Violenza: studentesse denunciano carabinieri, proseguono accertamenti

Violenza: studentesse denunciano carabinieri, proseguono accertamenti

Proseguono gli accertamenti sulla presunta violenza subita da due ragazze americane da parte di due carabinieri nella notte tra il 6 e il 7 settembre scorsi a Firenze.

Le due giovani sono state sentite in procura ieri fino a tarda notte, e il loro racconto è adesso al vaglio degli uomini della squadra mobile.

Gli inquirenti avevano deciso di risentirle per chiarire alcuni punti e colmare alcune lacune presenti nel primo resoconto che avevano fornito a poche ore dal fatto.

Secondo quanto ricostruito, i due carabinieri sarebbero intervenuti, insieme ad altre pattuglie, per dei disordini in una discoteca di Firenze. Qui, fuori dal locale, avrebbero incontrato le ragazze, che avrebbero riaccompagnato a casa, non lontano da via Tornabuoni nel centro di Firenze, con la gazzella di servizio.

A questo punto, stando al racconto delle due studentesse, sarebbe avvenuta la violenza.

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PISA, BIMBA UCCISA: PM CHIEDE ERGASTOLO PER COMPAGNO MADRE

Pisa Pm giustizia lucca uomo 30 anni

Questa la richiesta contro il 32enne Krstic del pm Dominijani al termine della seduta in corte d’assise a Pisa. La madre della piccola è stata condannata a 10 anni di reclusione.

Il massimo della pena previsto dal codice: ergastolo con isolamento diurno. E’ la richiesta di pena fatta dal pm Giancarlo Dominijanni oggi al termine della  requisitoria in corte d’assise a Pisa al processo che vede imputato Tonino Krstic, 32 anni, di origine serba, accusato dell’omicidio della piccola Samatha, 3 anni, figlia della sua compagna, a causa delle botte subite. La piccola morì il 27 aprile 2016, in una baracca di Calambrone, sul litorale pisano, dove viveva con la madre, legatasi all’imputato dopo la separazione dal marito e padre della piccola, un uomo originario di Rapallo (Genova).

Il sostituto procuratore ha ricostruito la condotta dell’ imputato in aula senza concedergli alcuna attenuante e ritenendo che agì con violenza e senza alcuna pietà nei confronti della piccola, arrivando anche a minacciare la madre della bambina – tra l’altro la donna nei giorni scorsi è stata condannata, con
rito abbreviato, a 10 anni di reclusione per maltrattamenti – se avesse rivelato le percosse ai soccorritori chiamati solo quando la bimba era ormai in fin di vita. La sentenza è attesa per venerdì prossima dopo le repliche delle difese.

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PISA, BIMBA UCCISA: PM CHIEDE ERGASTOLO PER COMPAGNO MADRE

Pisa Pm giustizia lucca uomo 30 anni

Questa la richiesta contro il 32enne Krstic del pm Dominijani al termine della seduta in corte d’assise a Pisa. La madre della piccola è stata condannata a 10 anni di reclusione.

Il massimo della pena previsto dal codice: ergastolo con isolamento diurno. E’ la richiesta di pena fatta dal pm Giancarlo Dominijanni oggi al termine della  requisitoria in corte d’assise a Pisa al processo che vede imputato Tonino Krstic, 32 anni, di origine serba, accusato dell’omicidio della piccola Samatha, 3 anni, figlia della sua compagna, a causa delle botte subite. La piccola morì il 27 aprile 2016, in una baracca di Calambrone, sul litorale pisano, dove viveva con la madre, legatasi all’imputato dopo la separazione dal marito e padre della piccola, un uomo originario di Rapallo (Genova).

Il sostituto procuratore ha ricostruito la condotta dell’ imputato in aula senza concedergli alcuna attenuante e ritenendo che agì con violenza e senza alcuna pietà nei confronti della piccola, arrivando anche a minacciare la madre della bambina – tra l’altro la donna nei giorni scorsi è stata condannata, con
rito abbreviato, a 10 anni di reclusione per maltrattamenti – se avesse rivelato le percosse ai soccorritori chiamati solo quando la bimba era ormai in fin di vita. La sentenza è attesa per venerdì prossima dopo le repliche delle difese.

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VIOLENZE CC LUNIGIANA: “NON TOLLERABILI MEZZI UTILIZZATI”

violenze lunigiana, giubilaroIl procuratore capo di Massa Carrara, Aldo Giubilaro: usatio “mezzi fuori dalla legge e, cosa ancor più grave, se usati da chi la legge deve farla rispettare”

Quanto successo in alcune stazioni dei carabinieri della Lunigiana non sarebbe dovuto
tanto a un problema di razzismo quanto al fatto che qualcuno avrebbe esagerato nel pensare alle proprie funzioni. Il procuratore capo di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, titolare dell’inchiesta con il sostituto Alessia Iacopini, sembra convinto che il comportamento degli 8 carabinieri in servizio in Lunigiana, per i quali il gip ha emesso misure cautelari (una trentina sono gli indagati), sia iniziato con “motivazioni che in partenza potevano avere anche una logica, ossia l’obiettivo dell’ordine pubblico. Quello che proprio non poteva andare, non poteva essere tollerato, sono i mezzi usati per ottenere l’ordine, mezzi fuori dalla legge e, cosa ancor più grave, se usati da chi la legge deve farla rispettare”.
Per spiegare ancora meglio il procuratore fa un esempio: “è un po’ come quel padre che per correggere il figlio lo riempie di botte”, aggiunge Giubilaro ricordando comunque “di non sapere cosa possa averli spinti nel superare certi limiti. Non sono nella loro testa”.
Per domani è fissato l’interrogatorio di garanzia, davanti al gip Ermanno De Mattia, del brigadiere che era in servizio nella caserma di Aulla e da due giorni è rinchiuso nel carcere di La Spezia. E’ l’unico tra gli otto che ha avuto la misura di custodia cautelare in carcere: tre sono ai domiciliari e gli altri quattro hanno il divieto di dimora in Toscana. Per nessuno di loro il gip ha ancora fissato l’interrogatorio. I reati contestati, a vario titolo, sono falso, abuso d’ufficio, violenza sessuale, lesioni e sequestro di persona.

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MASSA, CARABINIERI ALLA SBARRA: 104 CAPI D’IMPUTAZIONE

carabinieri

Decine i fatti contestati a carabinieri della stazione di Aulla in Lunigiana indagati, tra cui  violenza sessuale e sequestro di persona. Stupore e incredulità ad Aulla. Parlamentare Nardi (Pd) annuncia interrogazione a Ministero dell’Interno.

Verte su 104 capi d’imputazione l’ordinanza (di oltre 200 pagine) emessa dal gip sull’inchiesta della procura di Massa Carrara relativa ad attività nelle stazioni dell’Arma in Lunigiana. Alcune decine i fatti trattati dall’inchiesta. Secondo quanto appreso sono contestati, a vario titolo, i reati di lesioni (alcuni episodi), falso in atti, abuso d’ufficio, rifiuto di denuncia, sequestro di persona, violenza sessuale, possesso di armi (sarebbero i coltelli trovati in casa agli indagati). Il gip ravvisa i pericoli di reiterazione e di inquinamento delle prove tra i motivi di esigenza cautelare. I falsi riguarderebbero anche i verbali su attività e interventi dell’Arma nel territorio. Inoltre, secondo quanto appreso, sarebbe contestato un solo episodio di violenza sessuale e uno solo di sequestro di persona (una persona trattenuta in camera di sicurezza).

Stanno lavorando ‘a scartamento ridotto’, praticamente decimate, le stazioni dei carabinieri della Lunigiana colpite dall’inchiesta. In particolare si è ridotta di molto, in queste ore, l’attività della stazione di Aulla, che ha tutto il personale indagato, una ventina di carabinieri. Il maresciallo comandante di stazione è stato sospeso dal servizio e da stasera a mezzanotte deve allontanarsi dalla provincia. Inoltre, un brigadiere di Aulla è stato arrestato in carcere e altri cinque militari della stessa stazione, con vari gradi, sono stati colpiti o dagli arresti domiciliari (sono tre) o, come il loro comandante, dal divieto di dimora (altri due). L’ottava misura cautelare, un altro divieto di dimora nella provincia apuana, è scattata per un militare della stazione di Albiano Magra.

Incredulità tra i residenti di Aulla (Massa Carrara). Nessuno si espone in commenti ma lo stupore è tanto. Proprio ad Aulla, lo scorso 11 marzo, alcuni giorni dopo la pubblicazione di notizie in merito agli accertamenti della procura sui militari, era stata promossa una manifestazione di solidarietà: decine di persone, complice anche il passaggio dal mercato settimanale, vi avevano partecipato. E sembra che qualcuno stia pensando a organizzare un’altra manifestazione di solidarietà dopo gli arresti di oggi.

In occasione dell’iniziativa dell’11 marzo, svoltasi nella piazza del Comune ad Aulla, erano stati distribuiti volantini di vicinanza all’Arma dando anche la possibilità ai passanti di lasciare un messaggio di solidarietà per i carabinieri, scrivendo un biglietto da inserire in una teca. “La Procura sta mal interpretando la realtà della strada – si leggeva su un volantino – penalizzando l’esecuzione della nostra sicurezza”. “Conosciamo bene quei ragazzi in divisa – avevano spiegato alcuni nella piazza – e conosciamo anche coloro che li hanno accusati, sono quelli da cui ci proteggevano”. Durante la manifestazione era stata fatta suonare anche una sirena simile a quella delle auto dei carabinieri in servizio, seguita da un lungo applauso e dal grido “Viva i nostri carabinieri”.

Un’interrogazione al ministero dell’Interno è stata annunciata dalla parlamentare del Pd Marina Nardi. “In riferimento a quanto appreso dai mezzi di informazione – afferma in una nota – sull’inchiesta comunico il mio tempestivo intervento con un’interrogazione al ministero dell’Interno per comprendere meglio l’accaduto che da quanto riportato nelle cronache sembra increscioso e preoccupante”.

“Confidiamo molto nella possibilità di dimostrare l’estraneità ai fatti contestati” dei carabinieri della Lunigiana indagati dalla procura di Massa Carrara, “ci stiamo muovendo fin da subito per far revocare queste misure, che riteniamo eccessive, fuori luogo, fuori contesto, immotivate” dice  invece l’avvocato Gianpaolo Carabelli di Aulla, uno dei difensori dei militari indagati. “I miei assistiti sostengono di non aver commesso nessun reato”, aggiunge il difensore, che sta valutando di proporre al tribunale di Genova, competente, “il riesame” sul provvedimento del gip dopo aver “esaminato le singole posizioni” degli
indagati. “Tre mesi fa questi carabinieri vennero a conoscenza, con le perquisizioni, di essere sotto inchiesta. Ma hanno continuato a lavorare, a rimanere in servizio, a svolgere le loro funzioni – fa notare l’avvocato Carabelli – Francamente è incomprensibile perché sia diventata necessaria oggi, il 14 giugno, l’esigenza di misure cautelari, mi sembra difficilmente sostenibile adesso”.

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