Fiamme in casa a Vinci (FI), cinque persone evacuate

Fiamme in casa a Vinci (FI), cinque persone evacuate

Un nucleo familiare di cinque persone è stato evacuato questa sera intorno alle 21 di ieri sera a Sovigliana di Vinci (Firenze) a causa di un incendio avvenuto in un appartamento.

Secondo le prime informazioni sarebbe stato un corto circuito a provocare le fiamme che hanno interessato prima il garage e poi il resto dell’abitazione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Nessun problema per i componenti della famiglia che però ha trascorso la notte ospitata da parenti: l’appartamento è stato dichiarato inagibile.

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Suicidio in nel centro stampa, sciopero testate locali Gedi

Suicidio in  nel centro stampa, sciopero testate locali Gedi

Oggi non sono  in edicola le due testate locali e altri quotidiani
del gruppo, tra cui Secolo XIX, Mattino di Padova, Nuova Venezia, Tribuna di Treviso, Corriere delle Alpi, Provincia Pavese, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, Nuova Ferrara, Tirreno di Livorno

Un uomo, di 49 anni, si è tolto la vita, la notte scorsa, nello stabilimento del Centro Stampa di Gorizia dove si trovano le rotative che stampano Messaggero Veneto e Piccolo (Gruppo Gedi). L’uomo ascia la moglie e una figlia di 11 anni. La scoperta è stata fatta dai colleghi, poco dopo le 3. Sul posto i carabinieri di Gorizia hanno subito escluso eventuali terze responsabilità. L’impianto è stato fermato immediatamente, con conseguenze sulla distribuzione dei giornali in Friuli Venezia Giulia. Nei giorni scorsi l’azienda aveva annunciato la chiusura del Centro stampa con il trasferimento dell’attività e del personale a Padova.

Una decisione che aveva allarmato il poligrafico, il quale, nelle scorse settimane, si era già rifiutato di prestare servizio nello stabilimento veneto, anche solo come sostituzione
temporanea per qualche giorno di un collega.
Il suicidio ha scatenato le reazioni dei colleghi e dei giornalisti, che hanno proclamato uno sciopero di 24 ore:oggi non sono  in edicola le due testate locali e altri quotidiani
del gruppo, tra cui Secolo XIX, Mattino di Padova, Nuova Venezia, Tribuna di Treviso, Corriere delle Alpi, Provincia Pavese, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, Nuova Ferrara, Tirreno di Livorno. Non sarà domani in edicola e in versione iPad La Stampa, in segno di solidarietà, mentre i giornalisti di Repubblica in una nota diffusa dal cdr hanno parlato di “tragedia che colpisce tutti”, sottolineando che “qualsiasi intervento di ristrutturazione aziendale” influisce “sulla vita stessa delle persone”.
Il gruppo Gedi in una nota si è detto “profondamente colpito e fortemente addolorato” e ha espresso “le più sentite condoglianze alla famiglia, “alla quale assicurerà aiuto e
vicinanza”.
Sulla vicenda sono intervenute anche la Fnsi e Assostampa Fvg invitando a “una riflessione su politiche aziendali che, ormai ovunque, spingono le aziende a trattare il bene informazione con criteri esclusivamente ragionieristici”. Il Pd, attraverso il
segretario Fvg, Salvatore Spitaleri, e il capogruppo Fvg, Sergio Bolzonello, ha ricordato che “l’allora presidente della Regione Serracchiani, prima del passaggio al gruppo Gedi, aveva raccolto l’anno scorso le preoccupazioni dei lavoratori sulla sorte della
stamperia”, sottolineando il rischio di una “delocalizzazione di competenze e tecnologie dal Fvg”. Vicinanza è stata espressa dall’assessore regionale Fvg al Lavoro Alessia Rosolen.

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Catalogna: giudice riapre indagini su schianto bus

Catalogna: giudice riapre indagini su schianto bus

Riaperte le indagini sulla morte di 13 studentesse dell’Erasmus, di cui sette italiane, avvenuta il 20 marzo 2016 per l’incidente in autostrada del pullman su cui viaggiavano. Il tribunale di Tarragona ha accolto un ricorso promosso dai genitori delle vittime contro l’archiviazione, la seconda, decisa nel settembre 2017 dal giudice istruttore del tribunale di Amposta.

Il tribunale di Tarragona in Catalogna è giurisdizione superiore con funzioni di appello rispetto ad Amposta e in questi giorni ha stabilito, invece, sia la riapertura delle indagini sull’autista del pullman, sia – per la prima volta nella vicenda – la loro estensione all’ente spagnolo che va considerato omologo del nostro Ispettorato del lavoro. L’obiettivo è determinare sia se l’autista ebbe un colpo di sonno o abbia guidato con imperizia, sia anche riscontrare se furono fatte verifiche su orari e condizioni di lavoro degli autisti dei pullman. A rendere nota la decisione dell’autorità spagnola è, su Fb, Gabriele Maestrini, padre di Elena, sua unica figlia, studentessa di Gavorrano (Grosseto) morta nell’incidente: “Dopo 815 giorni di angoscia e disperazione – commenta – il nostro ricorso è stato accettato ma alla giustizia spagnola occorrono altri mesi, con un massimo di 18, per acquisire altri documenti. Cosa mancherà ancora? Non lo sappiamo. Cosa hanno fatto sino ad oggi? Forse hanno altri problemi? Sicuramente per noi li hanno, ma se vogliono dimostrare all’Europa intera di poter garantire giustizia e sicurezza ai nostri giovani che scelgano di studiare e soggiornare nel loro paese, dovranno dare voce al nostro dolore per dare giustizia a coloro che non ci sono più”. La trafila giudiziaria è iniziata subito, già nel 2016, con la prima archiviazione di un giudice di Amposta. Le famiglie, indignate, si opposero, ottenendo che il caso venisse esaminato da un altro giudice.
Riaperto il fascicolo, anche questo altro magistrato, il settembre 2017, ha però ritenuto di chiudere la vicenda sotto il profilo penale per insufficienza di indizi a carico dell’autista. E stabilendo che, al massimo, contro l’autista, e forse anche la società dei pullman, le parti civili potevano chiedere un risarcimento in sede civile. “Eppure – commenta l’avvocato Stefano Bartoli che assiste la famiglia di Lucrezia Borghi, studentessa di Greve (Firenze) – le indagini della polizia sono state fatte molto bene. Oggi comunque accogliamo in modo positivo la notizia della riapertura del caso, un passo importante”. Anche la procura spagnola si è sempre opposta a tutte le archiviazioni dei giudici stando sempre in linea coi familiari delle vittime. Infine, mentre le famiglie italiane hanno proposto il ricorso, ‘vincente’, al tribunale di Tarragona, i genitori delle altre studentesse decedute hanno insistito contro la seconda archiviazione facendo ricorso sì, ma ancora davanti ai giudici di Amposta. Che lo hanno respinto.

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Ragazza cade da spalletta Arno, salvata a Firenze

Ragazza cade da spalletta Arno, salvata a Firenze

I Vigili del Fuoco del Comando di Firenze sono intervenuti questa notte per soccorrere una ragazza caduta dalla spalletta del fiume.

Firenze: una ragazza, probabilmente americana, è stata soccorsa la notte scorsa intorno alle 4:15, dopo essere caduta da una spalletta del fiume Arno all’altezza di piazza Poggi.

Recuperata dai vigili del fuoco, è stata consegnata ai sanitari del 118 per le cure del caso. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

Sul posto anche la polizia. Secondo quanto accertato finora, la ragazza, di circa 20 anni, originaria degli Usa, sarebbe stata ubriaca al momento della caduta. Si trovava con un connazionale 21enne, anche lui in stato di alterazione per l’assunzione di alcol. Al momento si trova ricoverata all’ospedale fiorentino di Careggi.

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Pisa. Cadavere di un uomo ritrovato in Arno

Pisa. Cadavere di un uomo ritrovato in Arno

Il cadavere di un uomo è stato rinvenuto, questa mattina, impigliato in uno dei pontili galleggianti alla base nautica dei vigili del fuoco di Pisa in lungarno Guadalongo.

Il corpo dell’uomo, che non sembrerebbe in avanzato stato di decomposizione, è stato ritrovato nelle acque del fiume Arno. Sul posto una squadra del vigili del fuoco per il recupero del cadavere e le forze dell’ordine.

(notizia in aggiornamento)

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