FIRENZE, NARDELLA: “REINTRODURRE VIGILE DI QUARTIERE”

Vigili mamme

L’idea del sindaco di Firenze Nardella esposta al nuovo comandante polizia municipale Casale: “partire dalle zone più difficili: una città più controllata è più sicura.”

“Reintrodurre il vigile di quartiere, partendo dalle zone più difficili”. Dell’idea parla nella sua newsletter il sindaco di Firenze Dario Nardella. Dando il benvenuto al nuovo comandante della polizia municipale Alessandro Casale, Nardella spiega nel documento di aver parlato con lui “di tante cose da affrontare, ma una a cui tengo più di tutte l’ho messa come priorità: reintrodurre il vigile di quartiere, partendo proprio dalle zone più difficili. Perché una città più controllata è una città più sicura”, dice il sindaco.

“Ora avete i soldi per assumere vigili” aveva detto il Ministro dell’Interno Minniti lo scorso 24 marzo 2017 nel corso di un incontro a Firenze con i sindaci toscani per discutere di sicurezza organizzato dalla mozione Renzi: “il decreto è un punto di partenza grazie al quale i sindaci possono assumere i vigili urbani perché è stato sbloccato il turnover e anche l’equo indennizzo” aveva detto. Proprio nei primi mesi del 2017  erano partite le nuove assunzioni nella Polizia Municipale in vista di un aumento dell’organico e un alleggerimento del carico di lavoro, soprattutto nella fascia notturna 18-24,  per i lavoratori più anziani e le mamme. I nuovi arrivati provenivano dalla graduatoria pubblicata dopo l’ultimo concorso. La scorsa estate Federico Giannassi, assessore alla sicurezza urbana, aveva annunciato un piano di assunzioni, ma si parlava di 17 persone entro fine anno da aggiungere agli 800 vigili del corpo fiorentino.

The post FIRENZE, NARDELLA: “REINTRODURRE VIGILE DI QUARTIERE” appeared first on Controradio.

FIRENZE, NARDELLA: “REINTRODURRE VIGILE DI QUARTIERE”

Vigili mamme

L’idea del sindaco di Firenze Nardella esposta al nuovo comandante polizia municipale Casale: “partire dalle zone più difficili: una città più controllata è più sicura.”

“Reintrodurre il vigile di quartiere, partendo dalle zone più difficili”. Dell’idea parla nella sua newsletter il sindaco di Firenze Dario Nardella. Dando il benvenuto al nuovo comandante della polizia municipale Alessandro Casale, Nardella spiega nel documento di aver parlato con lui “di tante cose da affrontare, ma una a cui tengo più di tutte l’ho messa come priorità: reintrodurre il vigile di quartiere, partendo proprio dalle zone più difficili. Perché una città più controllata è una città più sicura”, dice il sindaco.

“Ora avete i soldi per assumere vigili” aveva detto il Ministro dell’Interno Minniti lo scorso 24 marzo 2017 nel corso di un incontro a Firenze con i sindaci toscani per discutere di sicurezza organizzato dalla mozione Renzi: “il decreto è un punto di partenza grazie al quale i sindaci possono assumere i vigili urbani perché è stato sbloccato il turnover e anche l’equo indennizzo” aveva detto. Proprio nei primi mesi del 2017  erano partite le nuove assunzioni nella Polizia Municipale in vista di un aumento dell’organico e un alleggerimento del carico di lavoro, soprattutto nella fascia notturna 18-24,  per i lavoratori più anziani e le mamme. I nuovi arrivati provenivano dalla graduatoria pubblicata dopo l’ultimo concorso. La scorsa estate Federico Giannassi, assessore alla sicurezza urbana, aveva annunciato un piano di assunzioni, ma si parlava di 17 persone entro fine anno da aggiungere agli 800 vigili del corpo fiorentino.

The post FIRENZE, NARDELLA: “REINTRODURRE VIGILE DI QUARTIERE” appeared first on Controradio.

MULTA PER CELLULARE ALLA GUIDA, MA SENZA FERMARLO: COMUNE FIRENZE CONDANNATO

annullata multa per guida col cellulare

La vicenda risale all’anno scorso e accadde a San Casciano Val di Pesa (Firenze). Un agente municipale volle multare il conducente di un’auto in transito perché l’avrebbe visto parlare al telefono cellulare. Però non lo fermò per contestargli la trasgressione.

Un automobilista avrebbe guidato parlando al cellulare: ma il vigile urbano che decise di multarlo non gli contestò subito, come previsto, l’infrazione ma si limitò a prendere il numero di targa della vettura e, tornato in ufficio, a predisporre gli atti per confezionare la sanzione, inviandola poi a casa. Ora, decidendo su un ricorso dello stesso proprietario dell’auto, il giudice di pace di Firenze ha dichiarato illegittima la multa, perché in palese violazione dei diritti di difesa, e l’ha annullata. Inoltre, lo stesso giudice ha condannato un Comune del Fiorentino a pagare le spese legali sollevando l’automobilista da ogni onere. La vicenda risale all’anno scorso e accadde a San Casciano Val di Pesa (Firenze). Un agente municipale volle multare il conducente di un’auto in transito perché l’avrebbe visto parlare al telefono cellulare. Però non lo fermò per contestargli la trasgressione. Dunque il destinatario, assistito dall’avvocato Fabio Generini di Firenze, fece ricorso al giudice di pace ricordando che il codice della strada obbliga gli agenti (tranne eccezioni, come nel caso degli autovelox) a contestare subito la violazione agli automobilisti. Una linea che è stata condivisa dalla sentenza del giudice il quale, nella sua decisione, l’ha pure aggravata laddove sottolinea che l’agente accertatore, in divisa e posizionato a meno di un metro dall’auto, poteva bene mettersi in evidenza e fermare il trasgressore, spiegando il motivo del suo intervento.

The post MULTA PER CELLULARE ALLA GUIDA, MA SENZA FERMARLO: COMUNE FIRENZE CONDANNATO appeared first on Controradio.

MULTA PER CELLULARE ALLA GUIDA, MA SENZA FERMARLO: COMUNE FIRENZE CONDANNATO

annullata multa per guida col cellulare

La vicenda risale all’anno scorso e accadde a San Casciano Val di Pesa (Firenze). Un agente municipale volle multare il conducente di un’auto in transito perché l’avrebbe visto parlare al telefono cellulare. Però non lo fermò per contestargli la trasgressione.

Un automobilista avrebbe guidato parlando al cellulare: ma il vigile urbano che decise di multarlo non gli contestò subito, come previsto, l’infrazione ma si limitò a prendere il numero di targa della vettura e, tornato in ufficio, a predisporre gli atti per confezionare la sanzione, inviandola poi a casa. Ora, decidendo su un ricorso dello stesso proprietario dell’auto, il giudice di pace di Firenze ha dichiarato illegittima la multa, perché in palese violazione dei diritti di difesa, e l’ha annullata. Inoltre, lo stesso giudice ha condannato un Comune del Fiorentino a pagare le spese legali sollevando l’automobilista da ogni onere. La vicenda risale all’anno scorso e accadde a San Casciano Val di Pesa (Firenze). Un agente municipale volle multare il conducente di un’auto in transito perché l’avrebbe visto parlare al telefono cellulare. Però non lo fermò per contestargli la trasgressione. Dunque il destinatario, assistito dall’avvocato Fabio Generini di Firenze, fece ricorso al giudice di pace ricordando che il codice della strada obbliga gli agenti (tranne eccezioni, come nel caso degli autovelox) a contestare subito la violazione agli automobilisti. Una linea che è stata condivisa dalla sentenza del giudice il quale, nella sua decisione, l’ha pure aggravata laddove sottolinea che l’agente accertatore, in divisa e posizionato a meno di un metro dall’auto, poteva bene mettersi in evidenza e fermare il trasgressore, spiegando il motivo del suo intervento.

The post MULTA PER CELLULARE ALLA GUIDA, MA SENZA FERMARLO: COMUNE FIRENZE CONDANNATO appeared first on Controradio.