Migranti, Regione Toscana: “Siamo contrari ai centri di rimpatrio”

Migranti, Regione Toscana: “Siamo contrari ai centri di rimpatrio”

Lo ha affermato Vittorio Bugli, assessore regionale all’immigrazione, a margine della presentazione del ‘Monitorando tour’ di Libera Toscana, rispondendo ai giornalisti sulla bozza di contratto M5s-Lega.

La Toscana rimane contraria ai centri di rimpatrio “tanto più se si ritorna al vecchio Cie: non è neanche una posizione politica, è ammettere l’evidenza dell’assoluto fallimento dei Cie, lo dice una commissione parlamentare d’inchiesta”.
Il passaggio della bozza in questione a cui fa riferimento l’assessore:
“Occorre prevedere, contestualmente, l’individuazione di sedi di permanenza temporanea
finalizzate al rimpatrio, con almeno uno per ogni regione, previo accordo con la Regione
medesima, e con una capienza tale da garantire il trattenimento di tutti gli immigrati il cui
ingresso o soggiorno sia irregolare, presenti e rintracciati sul territorio nazionale”.
“Abbiamo ritenuto di anticipare tutto questo – ha proseguito Bugli – perché proprio ieri abbiamo presentato e approvato in Giunta la proposta di autonomia differenziata della Toscana: la chiediamo anche sui richiedenti asilo, e riteniamo che sia opportuno che finalmente questo sistema passi alla gestione della Regione, concordemente con gli enti locali”.
Secondo Bugli “c’è da smettere di tenere tutte queste persone lì a non fare niente e ad aspettare per anni: bisogna insegnare seriamente loro la lingua, bisogna che facciano attività anche di impegno sociale, lavori utili, attività volontarie interessanti per la comunità, e bisogna gradualmente dar loro delle possibilità di integrazione nella società”.

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Arezzo: al via recupero quartiere Saione

Arezzo: al via recupero quartiere  Saione

Dare nuova vita al quartiere Saione di Arezzo, a partire dal ‘rianimare’ i fondi sfitti ma anche illuminare le strade, presidiare il territorio, e dare ai cittadini un senso maggiore di sicurezza. Lo prevede il progetto di riqualificazione urbana ‘Wake up’ promosso da Regione Toscana e la Confcommercio di Arezzo.

Due le linee di intervento previste dal progetto: da un lato la cosiddetta ‘rigenerazione urbana’ e una serie di strumenti per facilitare la riapertura di fondi commerciali sfitti, messi a disposizione intanto per tre mesi, ma anche attività di animazione e microinterventi di riqualificazione per migliorare il decoro urbano. Dall’altro il rafforzamento della percezione di sicurezza, attraverso la costruzione di una rete solidale fra commercianti e cittadini, per un controllo di vicinato passivo e una migliore comunicazione con le forze dell’ordine. Per raggiungere l’obiettivo, la Regione Toscana ha stanziato per il Saione  90 mila euro, da utilizzare entro la fine del 2018.

A presentare l’iniziativa oggi ad Arezzo  c’erano l’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli, la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini e il direttore Franco Marinoni.

“Wake Up – sottolinea Bugli – risponde alle due linee di intervento della Regione Toscana in tema di sicurezza: rigenerazione degli spazi e partecipazione dal basso. È un cambio di prospettiva notevole questo mettere gli spazi meno sicuri dei nostri centri a disposizione di forze creative e innovative”. “L’approvazione da parte della Regione del progetto di rigenerazione urbana ‘Wake Up’ proposto da Confcommercio, è un ulteriore, importante segnale dell’attenzione del governo regionale verso la città di Arezzo”.

Lo affermano l’assessore toscano alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli e il vicepresidente del Consiglio regionale Lucia De Robertis, in merito al progetto per il quartiere aretino.
“Un’iniziativa – aggiungono in una nota – capace di migliorare la sicurezza della comunità attraverso interventi di rigenerazione e riqualificazione dei luoghi, come già avvenuto con i Piuss e come sta avvenendo con la riqualificazione degli assi ottocenteschi di accesso a Piazza Guido Monaco, mediante il sostegno al commercio, che è presidio imprescindibile per la ‘buona vita’ dei centri storici.” Ceccarelli e de Robertis ricordano che “dove la Regione ha sperimentato iniziative simili, si è avuta la conferma di come la sicurezza nasca proprio dal recupero di luoghi, a rischio marginalità, alla vita sociale. Dal 2001 la Regione, con la legge 38, persegue questa idea: far crescere la sicurezza dei cittadini con interventi di recupero urbanistico, sociale e di prevenzione”. Ceccarelli e De Robertis auspicano che “il comune di Arezzo offra tutto il suo appoggio e la piena disponibilità per la miglior riuscita del progetto, come fatto dalle amministrazioni delle altre città che, in questi anni, hanno sperimentato progetti simili”.

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Toscana: 5000 nuovi immigrati, 4500 sono nascite

Toscana: 5000 nuovi immigrati, 4500 sono nascite

Vittorio Bugli, assessore regionale con delega all’immigrazione ha divulgato oggi i dati: “ci sarebbe lo spazio per nuovi ingressi e per regolarizzare questa massa di migranti fatti entrare in una bolla, in una zona grigia”.

“Nel 2017 in Toscana l’aumento di immigrati regolari è stato di 5mila unità”, che equivalgono a “4.500 bambini nati, più 500 stranieri probabilmente regolarizzati dal percorso dei richiedenti asilo”. Lo ha affermato Vittorio Bugli, assessore regionale con delega all’immigrazione, nel corso di un briefing con la stampa oggi a Firenze. “In tutto – ha spiegato ai cronisti – parliamo di soli 500 nuovi immigrati adulti. Negli anni precedenti l’aumento c’era sempre stato in virtù della possibilità che veniva data di venire nel nostro Paese per le richieste di lavoro.
Adesso le richieste sono andate ad annullarsi, mentre restano quelle come richiedenti asilo”. Secondo Bugli dunque “ci sarebbe lo spazio per nuovi ingressi e per regolarizzare questa massa di migranti fatti entrare in una bolla, in una zona grigia. Questi bambini sono nati in Toscana, hanno un nome e un cognome, vanno a scuola, potrebbero avere il diritto e il dovere di essere cittadini. E invece, senza il riconoscimento dello Ius soli, questo non è possibile. Non è una questione di ideologia ma di pratica”.

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Scavalco Av, Rfi: “elimina conflitti con regionali”

Scavalco Av, Rfi: “elimina conflitti con regionali”

Le parole di Rfi sono state riportate dall’assessore toscano alla presidenza Vittorio Bugli, che ha risposto in Consiglio regionale a un’interrogazione di Sì Toscana a sinistra.

Sul nodo Av di Firenze, nella riunione del 10 marzo Rfi “ha fatto presente di avere in corso uno studio per ulteriori interventi infrastrutturali”, e tra questi c’è “lo scavalco di Firenze Campo di Marte, finalizzato a eliminare i conflitti oggi esistenti fra i treni regionali in direzione Arezzo e l’alta velocità”. Lo ha detto l’assessore toscano alla presidenza Vittorio Bugli, rispondendo in Consiglio regionale a un’interrogazione di Sì Toscana a sinistra.

L’interrogazione chiedeva i dettagli del progetto dello scavalco di Campo di Marte, la stima aggiornata dei costi complessivi dei lavori per il nodo fiorentino Av, il rischio di danni al “patrimonio edilizio e monumentale” di Firenze e la presenza di adeguate coperture finanziare. Bugli ha sottolineato che l’accordo del 2011 “dovrà essere aggiornato e rivisto, anche alla luce dello sviluppo del sistema delle tranvie”, e che questo mese si terrà un nuovo incontro con Rfi, dopo la conclusione dell’iter autorizzativo per l’utilizzo delle terre di scavo.

Quanto alle stime dei costi complessivi, “dai dati del monitoraggio previsto dall’accordo di programma quadro stipulato con il ministero delle Infrastrutture – ha ricordato -, questi risultano pari a 1,612 miliardi di euro, con un avanzamento dei lavori al 49,97%: 805,5 milioni per opere già realizzate, e altri 806,5 per opere ancora da realizzare”. In relazione agli aspetti ambientali, ha ricordato ancora, si è previsto “un ampliamento sulla fascia di subsidenza”, che ha portato ad aumentare di 71 unità gli edifici e le infrastrutture monitorate, passando “da 206 a 277”.

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Regione Toscana: 20.000 euro a vedova Idy Dienne

Regione Toscana: 20.000 euro a vedova Idy Dienne

Firenze, la Regione Toscana assegnerà ventimila euro a Ndeye Rokhaya Mbengue, vedova di Idy Diene, il 54enne senegalese ucciso da un italiano lunedì scorso sul ponte Vespucci a Firenze.

Lo hanno annunciato il presidente Enrico Rossi e l’assessore alla presidenza, Vittorio Bugli, al termine della manifestazione nazionale antirazzista, organizzata dalle associazioni senegalesi della Toscana, a cui entrambi hanno partecipato sabato pomeriggio a Firenze.

“Abbiamo voluto – spiegano i due amministratori – compiere questo gesto, che abbiamo già compiuto altre volte per le vittime di attentati, che consideriamo doveroso. Ventimila euro, inutile ripeterlo, non possono in alcun modo risarcire di tanto dolore e di una così grave perdita, ma rappresentano un aiuto per chi si vede strappare chi era anche una fonte di sostentamento per la propria famiglia. Si tratta di un contributo di solidarietà. E sinceramente ci provoca un’emozione ancora più intensa, pensare al duplice, ripetuto dolore della signora Mbengue, moglie di Samb Modou uno dei due senegalesi uccisi in Piazza Dalmazia nel dicembre 2011”.

A Ndeye Rokhaya Mbengue nel dicembre scorso era stata concessa la cittadinanza italiana per meriti speciali.

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