Cinquantatré milioni per rilanciare l’area industriale di Piombino

PIOMBINO (Li) - Cinquantatré milioni di euro. Anzi, qualcosa in più: 53,4 milioni per superare la crisi industriale a Piombino e che diventeranno incentivi e agevolazioni per ampliare un'impresa o avviarne una nuova, per sostenere chi investe in innovazione e ricerca, per i giovani che decideranno di mettere su un'azienda o creare le infrastrutture a supporto, per sostenere l'accesso al credito o aiutare i lavoratori che devono ricollocarsi e riqualificarsi.

Di questo si è parlato nel pomeriggio all'hotel Phalesia, con Regione e Invitalia a spiegare ad aziende, associazioni di categoria e sindacati che affollavano l'auditorium tempi e modi  in cui si concretizzerà il piano di riconversione e rilancio dell'area di crisi industriale, secondo l'accordo firmato lo scorso maggio.

"Il porto e l'escavo sono stati realizzati e, pur tra altri e bassi, penso che anche il progetto di Rebrab per far risorgere la ex Lucchini puntando, accanto alla siderurgia, anche su logistica e agroalimentare andrà alla fine a buon fine – ricorda il presidente della Toscana Enrico Rossi – Oggi mettiamo in campo questo pacchetto di agevolazioni e incentivi. Sono tanti soldi, tra quelli che ci mette il Governo e quelli che aggiunge la Regione. E' un'occasione importante e invito pertanto le aziende a valutare bene le opportunità che si creeranno per aiutare, con progetti validi, il rilancio dell'area".

I cinquantatré milioni di euro  arriveranno con contributi a fondo perduto o con prestiti a tassi particolarmente agevolati: per piccole e medie imprese e società di capitali, per le aziende dell'industria e dell'artigianato oltre che del turismo e del commercio.

Venti milioni ce li metterà il Ministero per lo sviluppo economico attraverso Invitalia, l'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa. Dal 12 gennaio 2016, on line, si potranno presentare le domande sulla piattaforma dell'agenzia: saranno finanziati programmi di investimento con spese ammissibili di almeno 1,5 milioni e priorità avrà chi rioccuperà lavoratori che hanno perso l'impiego. Agli altri 33 milioni ci penserà la Regione, con risorse proprie e con fondi europei. Oltre a Piombino sono interessati i territori di San Vincenzo, Suvereto e Campiglia Marittima.

"Invitalia ha messo a disposizione una serie di strumenti  che vanno dalle legge 181 sulla reindustrializzazione delle aree di crisi al contratto di sviluppo - ricorda l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri -Il bando durerà un mese dopodiché stileremo la graduatoria. Ci impegniamo a far partire il programma di investimenti nel più breve tempo possibile". "Saranno anche effettuate -  aggiunge - le attività di bonifica per rendere questo territorio nuovamente attrattivo, a conferma della sua vocazione di polo di sviluppo della regione".

Dei 33,4 milioni impegnati dalla Regione Toscana, otto sono già stati destinati all'infrastrutturazione dell'area di Colmata. Dodici milioni sono riservati alle aziende che firmeranno protocolli di insediamento, altri otto ad un fondo rotativo per prestiti su investimenti Pmi. Ci sono anche 3,2 milioni per finanziare ricerca e sviluppo e dunque le aziende che innovano, 1 milione per le agevolazioni fiscali (in particolare sull'Irap, l'imposta sulle attività produttive, che sarà scontata di 1 punto e mezzo e dunque al 2,4 per cento fino al 2017), 800 mila euro per politiche sull'occupazione, 200 mila per misure di inclusione sociale e altrettanti per la formazione continua dei lavoratori.

Le misure messe in campo dalla Regione saranno disponibili a partire dal 2016, con l'approvazione della Finanziaria e il primo assestamento di bilancio.

Per gli incentivi messi a disposizione da Invitalia è prevista una priorità per alcuni ambiti produttivi, come l'attività di raccolta e depurazione delle acque di scarico, la raccolta, il trattamento o smaltimento dei rifiuti di origine industriale e commerciale, il recupero e la cernita dei materiali industriali o commerciali, l'industria alimentare, la logistica, la costruzione di imbarcazioni da diporto o sportive, la fabbricazione di prodotti in metallo e il turismo. Tutto questo per sostenere il rilancio della siderurgia ma anche trovare sbocchi alternativi per il tessuto economico locale.

Le agevolazioni concesse da Invitalia prevedono un contributo in conto impianti, un eventuale contributo diretto alla spesa e un finanziamento agevolato, che può coprire fino al 50 per cento degli investimenti ammissibili ed è rimborsabile in dieci anni. Complessivamente le agevolazioni possono coprire fino al 75 per cento della spesa ammissibile. 
 

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