Cave, approvato il regolamento

FIRENZE - Approvato in via definitiva dalla Giunta regionale toscana il regolamento di attuazione previsto dalla legge regionale sulle cave (art.5 lr 25 marzo 2015, n. 35). Con l'occasione la Giunta ha inoltre proposto un 'congelamento' di circa un anno dei termini temporali previsti dalla lr 35 in attesa del pronumciamento della Corte Costituzionale che riguarda la stessa legge.

Il regolamento:
Il regolamento attuativo approvato oggi fornisce indicazioni sui contenuti tecnico-progettuali relativi al progetto definitivo da allegare alla domanda di autorizzazione alla coltivazione dei materiali di cava prevista dall'art. 17 della l.r. 35/2015. Viene inoltre istituita una banca dati centralizzata in cui confluiranno le informazioni inviate dai Comuni, dall'Ente Parco, dalle ASL e dall'ARPAT. Grazie alla banca dati sarà più facile sia attivare forme di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti, sia programmarel'attività di controllo.

Una prima proposta di regolamento era già stata approvata dalla Giunta regionale il 28 settembre scorso. Su quel testo sono state effettuate alcune modifiche a seguito dei pareri espressi dalla II Commissione de Consiglio regionale della Toscana e del Consiglio delle Autonomie Locali. In particolare, in parziale accoglimento del parere della II Commissione consiliare, è stata modificata la parte relativa all'utilizzo di materiali di provenienza esterna al sito estrattivo (art 5), che dovranno essere utilizzati in conformità con quanto previsto dalla normativa nazionale di riferimento.


Lo slittamento dei termini:
Relativamente alle cave, la Giunta Toscana è intervenuta propronendo una sorta di 'congelamento' dei termini temporali previsti dalla legge negli articoli 35, 38 e 39. Ritenuto opportuno attendere la pronuncia della Corte Costituzionale prima di iniziare le attività di ricognizione dei beni estimati previste dall'art 32 (comma 2); stipulare le convenzioni per incrementare la durata delle concessione ed autorizzazioni previste dall'art 38 (comma 7) ed emanare i regolamenti comunali previsti dall'articolo 39 (comma 2), si propone di differire i termini di circa un anno, nella previsione che la Corte Costituzionale si pronunci entro i primi mesi del 2016.

 

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