Centri per l’impiego alla Regione in attesa della riforma. Firmata convenzione

FIRENZE – Cambiano i centri per l'impiego provinciali. Da gennaio dipenderanno dalla Regione. Cambiano ma rimarranno gli stessi e continueranno soprattutto a rimanere aperti nelle dieci province dove oggi sono attivi. La Toscana avrebbe voluto costituire fin da subito un'agenzia regionale e l'obiettivo rimane questo, per legare assieme formazione e servizi per il lavoro. Un modo per qualificare ulteriormente i servizi e superare l'attuale segmentazione, unificando peraltro in tutto il territorio regionale politiche e forme di supporto e sostegno, per i lavoratori e per chi cerca lavoro.

Ma un'agenzia non poteva essere costituita nella fase transitoria dei prossimi due anni, in attesa della conclusione del dibattito sulla riforma costituzionale e dell'autonomia speciale sui servizi per il lavoro, che la Toscana conferma di essere interessata a richiedere. Il personale dei centri per l'impiego non poteva, infatti,a neppure diventare regionale con un passaggio diretto,  come è stato per altri dipendenti delle Province. E così la scelta è stata un'altra.

La Regione darà così vita ad una struttura interna dedicata, con una nuova direzione che avrà il compito di gestire gli oltre mille operatori dei sessanta centri per l'impiego e sportelli territoriali. I lavoratori a tempo indeterminato e determinato delle Province saranno assegnati temporaneamente alla Regione, con l'auspicio che al termine del periodo transitorio vi possa essere il passaggio completo e stabile di competenze e dipendenti e di poter in tal senso far partire l'agenzia. Due terzi degli stipendi e delle spese di funzionamento saranno coperte dal Ministero e quel che rimane dalla Regione, che nella proposta di bilancio per il 2016 ha già stanziato 6 milioni, oltre ai 15 milioni già previsti del Fondo sociale europeo e che saranno trasferiti con una delibera di giunta nei prossimi giorni per garantire i servizi con il rinnovo degli appalti e del personale così assegnato.

Il personale
Sono oltre cinquecento i dipendenti dei "Servizi Lavoro" delle Province, tra tempi determinati (93) e tempi indeterminati (414 a gennaio), anche una parte se ne andrà in pensione tra dicembre e il 2016. A questi si devono sommare gli oltre seicento lavoratori impiegati nelle società esterne che hanno i servizi in affidamento o che dipendono dalle società in house. Per loro la Regione, con la modifica alla legge di riordino delle funzioni approvata la scorsa settimana dal Consiglio regionale, ha stabilito che le Province prorogheranno per tutto il 2016 i contratti e le gare in essere. Nel corso del prossimo anno la Regione lavorerà inoltre ad una gara (unica) per riunire gli attuali appalti, con un trattamento uguale e uniforme per tutti.

La prima convenzione firmata in Italia
La Toscana è la prima Regione a firmare con il ministero una convenzione per i centri per l'impiego e questo permetterà di garantire in servizi senza soluzione di continuità. I centri e la direzione regionale preposta si occuperanno, tra l'altro, dei servizi per l'impiego e del sistema informativo del lavoro, degli interventi regionali, statali e comunitari per il sostegno e lo sviluppo dell'occupazione, delle vertenze e crisi aziendali, degli ammortizzatori sociali e del collocamento mirato delle persone con disabilità.

I numeri dei centri per l'impiego toscani
Dal 2009 i centri per l'impiego toscano hanno avuto a che fare con una media di 300 mila persone l'anno. C'è chi vi si è rivolto anche più volte ed infatti 4 milioni sono state le prese in carico (650 mila nel corso del solo 2014).

Negli ultimi cinque anni i servizi per il lavoro hanno saputo affrontare l'impatto enorme della crisi e positiva è stata l'esperienza nella gestione degli ammortizzatori sociali, sempre accompagnati da corsi di formazione e orientamento, o altri strumenti di politiche attive, per meglio aiutare chi aveva perso un impiego a ritrovarlo. Sono stati 87 mila i lavoratori che dal 2009 hanno beneficiato in Toscana di ammortizzatori in deroga e 651 mila le azioni di politica attiva erogate. Più azioni per ogni lavoratore.
 
I centri hanno svolto un ruolo importante anche all'interno del programma "Garanzia Giovani", che ha visto la Toscana, prima ancora in Italia, accogliere i giovani neet, ovvero quei toscani tra i quindici e i ventinove anni che non vanno né a scuola né all'università, che non lavorano o neppure seguono stage, corsi di formazione o di aggiornamento professionale.  I centri per l'impiego della Toscana hanno iniziato a ricevere i giovani dal 15 maggio 2014 e al 26 ottobre 2015 erano 31.279 quelli presi in carico, con 36.865 colloqui di orientamento, 32.338 patti di attivazione e 32.250 profili definiti. Di questi 15.328 sono stati avviati al mondo del lavoro con tirocini (7.961), contratti a tempo determinato (3.460), contratti di apprendistato (2.512) e contratti a tempo indeterminato (1.395).

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