Concorsi truccati all’Unifi: rinviata l’udienza preliminare

Concorsi truccati all’Unifi: rinviata l’udienza preliminare

Il gup di Firenze Anna Liguori ha rinviato al prossimo 25 ottobre l’udienza preliminare prevista questa mattina per l’inchiesta della procura fiorentina sui concorsi truccati. La vicenda vede indagati oltre 40 professori e ricercatori specialisti di diritto tributario. L’accusa è quella di aver pilotato i concorsi per l’abilitazione alla docenza del diritto tributario nelle università. Il rinvio è avvenuto a causa di alcuni difetti di notifica.

L’indagine è nata grazie alla denuncia da parte ricercatore tributarista Philip Laroma Jezzi, che ha anche presentato richiesta di costituzione di parte civile. La stessa è stata avanzata dall’Università di Pisa ma non dall’Università di Firenze.
“Confermo – afferma il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei – la volontà già espressa di esercitare il nostro diritto al risarcimento del danno, specialmente di immagine, che l’Ateneo fiorentino ha subito per effetto della vicenda dei concorsi nel diritto tributario”. “Nelle more dell’accertamento delle responsabilità penali – prosegue – stiamo valutando con quali tempi e modalità intraprendere tale azione risarcitoria”.

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Pisa, ricostruita in 3D e messa online tomba egizia 2.300 a.C.

Pisa, ricostruita in 3D e messa online tomba egizia 2.300 a.C.

Il progetto è stato realizzato dall’Università di Pisa che ha ricostruito, con la grafica 3D, la tomba egizia di Khunes, un importante funzionario egiziano vissuto probabilmente al tempo del faraone Teti (2300 a.C. circa), e adesso è possibile effettuare una visita virtuale online.

A realizzare il modello immersivo e interattivo della tomba egizia è stato Emanuele Taccola, del laboratorio di disegno e restauro dell’Università di Pisa, grazie ai dati raccolti nell’ultima campagna di scavo a Zawyet Sultan, un sito nel Medio Egitto, sulla sponda orientale del Nilo, poco a sud della città di Minya.

A renderlo noto è l’Ateneo pisano, che in una nota spiega: “In quest’area, che deve aver avuto un ruolo chiave nell’unificazione dell’Egitto agli albori della sua civiltà gli archeologi sono impegnati in un’analisi spaziale delle strutture e del paesaggio per esplorare le interconnessioni tra resti che vanno dal 3200 a.C. al 1300 a.C. Si tratta in particolare di una piramide lasciata incompleta che sorgeva sopra un cimitero di epoca predinastica, di alcune tombe di dignitari scavati nella roccia fra cui appunto quella di Khunes, di un tempio remesside e di un villaggio del periodo greco-romano”.

Il laboratorio pisano, viene precisato, “ha svolto un lavoro fondamentale di mappatura del sito grazie all’uso di un ricevitore Gnss differenziale per la tomba di Khunes e il rilievo è stato eseguito con metodo fotogrammetrico: così abbiamo ottenuto accurate informazioni metriche utili alla ricerca archeologica e potuto realizzare un modello 3D nel quale è possibile muoversi virtualmente indossando un visore”.

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Sanità: Regione Toscana finanzierà 132 nuovi contratti formazione specialistica

Sanità: Regione Toscana finanzierà 132 nuovi contratti formazione specialistica

Nuove borse per specializzandi in medicina e chirurgia a favore delle Università di Firenze, Pisa e Siena, con un impegno economico complessivo di oltre 16 milioni di euro. Questi  132 nuovi posti, finanziati dalla Regione Toscana, si aggiungono a quelli assegnati ogni anno ad ogni scuola dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca .

Secondo quanto stabilito dalla delibera della Giunta regionale, l’accesso ai contratti è riservato agli iscritti agli Ordini dei medici della Toscana, e chi ne usufruirà dovrà prestare la propria attività lavorativa per almeno 5 anni nelle strutture e negli enti del Servizio sanitario regionale toscano. “Non facciamo passi indietro, scommettiamo sul servizio sanitario pubblico, sulla sua tenuta”, spiega il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, illustrando la delibera alla stampa col vicepresidente della Regione Monica Barni, l’assessore alla salute Stefania Saccardi, i rettori degli atenei Luigi Dei (Firenze) e Francesco Frati (Siena), il presidente della Scuola di Medicina di Pisa Mario Petrini, la presidente dell’Ordine dei medici di Firenze Teresita Mazzei.

“Dai tempi del governo Monti – ha lamentato Rossi – si è cominciato a tagliare le borse universitarie”, e in seguito “i tagli si sono susseguiti senza che si facesse la debita programmazione fra Miur e ministero della Sanità, mettendo in uno stato di prostrazione il Servizio sanitario nazionale. E’ doloroso il fatto che abbiamo molti giovani che sarebbero disponibili a entrare nelle scuole di specializzazione, e che l’offerta di borse di studio – conclude il gove3rnatore – sia assolutamente inadeguata”.

I contratti che quest’anno Miur ha assegnato alle Università toscane sono passati dai 486 a 672 in dodici mesi, con un incremento che sfiora il 40%. Con i 132 contratti finanziati dalla Regione, i posti complessivi messi a disposizione dagli atenei toscani sono 804.
L’anno scorso la Regione aveva finanziato 61 contratti. La Toscana risulta essere la Regione che ha finanziato il maggior numero di contratti: la Lombardia ne ha attivati 85, il Veneto 90, l’Emilia Romagna 100.

“La Regione e le Università toscane – si legge in una nota della Regione diffusa oggi – firmeranno a breve un accordo nell’ambito della rete formativa regionale, per sviluppare sinergie che valorizzino ulteriormente il processo formativo curriculare post-laurea in ambito medico e consentano di rispondere alle attuali criticità nel reclutamento di competenze mediche specialistiche”.

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Sanità: Regione Toscana finanzierà 132 nuovi contratti formazione specialistica

Sanità: Regione Toscana finanzierà 132 nuovi contratti formazione specialistica

Nuove borse per specializzandi in medicina e chirurgia a favore delle Università di Firenze, Pisa e Siena, con un impegno economico complessivo di oltre 16 milioni di euro. Questi  132 nuovi posti, finanziati dalla Regione Toscana, si aggiungono a quelli assegnati ogni anno ad ogni scuola dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca .

Secondo quanto stabilito dalla delibera della Giunta regionale, l’accesso ai contratti è riservato agli iscritti agli Ordini dei medici della Toscana, e chi ne usufruirà dovrà prestare la propria attività lavorativa per almeno 5 anni nelle strutture e negli enti del Servizio sanitario regionale toscano. “Non facciamo passi indietro, scommettiamo sul servizio sanitario pubblico, sulla sua tenuta”, spiega il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, illustrando la delibera alla stampa col vicepresidente della Regione Monica Barni, l’assessore alla salute Stefania Saccardi, i rettori degli atenei Luigi Dei (Firenze) e Francesco Frati (Siena), il presidente della Scuola di Medicina di Pisa Mario Petrini, la presidente dell’Ordine dei medici di Firenze Teresita Mazzei.

“Dai tempi del governo Monti – ha lamentato Rossi – si è cominciato a tagliare le borse universitarie”, e in seguito “i tagli si sono susseguiti senza che si facesse la debita programmazione fra Miur e ministero della Sanità, mettendo in uno stato di prostrazione il Servizio sanitario nazionale. E’ doloroso il fatto che abbiamo molti giovani che sarebbero disponibili a entrare nelle scuole di specializzazione, e che l’offerta di borse di studio – conclude il gove3rnatore – sia assolutamente inadeguata”.

I contratti che quest’anno Miur ha assegnato alle Università toscane sono passati dai 486 a 672 in dodici mesi, con un incremento che sfiora il 40%. Con i 132 contratti finanziati dalla Regione, i posti complessivi messi a disposizione dagli atenei toscani sono 804.
L’anno scorso la Regione aveva finanziato 61 contratti. La Toscana risulta essere la Regione che ha finanziato il maggior numero di contratti: la Lombardia ne ha attivati 85, il Veneto 90, l’Emilia Romagna 100.

“La Regione e le Università toscane – si legge in una nota della Regione diffusa oggi – firmeranno a breve un accordo nell’ambito della rete formativa regionale, per sviluppare sinergie che valorizzino ulteriormente il processo formativo curriculare post-laurea in ambito medico e consentano di rispondere alle attuali criticità nel reclutamento di competenze mediche specialistiche”.

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Clima, Toscana: quasi 2 gradi in più su costa negli ultimi 40 anni

Clima, Toscana: quasi 2 gradi in più su costa negli ultimi 40 anni

Negli ultimi 40 anni l’inverno sulla costa toscana è diventato meno freddo: la temperatura media a gennaio e a febbraio è aumentata di quasi 2 gradi, da circa 8 a 9.9, se si considera tutta la stagione, mentre da novembre a marzo l’incremento è stato di 1,6 gradi, da 9.9 a 11.5.

Il dato emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Scientia Horticulture, condotta da un gruppo di lavoro del dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa e dell’Istituto di scienze della vita della Scuola Sant’Anna. I ricercatori hanno analizzato i dati sulla fioritura di 40 diverse varietà di albicocco coltivate nell’Azienda sperimentale dell’Ateneo pisano a Venturina (Livorno) per oltre 40 anni, dal 1973 al 2016: il periodo di fioritura degli alberi da frutto, si spiega, è strettamente legato alle temperature dei mesi invernali, per questo è uno degli indicatori più utilizzati per gli studi sui cambiamenti climatici.

I risultati hanno mostrato un aumento significativo delle temperature medie mensili del periodo autunno-invernale con incremento più marcato a partire dagli anni ’90. In particolare, l’escursione termica media giornaliera è diminuita di quasi 1 grado e mezzo passando da 10.1 degli anni ’70-’80 a 8.8 del 2013-2016.

“Un calo drammaticamente significativo” c’è stato poi anche per le unità di freddo, cioè le ore con una temperatura inferiore ai 7 gradi che servono alle piante per il superamento della dormienza delle gemme a fiore, che sono passate da circa 1.300 negli anni ’70-’80 a 800 nel 2012-2016. “Dal punto di vista delle coltivazioni, si tratta di cambiamenti climatici che incidono negativamente sui principali processi biologici stagionali causando spesso produzioni irregolari e, di conseguenza, significative riduzioni della produttività dei frutteti” spiega Rossano Massai dell’Università di Pisa.

“Il quadro complessivo che emerge dalla ricerca lascia ipotizzare un cambiamento di scenario con uno spostamento più a nord della coltura – conclude Susanna Bartolini del Sant’Anna -; se in passato nell’area della Maremma Toscana si potevano ottenere produzioni interessanti e economicamente sostenibili anche con varietà a fioritura più tardiva ora appare più opportuno orientarsi verso varietà a basso fabbisogno in freddo e adatte a climi caldi o semiaridi; inoltre il calo complessivo della produttività potrebbe portare ad una forte limitazione all’approvvigionamento locale di frutta e alla necessità di importazione dall’esterno del fabbisogno”.

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