Conservatori toscani aderiscono a mobilitazione per difesa studio della musica

FIRENZE – I conservatori statali e non statali hanno già espresso con un documento comune al Ministero della pubblica istruzione, università e ricerca la grande preoccupazione per la situazione del sistema dell'alta formazione musicale nel nostro Paese. In particolare viene lamentato il blocco, ormai da anni, del processo di riforma del sistema avviato nel 1999, cui si accompagna una grave carenza di risorse pubbliche accanto alla mancanza di interlocuzione con il sistema istituzionale.

Anche le quattro strutture toscane di alta formazione musicale (quella di Firenze, che è statale, e quelle di Livorno, Lucca e Siena, parificate e di cui la Regione sostiene la richiesta di statalizzazione) denunciano "il persistere di un'assenza di progettualità politica e culturale che riguarda il sistema formativo in un contesto di una costante sottovalutazione di fatto del valore della musica nell'intero contesto culturale e sociale complessivo del paese".

I contenuti delle richieste e di una protesta che si concretizzerà il prossimo 13 febbraio in una giornata nazionale di mobilitazione con iniziative e attività musicali in ogni istituto su tutto il territorio, saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa mercoledì 10 febbraio, ore 12.30, a Palazzo Strozzi Sacrati in Piazza del Duomo 10. Saranno presenti la vicepresidente e assessore regionale all'università e ricerca Monica Barni e un rappresentante di ciascun conservatorio toscano.

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