Toscana: Regione e Asl finanziano 61 borse per specializzandi medicina

Toscana: Regione e Asl finanziano 61 borse per specializzandi medicina

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Miur, che fissa il numero di borse per gli specializzandi delle tre Università toscane, con il riparto dei posti per scuola di specializzazione medica. Regione Toscana e Asl Toscana ne finanzieranno quindi 61, un numero in crescita (+258) rispetto ai 6.676 posti dell’anno precedente.

Alle borse finanziate dallo Stato se ne sono aggiunte 640 finanziate dalle Regioni e 94 da altri Enti.

E questo grazie anche al contributo della Regione Toscana che ha finanziato direttamente 25 contratti, e indirettamente, attraverso l’Azienda sanitaria Toscana centro, ulteriori 36 contratti, per un complessivo di 61 posti per le scuole di specializzazione medica delle Università di Firenze, Pisa e Siena.

Quest’anno è stato possibile assumersi un impegno di tale rilevanza perché, tra le altre condizioni, è cambiato anche il parametro per la determinazioni della capacità formativa delle singole scuole, permettendo così di finanziare alcune specializzazioni per le quali la carenza di medici è universalmente riconosciuta, ma per le quali non c’era possibilità di sostenere posti aggiuntivi.

E’ il caso, per esempio, della Pediatria, alla quale sono stati destinati 10 ulteriori contratti (6 da Regione Toscana e 4 da Azienda toscana centro), o di Anestesia rianimazione, terapia intensiva e del dolore (6 finanziati direttamente da Regione Toscana, 2 da Azienda Toscana centro).

Si sottolinea inoltre, tra le altre,  la scelta di aumentare i posti per altre discipline considerate in carenza di medici come Medicina dell’emergenza urgenza (8 finanziati direttamente da Regione Toscana, 10 da Azienda Toscana centro) e Radiodiagnostica (4 finanziati da Regione Toscana), così come di diverse altre scuole mediche (Ematologia, Medicina fisica e riabilitativa, Ortopedia, Chirurgia vascolare, Chirurgia generale, Medicina interna, Ginecologia ed ostetricia, Oftalmologia, Urologia, Allergologia ed immunologia clinica, Dermatologia e venereologia).

L’impegno di Regione Toscana si è concretizzato anche nel sostegno della Formazione specifica in medicina generale, la specializzazione necessaria per assumere gli incarichi di Medico di famiglia, altro settore ritenuto a futura possibile carenza di medici, a causa del raggiungimento dell’età pensionabile per un consistente numero di medici.

A differenza di altre regioni la Toscana aveva già aumentato nel corso degli ultimi anni il numero di posti ma quest’anno, come afferma l’assessore Stefania Saccardi, “lo sforzo è stato doppio: da un lato tutte le Regioni hanno voluto aumentare il numero di posti e di conseguenza il finanziamento statale, fermo agli stanziamenti di tanti anni fa, non garantisce la copertura dei costi generali del corso, ma solo delle borse ai medici tirocinanti.

Quindi, come Regione, ci siamo assunti il rilevante onere per coprire queste spese.”

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Microplastiche: 2.000 tonnellate su spiagge italiane

Microplastiche: 2.000 tonnellate su spiagge italiane

All’Università di Pisa è stato svolto uno studio sulla presenza di microplastiche nelle spiagge italiane,  “sono” dice Castelvetro, coordinatore della ricerca “necessarie nuove ricerche” su “questa forma di inquinamento altamente pervasiva”

Sulle spiagge italiane ci potrebbero essere sino a duemila tonnellate di microplastiche. La stima è dei ricercatori del dipartimento di chimica dell’Università di Pisa che hanno analizzato campioni di sabbia, inferiori ai 2 millimetri, raccolti nei pressi delle foci dell’Arno e del Serchio trovando una grande quantità di polimeri, fino a 5-10 grammi per metro quadrato, derivanti per lo più da imballaggi e oggetti monouso portati in prevalenza dal mare. La stima è compresa fra mille e duemila tonnellate di microplastiche.

Particelle piccolissime, quasi indistinguibili dalla sabbia, le microplastiche sulle spiagge italiane sono una forma di inquinamento elusivo e pervasivo con cui è sempre più necessario fare i conti.

Riguardo alle plastiche individuate nel Pisano, la ricerca, coordinata da Valter Castelvetro e pubblicata sulla rivista ‘Environmental Science and Technology’, spiega che “si tratta prevalentemente di poliolefine, di cui sono fatti gran parte degli imballaggi alimentari, e di polistirene, una plastica rigida ed economica usata anche per i contenitori dei cd o i rasoi usa e getta”.

Uno dei principali rischi, sottolinea Castelvetro, è che queste “microplastiche agiscano da collettori di sostanze inquinanti anche altamente tossiche come pesticidi e idrocarburi policiclici aromatici”.

Lo studio mira a definire un modello analitico relativo alla distribuzione delle varie tipologie di microplastiche sulle coste italiane basato su analisi a campione. “E’ importante”, conclude Castelvetro “sensibilizzare il mondo scientifico e istituzionale anche internazionale verso il problema delle microplastiche che sebbene potenzialmente di grande impatto è stato finora poco compreso: sono quindi necessarie nuove ricerche per valutare quale possa essere l’effetto di questa forma di inquinamento altamente pervasiva e, stando ai primi risultati, assai più massiccia di quanto non si credesse”.

 

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 Pisa: ‘capitale’ neuroriabilitazione e robotica

 Pisa: ‘capitale’ neuroriabilitazione e robotica

L’autunno è la stagione della ricerca a Pisa. Dal 16 al 20 ottobre la città toscana ospita due conferenze congiunte di rilevanza internazionale sulla neuroriabilitazione e sulla robotica indossabile, prima volta in Italia.

Dal 16 al 20 ottbre a Pisa due conferenze sulla neuroriabilitazione e robotica indossabile. Questi eventi scientifici approdano per la prima volta in Italia: si tratta di International conference on neurorehabilitation (Icnr2018) giunta alla 5/a edizione e di International symposium on wearable robotics’ (WeRob), alla 3/a edizione, in programma al Palazzo dei Congressi.

Le due conferenze internazionali vedranno la partecipazione di oltre 500 esperti tra scienziati, accademici e rappresentanti del mondo industriale con 380 abstract presentati, il 20% in più rispetto alle edizioni precedenti, per un evento che, spiega una nota, si annuncia come un’occasione importante per conoscere i recenti sviluppi di due frontiere di ricerca destinate a cambiare la società dei prossimi anni.

Neuroriabilitazione e robotica indossabile offrono soluzioni innovative alle tecnologie del futuro: dall’applicazione pediatrica dei robot alla robotica indossabile, dalla neuroriabilitazione computazionale alle interfacce uomo-macchina per l’ausilio di persone con disabilità motoria.

Tra i relatori dei due appuntamenti di ottobre Maria Chiara Carrozza, docente dell’istituto di biorobotica della Sant’Anna di Pisa e direttrice scientifica della Fondazione Don Gnocchi, Michael Goldfarb, docente della Vanderbilt University, Katja Mombaur, professoressa della Heidelberg University, Marcia O’ Malley della Rice University, Marco Santello, professore dell’Arizona State University, Stephen Scott, docente del Queen’s University ed Herman van der Kooij, professore dell’Università di Twente.

Al Palacongressi di Pisa sarà presente anche un’area espositiva dove Università, aziende e centri di ricerca potranno mostrare le loro ultime novità nel campo della robotica indossabile e della neuroriabilitazione.

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Le coste del Mediterraneo al centro della ricerca scientifica internazionale

Le coste del Mediterraneo al centro della ricerca scientifica internazionale

Nei giorni 19, 20 e 21 giugno, Livorno sarà la sede del Settimo Simposio Internazionale “Il Monitoraggio Costiero Mediterraneo problematiche e tecniche di misura”. L’importante iniziativa si svolgerà al Palazzo dei Portuali.

Le giornate, a cui partecipano studiosi di tutto il bacino del Mediterraneo, saranno una vera e propria opportunità per illustrare nuove proposte e promuovere azioni a favore della tutela dell’ambiente marino e costiero.

La scelta come sede del Simposio della città di Livorno non è casuale: Livorno è un luogo che storicamente (a partire sal XVI secolo) si è mostrato aperto a tutte le culture mediterranee, permettendo la convivenza di comunità straniere di origine diversissima, con le relative espressioni culturali e i luoghi di culto. Inoltre i tragici ecenti del settembre 2017 rimettono in luce i problemi della tutela e della salvaguardia ambientale della sua area costiera.

L’evento è organizzato dalla Fondazione L.E.M. unitamente all’Istituto di Biometereologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con il Comune di Livorno, la Fondazione per il Clima e la Sostenibilità, la Compagnia dei Portuali di Livorno le Università di Pisa e di Firenze. Il Simposio ha ottenuto, anche per questa edizione, il patrocinio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Accademia dei Georgofili, dell’Università degli Studi di Firenze, della Regione Toscana e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.

Per presentare la ricerca, svolta negli ultimi anni sul tema, saranno esposti i lavori scientifici con presentazioni orali e poster.

I lavori, che sono articolati in cinque sessioni, avranno inizio martedì 19 giugno alle ore 10.00 con il saluto del Sindaco del Comune di Livorno Filippo Nogarin e dell’Assessore Paola Baldari. In programma nella prima giornata la sessione Il paesaggio costiero: forme di antropizzazione di ieri e di oggi. Flora e Fauna del sistema litorale: dinamiche e protezione, Geografia della fascia costiera: dinamiche del territorio e tutela integrata, Misure per l’Ambiente e produzione energetica in zone costiere, Morfologia ed evoluzione delle coste e dei fondali sono le sessioni che si terranno nella seconda e terza giornata. A sottolineare lo stretto legame tra il Simposio e la città di Livorno, alla fine dei lavori della seconda e terza giornata sono previste anche due visite organizzate, guidate dal Prof. Saragosa, alle architetture urbane legate alle acque costiere e interne.

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Contrasto agli stereotipi di genere, torna il Premio per laureati nelle Università toscane

Contrasto agli stereotipi di genere, torna il Premio per laureati nelle Università toscane

Contrastare gli stereotipi di genere, portarli alla luce e smascherarli, affinché siano superati e relegati al passato.

Questo è l’obiettivo che la Regione Toscana si pone con il Premio per laureati Analisi e contrasto degli stereotipi di genere, finalizzato all’attribuzione di premi in denaro per tesi di laurea magistrale e pubblicazioni scientifiche in materia di comprensione e superamento degli stereotipi di genere.

Il bando, che copre gli anni accademici 2016-17, 2017-18 e 2018-19, è frutto di un accordo tra Regione Toscana, Commissione regionale Pari opportunità ed Atenei toscani, ossia Università di Firenze, Università di Pisa, Scuola Normale superiore di Pisa, Scuola superiore di studi universitari Sant’Anna di Pisa, Università di Siena, Università per Stranieri di Siena, Scuola Imt di Alti studi di Lucca.

L’edizione 2018, che è la seconda dopo quella dell’anno scorso, è riservata alle studentesse e agli studenti che hanno discusso la tesi sui temi sopra indicati dal 1° gennaio 2016, nonché ai dottori e alle dottoresse di ricerca che hanno acquisito il titolo in una delle Università firmatarie dell’accordo, cioè nelle Università toscane, da non più di tre anni alla data di scadenza dell’avviso ed abbiano pubblicato un articolo scientifico su questi temi dal 1° gennaio 2016.

“Si tratta di un’iniziativa che si colloca nel quadro delle politiche che da anni stiamo portando avanti sul contrasto degli stereotipi associati al genere”, spiega la vicepresidente della Regione, Monica Barni, che ha la delega a Cultura, università e ricerca. “Abbiamo previsto una copertura finanziaria del bando per tre anni accademici allo scopo di dare continuità all’iniziativa, sperando di riscontrare un aumento sempre crescente della sensibilità verso questi temi da parte di giovani sia donne che uomini. Abbiamo cominciato lo scorso anno e stiamo proseguendo sulla strada intrapresa. Ai primi di luglio, inoltre, i lavori premiati in occasione della prima edizione verranno formalmente acquisiti dalla Biblioteca regionale”.

Il 5 luglio prossimo, in occasione di un’apposita cerimonia, le ricerche e gli studi che hanno contraddistinto l’edizione dello scorso anno verranno depostati presso la Biblioteca regionale Pietro Leopoldo di Palazzo Cerretani in piazza dell’Unità a Firenze, dove già esiste una sezione dedicata al contrasto agli stereotipi di genere. Sarà l’occasione per arricchire il patrimonio regionale con lavori e studi approfonditi in grado di far crescere e qualificare la documentazione già presente presso la Biblioteca di Palazzo Cerretani.

Per quanto riguarda l’edizione di quest’anno, invece, il bando si chiuderà il prossimo 13 luglio. Ai fini del Premio, come già in passato, anche quest’anno saranno valutate le tesi di laurea magistrale e le pubblicazioni scientifiche volte a rilevare stereotipi di genere nei programmi e nei testi scolastici, nei testi amministrativi e scientifici, nella pubblicità e nella comunicazione politica e, più in generale, nei contesti lavorativi, nonché a valorizzare studi e percorsi per il loro superamento.

“E’ un piacere confermare l’accordo che si inserisce in un percorso condiviso con la Regione e con gli Enti del territorio”, ha affermato la presidente della Commissione Pari opportunità, Rosanna Pugnalini. “A breve presenteremo le pubblicazioni premiate nel 2017, che faranno parte della collana editoriale della nostra Commissione. Siamo inoltre lieti che si possa rendere più ricco ed importante il patrimonio della Biblioteca regionale con dei lavori e degli studi decisamente approfonditi sulle politiche di genere”.

“Individuare e combattere gli stereotipi di genere, che si annidano in meccanismi complessi della comunicazione e dell’immaginario, è un dovere di civiltà. Le Università devono contribuire con il loro patrimonio culturale e creativo, perché molti secoli di cultura patriarcale vengano passati a contrappelo. Siamo grati alla Regione Toscana che ci dà modo di interpretare anche così, grazie a questo Premio, il nostro mandato”, ha da parte sua affermato Pietro Cataldi, rettore dell’Università per Stranieri di Siena.

I premi, pari a 1000 euro per ciascuna tesi o pubblicazione, sono finanziati con fondi della Regione e saranno attribuiti ai primi dieci lavori della graduatoria stilata da un’apposita commissione giudicatrice. I fondi messi complessivamente a disposizione dalla Regione ammontano a 45 mila euro per il triennio.

La scadenza del bando per il secondo anno è quella del 13 luglio e gli elaborati dovranno essere inviati tramite Pec all’indirizzo unistrasi@pec.it indicando nell’oggetto “Nome e Cognome, Premio Analisi e contrasto degli stereotipi di genere, anno 2018”.

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