Prof bullizzato a Lucca: Fedeli, “non ammettere studenti a scrutini”

Prof bullizzato a Lucca: Fedeli, “non ammettere studenti a scrutini”

Il ministro Fedeli ha spiegato al Tgcom24  “serve una linea rigorosa e l’attuazione delle sanzioni già previste: di fronte ai fatti di Lucca e Velletri gli studenti vanno sospesi, e deve esserci la sanzione fino alla non ammissione agli scrutini finali”.

“Le regole ci sono e vanno applicate, non si possono accettare comportamenti come questi; lo dico non solo per questi due casi”. Fedeli ha ricordato che “ci sono due temi su cui mi sono impegnata: la prevenzione e l’educazione al rispetto; ho mandato in tutte le scuole una campagna per il rispetto e ho operato perché si rilanci il patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia.
Questi ragazzi vivono nella società e vedono comportamenti che hanno in qualche modo legittimato, anche dai genitori. Un mese fa un genitore ha aggredito un docente perché questi faceva il suo lavoro”. Gli autori di questi gravi episodi dunque, “vanno sospesi e non fatti arrivare agli scrutini finali: quando si delegittima la funzione dei docenti, si delegittima la funzione educativa dell’adulto in famiglia, quindi dei genitori. Vanno seguiti, accompagnati e rieducati ma le sanzioni vanno prese in considerazione”.
continua parlando di chi ha girato il video “Vanno sospesi e sanzionati anche i ragazzi che hanno girato il video e che hanno guardato quanto avveniva in classe, senza intervenire in difesa del docente”. Conclude la ministra Fedeli  ” il tema non è usare il linguaggio del pugno di ferro ma minacce offese sono inaccettabili: serve una linea rigorosa e l’attuazione delle sanzioni già previste”.

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Elezioni: Pisa; Cd vince Camera e Senato, sconfitta Fedeli 

Elezioni: Pisa; Cd vince Camera e Senato, sconfitta Fedeli 

Il centrodestra sbanca Pisa e conquista entrambi i seggi parlamentari dell’uninominale, con Rosellina Sbrana al Senato, che conquista il 32,7% contro la ex-ministra Valeria Fedeli, che raggiunge il 32,03%. Alla camera vince Edoardo Ziello, con il 33,77%.

Edoardo Ziello, segretario cittadino della Lega e assessore alle Politiche sociali del comune di Cascina (il primo in Toscana amministrato dalla Lega), è stato eletto alla Camera, mentre Rosellina Sbrana, veterinaria, consigliera comunale a Cascina, è stata eletta al Senato superando nel testa a testa il ministro dell’Istruzione, università e ricerca, Valeria Fedeli, candidata con il centrosinistra: la candidata leghista ha conquistato il 32,7% dei voti contro il 32,03% della rivale. Più netta invece l’affermazione di Ziello che si è imposto con il 33,77% dei consensi e con quasi 7mila voti in più della candidata del centrosinistra, Lucia Ciampi (Pd), che si è fermata al 29,2%. I due candidati del centrodestra hanno vinto anche nelle 86 sezioni del comune di Pisa dove il centrodestra è arrivato primo sia alla Camera che al Senato.

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Gioco d’azzardo: Fedeli a Pisa firma appello contro pubblicità 

Gioco d’azzardo: Fedeli a Pisa firma appello contro pubblicità 

Il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha firmato il manifesto-appello di numerose associazioni e rilanciato sul territorio da don Armando Zappolini, parroco di frontiera del Pisano, per vietare la pubblicità del gioco d’azzardo.

La sottoscrizione è avvenuta a margine della visita al circolo Arci di Migliarino, alle porte di Pisa, che ha rinunciato alle slot machine costruendo una biblioteca dotata di libri e promotrice del gioco da tavolo a disposizione dei soci. “Libri e giochi da tavolo al posto delle slot machine – ha detto Fedeli – è un bell’esempio di come il tessuto sociale può rispondere positivamente al crescente fenomeno della ludopatia che non solo costa carissima alle tasche di tante persone, ma come ogni dipendenza, ne mina anche la libertà”.
Il ministro ha sottolineato che “come candidata al Parlamento mi sono impegnata ad approvare nella prossima legislatura una legge per regolamentare il consumo del gioco d’azzardo. E’ ovvio – ha concluso – che una legge non può bastare ma è necessario mettere paletti ben piantati per terra su cui costruire una battaglia politica e culturale per liberare tante famiglie rovinate da questa piaga e soprattutto per difendere i nostri giovani che sono uno dei soggetti più esposti a questo tipo di cattive abitudini”.

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Fedeli: offesa da critiche su candidature Pisa 

Fedeli:  offesa da critiche su candidature Pisa 

“Mi sento offesa”, “in un partito fatto da più persone bisogna avere dignità e rispetto. Ciascuno di noi sceglie nella propria storia e nella propria autonomia di essere parte del Partito Democratico”.

Lo ha detto il ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, parlando coi giornalisti a Pisa a margine di un’iniziativa elettorale per presentare le candidature del Pd nei collegi della provincia. Valeria Fedeli, candidata al Senato nel collegio Toscana 6, ha così commentato le critiche interne al Pd, sorte a livello locale per la scelta dei candidati. L’ultima polemica in tema c’è stata appena stamani dal consigliere regionale Andrea Pieroni (Pd), che aveva parlato di scelte “frutto di cooptazione e fedeltà”. Nel collegio uninominale Toscana 6 per il Senato (Pisa) concorrono al seggio Valeria Fedeli per il Pd, Rosellina Sbrana (Fi-Lega-FdI), Paolo Fontanelli (Liberi e Uguali), Valeria Marrocco (Movimento 5 Stelle), Matteo Pacini (Casapound) e Sandro Giacomelli (Potere al Popolo).
“Il nostro impegno per le elezioni politiche del 4 marzo è di non far vincere nessun partito del centrodestra”. Lo ha affermato il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli in una conferenza stampa per presentare la sua candidatura al Senato nel collegio uninominale di Pisa. Con lei, nella sede del Pd cittadino, c’erano le altre due donne candidate nel territorio, Lucia Ciampi e Susanna Cenni, entrambe per la Camera.

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Sì al cellulare in classe: Sarti, “Segnale di resa e incapacità di dialogo”

Sì al cellulare in classe: Sarti, “Segnale di resa e incapacità di dialogo”

Intervista di Domenico Guarino al pediatra e consigliere regionale di Sinistra Italiana, Paolo Sarti.

“La ministra Fedeli vuol ‘..dare contenuti certificati alla didattica digitale e governare fenomeni che comunque coinvolgono i nostri ragazzi..’ mentre è di tutt’altro parere la ministra francese dell’educazione: ‘… dal prossimo anno i telefoni andranno spenti appena superato il portone della scuola’. Sia la proibizione assoluta che il solo uso ‘didattico’ sono due mete illusorie e utopistiche che fanno parte delle famose ‘promesse’ elettorali dei politici più che della realtà quotidiana.

Di seguito il post di Paolo Sarti sul suo profilo Facebook:

cellulare

Ha senso inserire lo smartphone in classe presentandolo come strumento didattico innovativo quando i pedagogisti e i sociologi ci segnalano la terribile dipendenza che si è instaurata fra i ragazzi? Non dormono più la notte per stare attaccati al cellulare ed il primo pensiero al risveglio è quello di chattare con gli amici; anche se proibito lo usano comunque la metà del tempo che stanno in classe di nascosto, sotto il banco; non escono, non si ritrovano, non si “dichiarano”, non si conquistano … insomma non ci mettono più la faccia, nascosti sui social e dietro il paravento dei messaggini. Il pedagogista Novara non ha dubbi: “Autorizzare lo smartphone a scuola è come dare dell’acqua a uno che sta affogando!”. Vorrei segnalare anche che ci sono studi scientifici che dimostrano come l’uso della tastiera non attivi le stesse sinapsi della scrittura manuale, come dire: “fa funzionare meno il cervello”.

Insegnare ai giovani un uso più intelligente e consono al vivere sociale è indispensabile e, innegabilmente, oltre ai genitori, anche lo scuola è chiamata a farlo. Ma ha senso addirittura teorizzarne un uso come fa la Ministra per tutti gli ordini di scuola, compreso la primaria (dai 6 ai 10 anni), età in cui i genitori devono combattere con grande fatica per rimandarne per quanto possibile l’acquisto?
Sul piano del semplice uso meccanico dei telefonini poi ci riesce difficile immaginare una didattica gestita da chi ha meno esperienza e prontezza del discente. Sul piano delle regole invece e dell’allerta sulle insidie l’adulto deve avere certamente un ruolo. Ma se ne può parlare in classe senza che ognuno si debba dotare di smartphone (con un aggravio di spesa per altro per chi non ce l’ha o comunque non ce l’ha di ultima generazione): basterebbe una “lim” (lavagna interattiva multimediale) con un ben fatto PowerPoint!

E forse la scuola, più che arrendersi alle derive della società e a rincorrere le mode (dice la Fedeli “… il telefonino ormai è nella mani di tutti, meglio negoziare un uso responsabile”) dovrebbe tenere il timone fermo, recuperando un ruolo formativo e non solo sulle tecniche di scrittura (abituati a WhatsApp “i ragazzi si dimenticano perfino di firmare il compito”, dice il pedagogista Mantegazza) ma anche e soprattutto sull’aprirsi al confronto, all’esporsi, al dialogo, alla curiosità di vivere nel mondo. E tutto questo non si può imparare rinchiusi nella realtà virtuale di un telefonino, al riparo di un rassicurante, fittizio, anonimato.
Gli unici che non esprimeranno dubbi su questa uscita della Ministra Fedeli probabilmente saranno quelli che si muovono nel ricco mercato degli smartphone!”.

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