Come viene utilizzato internet in Toscana?

La Toscana è storicamente una regione molto attenta alle novità ed alla tecnologia. Non a caso in questa regione tanto è stato fatto dal punto di vista della diffusione di internet veloce. La Toscana è stata tra le prime in Italia ad impegnare risorse pubbliche e mettersi al lavoro per portare la banda larga e poi la banda ultralarga nelle cosiddette ‘aree bianche’, ovvero i territori dove, per i i pochi abitanti, la distanza e la scarsa presenza di aziende, gli operatori privati hanno deciso di non voler investire. La rete in fibra ottica a cui sta lavorando Regione Toscana è in linea con la “Strategia Italiana per la banda ultra larga” e ha come obiettivi quelli fissati dall’Agenda Digitale Europea.

Complessivamente è prevista la copertura in banda ultra larga di oltre 640 mila unità immobiliari (abitazioni ed imprese) in 268 Comuni. Il progetto procede per lotti. Vista la quantità degli enti coinvolti, per velocizzare l’iter delle autorizzazioni la Regione ha promosso la sottoscrizione di diversi Accordi di Programma tra i soggetti chiamati al rilascio di autorizzazioni, pareri e nulla-osta. Sono stati sottoscritti complessivamente 6 Accordi di programma.

A questo punto il progetto può dirsi dunque avviato in tutti i territori. Molti sono già avanti tanto che a fine settembre 2019 è partita la commercializzazione in via sperimentale del servizio in fibra nei primi tre comuni dove è intervenuto il concessionario Open Fiber: Buonconvento (SI), Chianciano Terme (SI), e San Vincenzo (LI). Ad oggi sono attivabili i servizi FTTH nelle aree bianche di altri nove comuni toscani: Castel Focognano, Castel San Niccolò, Fauglia, Firenzuola, Grosseto, Montescudaio, Palazzuolo sul Senio, San Casciano dei Bagni, Talla. E sabato inizierà la vendita nei servizi in altri tre territori, stavolta nel grossetano: Roccalbegna, Santa Fiora e Semproniano.

Come viene utilizzato internet in Toscana

Detto della diffusione del web sul territorio regionale è ora il tempo di parlare di come viene utilizzata la rete in regione. Negli ultimi mesi molte attività sono state rivolte al tema dello smart working. Un tema molto influente in regione visto che sono sempre più i lavoratori che adottano questa soluzione. In Toscana sono diverse le iniziative che combinano la possibilità di soggiornare in mezzo alla natura e di continuare a svolgere con tutti i requisiti del caso, la propria professione lontani dall’ufficio.

Non siamo ancora in presenza di una rete organizzata e votata alla conversione delle strutture turistiche in destinazioni per il lavoro agile ma la strada sembra segnata, anche grazie alla partecipazione attiva degli enti locali. La startup innovativa Smartway, per esempio, ha sviluppato una piattaforma digitale per offrire a condizioni agevolate a Montepulciano una selezione di strutture ricettive (agriturismi, appartamenti nel centro storico, B&B e anche boutique hotel) agli amanti delle colline e della storia medievale senese. A Pontremoli, invece, nel cuore della Lunigiana, l’idea di attrarre smart worker da tutta Italia è venuta all’associazione di Turismo Responsabile Farfalle in Cammino, che con il patrocinio del comune ha lanciato un progetto senza scopo di lucro, Startworking.live, destinato per l’appunto a chi è in cerca di un alloggio per lavorare a distanza e per godere di panorami incantevoli durante le pause lavoro con l’immancabile roulette.

Il primo social network per la beneficenza

Pisa è la prima città al mondo ad aver creato un social network gratuito dedicato alla beneficenza, pensato per creare un filo diretto e una community tra enti no profit e donatori. Il progetto è stato creato e realizzato dalla Linari Medical srl, società attiva nella tele riabilitazione neurovisiva, attraverso lo sviluppo di un’app chiamata “Really Friend“, che è stata presentata ieri nella sede pisana di Confesercenti Toscana Nord.

La piattaforma digitale è già gratuitamente scaricabile su App Store e Google Play e ha come oggetto esclusivamente contenuti e attività di sostegno sociale, principalmente con raccolte fondi organizzate e certificate: su Really Friend non si chiede l’amicizia ma si diventa automaticamente amici di chi ha donato alla stessa campagna.  Per gli enti no profit pubblicare le campagne su Really Friend è semplice: basta descrivere il progetto, la sua durata e l’obiettivo economico della raccolta. In tempo reale su ogni campagna saranno visualizzabili gli importi donati e un countdown per il raggiungimento dell’obiettivo, senza alcun costo di registrazione né per gli utenti né per l’ente beneficiario, che avrà sempre l’obbligo di documentare come sono stati impiegati i fondi raccolti. La donazione invece ha un importo minimo di un euro.

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