Clausola sociale sui call center, Rossi: “Un passo in avanti per difendere lavoro e qualità del lavoro”

FIRENZE - "La clausola sociale sui call center è un passo in avanti per la difesa del lavoro e la difesa di imprese sane e innovative da chi fa concorrenza sleale, non investe, taglia sul costo del lavoro e spesso delocalizza fuori dall'Europa". Lo sottolinea il presidente della Toscana Enrico Rossi, che difende l'emendamento approvato otto giorni fa in commissione e in discussione adesso nell'aula della Camera dei deputati.

"Forse se questa norma fosse stata in vigore quando è iniziata la vicenda People Care di Livorno, con oltre quattrocento lavoratori e famiglie che hanno rischiato di perdere il lavoro – annota ancora Rossi -, questo avrebbe aiutato i tempi di risoluzione".

Il testo del disegno di legge sugli appalti in discussione in Parlamento prevede infatti d'ora in poi, per i call center, la prosecuzione dei rapporti di lavoro già esistenti in caso di successione di imprese negli appalti col medesimo committente, con la salvaguardia dei trattamenti economici e normativi contenuti nei contratti collettivi.

In questo modo l'Italia di fatto si allinea al resto d'Europa. "I lavoratori dei call center sono stati tra i più colpiti dalla crisi in questi anni. L'emendamento pone fine ad una pericolosa deriva" conclude Rossi.

 

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