Clima, dalla Toscana (e Italia) un appello: agire a livello globale, a partire dalle realtà locali

FIRENZE – I problemi del cambiamento climatico e la questione energetica sono temi da affrontare a livello globale. Ma il livello da cui partire deve essere quello più vicino ai cittadini, cioè quello locale di Comuni e Regioni che devono essere coinvolti e poter accedere al Fondo Verde. I risultati dei negoziati Onu dal 1992 ad oggi? Non sono stati sufficienti a contrastare il cambiamento.

Queste le indicazioni che i cittadini toscani, riuniti per otto ore in sala Pegaso, hanno espresso, costituendo così un campione rappresentativo dell'intera Italia. Un campione che oggi, attraverso il sito, potrà essere confrontato con quello di altri paesi di tutto il mondo che hanno partecipato all'incontro.

La Toscana – e l'Italia rappresentata in questa partecipatissima e riuscita sessione di town meeting - crede nell'azione comune di tutti i paesi del mondo, a partire dall'educazione dei suoi più giovani cittadini e con una forte responsabilizzazione da parte della società civile. E insiste, soprattutto, sulla necessità di reagire ai cambiamenti climatici e alle ricadute negative in tema ambientale. Si tratta di problemi urgenti, dice un campione di oltre 90 per cento di cittadini che, peraltro, si dice preoccupato per quasi l'80% del campione. Per affrontarli la futura Conferenza sul clima programmata per dicembre a Parigi, dovrà mettere in atto tutto ciò che sarà in suo potere per limitare il riscaldamento del pianeta .

 

Sono questi i principali risultati emersi, oggi, nel corso del "World wide views 2015", organizzato dalla Regione come una tappa intermedia verso la conferenza mondiale del clima di Parigi, che sarà preceduta a settembre dalla preconferenza di Roma, erede di quello che è stato nel 1997 Kyoto, luogo dove fu firmato il famoso protocollo sul riscaldamento globale.

 

Cinque le sezioni su cui i partecipanti si sono confrontati. A cominciare dall'importanza di affrontare il cambiamento climatico: per il 90,1 per cento del campione toscano dovrebbe essere compito del mondo nel suo insieme fare il massimo per abbassare la temperatura media a due gradi centigradi. Gli strumenti per affrontare il cambiamento? Fra questi forte accento sulla ricerca (32%), la sovvenzione di produzioni a basse emissioni (53,9%). Si insiste sopratutto sul fatto che le soluzioni debbano essere messe in atto a livello globale (69,61%) e, soprattutto, con programmi educativi diretti al grande pubblico (82,35%).

Se il campione ritiene che l'azione debba essere su base mondiale, viene tuttavia rilevata la necessità che da parte dello stato italiano e di tutti gli stati in genere, di far diventare questi temi una priorità delle agende nazionali, anche se, al momento, per la maggior parte del campione ciò non sta avvenendo. Si pensa poi che negli accordi di Parigi si dovrebbe introdurre un obiettivo globale vincolante per ridurre le emissioni, fare in modo di introdurre una fiscalità commisurata al reddito dei paesi interessati. Tutti i paesi però, anche quelli in via di sviluppo o a basso reddito, dovrebbero comunque contribuire al Fondo verde per il clima.  

 

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