Violenze carabinieri Lunigiana: indagato comandante

Violenze carabinieri Lunigiana: indagato comandante

Nel registro degli indagati dalla procura di Massa Carrara anche il comandante dei Carabinieri Valerio Liberatori, in una ‘posizione marginale’ rispetto al quadro complessivo

Si è conclusa l’indagine della procura di Massa Carrara che condusse all’arresto e alla sospensione di alcuni carabinieri dell’Arma in servizio in Lunigiana, per maltrattamenti e abusi d’ufficio all’interno delle caserme di Aulla e Licciana Nardi. L’avviso di conclusione delle indagini è stato recapitato, come scrivono questa mattina i quotidiani La Nazione e il Tirreno, anche al comandante provinciale colonnello Valerio Liberatori, iscritto nel registro degli indagati ma, secondo la Procura, in una “posizione marginale” rispetto al quadro complessivo dell’inchiesta.

Il colonnello al momento non è più in forze a Massa Carrara ma è stato trasferito non per motivi legati all’indagine ma per ricoprire un altro incarico altrove.

L’indagine riguardava un’inchiesta su una trentina di persone, tra cui diversi carabinieri, che secondo il procuratore capo Aldo Giubilaro e il sostituto Alessia Iacopino avrebbero picchiato un extracomunitario fermato dopo un controllo e portato in caserma per l’identificazione. Lì lo straniero, di cittadinanza marocchina, sarebbe stato colpito ripetutamente.

Ma i reati vanno oltre le lesioni provocate. Sempre secondo Giubilaro e Iacopino i carabinieri sono andati oltre. Falsificando il verbale fatto dopo l’interrogatorio dell’extracomunitario finito al pronto soccorso e probabilmente facendo la stessa cosa per altri verbali.

L’indagine è venuta fuori perché ieri ad Aulla, ma non solo lì, sono state fatte numerose perquisizioni. Sia nella stazione dell’Arma e sia nelle abitazioni degli indagati. Le forze dell’ordine hanno acquisito fascicoli riguardanti decine e decine di interventi. Tra questi anche un caso di violenza sessuale, una donna che avrebbe subìto abusi da chi doveva tutelare la legge. Una prostituta presa sulla strada e portata di peso in caserma. Ma i sequestri hanno riguardato anche Sim telefoniche, tablet e inoltre sono stati perquisiti dei veicoli, di servizio e non. Sempre secondo l’accusa l’extracomunitario, in possesso di una modica quantità di droga non sarebbe stato collaborativo con la pattuglia e per questo portato in caserma. Lì sarebbe stato picchiato a suo dire selvaggiamente; secondo il verbale invece si sarebbe procurato da solo delle contusioni guaribili in cinque giorni.

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MASSA CARRARA, ALLA SBARRA NOVE CARABINIERI PER FALSO E LESIONI

Massa Carrara alla sbarra carabinieri ragazza scomparsa

Nove carabinieri sono accusati di falso e lesioni, di cui quattro arrestati, uno in carcere, gli altri ai domiciliari. Pm: “indagine su più episodi: era quasi normale illegalità e abuso ma nessuno al di sopra legge, stima per l’Arma.”

Nove carabinieri sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta della procura di Massa Carrara. Tra i reati contestati, secondo quanto appreso, falso riguardo a verbali e lesioni personali. Da quanto appreso 5 carabinieri sono stati posti agli arresti domiciliari, uno in carcere. Per altri 4, invece, scattato il divieto di dimora e per un altro la sospensione dal servizio.

L’inchiesta, condotta dal pm Alessia Iacopini, è partita sette mesi fa, dopo la denuncia di un italiano. Da lì sarebbero emersi altri episodi, con indagini effettuate anche con intercettazioni ambientali e telefoniche. Tra i casi all’attenzione della magistratura è finito anche quello di un extracomunitario, un marocchino che portato in caserma per controlli sarebbe stato colpito, riportando una prognosi di
pochi giorni. Sembrerebbe che al vaglio degli investigatori ci siano anche molestie nei confronti di una prostituta.. Falso e lesioni i reati per cui procede la procura. Dei nove militari,  sei erano in servizio alla caserma di Aulla, tre a quella di Albiano Magra, sempre in provincia di Massa Carrara.

“Ciò che colpisce oltre alla gravità dei fatti è la loro diffusività e normalità”, con condotte irregolari verso chi era sottoposto a controlli, persone sia italiane che straniere, e anche “strumentalizzazioni a fini privati” E’ il commento del procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro in merito all’inchiesta. “L’adozione delle misure, ancorché dolorosa sul piano umano, deve rendere edotti dell’assurdità da parte di chiunque, militari dell’Arma dei carabinieri compresi, di considerarsi al di fuori e al di sopra
delle leggi dello Stato e anzi offre garanzia, enucleati gli autori di condotte improprie, della sicura correttezza e del sicuro senso delle regole di quanti altri fanno parte dell’Arma”.

Incontrando i giornalisti, insieme al comandante provinciale dei carabinieri di Massa Carrara, tenente colonnello Valerio Liberatori, il procuratore ha poi aggiunto che quanto accaduto è “un fatto circoscritto”, ribadendo la sua stima per l’Arma. Nella nota il procuratore rende noto “con sincero dispiacere” l’esecuzione delle ordinanze avvenuta “nelle prime ore di oggi”.

“Le misure – prosegue la nota – sono state richieste da quest’ufficio lo scorso quattro aprile e disposte il 12 giugno dal giudice” Ermanno De Mattia “non essendo consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo, ancorché meritevole e glorioso come l’Arma dei carabinieri, renda immuni da ogni responsabilità”. “Si compiace – conclude la nota – che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari dell’Arma.”

 

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