Rossi: “Anche in Toscana caccia al nero. Governo condanni”

Rossi: “Anche in Toscana caccia al nero. Governo condanni”

“Anche in Toscana la caccia al nero. Ma per Salvini e per Di Maio nessun problema di razzismo.

Vannino Chiti mi ha inoltrato questo messaggio di don Biancalani: “Ciao a tutti e a tutte, vi scrivo a quest’ora, le due di notte dagli uffici della Questura di Pistoia, per informarvi che verso le 11.00 a Vicofaro ci sono stati degli spari! Due giovani italiani al grido ‘negri di merda’ hanno sparato uno o due colpi di arma da fuoco in direzione di uno dei nostri ragazzi migranti che fortunatamente e’ rimasto illeso. Sono in corso le indagini, per il momento non so dirvi altro. Massimo”.

Ora ci aspettiamo parole inequivocabili di condanna dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini e dai rappresentanti del governo 5Stelle-Lega. Cos’altro deve accadere per capire che
siamo dentro una pericolosissima spirale di razzismo e violenza?” Lo dichiara Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

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Da Firenze appello in difesa Costituzione

Da Firenze appello in difesa Costituzione

 Va respinto con forza “quanto sta accedendo in queste ore a Roma, dove “si sta tentando di imporre al Presidente della Repubblica un diktat sulla composizione del governo, per impedirgli di svolgere pienamente il ruolo attribuitogli dalla Costituzione”. E’ quanto si legge in un appello firmato tra gli altri dagli ex presidenti della Regione Toscana ed ex senatori, Vannino Chiti e Claudio Martini, dall’ex sindaco di Firenze Mario Primicerio e dall’ex presidente del Consiglio della Toscana, Simone Siliani.

Dopo aver ricordato l’art.92 della Costituzione che “chiaramente definisce i ruoli del Presidente del Consiglio dei Ministri (che propone la lista dei Ministri) e del Presidente
della Repubblica (che li nomina)”, secondo i firmatari ricordano che si tratta “nella distinzione dei ruoli” di “due volontà libere e autonome”, che concorrono a costituire il Governo.
Invece, il lepenismo della Lega di Salvini e il populismo di Casaleggio e Di Maio spingono per snaturare il nostro ordinamento costituzionale”.
Per i firmatari dell’appello “il presidente del Consiglio incaricato Conte deve dimostrare la sua autonomia, condizione essenziale per guidare un Governo nel solco della Costituzione,
schierandosi con il Presidente della Repubblica e tutelare il ruolo di entrambi”. Una cosa che possono e devono fare anche i cittadini “a prescindere dalle loro appartenenze politiche”.
“Per questo siamo con il Presidente Mattarella nel difendere le prerogative assegnate dalla Costituzione al Capo dello Stato e al presidente del Consiglio”, concludono invitando “partiti, sindacati, associazioni a prendere posizione a favore della nostra Costituzione, uscendo da un mortificante silenzio e da una incredibile sottovalutazione di questa situazione. La Costituzione deve essere salvaguardata sempre, anche quando si
assiste a tentativi di cambiamento e stravolgimenti”

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Erp in Toscana: Casa Spa, “Riforma rischia papocchio”

Erp in Toscana: Casa Spa, “Riforma rischia papocchio”

“Toccare la governance vuol dire fare una riforma di sistema. Dobbiamo aver ben presente di dove vogliamo portare l’edilizia residenziale in Toscana, altrimenti rischiamo di fare un papocchio”. È il monito che lancia il presidente di Casa Spa, Luca Talluri, al termine dell’audizione in commissione Sociale del Consiglio regionale sulla proposta di legge di riforma dell’Erp in Toscana. Il soggetto gestore dell’edilizia residenziale a Firenze frena l’idea contenuta nella riforma di ridurre le aziende che amministrano il patrimonio
immobiliare da 11 a 3.

“Non vedere l’utilita’ del servizio verso i piu’ poveri come elemento di riferimento e fine ultimo della riforma rischia di essere davvero un danno- insiste sul punto-. Riteniamo che sia piu’ opportuno limitarsi a toccare la legge 41 sugli aspetti piu’ gestionali per migliorare i rapporti fra Comuni e inquilini, l’accesso e la gestione delle case popolari”.
Contemporaneamente Talluri invita la Regione “ad avere molta piu’ accortezza a fare una riforma di sistema”. La priorita’ per Casa Spa e’ l’incremento dell’offerta di case
popolari. “Troppe domande sono inevase- ricorda-. Abbiamo in Toscana 49 mila alloggi e 25 mila domande depositate. Il vero obiettivo e’ di fare un vero piano casa per 15 anni che porti almeno 10-15 mila alloggi in piu’, insieme a meccanismi di miglior gestione che consentano di rispondere meglio alle esigenze dei cittadini”. Questo dovrebbe essere il vero obiettivo ad avviso di Talluri, “e non creare tre aziende perche’ abbiamo gia’ tre Asl”. La stella polare da seguire e’ quella della legge del 1996 voluta dall’allora giunta regionale di Vannino Chiti, “che metteva i Comuni al centro del sistema e avvicinava al campanile il sistema dell’Erp. Quindi, 11 aziende non e’ un numero sbagliato, strano o antistorico, ma era strettamente connesso a quella scelta”.

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ERAVAMO TANTO AMATI La sinistra italiana ‘verso’  i trent’anni dalla Svolta della Bolognina

ERAVAMO TANTO AMATI La sinistra italiana ‘verso’  i trent’anni dalla Svolta della Bolognina

Di Domenico Guarino, Andrea Lattanzi, Andrea Marotta (Edizioni Effigi).  Prima presentazione in occasione della Giornata Mondiale del Libro – Lunedì 23 aprile 2018, ore 19, Caffé Letterario Le Murate, Firenze. interviene il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi coordina Paola Catani Gagliani, capo servizio Ansa Firenze

Alle elezioni del marzo 2018, il PD ottiene circa 8 milioni di voti. Quasi gli stessi raggiunti dal PDS, nel 1992, al suo debutto dopo il sofferto scioglimento del PCI. A trent’anni dalla Bolognina, quando il più grande partito comunista d’Europa decise di cambiare nome, la Toscana rimane l’unica regione in cui gli eredi di quella tradizione, nata proprio a Livorno nel 1921, vincono e conservano una egemonia territoriale.
Cosa è accaduto in questi anni? La svolta lanciata nel 1989, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, ha tradito le aspettative? E’ possibile riconquistare quel consenso? Abbiamo cercato queste risposte proprio nella “rossa” Toscana, tra alcuni dei protagonisti di allora e di oggi. Ventiquattro interviste in tutto. Politici, docenti, giornalisti, personaggi dello spettacolo e della cultura. Per capire dove stia andando oggi la sinistra in Italia.

Eravamo tanto amati non è una presa d’atto dell’esistente, ma un’analisi giornalistica a più voci per capire il futuro. La crisi del PD, e delle altre forze derivate dall’esplosione del PCI negli anni (da Rifondazione Comunista a SeL, da Sinistra Arcobaleno fino a LeU e Potere al Popolo), sancita dalle tornate elettorali degli ultimi dieci anni, diventa  lo specchio di una radicale trasformazione degli assetti politici nel nostro Paese.


Per questo, all’indomani delle elezioni del 4 marzo 2018, continuiamo a chiederci se sia possibile per una forza politica – una qualsiasi forza politica – raccogliere, anche in parte, quell’eredità del PCI, a cominciare non solo dalla parte forse più attuale del patrimonio ideologico (per esempio il sostegno alle fasce deboli, l’attenzione al mondo del lavoro, l’interclassismo, l’abilità di coniugare il governo delle cose concrete con una tensione ideale e, in qualche modo, utopica) ma soprattutto di un elemento che oggi, nel dibattito complessivo, latita a qualsiasi livello: la capacità di suscitare il rispetto. Quello che il PCI si vedeva riconosciuto, primi tra tutti, dai suoi avversari. 
Il progetto editoriale vede anche la nascita di un videodocumentario a cura di  Andrea Lattanzi che sarà proiettato in anteprima Domenica 29 aprile 2018 ore 19.00 al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze (proiezione, a seguire presentazione del progetto e dibattito con gli autori) -ingresso gratuito – 
 
Info su pagine FB: Eravamo Tanto Amati
 
 
Domenico Guarino (Battipaglia, SA, 1968) è un giornalista professionista. Lavora (prevalentemente) a Controradio/Popolare Network. Nel 2008 si è aggiudicato il premio Passetti come ‘Cronista dell’Anno’ . Ha vinto il premio Viesseux (2007, con il racconto Una casa grande come un sogno) e il premio Terzani (2008, con il racconto Il mio nome è mai più). Ha pubblicato “Di Domenica si può anche Morire” (Poliastampa, 2008), Ordine Nuovo (Cult, 2009), Sono un Italiano Nero (Cult, 2009), Puttanopoli, (Cult, 2010), Ribelli (Infinito, 2011), Io, Raimondo Ricci (Sagep, 2013), Gli occhi dentro (le piagge, 2014) 

Andrea Lattanzi (Carrara, 1987), è un giornalista pubblicista e videomaker che lavora a Firenze. Laureato in Scienze della Politica e autore del saggio Librai: si salvi chi può (GoWare) ha lavorato per varie testate di informazione e attualmente collabora con il sito Repubblica.it. È tra i fondatori dell’associazione GvPress, che tutela il lavoro dei giornalisti videomaker in Italia.

Andrea Marotta (Cosenza, 1982) è un giornalista della Rai e vive a Firenze. Ha lavorato per Tam Tam e Segnali di Fumo, Il Quotidiano della Calabria, Il Mucchio Selvaggio, DNews e Doc Toscana. Con Domenico Guarino ha scritto Io Raimondo Ricci, memorie da un altro pianeta (Sagep, 2013).
 
 
CREDITS 
Titolo: “Eravamo tanto amati – La sinistra italiana verso i trent’anni dalla Bolognina”
Genere: Inchiesta giornalistica a sfondo storico
Durata: 60′
Soggetto, sceneggiatura e regia: Domenico Guarino, Andrea Marotta, Andrea Lattanzi
Fotografia e montaggio: Andrea Lattanzi
 
Con la partecipazione di: Sabatino Cerrato, Riccardo Conti, Mario Tredici, Maurizio Boldrini, Michele Ventura, Guelfo Guelfi, Dalida Angelini, Vannino Chiti, Giovanni Gozzini, Sergio Staino, Paolo Fontanelli, Rosa Maria Di Giorgi, Fabio Mussi, Fabio Picchi, Alessandro Benvenuti, Mario Ricci, Daniela Lastri, Graziano Cioni, Fabio Evangelisti, Gabriella Piccinni, Enrico Rossi, Monica Sgherri, Filippo Nogarin, Achille Occhetto

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Migranti: Boldrini in visita a prete Pistoia, presidio Forza Nuova

Migranti: Boldrini in visita a prete Pistoia, presidio Forza Nuova

In occasione della visita domani di Laura Boldrini a Vicofaro, a Pistoia, nella parrocchia di don Massimo Biancalani, prete impegnato nell’accoglienza ai migranti, Forza Nuova annuncia un presidio di protesta; anche CasaPound ha annunciato una manifestazione che si svolgerà dalle 11 alle 13 in piazza San Francesco.

L’iniziativa è stata promossa, spiega in una nota Emiliano Mari, segretario provinciale di Forza Nuova a Pistoia, per ribadire che l’ex presidente della Camera “è un ospite sgradito”: “le sue idee riguardo all’immigrazione minano il tessuto sociale della provincia” e la convivenza civile”. Mari ribadisce inoltre la volontà politica di Forza Nuova “di chiudere i centri di accoglienza di Vicofaro e Ramini”: vi risiedono spacciatori di droga fatti passare per richiedenti asilo”.

“L’azione di personaggi come Biancalani e la Boldrini – precisa Leonardo Cabras, coordinatore di Forza Nuova per il Centro Italia – rappresenta il peggior mondialismo ostile alla sopravvivenza del popolo italiano. Le loro pseudo-battaglie a favore dell’invasione, col consueto corollario di diffusione di droga e delinquenza, rappresentano uno Stato ed una Chiesa ormai traditori dei loro rispettivi mandati. A questa azione ostile ed anti-italiana risponderanno i soldati politici di Forza nuova”.

“È già una vergogna che i fascisti di Forza Nuova e loro alleati si presentino sulle piazze illudendosi sulla indifferenza e la mancanza di memoria storica della gran parte degli italiani. La tracotanza con la quale pretendono di impedire agli altri di incontrarsi, discutere, manifestare è semplicemente intollerabile”. Così in una nota l’esponente del Pd Vannino Chiti in merito all’annunciato presidio di Forza Nuova domani.

Ricordando che il prete è stato oggetto di “continue provocazioni fasciste”, Chiti non ha dubbi che “prefetto e questore non autorizzeranno manifestazioni di disturbo”, che “magistratura e forze dell’ordine sapranno garantire l’ordine democratico fondato sulla Costituzione. Faccio appello ai cittadini: è importante rispondere in modo unitario, non violento, isolando i fascisti e impedendo così le loro provocazioni. Si possono avere idee diverse sull’accoglienza dei migranti come su tante altre questioni politiche: non è consentito averne sulla democrazia, la libertà, il rifiuto del fascismo e di ogni totalitarismo. Mi auguro che anche il sindaco sappia dire una parola chiara e forte. Pistoia non deve diventare un teatro dove i fascisti cercano di attuare le loro impostazioni reazionarie di intolleranza, inciviltà, non rispetto dei diritti democratici”.

 

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