Vendita Casa delle Donne: “Vogliamo restare qui”

Vendita Casa delle Donne: “Vogliamo restare qui”

Viareggio, Ersilia Raffaelli, responsabile della Casa delle Donne, dopo la messa in vendita decisa dall’amministrazione comunale: “Chiediamo che le lo stabile dove da 20 anni esercita la propria attività la Casa delle Donne venga tolto dai beni immobili che il Comune ha annunciato di voler vendere.”

La dichiarazione arriva nel corso di una conferenza stampa affollata nella sede nella pineta di Ponente, alla presenza anche di alcuni esponenti dei partiti Pd, Fi, 5 Stelle di alcune associazioni, tra queste il Mondo che vorrei, con il presidente Marco Piagentini, uomo simbolo della strage ferroviaria del 29 giugno 2009.

“Questa sede è un punto di riferimento per tante donne e non va venduta”, ha aggiunto, “Rifiutiamo il trasferimento della nostra sede e chiediamo al Consiglio comunale di annullare la relativa delibera di vendita”, ha proseguito riferendosi a quanto dichiarato ieri dal sindaco Del Ghingaro.

“Siamo disposte a trattare con l’amministrazione pagando anche un affitto simbolico, ma deve sospendere questa delibera – aggiunge Raffaelli – stamani è con noi come nostra volontaria una donna che ha subito violenza, a dimostrare l’importanza di questa struttura. Noi vogliamo rimanere qui, anche se il Comune ha deciso di trasferirla in un’altra sede”.

Solidarietà alla Casa delle donne di Viareggio, è giunta da diverse associazioni a livello nazionale.

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Dimissioni del segretario Pd di Viareggio

Dimissioni del segretario Pd di Viareggio

Viareggio, si dimette dall’incarico il segretario del Pd di Viareggio Filippo Guidi, lo rende noto lo stesso Guidi spiegando che la sua è una decisione “irrevocabile”.

“È finita da tempo in me la voglia e la passione nel fare politica. Già prima dell’inizio della campagna elettorale avevo più volte meditato su questa eventualità – spiega l’ex segretario – e oggi dopo alcuni giorni di riflessione personale post elettorale sono arrivato a questa inevitabile e dolorosa conclusione. Naturalmente i risultati dell’ultima tornata elettorale, molto negativi per il mio partito, hanno aumentato questa mia personale sensazione di disagio e di difficoltà ed ho quindi deciso di prendere questa decisione”.

Guidi ritiene che il Pd di Viareggio “abbia davanti a sé un periodo piuttosto lungo di tregua elettorale in cui sono certo saprà trovare al suo interno una guida forte ed autorevole per i prossimi anni. Ringrazio tutti gli amici e i compagni del Pd Viareggio e del Pd Versilia che mi hanno accompagnato ed aiutato in questo difficile percorso”.

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Cadavere uomo in un canale a Viareggio

Cadavere uomo in un canale a Viareggio

Viareggio, il cadavere di un uomo è stato rinvenuto, intorno a mezzogiorno, nelle acque del canale Burlamacca.

La scoperta del cadavere è stata fatta dopo una telefonata anonima pervenuta alla centrale operativa del 118 Versilia.

Chi ha chiamato, da una cabina telefonica come è stato poi accertato, indicava la presenza di un corpo senza vita di un uomo più o meno nella zona del centro Italmaco, al quartiere Varignano a Viareggio.

L’uomo trovato morto non è stato ancora identificato: all’apparenza potrebbe essere un cinquantenne.

Da quanto emerso, la telefonata sembrava quasi uno scherzo ma dal 118 è stato deciso di inviare un’automedica a controllare e sono stati allertati i vigili del fuoco che dopo poco hanno individuato il corpo.

Sul posto è poi intervenuta la polizia.

L’uomo t potrebbe essere caduto in acqua dopo aver assunto droga. E’ un’ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori dopo il rinvenimento lungo il canale, vicino a dove è stato trovato il cadavere, di una siringa e di materiale per l’assunzione di sostanza stupefacente. Sarà comunque l’autopsia a chiarire le cause del decesso.

La polizia ha anche identificato l’uomo: è un italiano originario della Sicilia, 48 anni, conosciuto dalle forze dell’ordine. Gli inquirenti ipotizzano inoltre che a fare la telefonata anonima al 118 che ha portato allo scoperta del cadavere sia stata una persona che era in compagnia dell’uomo. Gli investigatori ipotizzano che l’uomo possa aver assunto droga e poi, o per un malore, o perchè camminava barcollando vicino all’argine del canale, sia finito in acqua.

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Presidio familiari vittime disastro ferroviario Viareggio

Presidio familiari vittime disastro ferroviario Viareggio

🔈Firenze, per una tragica coincidenza, proprio nel giorno in cui si è verificato un gravissimo incidente ferroviario alle porte di Milano, col bilancio provvisorio pesantissimo di quattro morti e cinque feriti in gravi, si tiene alla stazione di SMN l’incontro tra una delegazione di familiari delle 32 Vittime del disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 con l’Ansf (Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria).

L’incontro, richiesto da molto tempo, sui temi della sicurezza e della prevenzione e sulle misure di protezione per evitare che accada un altro disastro come quello di Viareggio, è stato evidenziato con un presidio e con un volantinaggio.

“Incontriamo l’Ansf – si legge nel volantino distribuito alla stazione di SMN – come con chiunque abbia un ruolo sui temi della sicurezza, in particolare delle ferrovie, perchè da oltre 8 anni e mezzo siamo impegnati in questo fondamentale settore, assieme a verità e giustizia. Da quando (29 giugno 2009) sono morti i nostri cari e molti altri hanno riportato, per sempre, le conseguenze di gravissime ustioni”.

“Incontriamo l’Ansf oggi – prosegue il comunicato – con una motivazione in più: la sentenza del processo di 1° grado del Tribunale di Lucca che ha sancito le pesantissime responsabilità dell’ex AD Moretti, degli altri dirigenti di ferrovie e Ansf (Elia, Soprano, Margarita, ecc. ecc.) e delle aziende coinvolte, fra cui: la mancanza della valutazione dei rischi per il trasporto di merci pericolose, la mancanza delle misure (antisvio, minor velocità, muro) che avrebbero, se non evitato, di gran lunga ridotto le conseguenze del disastro. Pensiamo che l’Ansf debba promuovere misure e iniziative concrete, controllo e vigilanza sulla sicurezza ferroviaria, che sono urgenti, come è evidente dal numero e dalla tipologia degli incidenti che continuano a verificarsi! Abbiamo rilevato che solo nel 2017 ci sono stati 30(!) incidenti, in alcuni casi con morti e feriti. A settembre 2017, all’interno dello scalo ferroviario di Novara Boschetto, è deragliato un carro merci a causa della rottura di un asse: solo per fortuna a bassa velocità e all’interno di uno scalo merci!”

La dinamica di questo incidente è la stessa di Viareggio. Come il 29 novembre 2017 a Melzo(Mi), quando un carro deraglia in stazione: la cisterna di acetato di butile si ribalta, solo per caso il serbatoio era vuoto. Ancora una volta si è rischiata un’altra Viareggio! L’ultimo mancato disastro alcuni giorni fa, la notte del 9 gennaio nella stazione di Fossacesia (Chieti), quando è deragliato un merci che ha “arato” km di traversine e poi il marciapiede di stazione che solo a causa dell’ora era sgombro da viaggiatori!

Gimmy Tranquillo ha intervistato Marco Piagentini che nel disastro ha perso moglie e due figli ed è rimasto ustionato sul 98 per cento del corpo


e Daniela Rombi che nella strage ha perso sua figlia Emanuela (21 anni), morta dopo 42 giorni di agonia al centro grandi ustionati di Pisa:

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Tuffo Capodanno: Viareggio 263 in mare, 200 a Livorno, a Firenze Giani in Arno

Tuffo Capodanno: Viareggio 263 in mare, 200 a Livorno, a Firenze Giani in Arno

Viareggio, stamani, per la settima edizione dell’iniziativa, sono stati 263 a sfidare a Capodanno il freddo e anche il brutto tempo.

Verso mezzogiorno infatti, quando la pioggia ha lasciato spazio a un tiepido sole, i presenti si sono fatti un bagno nelle acque antistanti piazza Mazzini, non è stato però battuto il record di 322 partecipanti registrato l’anno scorso per il tuffo di Capodanno.
Tra i partecipanti anche turisti arrivati da Milano e Aosta affezionati al tuffo in mare di Capodanno nelle acque del Tirreno.
L’iniziativa, organizzata da Escape Tuscany Triathlon di Aldo Angeli con il patrocinio del Comune di Viareggio, ha finalità benefiche: il ricavato della vendita delle cuffie sarà devoluto alla Croce verde di Viareggio.

A Livorno invece, il tradizionale tuffo di Capodanno questa volta è stato meno gioioso del solito.
L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di circa 200 ‘temerari’, era infatti dedicata alle 8 vittime dell’alluvione che ha devastato la città nel settembre scorso e prima del consueto bagno in mare i presenti hanno osservato un minuto di silenzio.
Il tradizionale tuffo si è svolto nonostante un fastidioso vento non rendesse proprio invitante mettersi in costume e immergersi in acqua, poi dopo qualche bracciata e gli schizzi in mare foto di rito con la maglietta che celebra l’evento.
A margine dell’iniziativa la vendita per beneficenza del calendario fotografico dei “Bimbi Motosi”, le decine di giovani che per giorni hanno spalato il fango che ha invaso molti quartieri cittadini nella tragica alluvione.

Bagno in Arno a Firenze, invece, per il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, che insieme ad altri membri dei Canottieri Firenze, società sportiva di canottaggio fondata nel 1886, che dagli anni ’30 ha sede sotto il Ponte Vecchio, si è lanciato nelle acque fredde e limacciose del fiume.
“Io dal 1999 faccio la tradizionale regata di Capodanno e dal 2006 quello che è diventato l’annuale tuffo benaugurante! – ha postato Giani sul suo profili Facebook –  Iniziammo con il tuffo per chiedere un Arno più pulito. Oggi che lo è veramente grazie al nuovo emissario che porta le fogne direttamente al depuratore di San Colombano, il tuffo collettivo lo facciamo per auspicare fortuna nel nuovo anno per Firenze, Toscana, Italia, desiderando pace, #amore #giustizia, amicizia, solidarietà nel mondo intero!”

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