche inclusive

Firenze, si è tenuto nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, il convegno ‘Prospettive e sviluppi delle politiche inclusive’, dedicato alla valorizzazione del ruolo della cooperazione sociale sul duplice versante dell’erogazione dei servizi e dell’inclusione dei soggetti svantaggiati.

Il convegno si è concluso con la firma del Protocollo tra Comune di Firenze, Università degli Studi di Firenze, Lega Coop sociali, Confcooperative, Agci, per promuovere azioni di sostegno e valorizzazione delle persone in situazione di disagio socio-economico.

Con questo atto i soggetti firmatari, tra l’altro, danno vita a un tavolo di coordinamento, con funzione di elaborare proposte e procedure specifiche e di monitorare l’attività in atto (entità degli affidamenti annuali di beni e servizi, efficacia degli interventi programmati etc.).

Tra gli obiettivi da perseguire: disciplinare linee guida per l’applicazione di una quota pari al 5% dell’importo degli appalti di servizi da riservare all’incentivazione degli inserimenti lavorativi;  definire le aree merceologiche compatibili con tale ambito di intervento; definire procedure (clausole tipo, griglie di valutazione, etc.), da inserire negli atti di gara, che valorizzino l’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate, in particolare di quelle in carico ai Servizi Sociale del Comune di Firenze.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il Magnifico Rettore dell’Università di Firenze, professor Luigi Dei:

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Rischio terremoti a Firenze, gli studi dell’Università

Rischio terremoti a Firenze, gli studi dell’Università

🔈Firenze, a seguito di una ricerca del Dipartimento di Scienze della Terra, fatta con il contributo del Comune, sono stati presentati i risultati dello studio sulle caratteristiche geologiche del territorio fiorentino e le nuove convenzioni fra il Comune di Firenze e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze.

Secondo gli studi dell’Università, sono le aree comprese fra la stazione di Santa Maria Novella, il nuovo Teatro dell’Opera e la zona di Novoli quelle maggiormente soggette a fenomeni di amplificazione sismica.

Questo è lo scenario emerso grazie all’elaborazione dei dati raccolti, in questi ultimi anni, dagli esperti del dipartimento di Scienze della Terra dall’Università di Firenze e all’accordo di collaborazione con il Comune.

A presentare l’esito di questa attività di monitoraggio, questa mattina, il professor Carlo Alberto Garzonio, direttore del dipartimento di Scienze della Terra, dal professor Massimo Coli, docente di geologia strutturale e del sottosuolo, dal professor Maurizio Ripepe, docente geofisica, da Riccardo Fanti, docente di geologia applicata e idrogeologia e dall’assessore all’ambiente Alessia Bettini.

Dipartimento di Scienze della Terra e Comune di Firenze hanno anche rinnovato gli accordi per conoscere in modo ancor più dettagliato le zone maggiormente vulnerabili al rischio sismico e sapere la risposta di aree meno conosciute. Tre i punti principali della nuova collaborazione: aggiornamento e adeguamento del database geologico comunale, del modello 3D del sottosuolo e delle carte litotecnica e di amplificazione sismica del territorio comunale e relazione Illustrativa con le procedure operative in caso di emergenza.

Una delle novità riguarda il monitoraggio della pericolosità idrogeologica e delle deformazioni del terreno sottostante la chiesa di San Salvatore e della collina di Monte alle Croci. Quest’area, in particolare, è da oltre venti anni oggetto di una cooperazione scientifica e tecnica per definire le possibili condizioni di instabilità. Specifica attenzione è data al versante settentrionale, dove sono già stati riscontrati, fin da epoca storica, movimenti del terreno. Il nuovo monitoraggio permetterà di definire le puntuali condizioni di pericolosità e rischio dell’area, caratterizzata da elevata vulnerabilità geomorfologica e dalla presenza di elementi a rischio di grande valore architettonico e culturale, quale il Convento di San Salvatore, di proprietà comunale, recentemente interessato da lesioni murarie di nuova formazione o comunque ad evoluzione recente. Ai dati provenienti dalla rete strumentale presente sul terreno si affiancheranno le informazioni provenienti dal monitoraggio radar satellitare delle deformazioni del terreno, che consentiranno di attivare un’ulteriore azione di sorveglianza, finalizzata all’individuazione di eventuali situazioni di criticità del versante e conseguire quindi sistemi di osservazione e di allertamento sempre più affidabili.

Complessivamente la realizzazione di tali studi e ricerche ha permesso ad Università e Comune di dotarsi di strumenti conoscitivi del sottosuolo fiorentino, la caratterizzazione e la mitigazione delle pericolosità e dei rischi territoriali, così da consentire di superare la fase dei rimedi in emergenza.

Il perseguimento, nel corso degli anni, di tali attività ha consentito di giungere, ad una successiva fase di monitoraggio e aggiornamento dei dati e delle elaborazioni scientifiche acquisite. Fra gli scopi del nuovo accordo c’è, infatti, anche quello di intraprendere approfondimenti conoscitivi finalizzati all’aggiornamento del piano strutturale e del regolamento urbanistico di Firenze ed a rendere disponibili tali dati così da indirizzare la progettazione sia delle opere pubbliche comunali, sia di quelle private.

Gimmy Tranquillo ha intervistato l’assessora all’ambiente Alessia Bettini, il professor Massimo Coli, docente di geologia strutturale e del sottosuolo, e Riccardo Fanti, docente di geologia applicata e idrogeologia:

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